Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga – è più che probabile che il prossimo calciomercato avrà cifre diverse da quelle alle quali siamo stati abituati negli ultimi anni. Ne abbiamo giù parlato in un precedente articolo, scordatevi le cifre da capogiro sborsate per i vari Neymar, Coutinho o Dembelè. Lo scoppio della pandemia legata al Covid-19 ha stravolto il mondo ed inevitabili sono le conseguenze economiche in qualsiasi settore, compreso quello legato al calcio. Il costo del cartellino di molti calciatori si è abbassato notevolmente, in base a valutazioni fatte considerando valori teorici in base anche ad età e lunghezza dei contratti.

Parlando complessivamente dei vari campionati nazionali, se consideriamo tutti i maggiori tornei, ovvero Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1 arriviamo a perdite pari a 8,5 miliardi di euro. Solo la Serie A arriva a perdite pari a 1, 5 miliardi di dollari. Se i campionati non dovessero ripartire a livello di diritti tv perderebbero 4 miliardi di euro.

Il calciomercato e i contratti avranno cifre differenti nei prossimi anni, a questo i club ed i calciatori faranno bene ad abituarsi in fretta, In questo senso si è espresso il presidente della Liga Javier   e le sue parole sono sicuramente condivisibili da tutti i presidenti di Lega.

“I club dovranno ridurre gli ingaggi dei loro calciatori, non c’è altra soluzione. Le società hanno rose che superano il limite salariale previsto per la prossima stagione e le formazioni dovranno attingere tantissimo dalle proprie giovanili perché non potranno permettersi trasferimenti che vadano oltre l’importo economico, è impossibile. Non credo che ci saranno molto acquisti la prossima stagione, né in Spagna né da altre parti. Non c’è la possibilità per farlo. Dopo la pandemia i club dovranno abbassare gli stipendi dei calciatori, oppure acquistare di meno e a prezzi inferiori”.


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Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli- L’interesse dei partenopei per Josip Ilicic è di lunga data. Nello scorso calciomercato il presidente De Laurentiis ha cercato in tutti i modi di strappare il giocatore dalla corte di Gaperini ma proprio il tecnico atalantino ha convinto lo sloveno a rimanere a Bergamo. L’edizione odierna de Il Mattino pone l’accento proprio su Ilicic e su ritorno di fiamma per portarlo sotto il Vesuvio. La trattativa è legata al futuro di Dries Mertens. Sembra sempre più probabile che il belga vada via a a parametro zero, anche se l’offerta del Napoli (4,5 milioni di euro per i prossimi due anni) non è stata ancora pareggiata da altri club. La priorità del club di De Laurentiis sembra quella di trattenere “Ciro”. Qualora non si riuscisse nell’impresa si punterà tutto su Josip Ilicic.

Lo sloveno ha senza dubbio il gradimento di mister Rino Gattuso, anche perché questa è stata finora la migliore stagione del giocatore dell’Atalanta, capace di mettersi in luce anche e soprattuto in Champions League.

Per lui i numeri parlano chiaro: 21 presenze e 15 reti in campionato, una presenza e una rete in Coppa Italia e 7 presenze e 5 reti in Champions League. Cifre da capogiro. Attualmente il cartellino del classe ’86 è stimato, secondo Transfermarkt, a 17,50 milioni di €, sicuramente possibile per le finanze del Napoli. La trattativa, come abbiamo visto nelle scorse stagioni, non è facile e tanto dipenderà dalla volontà del giocatore di lasciare Bergamo.


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Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Finalmente il “Project Restart” vedrà la luce! Il Premier britannico Boris Johnson dà l’ok alla ripresa della Premier League, solo ed esclusivamente a porte chiuse, ognuno nei rispettivi campi. Il Premier inglese ha dichiarato possibili gli incontri sportivi a partire dal 1 giugno. Considerando le 3 settimane richieste di allenamento prima della ripresa è realistico immaginare che la Premier League ricomincerà il 13 Giugno.

