Marotta resiste ad un altro assalto del Barcellona per Lautaro

Marotta resiste ad un altro assalto del Barcellona per Lautaro

Ennesimo assalto del Barcellona per Lautaro, ma Marotta e l’Inter tengono duro: per meno di 90 milioni neanche si tratta. Ricordiamo che l’attaccante argentino ha un clausola rescissoria di 111 milioni, e la dirigenza nerazzurra per lasciarlo partire vorrebbe avvicinare l’offerta il più possibile a quella cifra. La Gazzetta dello Sport questa mattina riporta l’ultima offerta presentata dai blaugrana, che si avvicina molto alle richieste interiste: 80 milioni con l’aggiunta di tre calciatori, Junior Firpo, Todibo e Semedo. Marotta però ancora resiste, e come già detto, se sul piatto non ci saranno almeno 90 milioni cash Lautaro resterà all’Inter; la Gazzetta dello Sport spiega anche che questa per il Barcellona è la migliore offerta possibile, e che la dirigenza catalana si impegnerà per altri 10 giorni nel tentativo di portare Lautaro al Camp Nou, ma se non si dovesse chiudere entro metà maggio sonderà altre opportunità. Salgono quindi le possibilità di rivedere l’attaccante argentino con la maglia dell’Inter anche nella prossima stagione; saranno contenti i tifosi nerazzurri, ma in generale tutti gli amanti del nostro campionato.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Zaniolo torna in campo e tratta il rinnovo fino al 2025

Nicolò Zaniolo c’è, in campo e fuori, fieramente vestito di giallorosso. Come si legge su Il Corriere dello Sport, il ragazzo ha ormai definitivamente completato la riabilitazione dopo il brutto infortunio subito al ginocchio nella gara di gennaio contro la Juventus, pertanto può tornare ad allenarsi singolarmente già da oggi e, si spera, in gruppo con gli altri al centro sportivo di Trigoria dal 18 maggio. Mariani, storico chirurgo che salva gambe di calciatori da tantissimi anni ormai, ha scherzato con Zaniolo dicendogli “Non ti voglio più vedere”, il senso naturalmente è che la convalescenza ha raggiunto una fase nella quale non occorrono visite di controllo, ora bisogna andare sul campo e in palestra a lavorare con lo staff della Roma per ritrovare una buona condizione atletica. Se è vero che la quarantena non ha aiutato Zaniolo, che a contatto con i preparatori e i medici della Roma avrebbe potuto farsi seguire meglio, è altresì vero che il ragazzo si è gestito da solo alla grande ed era comunque supervisionato e seguito dallo staff della Roma tramite videochat. Nelle ultime settimane Zaniolo ha ripreso anche a correre sul tapis-roulant, sul terrazzo della sua casa al Torrino, e si prepara a ricominciare gli allenamenti sul campo. Una volta a Trigoria potrà svolgere per intero il lavoro atletico e poi, per gradi, riprendere contatto con il pallone. Finora si è esercitato soltanto con le palline leggere, per mantenere dimestichezza con il mezzo senza stressare la gamba.

Se la Serie A dovesse ripartire è probabile che Fonseca potrà utilizzarlo per metà o fine luglio, quando il campionato starà per terminare; esattamente un girone dopo l’infortunio, quando si fece male contro la Juventus, ed è proprio contro la Vecchia Signora che potrebbe tornare in campo Nicolò Zaniolo. Sarà impossibile, invece, vederlo in Europa League dato che la Roma a fine gennaio lo aveva rimosso dalla lista per inserire Carles Perez. Una volta terminata la stagione, la società giallorossa e il procuratore del giocatore, Claudio Vigorelli si concentreranno sul contratto: la Roma è intenzionata a prolungarlo fino al 2025.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Tommasi: “Chi si prende le responsabilità della ripartenza? Serve sicurezza”

Tommasi: “I calciatori non hanno riposato. Sì a responsabilità e sicurezza”

“Chi si prende il rischio di far ripartire il calcio se il rischio non è zero? L’atleta? Il club? Il governo? Bisogna partire al momento giusto e con il protocollo ideale”: così Damiano Tommasi, presidente Aic, è intervenuto durante una diretta Instagram con Pierluigi Pardo dedicata alla Fase 2 anche nel calcio. Secondo Tommasi “essere favorevoli o contrari alla ripresa è una discussione che lascia il tempo che trova: oggi ci mancano alcuni elementi. Non abbiamo alcune risposte e questo genera incertezza, mancano le date”.

