Callejon, prolungamento del contratto di 15 giorni?

Callejon, prolungamento del contratto?

L’emergenza da Covid-19 in Italia comporta varie difficoltà nel mondo del calcio. Tra queste, un’implicazione peculiare è rappresentata dai contratti in scadenza il 30 giugno, nonostante il campionato possa (ma è difficile fare previsioni allo stato attuale) prolungarsi oltre quella data, una difficoltà riportata anche dalla testata Il Mattino:“I contratti dei calciatori sono fino al 30 giugno e ci sono per quella data quelli in prestito e a scadenza di contratto, nel Napoli due si trovano in quest’ultima condizione: Mertens (però vicinissimo al rinnovo) e Callejon. Una soluzione che potrebbe essere studiata sarebbe quella di allungare tutti i contratti di 15 giorni (se dovesse bastare per completare la stagione il 15 luglio), tramite una deroga che coinvolga la norma delle regole Noif (Norme Organizzative Interne della Federazione) che andrebbero in via eccezionale modificate e ricodificate”. Qualora dunque si dovesse andare incontro ad un prolungamento del campionato tale da superare il 30 giugno, appare probabile che il Napoli decida di ricorrere a questo stratagemma, in modo da non perdere prima della fine della stagione uno dei suoi giocatori più prolifici degli ultimi anni. L’esterno offensivo spagnolo è alla settima stagione con la maglia del Napoli, durante la quale ha collezionato 23 presenze, 2 gol e 5 assist, prendendo in considerazione il solo campionato.
Nelle ultime ore, come riporta il Corriere dello Sport, è arrivato anche un duro sfogo di Callejon e della moglie legato all’emergenza Coronavirus.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma: interessa Faraoni dell’Hellas Verona

Roma interessa Faraoni

Nonostante l’emergenza Coronavirus e tutte le incertezze da essa derivanti, il calciomercato diventa già un tema d’attualità. In casa Roma si starebbe pensando a Davide Faraoni, esterno destro titolare dell’Hellas Verona, con cui quest’anno vanta 24 presenze, 3 goal e 2 assist in Serie A. Secondo la Gazzetta dello Sport il giocatore, in scadenza di contratto nel 2022, potrebbe partire per una cifra intorno ai 7-8 milioni. Resta da vedere quanto facilmente il presidente Setti sia disposto a liberarsi di un tassello fondamentale della squadra, vista anche la grande stagione fin qui disputata dai gialloblù. Ci si chiede inoltre come Faraoni, impiegato da Juric come esterno di centrocampo, possa adattarsi allo scacchiere tattico di Fonseca, che chiede un terzino destro. Infine, non va dimenticata la grande abbondanza (quantitativa più che qualitativa) dei giallorossi in questo ruolo.

 


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Roma, Friedkin non molla e osserva da lontano

Roma, Friedkin non molla e si attendono notizie sul fronte dell’imprenditore americano che prima dello stop del campionato aveva pronta la firma sulle carte che gli avrebbero consegnato lo storico club giallorosso.

Una trattativa che non si è fermata definitivamente, certamente rallentata, ma non nelle intenzioni; infatti Dan Friedkin e Ryan Friedkin stanno solo attendendo di avere più chiaro il futuro prossimo del calcio italiano ed europeo, fermo insieme a tutto il mondo per fronteggiare l’unico nemico attuale, il Coronavirus.

Scelta obbligata, visto che l’ingresso in società prevede anche una programmazione lavorativa impossibile da costruire al momento, non essendoci alcuna certezza sulla ripresa della stagione in essere e non conoscendo neanche quali saranno le modalità della prossima.

Sul fronte economico, come riporta il Corriere dello Sport, c’è ancora qualche distanza tra la valutazione di Friedkin e quella di Pallotta, valutazione che vista la situazione potrebbe ancora variare. Probabilmente questo non fermerà la trattativa anche ‘perché la volontà è chiara da parte di entrambi; Pallotta vuole vendere e anche in fretta, Friedkin è deciso nell’intento di investire nella società romana e provare ad esportare il suo modello di marketing alla’americana, ancora più intraprendente di quello esposto dal bostoniano Pallotta, il quale è riuscito solo in parte a cambiare il fatturato ed il prestigio della società giallorossa, migliorandone sì il brand ma non ottenendo risultati dal punto di vista sportivo.


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Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini.