Viene accolta, quindi, da parte del Ministro degli Interni britannico, la richiesta dei club coinvolti nella zona retrocessione di giocare le partire cruciali per la permanenza nella massima serie nel proprio impianto e non in campo neutro (tra gli ultimi a dichiararsi contrari il Watford e ne avevamo parlato qui). Oltre a questo il CTS inglese ha accettato la linea guida che prevede che in caso di positività di un calciatore, solamente lui verrà messo in quarantena e i suoi compagni continueranno ad allenarsi. Questa soluzione può creare un precedente che potrebbe essere preso in considerazione anche in Italia per la ripresa della Serie A.

Sistemata la questione della ripartenza della del campionato ora i club dovranno affrontare i problemi relativi ai diritti televisivi.

Il CEO della Premier League Richard Masters aveva anticipato che, nella più ottimistica delle ipotesi, la Lega avrebbe subito perdite per almeno 1 miliardo di sterline.

Lunedì, Masters ha aggiunto“Oggi siamo in grado di aggiornare i club sulla situazione che li lega alle emittenti televisive. Ovviamente, non posso entrare nello specifico, sono discorsi confidenziali. Una cosa però posso dirla, qualunque cosa accada ci sarà una significativa mancanza di entrate. Questo è inevitabile. La dirigenza della Premier League è stata ora in grado di dipingere un quadro su ciò che sarebbe accaduto in vari scenari, sia tornando a giocare, sia concludendo anticipatamente la stagione. Ciò ha consentito ai club di avere un focus sul momento attuale”.


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Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Giorgio Chiellini e Mario Balotelli si chiariscono in una diretta del programma Le Iene dopo le dichiarazione rilasciate dallo juventino il quale definiva SuperMario una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. Ne avevamo parlato qui

Ecco i passaggi della doppia intervista

Iene: «Mario, vogliamo parlare di Chiellini!».

Balotelli: «No dai! Ho già risposto, basta!».

Iene: «Ti va di fargli una dedica su una maglietta, per fare pace?».

Balotelli: «Fai una cosa: mettimela nell’ascensore. La porto in casa, la firmo e te la rimando giù».

Iene: «Vai. Puoi scriverci quello che vuoi!».

Iene: «Saliamo anche noi. Vai Mario, ti aspettiamo qui! Solo una domanda, Mario. Quando hai letto le dichiarazioni di Giorgio, cos’hai pensato?».

Balotelli: «Dai ragazzi! Per me è finita qua la storia, non ho problemi».

Iene: «Scusami, lui l’ha proprio scritto in un libro».

Balotelli: «Eh, va bene».

Iene: «L’ha fatto per vendere qualche libro in più, dici?».

Balotelli: «No, non lo so, ma, secondo me è uscita male la frase. Leggete la maglietta, dai!».

Iene: «Leggila tu come se fosse una poesia, vai!».

Balotelli: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande!».

Iene: «Grande Mario, parole giuste! La nostra missione ora è quella di andare a Torino e vediamo se ha il coraggio di dirti le cose in faccia!».

Iene: «Com’è andata la quarantena?».

Chiellini: «Bene! Sono riuscito a stare un po’ di più con la famiglia».

Iene: «Hai imparato a cucinare? Hai fatto la pizza?».

Iene: «Hai preso un’altra laurea online?»

Chiellini: «No! Mi allenavo la mattina presto e poi stavo con mia moglie e le due bambine».

Iene: «Quando è scoppiato il caso Covid, eri preoccupato?»

Chiellini: «Preoccupato no. Poi sono stato tanto in quarantena al centro sportivo, non pensavo ci fosse questa gravità nel mondo, per fortuna la mia famiglia era a Livorno, dove non è arrivato con la stessa intensità che abbiamo vissuto a Torino».

Iene: «In Francia hanno assegnato il Campionato a PSG. Il campionato secondo te riprende o lo danno vinto alla Juve?».

Chiellini: «Noi ci alleniamo e poi vedremo nelle prossime settimane».