“Per un calciatore non sono stati mesi di riposo ma di lavoro casalingo, i muscoli si sono comunque rafforzati ma poi bisognerà vedere come risponderanno sul campo. Bisogna tornare in campo in condizioni perfette. Devono essere tutti in sicurezza, non solo i calciatori ma ogni addetto vicino alle squadre. Il protocollo è pensato per la ripresa degli allenamenti ma non quella delle partite ufficiali, non per i viaggi, gli spostamenti, le trasferte e l’incrocio di due squadre. Si sta lavorando -ha spiegato l’ex calciatore- per un protocollo che regolarizzi gli allenamenti di squadra dal 18/19 maggio, nel nome della salute degli interessati” (ANSA).

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Turchia, un calciatore dell’Ankaragucu può bloccare la ripartenza

Turchia, un calciatore dell’Ankaragucu può bloccare la ripartenza

Il calco vuole ripartire nonostante le mille difficoltà dovute al coronavirus; il messaggio che sta mandando il mondo dello sport, in questi giorni, è quello di riprendere per evitare conseguenze ancora più gravi di quelle che si stanno già affrontando. In Olanda e Francia è stato deciso di interrompere la stagione calcistica, in Italia e in Germania si deciderà in questa settimana. Dalle altre parti? Un minimo di speranza sembrava arrivare dalla Turchia dove, sei squadre della Süper Lig, il principale campionato turco, hanno ripreso ad allenarsi. Una speranza che, però, è stata subito spenta dalla notizia arrivata questa mattina quando un giocatore dell’Ankaragucu (la cui identità non è stata però svelata) è stato portato in ospedale per ricevere le cure necessarie. Il club di massima divisione, nella giornata di ieri, aveva effettuato i test a giocatori e staff per una ripresa che attualmente sembra essere decisamente lontana. La notizia giunta dalla Turchia deve far riflettere; il mondo del calcio, prima di decidere per la ripartenza, deve pensarci molto attentamente.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Ripresa, la situazione nei maggiori campionati europei: 10 positivi in Germania

Il pallone d’élite in Europa vorrebbe la ripresa, ma non sa quando e se ci riuscirà, soprattutto a quali condizioni. I campionati esteri affrontano le difficoltà dettate dalle rispettive realtà, come riporta La Stampa.

Germania

In Germania si pensava di essere vicini al via. Ma a raffreddare gli entusiasmi è arrivata la notizia che i risultati dei primi test a tappeto sui giocatori hanno rivelato 10 casi di positività tra Bundesliga e seconda divisione. Un dato che peserà sulla decisione che, mercoledì, verrà presa dalla cancelliera Angela Merkel, quando si pronuncerà sulle modalità della ripresa, ovviamente a porte chiuse. I club sperano di tornare in campo il 16 maggio, confidando nelle parole di elogio che il ministro dell’Interno, Horst Seerhofer, ha avuto per il protocollo sanitario approntato. E nonostante i primi test, la scorsa settimana, abbiano segnalato la positività di tre tesserati del Colonia. In Inghilterra rischia di affondare ancor prima del varo il cosiddetto “Project Restart”, il piano per tornare a giocare entro la metà di giugno. In attesa di conoscere, giovedì 7, le linee guida della ‘Fase 2’ dell’emergenza sanitaria, a mettersi di traverso sono i cinque-sei club – Brighton in testa – in lotta per non retrocedere dalla ricca Premier League. Non accettano l’idea di doversi guadagnare la salvezza in campo neutro, lontano dagli stadi amici, e pongono come condizione il ‘congelamento’ della stagione 2019-’20. Sul fronte opposto le società più titolate, che vogliono disputare le rimanenti 92 partite. Ci sono in gioco l’accesso alle coppe europee ed i soldi dei diritti televisivi.

Francia

Il calcio francese è l’unico dei quattro grandi ad essersi ufficialmente arreso per questa stagione. Ed i 40 club di Ligue 1 e Ligue 2, riunitisi in assemblea generale, hanno sottoscritto un prestito collettivo garantito dallo Stato che coprirà parte dei crediti eventualmente non restituiti. Denaro che dia ossigeno alle casse, soffocate dal Coronavirus.

Spagna

I giocatori della Liga da oggi possono allenarsi individualmente, ma solo se i centri sportivi sono stati sanificati e con test negativi. Non tutti i club sono però ancora pronti a rispettare entrambe le condizioni, quindi la ripresa è scaglionata. L’associazione dei calciatori ha chiesto al governo Sanchez di essere più esplicito su cosa accadrebbe in caso di nuove positività alla ripresa. Inoltre vogliono una pausa di almeno tre giorni tra un incontro e l’altro e niente partite se la temperatura sarà sopra i 32 gradi.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Premier League, le partite potrebbero essere viste su Youtube

