#Goal&Cash – Juventus, Allegri sarà l’allenatore più pagato della Serie A

“Ancora insieme per costruire giorno dopo giorno nuovi successi” queste le parole di Max Allegri dopo la firma sul rinnovo contrattuale con la juventus, il nuovo accordo lega il tecnico livornese ai bianconeri fino al 30 giugno 2018.

Sul sito della Juventus sono arrivate altre sue dichiarazioni: “non è assolutamente un punto di arrivo, è un punto di partenza, quello che è stato fatto rimarrà nella storia della Juventus – ha dichiarato al sito della società bianconera -. Già dalla finale di Coppa Italia e dall’inizio del prossimo anno bisogna comcinire a lavorare per ottenere successi. Tutto qui è stimolante, è una grande sfida e una grande responsabilità allenare la Juve. Qui si gioca sempre per vincere. Era stimolante quando sono arrivato nell’estate di 2 anni fa, sarà più stimolante quando riprenderemo a lavorare per i prossimi obiettivi . Lavorare in questa società è una cosa per pochi, sono orgoglioso ed entusiasta. Ogni anno qui c’è una sfida da affrontare e ci sono obiettivi da raggiungere”.

Con il suo stipendio da 5 milioni più bonus Allegri supera i suoi colleghi e diventa il tecnico più pagato del nostro calcio.

Spalletti con la Roma ha un accordo da poco più 2,8 milioni all’anno; Mancini, fino ad oggi primo nella classifica, prende oltre 4 milioni di euro.

Nella storia del nostro campionato gli allenatori più pagati sono stati sicuramente: Benitez al Napoli e Mourinho all’Inter.

Gli allenatori italiani in giro per il mondo costano ai club cifre molto elevate, ad esempio con Ancelotti al PSG o al Real Madrid.

Gli allenatori costano molto ma non sempre fanno la differenza, Mourinho, nonostante il suo maxi ingaggio al Chelsea è stato mandato via dopo varie sconfitte, anche Benitez al Real è durato poco più di qualche mese; Allegri ha già dato prova di meritare il rinnovo, nelle prossime stagioni la Champions sarà l’obiettivo primario.




#HistoriaMagistraCalcis – La Roma per i tifosi romanisti

Le capacità maggiori dei romani sono insite nel loro linguaggio; si tratta di: icasticità e concisione. Sono epigrammatici. Hanno una forza espressiva monumentale e sanno comprimerla in poche parole. I romani. I romanisti ancor più. “Noi c’avemo er core grosso, mezzo giallo e mezzo rosso” (da Forza Roma Forza Lupi di Lando Fiorini): poche parole, un mondo. Perché il tifoso romanista è così: focoso, sentimentale, passionale. E queste virtù esplodono per i colori della Roma. D’altronde “semo romani ma romanisti de più“. E’ certo vero che qualsiasi supporter ami la propria squadra. Che per ogni curvarolo il giorno della partita sia il più importante. Ma c’è una straordinaria diversità: prima di essere romano od italiano od europeo è romanista: è questione viscerale e d’orgoglio. La Roma rappresenta – come canta Venditti – il “core de sta città“. Ar core nun se comanna, si direbbe. E per il tifoso giallorosso è una questione ontologica: quando indossa la sciarpa sa che non si tratta di un accessorio. Bensì di un vessillo che lo contraddistingue dal “monno ‘nfame“. E così la sua voce diventa centomila ed i suoi sudori e brividi sono condivisi. Tutti in uno spazio ben delineato. Ciò contraddistingue la Roma dalle grandi milanesi e dalla Juventus: tanti fan, ma nessuna concisione fra città e club. Per il romanista è questione di cieco e folle innamoramento, di alienazione straordinaria. Di fratellanza: “Dimmi cos’è che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo. Dimmi cos’è che ci fa sentire uniti anche se siamo lontani. Dimmi cos’è, cos’è che batte forte, forte, forte in fondo al cuore, che ci toglie il respiro e ci parla d’amore” (Grazie Roma, Antonello Venditti). Di sovrapposizione di difetti e pregi insiti nelle caratteristiche della Capitale: senso di onnipotenza ed autoironia; speranze immotivate ma perpetue. Il vero tifoso giallorosso non smetterà mai di sognare. E per questo è deriso: è obiettivamente un perdente, un eterno secondo, un chiacchierone che “ad agosto ha già vinto lo scudetto“. Ma quale male possiamo trovarci? Parliamo pur sempre di calcio. Di canti e bandiere. E la forza del romanista sta proprio qui: nell’accettare la speranza – maledetta bastarda, astuta traditrice – a costo di vivere solo pochi attimi di gioia. Perché è vero che dopo ogni sconfitta “l’allenatore ha sbagliato e coso è una pippa“, e dopo ogni vittoria “io il mister l’ho sempre sostenuto, teniamolo finché nun more. Coso pallone d’oro“. Ma dove non sta la bellezza in questo? Nello sport del business e del marketing, non è più bella l’esplosione di cuori piuttosto che del portafogli? Probabilmente questa mentalità porterà sempre il tifoso della maggica ad essere un non-vincente. Ma è un problema? Le emozioni di una singola partita rimbalzano in Roma molto più veementemente di uno scudetto cosmopolita, senza un vero centro geografico e di singolarità culturale. Il romanista è di Testaccio, della Garbatella, di Trastevere. Va allo stadio con la porchetta e bestemmia. Puzza. Piange ed abbraccia la vecchietta accanto (a questo proposito, “Grazie Roma, che ci fai piangere e abbracciare ancora“). Piange di gioia. Di delusione. In novanta minuti perde la dignità guadagnata in una vita. Eppure è così paurosamente affascinante. Così orgoglioso. Forse burbero. Forse bislacco. Ma va bene così: è anzitutto romanista: “Dimmi chi è chi è che mi fa sentì importante anche se non conto niente, che mi fa re quando sento le campane la domenica mattina. Dimmi chi è chi è che mi fa campà sta vita così piena di problemi e mi dà coraggio se tu non mi vuoi bene“. L’inno di Venditti per lui è più soave di mille angeli. Non c’è tecnica o scienza. C’è sentimento ed innamoramento. Valori che nella freddezza sistematica sportiva non vanno solo preservati. Vanno osannati ed urlati. Perciò “grazie Roma“.