Iene: «In realtà vorremmo farti anche un’altra domanda sulla Champions: quest’anno siete una corrazzata, ad un certo punto, dalla Cina, arriva il Covid19, ma non è che Steven Zang ha costruito il virus per non farvi vincere la Champions?».

Chiellini: «Non c’era bisogno del virus dalla Cina, ci abbiamo pensato noi negli anni scorsi!».

Iene: «Quest’anno c’erano gli Europei?».

Chiellini: «Quelli li abbiamo spostati con grande anticipo».

Iene: «Se tu l’anno prossimo sei convocato, con Mancini c’è anche la possibilità che venga convocato anche Mario Balotelli».

Chiellini: «Mamma ragazzi, sarebbe un piacere! Io non ho mica problemi!».

Iene: «Nelle tue dichiarazioni non dici che Balotelli è una persona negativa in generale».

Chiellini: «Ci sono state situazioni in cui lo è stato».

Iene: «Siamo andati ad incontrarlo e lui, che è sempre istintivo nel rispondere, ha scritto una dedica per te».

Chiellini: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande! Mario” Sorpreso piacevolmente!».

Iene: «Lo vogliamo fare un saluto volante a telefono a Mario?».

Iene: «Un faccia a faccia virtuale!».

Le Iene quindi decidono di fare, insieme a Chiellini, una videochiamata a Balotelli:

Chiellini: «Ciao Mario!».

Balotelli: «È la prima volta in vita mia che il casino l’hai fatto tu e non l’ho fatto io!».

Chiellini: «Ero Invidioso! Perché nella vita per migliorare bisogna sbagliare!».

Balotelli: «Io sono perfetto, allora!».

Iene: «La facciamo la pace, vero?».

Balotelli: «Ma non c’è mai stata la guerra ragazzi, ve l’ho già detto!».

Chiellini: «Ci sono stati degli screzi, a me dispiace ma qualcosa dovevo dire, Mario, poi ti avrei scritto fra un po’, te lo dirò di persona, più avanti».

Chiellini: «Grazie per la maglietta! Questa la tengo per davvero!».

Balotelli: «Va benissimo! Comunque Giorgio, a parte gli scherzi, Io ti ho risposto nel senso che…».

Chiellini: «Hai fatto bene! Ero indeciso se metterlo, però non raccontare “nulla” è brutto, mi sembrava da falso e ipocrita. Mi prendo annessi e connessi».

Balotelli: «Con le cose brutte che potevi raccontare, proprio me dovevi mettere? Hahaha!».

Iene: «Va bene il momento di pace però Giorgio, vuoi dirglielo che nel 2013 due schiaffi volevi darglieli davvero?».

Chiellini: «Si è fatto male, è andato via prima di darglieli!».

Balotelli: «Ma veramente ti riferivi alla Confederations Cup?».

Chiellini: «Eh Mario…va bene, dai».

Balotelli: «Che cosa è che avevo fatto?».

Chiellini: «Non te lo ricordi?».

Balotelli: «Ma no, a parte essere andato via, cos’è che avevo fatto di così brutto? Giuro non mi ricordo».

Chiellini: «Con il Brasile, un paio di cose…».

Balotelli: «No aspetta, mi ricordo adesso! Che mi sono arrabbiato perché perdevamo e Gigi mi fa: “Non siamo mica il Brasile noi”, quella cosa lì?».

Chiellini: «Sì, più o meno».

Balotelli: «Va bene dai, non è una cosa grave quella. Io ho risposto soprattutto perché, ti dico la verità, da Giorgio non me l’aspettavo, nel senso che, non sono una persona negativa, sono uno che scherza sempre, ti ho risposto perché ti voglio bene, perché se non me ne fregasse niente non avrei mai risposto».

Chiellini: «Si migliora tutti con gli anni, vedi? Sono passati tanti anni, siamo pronti a scrivere un’altra pagina del prossimo libro».

Balotelli: «Ma questo libro, non potevi pubblicarlo tra cinque anni?».