Premier League, le partite potrebbero essere viste su Youtube

Il calcio, in questa fase due, sta cercando di ripartire nonostante tutti i rischi; il coronavirus, infatti, sta dimostrando di non risparmiare nessuno e per questo devono essere prese tutte le misure di sicurezza necessarie per garantire l’incolumità dei giocatori e degli addetti ai lavori. Qualora si dovesse decidere per il ritorno in campo (a differenza di quando hanno stabilito Eredivisie e Ligue One) si giocherebbe, ovviamente, a porte chiuse. Per sopperire alla mancanza del pubblico la Premier League sembra aver trovato la soluzione; il massimo campionato inglese, infatti, sembra disposto a voler trasmettere in modo totalmente gratuito alcuni match sui canali di Youtube di Sky UK e BT Sport che rappresentano i principali broadcasters in grado di far vedere le partite di Premier nel Regno Unito; ipotesi non totalmente nuova visto che in passato, nella stagione calcistica 2013-2014, erano state trasmesse due partite della prima giornata: Manchester United-Swansea e Crystal Palace-Arsenal. Nei prossimi giorni verrà presa una decisione, fra i broadcasters e il Governo, in merito al numero di partite da poter trasmettere senza costi aggiuntivi. Un modo per venire incontro a quei tifosi impossibilitati di andare allo stadio ma vogliosi ugualmente di sostenere la propria squadra del cuore nel finale di una stagione che difficilmente potrà essere dimenticata.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Spadafora: “Voglio far ripartire il calcio, ma decide il governo”

Intervista a Spadafora

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha manifestato la sua volontà di far ripartire il calcio italiano, ma con la maggior prudenza possibile:

“La maggioranza degli italiani non vede di buon occhio la ripresa del campionato. Ma io non bado in questo momento ai sondaggi. Il calcio è un mondo importante del Paese, lo conosco bene a differenza di chi vuol far passare un messaggio diverso. Legittimi gli interessi economici, ma quando si va su altro tipo di attacchi, pressioni e strumentalizzazioni, questo atteggiamento non fa bene a nessuno”.

In merito all’idea generalizzata di essere contrario alla ripartenza (generata dalla recente dichiarazione: “Del campionato proprio non se ne parla, ora mi occupo degli altri sport”, ndr):

“Sarebbe surreale per un ministro dello Sport demonizzare il calcio. Mi auguro di ripartire, ma lo deciderà il governo. Dal 18 maggio riprenderanno gli allenamenti di squadra. Sul campionato ci baseremo su elementi scientifici, oggi non disponibili. A metà maggio si potrà fare una previsione realistica. Non esiste una mia contrarietà, ma la volontà di valutare la ripartenza solo se si salvaguarda la salute delle persone all’interno del gruppo squadra. Poi rivendico pari dignità con gli altri sport e gli sport di base. Tutelo talmente tanto la ripartenza che ho convocato io la prima riunione con Figc e Leghe per cercare una soluzione. Ricominciare a giocare pone una serie di questioni legate a trasporti, alberghi, a centinaia di persone che si muovono. Di chi è la responsabilità? Il protocollo dovrà definire anche questo“

Sulla ripresa degli allenamenti:

“Il 18 maggio si ripartirà con gli allenamenti di squadra e per farlo serve un chiarimento definitivo sul protocollo: in settimana lo avremo. I governatori delle regioni? Ognuno si muove guardando i propri territori. Il calcio non è il primo caso in cui governo e regioni non sono totalmente allineati”.

Sulla frase di Renzi “Non decide Spadafora, ma il Parlamento”:
“Rivestire una responsabilità istituzionale è diverso da fare solo politica. Tocca al governo decidere se ci sono le condizioni per riprendere. Poi come farlo, intendo con quale formula e calendario, lo stabilirà la Figc. Anche il calcio però deve vivere una nuova stagione, autoriformarsi, pensare di rivedere il proprio sistema, capire se è in linea con quel che accade nel Paese, deve rigenerarsi”.

Sulle parole del presidente della Figc Gravina: «Non sarò io il becchino del calcio”:

“Assolutamente no, farò di tutto per ripartire. Se il governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Serie A, parla De Magistris: “Finiamo il campionato al Sud”

Serie A, parla De Magistris: “Finiamo il campionato al Sud”