#FocusPrimavera – i risultati della ventiseiesima giornata

Ultima giornata per la regular season del campionato primavera TIM. Adesso verranno giocati i play-off per decretare il tebellone completo delle Final Eight, che decreteranno la squadra campione d’Italia.

GIRONE A:
Nel girone A si qualificano alle finali Juventus e Virtus Entella, rispettivamente prima e seconda in campionato. I bianconeri escono però sconfitti da questo ultimo turno, sul campo del Genoa, per 5 a 2. Rossoblu avanti per 2 a 0 con i gol di Gomes e Ghiglione, raggiunti però dalla doppietta di Didiba. Nel secondo tempo il Genoa si riporta in avanti con Gulli e alla fine dilaga con la doppietta di Panico. L’Entella invece chiude con una vittoria in trasferta, sul campo del Livorno, grazie ad un 1 a 2 guadagnato alla scadere della partita. I liguri avanti con Puntoriere, raggiunti da Testa e al 91′ ancora in avanti con Moreo, che regala i tre punti e il secondo posto in classifica alla squadra in trasferta. Terzo in classifica, e ai play-off, arriva il Torino, che nell’ultima giornata ha rifilato ben 5 gol al Sassuolo, con le siglature di Segre (doppietta), Tobaldo, Traore ed Edera. Vince anche la Fiorentina in casa della Pro Vercelli per 1 a 3: sul tabellino sono finiti Mlakar, Degli’Innocenti e Minelli per i viola,mentre il gol della bandiera per i padroni di casa è arrivato grazie a Gouri. Vittoria fuori casa anche per la Sampdoria, che batte per 0 a 1 il Modena con gol di Ponce. 1 a 1 in Spezia-Carpi, con Vatteroni che ha risposto a Melani, mentre Novara-Trapani si è conclusa per 2 a 1, con i gol di Bollini e Sanokho per i padroni di casa nel primo tempo e la rete della consolazione all’ultimo minuto di Alagna per gli ospiti.

RISULTATI:
MODENA-SAMPDORIA 0-1
LIVORNO-VIRTUS ENTELLA 1-3
NOVARA-TRAPANI 2-1
PRO VERCELLI-FIORENTINA 1-3
SPEZIA-CARPI
TORINO-SASSUOLO 5-0
GENOA-JUVENTUS 5-2

CLASSIFICA:
JUVENTUS 59
VIRTUS ENTELLA 57
TORINO 56
FIORENTINA 55
SASSUOLO 49
SAMPDORIA 47
GENOA 40
SPEZIA 31
NOVARA 30
MODENA 23
CARPI 20
PRO VERCELLI 19
LIVORNO 15
TRAPANI 12

GIRONE B:
L’Inter vince e si conferma come vincitrice del girone, strappando un biglietto diretto per le finali: i neroazzurri hanno battuto il Perugia per 2 a 1 con gol di Appiah e Rapaic. Momentaneo pareggio per gli ospiti con Mirval. Perde invece il Milan e 3 a 2 con il Cagliari, il quale è passato in vantaggio nei primi minuti con Piras. Rossoneri che reagiscono con Zanellato (doppietta), ma i sardi prendono il controllo della partita e prima pareggiano con Cortesi, che poi sigla anche una doppietta che regala alla sua squadra i 3 punti. Al secondo posto in classifica si conferma l’Atalanta, che batte il Cesena per 3 a 1 con il gol di Mazzocchi e Tulissi (doppietta) siglati dopo l’iniziale vantaggio ospite con Dondini. Bologna-Verona finisce per 0 a 1 con il gol di Tupta, mentre l’Udinese passeggia facilmente per 0 a 3 sul campo del Brescia con i gol di Ruscio, Halilovic e Amoroso. Risultato identico, 3 a 0, maturato sia in Como-Vicenza, che in Chievo-Salernitana: per i Lombardi hanno segnato Scaramuzza (doppietta) e Kolaj, mentre gialloblu hanno portato a casa la vittoria con Miranda, Leris e Bartolunovic.

RISULTATI:
COMO-VICENZA 3-0
ATALANTA-CESENA 3-1
CHIEVO-SALERNITANA 3-0
BOLOGNA-VERONA 0-1
BRESCIA-UDINESE 0-3
INTER-PERUGIA 2-1
CAGLIARI-MILAN 3-2

CLASSIFICA:
INTER 60
ATALANTA 57
MILAN 52
CHIEVO 49
CAGLIARI 48
VERONA 46
UDINESE 32
CESENA 32
BOLOGNA 32
COMO 26
PERUGIA 24
BRESCIA 22
VICENZA 19
SALERNITANA 16

GIRONE C:
Pareggio indolore per la matematicamente prima Roma, con l’1 a 1 contro il Frosinone che ha portato le firme di Machin per i giallorossi e D’Aguanno per i ciociari. Seconda posizione per il Palermo, che batte l’Ascoli per 3 a 1 con i gol di Plescia, Grillo e Maniscalchi( gol della bandiera per gli ospiti con Fabrizi). Vince facilmente l’altra romana, la Lazio, con un netto 6 a 0 contro il Lanciano: sul tabellino sono finiti Cali (doppietta), Cardolselli, Murgia, Palombi e Nolano. Vince anche l’Empoli in casa contro la Ternana che, nonostante il vantaggio iniziale di D’Orsi, ha subito il ritorno dei toscani con Manicone (doppietta) e Meroni che hanno fissato il punteggio sul 3 a 1. Vittorioso anche il Napoli sul campo del Latina con Negro indiscusso protagonista (poker per lui), mentre per i laziali gol sono arrivati con Alonso e Sbordone. Vince in trasferta anche il Bari per 1 a 3 contro il Pescara. Vantaggio iniziale di Odrizola per i padroni di casa recuperato dalle reti di Portoghese (doppietta) e Castrovilli. Crotone-Avellino finisce per 2 a 1 con Cuomo e autogol di Sgambati che hanno permesso ai calabresi di portare a casa i 3 punti dopo il gol di De Rosa.