Chiellini: «Ma sono troppo vecchio Mario, io smetto tra poco! Poi non mi legge più nessuno, è quello il problema! Il prossimo libro lo potrai raccontare tu!».

Balotelli: «No, sarebbe troppo lungo un mio libro!».

Iene: «Senti Mario, te lo facciamo regalare il libro da Giorgio!».

Balotelli: «Sì, strappa le pagine dove parla di me!».

Chiellini: «Promesso! (Chiellini scrive una dedica a Balotelli sul suo libro, ndr.) “A Mario, sbagliando ho imparato tanto e continuo a farlo giorno dopo giorno. Ti auguro il meglio, e spero di vederti presto in campo!».


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Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Il centrocampista giallorosso Amadou Diawara, ha rilasciato un’intervista a Roma Radio. L’ex Napoli ha risposto a molte domande ed ha affrontato parecchi temi.

Il centrocampista guineano ha disputato 19 partite in questa stagione, prima del brutto infortunio al menisco che lo tiene lontano dai campi dal 20 Gennaio scorso.

Come ha vissuto questo periodo così particolare?
“Sto vivendo questo periodo come tutti, con un po’ di stress. Non vedo l’ora che finisca questo brutto periodo. Sono rimasto a casa seguendo le direttive del Governo”.

Com’è la situazione in Africa?
“Il virus ha colpito anche la Guinea, ma la situazione al momento sembra sotto controllo. Ho sentito mio padre e le mie sorelle, mi dicono che la situazione si sta risolvendo piano piano. Ci sono meno casi rispetto all’Italia, ma il virus ci ha comunque colpito, però è sotto controllo”.

Quanto conta per una squadra di calcio far parte in modo concreto del tessuto sociale al quale appartiene?
“La Roma si è comportata da grande squadra con quello che ha fatto fuori dal campo durante l’emergenza. Il calcio è lo sport più seguito al mondo e deve dare il suo contributo anche in queste situazioni”.

Che effetto le ha fatto tornare a Trigoria? Veniva da un infortunio, come sta?
“Sto bene. Non vedevo l’ora di tornare in campo per allenarmi con gli altri, anche se per ora ci stiamo allenando individualmente. Non vedevo l’ora di tornare a Trigoria, incontrare i compagni e tornare a fare le cose che facevamo prima”.

Qual è stata la cosa che le è piaciuta di più tornando in campo?
“Ritrovare i compagni. Stando con loro tutti i giorni ti ci affezioni. Non è stato bello non vederli per così tanto tempo, mi mancavano”.

All’inizio ha giocato poco, poi ha dato la sensazione di essersi inserito bene nel gioco di Fonseca…
“Venivo da un anno a Napoli, dove avevo giocato poco. Quindi sapevo che alla Roma avrei dovuto dare il 100% quando mi sarebbe stata data l’opportunità. Ho capito cosa voleva il mister da me e dagli altri centrocampisti e mi sono inserito bene”.

Cosa vi chiede Fonseca?
“Il mister ci chiede di metterci posizionati bene con il corpo, di aiutare i centrali difensivi. Gli piace uscire sempre con il pallone dal basso, il suo calcio è divertente”.

Ha scelto la numero 42 per Yaya Touré. Che cosa ha rappresentato per il calcio africano?
“E’ stato un grandissimo giocatore e un simbolo per tutti gli africani che giocano in questo ruolo. Di lui mi piaceva tutto, dalla visione di gioco alla tranquillità con il pallone. Mi faceva impazzire da piccolo. Devo fare qualche gol in più per assomigliargli ma con un po’ di lavoro posso arrivarci”.

E’ arrivato alla Roma tra lo scetticismo generale. Quando ha avuto la sensazione di aver vinto la tua scommessa?
“Quando sono arrivato alla Roma non avevo continuità di gioco, mi ero fatto anche male. Sono andato in Coppa d’Africa, mi ha aiutato molto e sono tornato anche prima per iniziare a lavorare con i compagni. Non era semplice entrare subito nei meccanismi della squadra, ho aspettato il momento sapendo che quando avrei trovato continuità non avrei deluso i tifosi romanisti ed è stato così”.