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini, anche se improbabili, poiché l’ex centrocampista fino ad oggi si è ampiamente guadagnato la riconferma: in 12 partite ufficiali ha totalizzato 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, invertendo il trend negativo che aveva caratterizzato la prima parte di stagione ( con Montella in 19 partite la viola contava 6 vittorie, 5 pareggi e ben 8 sconfitte). Eppure l’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio elenca una sfilza di possibili sostituiti di Iachini e sono tutti nomi di un certo rilievo, testimonianza dell’ambizione di Rocco Commisso e del fatto che, per rimpiazzare l’attuale allenatore, serva qualcuno con esperienza internazionale. Il primo della lista è Carlos Dunga, ex centrocampista brasiliano, che ha militato per ben quattro stagione nella Fiorentina, dal 1988 al 1992; l’esperienza da tecnico è legata principalmente al suo paese, avendo allenato per una sola stagione l’Internacional e la nazionale carioca per otto anni, riuscendo a vincere una coppa America, la Confederation Cup ed un bronzo Olimpico. Poi spuntano due toscani come Spalletti, che è ancora sotto contratto con l’Inter, e Massimiliano Allegri, che ad oggi sembra più complicato convincere. Il quotidiano sportivo continua la lista passando ai tecnici stranieri come Pochettino, ex allenatore del Tottenham, Emery, esonerato a novembre dall’Arsenal e Leonardo Jardim, tecnico spagnolo, ex Monaco; infine gli ultimi due nomi sono l’attuale allenatore del Sassuolo, De Zerbi e l’ex milanista Giampaolo.

 


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Lazio, Diaconale parla ancora (?): “C’è interesse dietro al blocco del campionato”

Mettiamo un bel punto interrogativo al titolo e ci chiediamo, Lazio,  Diaconale parla ancora?

ALLERTA SPOILER – I punti interrogativi saranno tanti nell’articolo.

Dovere di cronaca dire che nel nuovo post dell’interessante (?) rubrica “Taccuino biancoceleste”, scritta dal responsabile(?) della comunicazione della S.S. Lazio, il buon Diaconale si impegna a disimpegnare da qualsiasi  coinvolgimento Claudio Lotito e la società biancoceleste, un gesto nobile, ma che vale quanto la scritta alla fine dei film “fatti e riferimenti a cose e persone sono puramente casuali“. Soprattutto nel momento in cui lo stesso Diaconale, di suo stesso pugno svela il vero problema delle sue dichiarazioni:  “Naturalmente sono consapevole che il mio ruolo di portavoce del presidente possa ingenerare il sospetto che si tratti di opinioni condizionate dalla mia attività nella società biancoceleste”. Dunque ora che ne è consapevole possiamo certificare che a parlare è un membro della Società Sportiva Lazio, e parlando della medesima nel post non crediamo ci sia scampo, arrampicamento fallito (rumore di unghie sugli specchi).

Detto ciò andiamo a scovare il succo e la morale del nuovo episodio di “Diaconale dice cose a caso”: la questione è sempre quella; annullare il campionato o assegnare lo scudetto alla Juventus o fare i play-off con più di quattro squadre è un complotto: “Dietro i presunti virtuosi si nasconde il preciso interesse a bloccare tutto, competizione ed allenamenti, per arrivare ad annullare il Campionato. O per cristallizzare la classifica del momento (Juventus sopra la Lazio per un punto) o per dare una conclusione al campionato con quella soluzione play-off e play-out che potrebbe offrire una occasione di salvataggio della stagione alle squadre che nel 19/20 hanno deluso (qualcuno vorrebbe il play-off non a quattro, neppure a sei ma addirittura a dodici).” Traduciamo: tutto ciò che non va a favore della Lazio è complotto, il resto è giusta causa.

Dunque, tra una serie di inutili appelli alla sicurezza sanitaria del paese, il messaggio è semplice, in questa situazione qualcuno deve pur pensare a chi vincerà lo scudetto del campionato di calcio di Serie A, lo fà per il bene del paese che in questo momento credo attenda più questo che il vaccino per il Covid-19. Peccato che non esista un vaccino per le persone come Diaconale.

Attenzione non stiamo demonizzando la persona, non conoscendola personalmente potremmo star a parlare del nulla, ma stiamo colpevolizzando il Diaconale figura associata alla S.S. Lazio, protagonista di una stagione stupenda sul campo, ma che fuori sta lasciando solo polemiche e dubbi sulla buonafede di chi la gestisce, tra calendari particolarmente flessibili e inutili polemiche su di uno scudetto che non sappiamo se e quando verrà assegnato, ma che al momento deve e dovrà essere l’ultimo dei problemi.

Perchè piacerebbe ricordare al signor Diaconale che anche fuori dal calcio c’è chi si domanda se potrà recuperare il tempo perso ed ottenere i risultati prefissati dopo il lavoro di un anno, sudato e meticoloso, che a causa di questo periodo potrebbe essere vanificato.