RISULTATI:
LAZIO-LANCIANO 6-0
FROSINONE-ROMA 1-1
EMPOLI-TERNANA 3-1
LATINA-NAPOLI 2-4
PESCARA-BARI 1-3
CROTONE-AVELLINO 2-1
PALERMO-ASCOLI 3-1

CLASSIFICA:
ROMA 57
PALERMO 55
EMPOLI 49
LAZIO 47
PESCARA 44
FROSINONE 43
ASCOLI 39
CROTONE 37
BARI 33
NAPOLI 32
TERNANA 26
LATINA 25
AVELLINO 5




Consigli Fantacalcio per 37º turno di serie A

Il discorso scudetto è già chiuso (a favore della Juve), quelli per il secondo posto, l’Europa Leaguee la salvezza, invece, sono ancora apertissimi: la37esima – nonché penultima – giornata di campionato potrebbe già emettere nuovi verdetti. Per allenatori e fantallenatori cominciano i primi dubbi sui migliori 11 titolari da schierare in campo, ma la redazione di Radiogoal24 vuole provare a dare una mano. Di seguito, tutte le probabili formazioni delle venti di A e i consigli su chi schierare e chi no:

INTER – EMPOLI:

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Juan Jesus, Nagatomo; Medel, Kondogbia; Brozovic, Jovetic, Perisic; Icardi.

Empoli: Pelagotti; Bittante, Costa, Tonelli, Mario Rui; Zielinski, Dioussé, Croce; Saponara; Pucciarelli, Maccarone.

Consigliati: Brozovic, Perisic, Icardi, Zielinski, Saponara, Maccarone. Sconsigliati: Juan Jesus.

BOLOGNA – MILAN:

Bologna: Mirante; Rossettini, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Brighi, Diawara; Mounier, Brienza, Giaccherini; Floccari.

Milan: Donnarumma; Abate, Zapata, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Mauri; Honda; Bacca, Balotelli.

Consigliati: Brienza, Giaccherini, Donnarumma. Sconsigliati: Mauri.

ROMA – CHIEVO:

Roma: Szczesny; Maicon, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, De Rossi; Salah, Nainggolan, Perotti, El Shaarawy.

Chievo: Bizzarri; Cacciatore, Gamberini, Cesar, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa; Floro Flores, Pellissier.

Consigliati: Pjanic, Salah, Nainggolan, El Shaarawy, Birsa, Floro Flores. Sconsigliati: /

ATALANTA – UDINESE:

Atalanta: Radunovic; Bellini, Masiello, Djimsiti, Brivio; Cigarini, Gagliardini; D’Alessandro, Diamanti, Freuler; Borriello.

Udinese: Karnezis; Wague, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Kuzmanovic, Hallfredsson, Adnan; Zapata, Thereau.

Consigliati: D’Alessandro, Diamanti, Borriello, Badu, Zapata, Thereau. Sconsigliati: Wague.

CARPI – LAZIO:

Carpi: Belec; Letizia, Romagnoli, Poli, Gagliolo; Pasciuti, Bianco, Crimi, Di Gaudio; Lollo; Mbakogu.

Lazio: Marchetti; Basta, Bisevac, Hoedt, Lulic; Onazi, Biglia, Parolo; Candreva, Klose, Felipe Anderson.

Consigliati: Letizia, Di Gaudio, Lollo, Biglia, Candreva, Klose. Sconsigliati: /

FIORENTINA – PALERMO:

Fiorentina: Tatarusanu; Roncaglia, G. Rodriguez, Astori; Tello, Badelj, Borja Valero, M. Alonso; Ilicic, Bernardeschi; Kalinic.

Palermo: Sorrentino; Cionek, Gonzalez, Andelkovic; Rispoli, Hiljemark, Maresca, Morganella; Vazquez; Gilardino, Quaison.

Consigliati: G. Rodriguez,Borja Valero, Ilicic, Vazquez, Gilardino. Sconsigliati:Roncaglia.

FROSINONE – SASSUOLO:

Frosinone: Bardi; M. Ciofani, Russo, Blanchard, Crivello; Paganini, Frara, Sammarco, Kragl; D. Ciofani, Dionisi.

Sassuolo: Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Pellegrini, Magnanelli, Duncan; Berardi, Falcinelli, Sansone.

Consigliati: Blanchard, D. Ciofani, Dionisi, Vrsaljko, Berardi, Sansone. Sconsigliati: Bardi.

SAMPDORIA – GENOA:

Sampdoria: Viviano; Diakité, Ranocchia, Cassani; De Silvestri, Sala, Fernando, Soriano, Dodô; Alvarez; Quagliarella.

Genoa: Lamanna; Izzo, Burdisso, Munoz; Ansaldi, Rincon, Dzemaili, Rigoni, Gabriel Silva; Suso, Pavoletti.

Consigliati: Soriano, Alvarez, Quagliarella, Ansaldi, Suso, Pavoletti. Sconsigliati: Ranocchia.

TORINO – NAPOLI:

Torino: Padelli; Bovo, Jansson, Gaston Silva; Zappacosta, Benassi, Gazzi, Baselli, B. Peres; Belotti, Martinez.

Napoli: Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne.

Consigliati: B. Peres, Belotti, Hamsik, Higuain.Sconsigliati: Gazzi.

VERONA – JUVENTUS:

Verona: Gollini; Pisano, Bianchetti, Moras, Emanuelson; Wszolek, Viviani, Ionita, Rebic; Toni, Gomez.

Juventus: Buffon; Barzagli, Bonucci, Rugani; Cuadrado, Sturaro, Lemina, Asamoah, Alex Sandro; Dybala, Zaza.