Che cosa si aspetta quando ritornerete in campo?
“Quando torneremo in campo sarà come a inizio campionato. Veniamo da un lungo periodo di stop, ci siamo allenati a casa. Servirà la forza per ricominciare e andare a mille per centrare il nostro obiettivo. Speriamo di tornare in campo, se si gioca il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro”.

E’ riuscito a fare qualche passeggiata per Roma?
Ho avuto poco tempo per visitare Roma tra allenamenti, partite e infortuni. Non vedo l’ora che tutto questo finisca per scoprirla meglio.


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Bergomi: “Positivo al Coronavirus ad inizio marzo, l’ho sottovalutato”

Bergomi: “Positivo al Coronavirus ad inizio marzo, l’ho sottovalutato”

Beppe Bergomi, Lo Zio bandiera dell’Inter e pilastro della Nazionale italiana tra gli anni ‘80 e ‘90, in una chiacchierata su Instagram con l’amico Ciccio Valenti ha raccontato la sua brutta esperienza a contatto col Coronavirus. Bergomi ha contratto il virus ad inizio marzo e dopo settimane con problemi all’olfatto e alla schiena ora sta meglio, ma Lo Zio ha ammesso che probabilmente si è ammalato perché ha sottovalutato il virus. Andiamo a vedere cos’ha detto Bergomi:

“Ho fatto un test sierologico, sono risultato positivo all’ICG e negativo all’IGM. A inizio marzo sono stato male, ho avuto problemi all’olfatto e alla schiena, ma non ai polmoni. Adesso la fortuna vuole che io abbia gli anticorpi, ma mi hanno spiegato che non proteggono al 100% perché il virus muta. Ma se dovessi prenderlo di nuovo, lo prenderei in forma leggera. Non ho avuto paura. Però sentivo sempre freddo, mi sono fatto portare due stufette. Credevo fosse un’influenza, invece sono risultato positivo. I miei amici mi prendevano in giro e mi dicevano che ci stavo pensando troppo, ma io non stavo bene, avevo sempre dolori, ero fiacco. Non riuscivo a sedermi per il dolore alla schiena, stavo sempre in piedi. Poi dicevano che era meglio non prendere anti-infiammatori. Dopo un po’ il dolore è andato via, ma il tutto è durato 20-25 giorni. Ora sto alla grande, ho ripreso a correre. Ho fatto solamente il test sierologico, ho cercato di fare il tampone, ma mi hanno detto che dopo 30 giorni dovrei essere a posto. Sono stato uno stupido, l’ho sottovalutato. Il 21 febbraio ho fatto l’ultimo allenamento e uno dei ragazzi aveva la polmonite, da lì poi non abbiamo fatto più giocato. Il 26 sono stato a Napoli a commentare la sfida con il Barcellona, poi sono stato a Perugia a vedere la sfida col Benevento. Secondo me l’ho sottovalutata prima, sono stato troppo a contatto con la gente”.

Infine Bergomi e Ciccio Valenti hanno anche parlato un pochino di calcio e della loro Inter: “Io lo terrei, ma con 110 milioni è dura tenerlo. Il sostituto ideale sarebbe Timo Werner. È anche compatibile con Lukaku: il belga gioca sul centrodestra, mentre l’attaccante del Lipsia parte dall’altra parte”.

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Rabiot non torna per il taglio-stipendi, segnale verso l’addio?

Adrien Rabiot e la Juventus sono sempre più lontani. Anzitutto, fisicamente. La Stampa racconta infatti del personale sciopero del centrocampista francese, che non sarebbe ancora rientrato dalla sua villa in Costa Azzurra per protesta contro i tagli degli stipendi. Inoltre, consigliato dalla mamma-agente che già faceva esasperare i vertici del Psg, Rabiot vorrebbe cambiare aria in estate: si considera poco valorizzato da Sarri e punta alla Premier League, anche per ragioni economiche. Potrebbe accoglierlo l’Everton: Ancelotti l’ha fatto esordire in Francia nel 2012, e i rapporti tra i due club sono buoni.