Se si riprenderà, verrà presa la decisione sul campionato che aiuterà il sistema a ripartire, non alle società ad accaparrarsi il premio, premio che ricordiamo non meriterebbe solo la Lazio, cosa che a quanto pare invece nelle parole di Diaconale pare contraria.

Quindi, caro Diaconale, la libertà di espressione la stiamo esercitando anche noi di RG24, nel rimproverarti, canzonarti e smentendoti, ma noi non rappresentiamo nessuna Società Sportiva, non potremmo vincere nessuno scudetto e stiamo lavorando, da casa, come tutti, per quello che si può, per la pura passione.

Qui il link per le cose dette a caso da Diaconale.




Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

Gli “altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni

A libro paga dei presidenti di Serie A non ci sono solamente calciatori ed allenatori, c’è un mondo di lavoratori, “gli altri dipendenti”, che costano circa 95 milioni all’anno. La Serie A, come è stato più volte ribadito, è ormai una delle industrie più floride del nostro paese, che, non considerando i calciatori e gli allenatori, conta circa 1600 dipendenti; far proseguire il campionato sarebbe importante sopratutto per loro, che non godono delle stesse tutele dei calciatori milionari. Gli ultimi dati pubblicati dalle squadre di Serie A per la stagione in corso, e riportati da Calcio e Finanza,  ci dicono che i dipendenti non tesserati sono 1581 ed che il numero di personale cambia di società in società: la Juventus conta 250 dipendenti, Roma, Udinese, Inter e Milan ne hanno più di 100, mentre il Brescia solo 10. Se si butta un occhio sui costi annuali dei non tesserati troviamo Inter, Juventus e Roma in cima alla classifica, i nerazzurri investono ogni anni 18,8 milioni, la Juventus 14,4 e la Roma 13,6.; è’ ovvio che questi dati sono gonfiati dai maxi contratti che percepiscono alcuni dirigenti. Mentre le cifre più basse vengono spese da SPAL (750 mila euro), Lecce (493 mila euro) ed Hellas Verona (533 mila euro)( con il Brescia che non fornisce dati specifici). Gli ” altri dipendenti” della Serie A valgono 95 milioni, mentre lo stipendio medio si aggira sui 55 mila euro; riprendere il campionato significherebbe anche salvare posti di lavoro, non solo tornare a guardare lo sport più bello del mondo.

 


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Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

L’attaccante bosniaco della Roma Edin Dzeko ha rilasciato una lunga intervista per “The Athletic”, nella quale racconta i suoi trascorsi in maglia giallorossa, alla vigilia del suo 34esimo compleanno. Dai gol meraviglia contro il Chelsea, il Milan e il Torino fino alla situazione attuale, analizzando anno per anno fino ad arrivare ai giorni nostri. Grandi gioie, tra cui ovviamente il ritorno in casa contro il Barcellona, dove i capitolini hanno ribaltato il 4 a 1 dell’andata con uno storico 3 a 0. Grandi rimpianti, come la semifinale d’andata persa malamente contro il Liverpool nello storico cammino in Champions League del 2018 giocata, a suo dire, non pensando al ritorno e il grande rapporto con Salah e Nainggolan, 2 con cui era davvero facile giocare a calcio. La difficoltà nel creare continuità, dato i molteplici cambiamenti di anno in anno, sono la causa, secondo il bosniaco, dell’assenza di trofei fino ad oggi. Tuttavia, dopo gli addi di Totti prima, di De Rossi e di Florenzi recentemente, Edin Dzeko non teme la fascia di capitano ed è pronto al ruolo di leader, sia per anzianità sia per curriculum, essendo nella rosa uno dei giocatori più vincenti. Pronto ad esser capitano e pronta a vincere un trofeo, ovviamente in giallorosso.


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Juventus, parla Rugani: “Mi ritengo fortunato”

È stato il primo calciatore di Serie A a risultare positivo al Covid-19, Daniele Rugani rompe il silenzio e tramite Juventus TV ha rilasciato le prime dichiarazione per rassicurare tutto l’ambiente ed il mondo del calcio dei grandi: “Mi ritengo fortunato, è stata una bella botta perché sono stato il primo nell’ambiente calcio. Aldilà di questo sono stato bene e spero che il mio caso sia stato utile a sensibilizzare tutti sulla gravità di questo problema“.