Consigliati: Ionita, Toni, Buffon, Barzagli, Dybala. Sconsigliati: Viviani.

LA FORMAZIONE IDEALE (4-3-3): Buffon; B. Peres, Ansaldi, Acerbi, Giaccherini; Soriano, Naingollan, Hamsik; Belotti, Vazquez, Pavoletti.




#RoadToEuro2016 – Ucraina, l’imprevedibilità dell’armata gialloblu

Nonostante la forte crisi politica che ha colpito l’Ucraina negli ultimi anni e che ancora attanaglia alcune regione del sud, la Nazionale di Calcio dell’ex Unione Sovietica, nutre di un buon rispetto nei confronti degli avversari europei, dovuto alle ottime prestazioni in fase di qualificazione all’Europeo Francese. Le Rendez-Vous sta per iniziare ma la squadra gialloblu sembra esser pronta a battagliare con chiunque a viso aperto, come d’altronde ha sempre fatto in qualsiasi competizione. Pur non avendo tantissime frecce a disposizione, i gialloblu sono una delle possibili rivelazione del torneo continentale forte di un gruppo molto unito che negli anni ha acquisito una fame e una voglia di riscatto non indifferente, grazie anche al supporto di personaggi illustri del calcio ucraino come Andriy Shevchenko, ex stella del Milan e ora parte integrante dello staff tecnico ucraino.

Andriy Yarmolenko mentre festeggia un gol con i compagni

Yarmolenko, attaccante della Naizonale ucraina mentre festeggia un gol

La storia della Nazionale ucraina ha inizio molto tardi, dopo che l’Unione Sovietica viene dichiarata morta, lasciando libertà alle Nazioni coinvolte nell’Unione. Per anni l’URSS ha attinto abbondantemente al serbatoio dell’Ucraina per i Mondiali FIFA e gli Europei UEFA, soprattutto negli ultimi anni ’80 quando il leggendario Ct Valeriy Lobanovskiy sedeva in panchina. Dall’indipendenza la nazionale si è fatta valere nelle qualificazioni ma ha avuto successo solo una volta, quando Oleh Blokhin ha guidato una squadra ispirata da Andriy Shevchenko non solo a qualificarsi per il Mondiale 2006 ma anche ad arrivare ai quarti di finale. Molti calciatori però, al termine del regime sovietico, decisero di scegliere la Nazionale russa, visto che la stessa Russia venne definita l’erede della Nazionale sovietica. Durante il periodo post sovietico, la scuola calcistica ucraina ebbe un balzo in avanti notevole che fece esordire calciatori del calibro di Andrij Voronin, Anatoliy Tymoshchuk, Serhij Rebrov, Oleksandr Shovkovskiy e l’indimenticabile Andriy Shevchenko. Sfortunatamente la Nazionale non è fatta solo di 5 calciatori ma bensì di 23 che non potendo gravare solo ed esclusivamente sulle spalle dei calciatori sopracitati, provano a fare del loro meglio, ottenendo scarsi risultati. Nel 2005 però, la Nazionale Ucraina riesce per la prima volta a conquistare la qualificazione ad un mondiale, accedendo per giunta ai quarti di finale, un traguardo storico per una Nazionale così giovane ma così piena di talenti. Tutto ciò fece ben sperare in vista dell’imminente Europeo Austro-Elvetico in programma nel 2008, ma anche in quel caso i gialloblu steccarono la qualificazione. Successivamente, gli ucraini fallirono anche la qualificazione al Mondiale del 2010 in Sudafrica, sconfitti dalla Grecia nel doppio confronto dello spareggio qualificazione. La federazione è chiamata alla rivoluzione, urgono provvedimenti immediati in vista del prossimo europeo in programma proprio in Ucraina e Polonia. Così la Nazionale si prepara al meglio per ospitare tutte le compagini europee coinvolte nel torneo. Obbiettivo: centrare almeno le semifinali per non sfigurare di fronte al pubblico amico. Anche questa volta la sorte mette fine alle gloriose speranze gialloblu in anticipo rispetto alla tabella di marcia prefissata dagli ucraini.

Yevhen Konoplyanka, esterno offensivo del Siviglia e della Nazionale ucraina

Konoplyanka, esterno offensivo del Siviglia e della Nazionale ucraina

La Збірна України з футболу viene eliminata dall’Inghilterra addirittura nella fase a gironi, durante un match dall’alto tasso tecnico e spettacolare. Quella partita però, verrà ricordata soprattutto come la partita del gol-non-gol che eliminò gli ucraini, perché l’arbitro della gara, l’ungherese Viktor Kassai, non vede che il pareggio di Marko Dević è regolare, nonostante il tentativo di John Terry di salvare il pallone sulla linea, decretando così la fine delle avventure ucraine a Euro 2012. Inutile dire che gli ucraini non riuscirono a qualificarsi nemmeno al mondiale brasiliano del 2014, uscendo agli spareggi contro la Francia. Niente da fare, il rapporto tra l’ucraina e i tornei internazionali non si concludono mai nel modo migliore. Un barlume, anzi due barlumi di speranza però, possono accendere la fantasia dei tifosi ucraini, vogliosi di dimostrare che la loro Nazionale può competere a grandi livelli contro le migliori Nazionali del mondo. Parliamo di Andriy Yarmolenko e di Yevhen Konoplyanka, i due migliori talenti della Nazionale. Pur avendo ruoli completamente diversi, Yarmolenko e Konoplyanka sono molto simili nello stile di gioco, unendo una strepitosa tecnica e velocità, alla tempra che da sempre contraddistingue i calciatori ucraini, abili nel gioco corpo a corpo. Questi due gioiellini stanno facendo letteralmente impazzire i supporters gialloblu, contribuendo ai quella voglia di rivalsa che da tempo circola per le strade di Kiev. Loro due sono i veri trascinatori di questa squadra, contribuendo a portarla in alto a suon di gol e prodezze. Non a caso i due calciatori sono tra i calciatori ucraini con più gol all’attivo, ben 6 per Yarmolenko e 2 per Konoplyanka, tra fase di qualificazione e spareggio contro la Slovenia. Questo però non basta all’Ucraina che si avvale anche dell’esperienza ormai trentennale del CT Mychajlo Fomenko che vanta un campionato Ucraino e una Coppa Ucraina nel suo palmarès da allenatore. Attualmente i gialloblu si trovano al 22 posto del Ranking FIFA, precedendo nazionali ben più attrezzate come Croazia, Polonia, Russia e Svezia, il che li pone tra i candidati come rivelazione del torneo. Yarmolenko e Konoplyanka sono le stelle, ma entrando più nel vivo della Nazionale, troviamo altri calciatori da non sottovalutare, come ad esempio l’eterno Anatoliy Tymoshchuk, il portiere Andriy Pyatov, i centrocampisti Taras Stepanenko, Roman Bezus, Yevhen Shakhov e Serhiy Sydorchuk, autore quest’ultimo di numerosi gol durante la fase di qualificazione. Tirando le somme la squadra ucraina non è da sottovalutare e bisognerà guardarsi le spalle da questa pericolosa armata gialloblu.