Le intemperanze dei giocatori purtroppo non sono ancora finite. Dopo le fughe di De Ligt e Higuain, ecco un altro bianconero ribelle. Le perplessità sorgono in particolar modo dal fatto che la decisione di tagliarsi gli stipendi da parte dei giocatori della Juve era stata (almeno in teoria) una risposta collettiva ad una proposta della società sostenuta da Chiellini ed accolta positivamente da tutti i tesserati.  Rabiot viene da una stagione tutt’altro che esaltante ed è scivolato in fondo alle gerarchie di Sarri. Questo comportamento potrebbe essere un (pessimo) pretesto per comunicare la volontà di addio. Quando poi dietro ci si mettono i genitori-agenti, la sua situazione non può che complicarsi ulteriormente e certe carriere possono prendere strade insperate, vedasi le dichiarazioni di ieri del padre dell’ex Roma Gerson.

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Barone: “Cinque sostituzioni? No, non si cambiano le regole in corsa”

Barone: “Cinque sostituzioni? No, non si cambiano le regole in corsa”

“C’è chi dice no” ed in questo caso si tratta della Fiorentina, nello specifico a dirlo è Joe Barone, il direttore generale della Viola. No alle cinque sostituzioni, sì alla ripresa, questa è la linea coerente della Fiorentina che tiene da inizio marzo ormai, cioè da quando il calcio si è fermato per fronteggiare il coronavirus. Joe Barone è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’io Sport dove ha chiarito il punto di vista suo e della Fiorentina riguardo la ripresa del calcio, la possibilità di aumentare le sostituzioni ed i contagiati della società Viola.

CINQUE SOSTITUZIONI: “Le cinque sostituzioni? Sono contrario a cambiare le regole in corsa. Già i giocatori in questo periodo sono sottoposti mentalmente a forte stress per tutte le voci che si rincorrono, la posizione della Fiorentina è che vogliamo mantenere le stesse regole di quando abbiamo iniziato il campionato”.

RIPRESA DEL CALCIO E TUTELARLO, O SARÀ DEFAULT: “Siamo per ricominciare ma in sicurezza, senza rovinare questa stagione e compromettere la prossima. Rimettere i conti a posto sarà difficile per tutti, il calcio è un’industria da tutelare e come tutte le industrie dovrà essere aiutata dal Governo. Speriamo di poter concludere questa annata e iniziare in modo regolare la prossima, i ragazzi non possono stare fermi per tanto tempo quindi bisogna ricominciare al più presto”.

RIBÉRY IN QUARANTENA ED I SEI NUOVI POSITIVI DELLA SCORSA SETTIMANA: “I sei positivi di settimana scorsa? Stanno tutti bene e sono tutti asintomatici, contiamo di recuperare anche loro al più presto. Ribery in quarantena? Nonostante due tamponi risultati negativi in Germania e a Firenze siamo in attesa del protocollo. Intanto Franck è tornato carico e con un entusiasmo incredibile”.

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Serie A, via libera agli allenamenti ma con grosse perplessità

Serie A, via libera agli allenamenti ma con grosse perplessità

Il via libera alla ripresa degli allenamenti collettivi è arrivato. Un sì che, pur con forti limitazioni e la prudenza quale parola chiave, può spingere i club del calcio italiano a rimettere in campo i propri calciatori. Un sì che, soprattutto, è arrivato dopo lunghi confronti tra il Comitato Tecnico Scientifico e la Figc.

Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, inizialmente gli scienziati sono stati durissimi nel giudicare la documentazione in forma originale della federcalcio, definita “largamente lacunosa e imperfetta”. Oggi si partirà con una riscrittura definitiva, con l’obiettivo di concludere il lavoro già in giornata, per poi convocare i calciatori e salutare la fase di questi allenamenti individuali e facoltativi.