Sono giorni decisivi per il mondo del calcio; la fase due, quella di una lenta ma iniziale ripartenza, deve coinvolgere anche la sfera calcistica. In questa settimana, molto probabilmente, si saprà il futuro della Bundesliga e della Serie A. Per quanto riguarda il massimo campionato italiano sono tante le ipotesi da discutere per una sicure ripresa ma sono anche tanti i dubbi visto la pericolosità di una malattia, il coronavirus, che sta dimostrando di non risparmiare nessuno. L’ultima ipotesi per tornare a vedere la Serie A arriva da Luigi De Magistris che ha rilasciato dichiarazioni interessanti alla Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Bisogna seguire la linea dei contagi e vedere queste due settimane. Chiaro che al Sud il contagio è meno diffuso e si può accelerare. Sport, cultura e bellezza sono asset importanti per la ripresa e l’immagine del paese. Penso ancora a quel Napoli-Barcellona che mi sono goduto al San Paolo a fine febbraio. Io ipotizzerei per il calcio una ripartenza con l’estate, il 21 giugno. Sarebbe un torneo, quasi un campionato a parte, ma si concluderebbe e Napoli è pronta. Sarei per la trasmissione delle partite in chiaro. Va creato un accesso popolare al calcio. Ricordiamoci che sarebbe un torneo ai tempi della pandemia a porte chiuse”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Inter, cinque calciatori si giocano la conferma in squadra

Inter, cinque calciatori si giocano la conferma in squadra

Quando si parla di Inter nelle ultime settimane si fa generalmente riferimento a Lautaro Martinez, il giovane attaccante argentino è infatti sospeso tra la permanenza a Milano e la possibilità di vivere una nuova esperienza in una grandissima del calcio europeo. Ma, tralasciando Lautaro per un momento, ci sono cinque calciatori, che non sono così sicuri di vestire la maglia nerazzurra la prossima stagione e che dovranno lavorare per ottenere una riconferma. Stiamo parlando di Godìn, Asamoah, Biraghi, Moses e Vecino. Il centrale difensivo ex Atletico Madrid sta prendendo tempo per decidere cosa fare nel futuro prossimo, a 34 anni potrebbe anche optare per un ritorno a casa in Uruguay, anche se non mancano le offerte di squadre importanti come Valencia, Tottenham e Manchester United; Asamoah di anni ne ha 31, ma viene da una delle stagioni più complicate della sua carriera, avendo disputato solo 8 partite in campionato a causa di numerosi infortuni, potrebbe pensare di rilanciarsi in nerazzurro considerando anche il rapporto che lo lega ad Antonio Conte. Biraghi probabilmente tornerà a Firenze, l’Inter non dovrebbe esercitare il riscatto del cartellino, anche perché da gennaio l’out di sinistra è stabilmente occupato da Young. Moses è in prestito dal Chelsea ed a giugno tornerà a Londra, ma l’Inter potrebbe facilmente trattenere il ragazzo, che da febbraio 2021 sarà svincolato, anche i blues quindi sarebbero propensi a trattare la vendita totale del cartellino. Ed infine Vecino, che a gennaio sembrava sicuro di partire, ma invece continua ad essere una pedina utile nello scacchiere di Conte, che difficilmente ci rinuncia, il centrocampista ex fiorentina ha sempre un minutaggio importante indipendentemente dal fatto che parta tra i titolari o no; l’ Inter non ha interesse a liberarsi di Vecino, ma se dovesse arrivare un’offerta intorno ai 25 milioni una sua permanenza non sarebbe così scontata.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Spagna, le due squadre basche chiedono la finale di coppa a porte aperte

Spagna, le due squadre basche chiedono la finale di coppa a porte aperte

La stagione calcistica 2019-2020 sarà ricordata come la stagione martoriata dal Coronavirus. Quasi tutte le federazioni europee hanno deciso di sospendere la stagione e ci sono serie possibilità che in molti paesi non si riprenderà a giocare. In Spagna la scorsa settimana è stato presentato un protocollo per tornare ad allenarsi proprio oggi, il 4 maggio; il governo lo ha approvato e per il momento è stata concessa la possibilità ai calciatori di tornare nei centri sportivi. Ciò non significa che la Liga sia certa di riprendere, anzi, le prossime settimane saranno un crocevia fondamentale per monitorare l’andamento del virus e quindi poi decidere su quali attività potranno riprendere. Notizia di questa mattina è la richiesta, assurda sotto certi punti di vista, di Real Sociedad e Athletic Bilbao di giocare la finale di Copa del Rey a porte aperte. La sfida è senza dubbio un incontro storico, con due squadre basche finaliste della coppa nazionale, ma una richiesta del genere è al momento inaccettabile, considerando che per la ripartenza di concerti, eventi pubblici, spettacoli teatrali si parla addirittura di gennaio 2021. Le due società hanno richiesto la possibilità di posticipare l’evento se fosse impossibile assicurare la presenza dei tifosi nel giro di poche settimane, rinunciando così (solo l’Athletic che è ottavo, mentre la Real Sociedad è quarta) alla possibilità di ottenere la qualificazione in Europa League, ma allo stesso tempo hanno sollecitato a riconoscere l’ufficialità del trofeo indipendentemente da quando verrà disputata la finale.


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!