#UnCalcioAllaStoria – Ranieri nella storia, tra Andrea Doria e Garibaldi

Lunedì sera con il pareggio in extremis del Chelsea sul Tottenham, il Leicester è diventato per la prima volta nella sua storia campione d’Inghilterra. La vittoria ha consacrato l’allenatore italiano Claudio Ranieri, come uno dei più grandi condottieri nella storia del calcio.

“Tutti sanno che, sotto un buon condottiero, non ha grande valore la fortuna, ma sono a prevalere l’intelligenza e la razionalità”, così Tito Livio parla dei grandi capitani che nel corso della storia romana hanno guidato gli eserciti. La definizione dello storico calza a pennello con la descrizione del tecnico romano, nel corso della storia del calcio tanti sono i paragoni possibili, alcuni si possono trovare anche in tempi piuttosto recenti.

Noi però oggi in questa rubrica vogliamo scomodare qualche grande nome che ha fatto la storia del nostro Paese e del nostro continente.

Il primo grande personaggio è Alberico da Barbiano, celebre capitano di ventura e conte di Cunio.

Lo storico Ariodante Ferretti attribuì a lui una genialità salvifica per tutta Italia: “L’Italia osservava con dispetto le orde di avventurieri, aspettava un genio che a quelle milizie mostrasse in che è locata la gloria e dove l’infamia (….) E venne quindi il genio cui sospirava l’Italia: Alberico da Barbiano”.

Il condottiero si schierò per salvare Roma dalle milizie dell’Antipapa, aiutò per un certo punto della sua vita i Visconti e da sempre, fino alla fine della sua vita mostrò una dedizione totale all’arte della guerra.

Ad oggi nella cittadina di Barbiano si organizza un palio per ricordare questo grande personaggio poco citato pur essendo uno dei più grandi condottieri italiani di tutti i tempi.

Spostandoci sul mare, possiamo trovare tanti grandi marinai che hanno condotto grandi campagne militari.

Andrea Doria, a cui fu intitolato anche un transatlantico affondato a causa di uno scontro con un mercantile svedese, è stato un maestoso condottiero del mare, pur cominciando a navigare ad un’età piuttosto avanzata, più di quarant’anni, riuscì a portare varie vittorie alla Repubblica di Genova.

Importanti le sue battaglie contro i corsari barbareschi, intorno al 1519 arrivarono le vittorie più importanti contro la pirateria.

Il marinaio genovese lo possiamo paragonare a Ranieri tranquillamente, tutti e due erano degli assoluti outsider ma in poco tempo, anzi quasi improvvisamente, sono diventati istituzioni delle città che rappresentano.

Chissà se Ranieri in qualche intermezzo tra primo e secondo tempo si è messo a gridare: “Qui o si vince la Premier o si muore”, sicuramente con la vittoria di ieri è diventato anche lui, come Garibaldi un eroe dei due mondi, e come il comandante delle spedizione dei mille ha messo d’accordo tutti, ribaltando dei pronostici che lo davano per morto ancora prima di scendere sul campo.

A noi di Radio Goal 24 e agli appassionati di #UnCalcioAllaStoria piacciono questi personaggi che un secondo prima di sapere se si vive o si muore, vanno via per pranzare con la mamma.

Tolstoj in “Guerra e Pace” scrisse che: “Un condottiero dev’essere un uomo limitato, fermamente convinto che ciò che fa è molto importante”, Ranieri ha vinto non solo contro il calcio degli oligarchi e petrolieri qatarioti, ma ha dato una speranza per quegli uomini che: “in mezzo alla fila degli eserciti gridano Urrà”.




#PolvereDiStelle – Claudio Ranieri, l’uomo che ha trasformato una favola in realtà

Le favole si sa, sono quei racconti che si fanno ai bambini prima di andare a dormire, racconti spesso fantastici ma spesso così realistici che lasciano quella speranza di poter  realizzare quelle favole e trasformarle in realtà prima o poi. Difficilmente esse possono avverarsi, ma quando quelle poche volte tutto ciò accade, si arriva a pensare ad un qualcosa di straordinario, che tutto nella vita può essere realizzato, basta credere in se stessi e nei propri mezzi  e non arrendersi mai, nonostante le infinite difficoltà che la vita pone dinanzi a noi.

E in questi giorni non si può non parlare della favola del Leicester, la piccola realtà del calcio inglese capace di sbalordire tutti, di lottare ad armi pari contro i colossi del calcio d’oltremanica e mettersi tutti alle spalle, raggiungendo la vittoria della Premier League. E colui che ha reso questa favola realizzabile è soprattutto il tecnico delle “foxes”, il romano Claudio Ranieri, un uomo che più di tutti può insegnare alla persone, soprattutto ai giovani, che nella vita non bisogna mai arrendersi, perchè se si da tutto se stessi nelle cose, i risultati, anche quelli inimmaginabili, possono essere raggiunti. E la favola del Leicester ne è una delle prove più belle e recenti.