Fa il punto il Corriere dello Sport: le condizioni sono stringenti, a partire dai tamponi (in molte Regioni è difficile reperirne) e dal nodo quarantena. Ma, più in generale, preoccupa lo scetticismo del Cts sul campionato: pur non avendole espresse ieri, gli scienziati hanno grosse perplessità sul fatto che si possa tornare in campo.

C’è poi da parte dei 20 club di A, una grossa incertezza. Ieri il sottosegretario alla Salute ha parlato di una bolla sterile, e la via di un maxi-ritiro dovrebbe essere quella scelta per garantire la sicurezza del gruppo squadra. Inteso in maniera molto allargata, particolare non da poco: in questo momento nessun club di A, se non la Juventus grazie al J-Hotel, ha la possibilità pratica di isolare giocatori, membri dello staff e altri dipendenti a contatto con la prima squadra per un periodo di tempo così prolungato. Appoggiarsi ad altre strutture, invece, minerebbe alla base il concetto di bolla sterile.

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Pandev: “Termino la carriera a fine stagione, ma prima salvo il Genoa”

Pandev: “Termino la carriera a fine stagione, ma prima salvo il Genoa”

Silenzioso, serio, professionale e forte, tutto questo è stato ed è tuttora Goran Pandev, almeno fino a fine stagione, quando potrebbe effettivamente chiudere definitivamente la sua carriera. In una bella intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport, Pandev ha parlato del suo probabile ritiro a fine stagione, della voglia di tornare in campo, del suo Genoa e del triplete con l’Inter. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

RITORNO IN CAMPO E SALVEZZA: “Mi manca allenarmi con i mie compagni. Il calcio è la nostra vita. Ricominciare il campionato? Lo spero, ma la decisione spetta alle autorità competenti che sono sicuro faranno la scelta migliore. Riprendere sarebbe comunque un segnale importante per tutta l’Italia la gente guarderebbe quello e non solo le news sul virus. Anche se giocare senza pubblico non sarà il massimo… Se il campionato dovesse chiudersi qui mi dispiacerebbe per il mio Genoa. Nell’ultimo periodo abbiamo fatto vedere grandi cose e dimostrato che possiamo salvarci tranquillamente. Nicola ha portato entusiasmo e fiducia nel gruppo”.

LO STORICO TRIPLETE CON L’INTER: “Il Triplete? Nonostante siano passati dieci anni quei ricordi mi ritornano spesso in mente. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario e non so se qualche altra formazione potrà fare lo stesso. Eravamo un gruppo fortissimo e unito. Anche Dio ci ha aiutato e così abbiamo vinto tutto. Mourinho? Persona splendida, ci ha dato tanto. Il mio gol più bello in quell’annata? Il gol nel derby vinto in inferiorità numerica. E la rete, nella stagione successiva, contro il Bayern Monaco”.

TORNARE ALL’INTER O RIMANERE AL GENOA: “Inter? A gennaio potevo tornare a Milano, c’è stato qualcosa. L’Inter mi ha portato in Italia e mi ha cambiato la vita. ma sentivo che dovevo restare qui a Genoa. Qui a Genoa la gente mi vuole davvero bene ed è giusto che finisca la carriera nel club più antico d’Italia. Volevamo e vogliamo salvarci. Smettere dopo questa stagione? Prima della pandemia avevo detto che avrei salvato il Genoa e poi mi sarei ritirato, ora spero termini presto questa situazione e poi vedremo cosa succederà”.

ADDIO AL GENOA E RITIRO: “Al momento penso ancora di terminare dopo questa stagione la mia carriera. Mi immagino la mia gara d’addio al calcio con tanta gente allo stadio, voglio salutare il popolo rossoblù perché qui ho passato 5 anni bellissimi e devo solo ringraziarli. Ho dato tutto per questa maglia, vorrei poter dire addio al calcio in un Ferraris gremito”.

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