Dichiarazioni importanti in questo momento storico nel quale solo verità e racconti certi possono aiutare, il difensore nato a Lucca classe ’94 è risultato positivo ma asintomatico, ossia senza complicanze di genere della malattia che sta mettendo in ginocchio l’Europa: “Sto bene, voglio tranquillizzare tutti. Sono sempre stato abbastanza bene, non ho avuto alcun grave sintomo”, ha detto dunque lo juventino che ha voluto anche sottolineare la parte psicologica dell’apprendere una notizia del genere, soprattutto quando si tratta del primo caso nel proprio ambiente: “E’ stata una botta perché c’è stato un boom mediatico fortissimo. In pochi minuti mi hanno scritto tante persone. Li ringrazio tutti. Sto bene, potete stare tranquilli. Supererò anche questa, la supereremo tutti. Speriamo di ripartire al massimo insieme”.

Al momento la situazione in casa Juventus resta tranquilla, lo staff è completamente in quarantena, fatta eccezione per CR7 che come ben si sa, si trova dalla famiglia in Portogallo, dove sta comunque osservando i 14 giorni di isolamento.

Parole, quelle di Rugani, che ci danno un altro specchio della realtà che stiamo vivendo, una realtà che non ha colori, squadre, gerarchie o privilegi economici.


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Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno

Serie A, alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno.

Appare ormai chiaro che l’intento della Lega di Serie A sia quello di provare in tutti i modi a concludere il campionato nella maniera più regolare possibile, cercando di evitare le soluzioni alternative, che comunque non possono essere accantonate, poiché potranno rivelarsi indispensabili nel caso in cui l’emergenza Coronavirus continui fino alle porte dell’estate. L’idea di giocare tra maggio-giugno-luglio presenterà comunque delle complicanze gestionali, tra queste spicca quella dei contratti in scadenza: alcuni giocatori non potrebbero scendere in campo dopo il 30 giugno. Questo problema andrà a coinvolgere buona parte dei prestiti di cartellini (solitamente sono di una stagione), tra i nomi più altisonanti: Ibrahimovic, Nainggolan, Smalling; tra i rossoneri anche Kjaer è in prestito fino al 30 giugno. Poi ci sarebbero i rientri, come quelli di Icardi e Perisic in casa Inter, sempre che non vengano riscattati. Ci sono anche dei grandi giocatori a cui scade il contratto il 30 giugno, come Buffon e Chiellini nella Juventus o Mertens nel Napoli. La situazione come si evince è bella intricata, vedremo nelle prossime settimane come agirà la Lega di Serie A, sempre con la speranza che quest’incubo finisca il prima possibile.

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Torino-Udinese: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Molto probabilmente il campionato di Serie A chiuderà i battenti, non sappiamo se la stagione sarà sospesa o annullata. Per il momento  si naviga a vista e la situazione sembra decisamente essere  sfuggita di mano. La giornata numero 27 di Serie A nel caso si continuasse, si svolgerebbe tra venerdì 13 e domenica 15. Al momento il programma prevede due anticipi di venerdì che sono: alle ore 18:30 Hellas Verona-Napoli ed alle 20:45 Bologna-Juventus. Sabato sono fissate tre sfide SPAL-Cagliare alle 15:00, Genoa-Parma alle 18:00 e Torino-Udinese alle 20:45. La domenica, alle 12:30, il Lecce di Liverani ospita il Milan, mentre alle 15:00 sono previste solamente due partite: Fiorentina-Brescia ed Atalanta-Lazio. Alle ore 18:00 l’Inter di Conte a San Siro affronta il Sassuolo. La giornata di Serie A si conclude con il ritorno di mister Ranieri all’Olimpico, dove alle 20:45 va in scena la sfida tra Roma e Sampdoria. Tra lunedì e martedì si svolgerà un Consiglio straordinario per discutere del destino del nostro campionato tra tutte le parti interessate e capiremo meglio cosa ne sarà della Serie A nei prossimi mesi. Andiamo ora, nello specifico, a vedere le probabili formazioni e le quote di Torino-Udinese:

Torino-Udinese probabili formazioni:

Probabile formazione Torino (3-5-1-1): Sirigu; izzo, Nkoulou, Lyanco; De Silvestri, Lukic, Rincon, Baselli, Ansaldi; Verdi; Belotti.

Probabile formazione Udinese (3-5-2): Musso; Becao, Troost-Ekong, Nuytinck; Stryger Larsen, Fofana, Mandragora, De Paul, Sema; Okaka, Lasagna.

Torino-Udinese quote e pronostico:

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Probabilità di vincita e altre informazioni su Portale AAMS.

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

*In attesa di comunicazione, la partita potrebbe essere rinviata.*

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Torino-Udinese dove vederla in TV 

La partita tra Torino e Udinese sarà trasmessa su SkySportSerieA.

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