Oggi quindi approfondiamo la figura di Ranieri, entrato di diritto nel libro delle stelle del calcio. Ma partiamo per ordine e capiamo perchè, quella del Leicester è una favola vera e propria, anche per il navigato tecnico di Testaccio.

Ranieri nasce nel popolare quartiere romano nel 1951. Subito si avvicina al calcio, diventando un difensore importante, che in carriera ha vestito la maglia di Roma, Catanzaro, Catania e Palermo. Da calciatore gioca a buoni livelli ma di certo non eccelle. Appende la scarpette al chiodo nel capoluogo siciliano nel 1986 e inizia la carriera da allenatore.

Inizia dalle serie minori, per poi arrivare al Napoli. Stagione 1991-1992, è la prima stagione dei campani post Maradona. Ranieri dimostra subito di essere un uomo che ama le sfide e quella di rifondare il Napoli dopo l’addio del “Pibe” è una sfida dura, che però riesce a reggere bene, portando i partenopei al quarto posto. Nel ’93 però viene esonerato e va alla Fiorentina, in Serie B. Con i viola vince la Serie B, riporta i toscani in massima serie e fa esplodere la stella di Roberto Baggio. Vince una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana ma quando gli viene chiesto il salto di qualità fallisce, venendo così esonerato.

Ma il suo talento viene apprezzato all’estero e comincia la sua carriera fuori dall’Italia. Viene chiamato dal Valencia che riesce a salvare il primo anno ma poi non da quel salto di qualità richiesto, e viene sostituito da Cuper, che porterà quella squadra a due finali di Champions e a vincere la Liga Spagnola. Ranieri passa all’Atletico Madrid, ma con i colchoneros si separerà dopo pochi mesi per intemperanze col presidente. Va quindi al Chelsea, dove ritrova Zola e Di Matteo che aveva lanciato a Napoli (proprio loro avevano chiesto Ranieri sulla panchina dei blues). Anche con i londinesi arriva vicino al titolo in Premier, in semifinale di Champions, ma non riesce a dare quello scossone necessario per vincere qualcosa di importante. Nel 2003 viene esonerato e a suo posto viene chiamato Mourinho, che vincerà due titoli inglesi sulla panchina dei blues. Torna al Valencia ma anche qui delude le aspettative. Probabilmente non è un tecnico da grandi squadre, da vertice, e quindi riparte dalla medio bassa classifica e dall’Italia dopo 16 anni.

Parma è la sua nuova avventura. Una sfida durissima, ma come detto, Claudio è un uomo che ama le sfide. Febbraio 2007, il Parma è ultimo in Serie A e sembra scivolare lentamente verso la cadetteria. Ranieri compie un’impresa straordinaria. Salva i crociati dopo una serie di risultati positivi che sanno di impresa. Lo nota la Juventus che vede nel tecnico romano l’uomo giusto per le grandi sfide, tornare grandi. I bianconeri sono appena tornati dalla Serie B, dopo calciopoli, e chiedono a Ranieri un campionato a ridosso delle prime. Claudio fa un campionato straordinario con Madama, piazzandosi a fine stagione al terzo posto, riportando i bianconeri in Champions. Nel secondo anno si chiede il salto di qualità, provare a vincere lo scudetto. Ranieri ci prova, fa una bella figura in Champions, dove supera i gironi (si ricordi la standing ovation del 2008 del Bernabeu a Del Piero) ma agli ottavi è proprio il suo Chelsea a interrompere la corsa bianconera in Europa.

Qualcosa si rompe. Ranieri a poche giornate dal termine è saldamente al secondo posto in Serie A, ma lo spogliatoio sembra remargli contro e la Juve lo solleva dall’incarico.

Nel settembre 2009 passa così alla Roma. Con i giallorossi è autore di un campionato strepitoso, riesce a giocarsi lo scudetto e la coppa Italia contro l’Inter del suo rivale Mourinho. Ma purtroppo sul finire di stagione, gli sfugge tutto, con l’Inter che celebrerà nel 2010 la conquista del “triplete”. Ancora una volta a Ranieri sfugge un titolo a portata di mano. La gente ormai lo ritiene sulla via del tramonto e anche i risultati successivi confermano come il tecnico sia in netta difficoltà. Nel 2011 è proprio nell’Inter post triplete, a sostituire Gasperini, ma delude tanto e in corso di stagione viene esonerato. Passa poi al Monaco che porta in Ligue One francese e dopo un ottimo secondo posto viene esonerato per un tecnico più giovane. L’ultimo fallimento è con la Nazionale greca, che non riesce a qualificare agli Europei 2016, venendo esonerato.

Ma il 16 luglio 2015 sarà la data che gli cambierà la carriera. Viene ingaggiato dal Leicester City con l’obiettivo di portare le Foxes alla permanenza in Premier League, riconquistata la stagione precedente. La squadra è formata da molti giocatori sconosciuti, giovani promesse e un gruppo da compattare. Quello che è accaduto poi è storia recente sotto gli occhi di tutti. Giocatori sconosciuti ai più. che giocavano solo qualche anno prima in serie minori o facevano operai in fabbriche, riescono a sbalordire non solo l’Inghilterra ma il mondo intero.

Ranieri, dato per brocco, bollito, finito, del vecchio, dell’eterno perdente, anche a quasi 70 anni è stato capace di far zittire tutti. La sua favola e quelle delle foxes resteranno immortali nella storia del calcio. Una piccola squadra, dal valore di pochi milioni, è stata capace di battere colossi milionari e costruiti per dominare e vincere tutto. Una favola trasformata in realtà, un sogno realizzato, già perchè quest’impresa di Ranieri è da insegnamento per tutti. Che anche quando tutto gira storto, quando le soddisfazioni stentano ad arrivare, quando i risultati sono scadenti, tutto può succedere nella vita. Basta non mollare mai, crederci sempre, andare avanti a testa alta e saper rialzarsi dopo le cadute.

Ranieri ci insegna come solo chi non si arrende mai può avere soddisfazioni nella vita. Spesso bisogna aspettare anche tanto, ma se si è pazienti e non si molla mai nulla, i sogni possono essere trasformati in realtà. La favola di Ranieri e del Leicester infondo ha colpito ed appassionato tutti anche per questo. Per l’insegnamento di vita regalatoci.

Congratulazioni Claudio, la tua storia, che da favola è diventata realtà, ha fatto il giro del mondo, ha commosso, darà la forza alle persone a non abbandonare i propri obiettivi anche quando sembrano fallire, ha dato un grande insegnamento di vita oltre che sportivo. Onore a Ranieri, l’uomo che non vinceva mai è diventato l’uomo capace di trasformare le favole in realtà. E probabilmente il destino in serbo per lui era proprio questo.




#WeeklyReport – 10 con Lode al Leicester, 9 allo sconfitto Tottenham

VOTO 10 CON LODE al Leicester City. Per questa puntata di WeeklyReport, abbiamo aggiunto occasionalmente il 10 con Lode al più grande miracolo calcistico degli ultimi 20 anni. Il Leicester è campione d’Inghilterra, ME-RI-TA-TA-MEN-TE! Tutti, dal magazziniere, ai tifosi, tutti quanti sono artefici di questo incredibile colpo. L’umiltà e il lavoro pagano sempre, se la si mantiene per tutta la durata del campionato. L’esperienza del Leicester ha fatto milioni di tifosi in tutto il mondo, grazie Foxes, grazie Claudio Ranieri.
SEMPLICEMENTE FANTASTICI

VOTO 10 al Crotone. Se da una parte dell’europa ci sono le Foxes, noi abbiamo il Crotone, pur essendo di un’altra categoria, noi la favola calabrese ce la teniamo stretta! Il lavoro di Juric è stato semplicemente incredibile, raggiungendo l’apice venerdì scorso, centrando una storica promozione in Serie A. I meriti però vanno suddivisi anche in questo caso, tra allenatore e staff, tifosi, calciatori e società, una delle poche che lavora da sempre con i migliori giovani del calcio italiano, valorizzandoli nella serie cadetta. Grandissimo merito a tutto il Crotone!
MAGNIFICI

VOTO 9 al Tottenham. Nonostante abbia perso la possibilità di vincere la Premier League, la squadra di Pochettino è veramente un armata incredibile con prospettive di alto livello se consideriamo tutti i giovani lanciati dalla squadra del Nord di Londra. Purtroppo per loro sono incappati nel miracolo Leicester che ha definitivamente troncato le gambe alle speranze di titolo degli Spurs. Ora testa bassa e si pensa a chiudere al meglio questa stagione, confermando il secondo posto e cercando di pianificare una stagione che si prospetta di alto livello.
SFORTUNATI

VOTO 8 al Sassuolo. Avanti, sfidiamo chiunque di voi a dire che si sarebbe aspettato un Sassuolo incredibile come questo. Qualità, quantità e spettacolo, questa è la ricetta del Sassuolo di Eusebio Di Francesco, che con una squadra mediocre, sta riscrivendo le pagine del calcio italiano. Speriamo solo che questa bella favola non si interrompa troppo presto e che possa crescere insieme al calcio italiano.
UNICI

VOTO 7 a Luciano Spalletti e a Francesco Totti. Il tecnico toscano ha riportato la Roma, veramente al centro del progetto calcistico della società, oscurando quel mito di Totti che di tanto in tanto continua a brillare e a farci vedere cose incredibili. Questo è il fulcro di tutta la questione, pensare più alla squadra e al bene della società, che non solo ad un singolo calciatore, che si tratti di Totti o no e questo sembra averlo capito anche il capitano giallorosso, pronto a rinnovare il contratto con il club, e facendo il proprio dovere quando viene chiamato in causa. Spalletti e Totti stanno pian piano riportando la Roma ai vertici del calcio italiano.
LA COPPIA CHE SCOPPIA

VOTO 6 al tecnico del Palermo, Davide Ballardini. Critiche, cambia di allenatore, esoneri, giocatori che gli remano contro, tutto questo non basta per abbattere Davide Ballardini, condottiero del Palermo che dopo esser stato richiamato sulla panchina dei Rosanero, ha ridato gioco e vittorie alla squadra siciliana. Grande, anzi, grandissimo merito va dato ai calciatori che hanno saputo accoglierlo nuovamente, dandogli fiducia e leadership. Quanto alla dirigenza un “No Comment” è più che d’obbligo.
SAN DAVIDE

VOTO 5 all’Inter. Come già detto da Mancini: “A questa squadra manca brillantezza, manovra e concentrazione. L’approccio iniziale alla partita è stato pessimo e alcuni di loro devo ricordarsi costantemente che giocano per l’Inter!“. Questo è il riassunto del tecnico dell’Inter Roberto Mancini, sulla situazione Nerazzurra, incapace di vincere contro una Lazio mediocre. Per puntare alla Champions o allo scudetto serve ben altro.
SENZA SPIRITO

VOTO 4 a Daniil Kvjat. Cioè, fateci capire bene, tampona per tre volte un’altra macchina ed è considerato un pilota? La sfuriata di Sebastian Vettel durante il team radio nel momento della terza collisione con il pilota russo è l’espressione più azzeccata del disastro di Kvjat (consigliamo vivamente di rivedervi quel momento).
CONFUSIONE TOTALE

VOTO 3 al Milan. Non si può parlare solo di crisi calcistica, ma di una vera è propria distruzione di un marchio storico come quello del Milan, da sempre padrone in Europa e in Italia. Forse l’unica soluzione sarebbe quella della svendita totale e della rifondazione societaria, coinvolgendo chi ha fatto veramente la storia rossonera come Maldini, Sacchi e Boban, persone capaci e grandi conoscitori di calcio.
ALLO SBANDO

VOTO 2 ai top club d’Inghilterra, incapaci di seguire l’onda d’urto Leicester e rovinare l’ennesima stagione fatta di soldi buttati all’aria. Le grandi sorelle d’Inghilterra (Chelsea, Man United, Man City e Arsenal) si sono giocate la possibilità di ripartire alla grande, ma ora dovranno fare i conti con il futuro e con i propri tifosi.
PAPERONI

VOTO 1 alla nostra Serie A, sempre meno avvincente. Paradossalmente, il campionato spagnolo si è arricchito rispetto al nostro campionato, contribuendo insieme al Leicester, a tenere incollati i telespettatori in attesa di capire chi vincerà il titolo, cosa pressoché scontata se si guarda indietro nel tempo di circa 1 mese e mezzo. La Serie a va rifondata, con nuovi stadi, nuovi centri di allenamento, nuove regole che valorizzino il NOSTRO calcio e che coinvolgano più persone possibili a seguire la propria squadra del cuore. Urgono provvedimenti urgenti!
NOIOSA




#Goal&Cash – Milan, ancora una settimana decisiva per la proprietà del club

L’assemblea degli azionisti in rivolta, gli insulti a Galliani, una cordata cinese pronta ad un accordo in esclusiva. Il Milan è un calderone immenso e bollente e in questa settimana, se Berlusconi concederà la possibilità di avviare una trattativa esclusiva con la cordata cinese capitanata da Evergrande la storia della società rossonera potrebbe veramente cambiare.

Jack Ma di Alibaba sembra essersi defilato dalle voci, tuttavia gli altri membri del gruppo sembrano più decisi che mai ad acquistare il Milan.

150 milioni messi a fondo per garantire la serietà e la stabilità del progetto, questa settimana se Berlusconi sceglierà i cinesi si aprirà una fase di condivisione in cui i progetti verrano vagliati insieme.

La situazione dei rosssoneri non è felice, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche amministrativo. Il bilancio è in rosso e tutti sono preoccupati.

I soci di Evergrande, in attesa della parola definitiva di Silvio Berlusconi, sono molti e potenti: Il presidente di Evergrande Xu Jiayin, ma anche il magnate di Hong Kong Cheng Yu Tung, che è corner investor in Evergrande.

L’esclusione di Ma, potrebbe essere solo una strategia di mercato da parte del magnate, che forse si inserirà in seguito.

La cordata è composta dagli uomini più ricchi di Cina, Berlusconi tentenna e solo lui può far saltare la trattiva; per la prossima estate Galliani dovrebbe ancora gestire il mercato, nonostante l’enorme malumore dei tifosi.




#TheRoyalBaby – Kelechi Iheanacho

Torna The Royal Baby, la rubrica di RadioGoal24 che tratta i migliori Under21 al mondo.

Oltre a Dele Alli e Marcus Rashford, di cui abbiamo già discusso all’interno di questa rubrica,  l’Inghilterra sta assistendo all’espolosione di un altro giovane talento: Kelechi Iheanacho.

Nigeriano, classe 1996, di propietà del Manchester City, Iheanacho è un attaccante di movimento che può ricoprire il ruolo di prima punta o svariare su tutto il fronte d’attacco. Ma scopriamo da dove viene e come è arrivato in Inghilterra.

Nasce il 3 ottobre del 1996 a Lagos, in Nigeria, la città più popolosa dell’Africa. Cresce calcisticamente nella Taye Academy, selezione della sua città. Si fa subito notare per le sue doti tecniche e il suo fiuto per il gol, tanto da guadagnarsi, il 14 aprile del 2013, la prima chiamata della Nigeria, più precisamente dalla Nazionale Under17, con cui disputerà il Mondiale Under 17 svoltosi negli Emirati Arabi. Questa competizione segnerà la svolta nella vita di Iheanacho: nella partita d’esordio contro il Messico, l’attaccante parteciperà con 4 gol nel 6-1 finale. Ma il viaggio della Nigeria Under 17 è appena iniziato. Infatti, la selezione nigeriana riuscirà a vincere il mondiale e Kelechi chiuderà la competizione con 6 reti in sette partite (di cui una in finale sempre contro il Messico) e vincerà il premio come miglior giocatore del torneo.

Due mesi dopo, nel gennaio del 2014, il settore giovanile del Manchester City decide di puntare sul giocatore e di acquistare il suo cartellino. Giocherà fino alla fine della stagione con la squadra delle riserve, senza essere mai convocato dalla prima squadra.

Nella stagione 14/15, giocherà con la squadra Under 21 dei Citizens, collezionando 4 gol e 2 assist in sole 6 presenze. Manuel Pellegrini si è accorto del potenziale del giovane nigeriano, ma decide di fargli concludere con le giovanili anche questa stagione.

Finalmente arriva il momento della consacrazione di Iheanacho: nell’estate del 2015 viene aggregato alla prima squadra e dopo il ritiro estivo fa il suo esordio in Premier League il 29 agosto del 2015. La prima rete arriva alla seconda presenza ed è subito decisiva: Kelechi subentra a Bony all’89’, la partita è inchiodata sullo 0-0. Manca ormai pochissimo alla fine della partita, Nasri salta un avversario, carica il destro dal limite dell’area, il portiere del Palace respinge e sul pallone si avventa un 19enne che lo scaraventa in rete e regala i 3 punti alla proprio squadra. Da questo momento il nigeriano si allena sempre con la prima squadra e il suo minutaggio sta aumentando. Attualmente il suo score è di 11 gol e 7 assist nelle 31 presenze stagionali, ma solamente 8 volte è partito tra i titolari.

Intanto, il 13 novembre del 2015, è arrivata anche la prima presenza con la Nazionale maggiore. La Nigeria può ben sperare per il futuro, con Kelechi Iheanacho e Victor Osimhen l’attacco sarà ben attrezzato e molto pericoloso.