In attesa che la Roma ufficializzi l’ingaggio di Di Francesco e che il tecnico abruzzese risolva il contratto con il club neroverde, il Sassuolo trova repentinamente il suo sostituto e individua in Cristian Bucchi, giovane allenatore reduce da un’ottima stagione con il Perugia in Serie B, il candidato ideale.
Anche nel caso del tecnico romano manca ancora l’ufficialità, ma lo stesso presidente perugino Massimiliano Santopadre ha confermato che l’attuale allenatore della sua squadra ha manifestato l’intenzione di vivere una nuova avventura.
Un’avventura che per il 40enne Bucchi rappresenterebbe il punto più alto della propria carriera.
Ex attaccante che ha vissuto quasi tutte le realtà del nostro calcio (11 reti in 59 presenze in Serie A), Cristian Bucchi è cresciuto nella Sambenedettese, per poi esordire a 21 anni in massima serie proprio con il Perugia di Luciano Gaucci dopo due ottime stagioni in Promozione ed Eccellenza con il Settempeda. Tuttavia, dopo un anno di prestito al Vicenza con cui vince il campionato cadetto, risulta positivo al nandrolone e l’antidoping lo condanna nel 2001 ad un anno di squalifica. Da quel momento la carriera del giovane bomber fa fatica a risollevarsi, ulteriormente messa in crisi, nel periodo di militanza al Cagliari di Giampiero Ventura, dalla prematura morte nel 2003 della compagna Valentina a pochi mesi dalle nozze.

Stefano Pioli (51 anni) allenatore di Cristian Bucchi nel Modena
Passato all’Ancona con cui realizza 5 gol in 12 partite in Serie A, dopo il fallimento della società si accasa al Chievo, che lo rigirerà in comproprietà prima all’Ascoli, poi al Modena. Con le due società di Serie B, Bucchi vivrà il suo momento migliore, trascinando la squadra marchigiana in Serie A e vincendo la classifica cannonieri del campionato cadetto con i “canarini” di Stefano Pioli.
Nel 2006 firma un contratto quinquennale con il Napoli che lo acquista per 3,5 milioni di euro con l’obiettivo di riconquistare la Serie A.
Con i partenopei non trova continuità ma riesce a conquistare la promozione sia in quell’anno, sia nel successivo, dove veste la maglia del Bologna.
Dopo un ritorno all’Ascoli e una parentesi a Cesena, Bucchi si accasa al Pescara dove, a 34 anni, chiude la carriera da giocatore e diventa allenatore della Primavera.
Il 5 marzo 2013, in seguito all’esonero di Cristiano Bergodi, viene promosso ad allenatore della prima squadra nel disperato tentativo di continuare a lottare per la salvezza, ma in 11 drammatiche partite colleziona solo 1 punto.
Risolto il contratto con gli abruzzesi, il 12 luglio 2013 firma con il Gubbio, in Lega Pro ma viene esonerato a metà stagione dopo la sconfitta interna per 5-0 contro il Perugia.
L’anno successivo subentra a Vincenzo Cosco alla guida della Torres sempre in Lega Pro, ottenendo una facile salvezza portando la squadra dalla 15esima all’11esima posizione, solo per vedere in estate la squadra retrocessa a tavolino per illecito sportivo.
In quella stessa estate firma con la Maceratese, con la quale otterrà il risultato più rimarchevole della sua esperienza da allenatore, portando il club neopromosso in Lega Pro addirittura a giocarsi i play-off per l’accesso alla Serie B da 3° classificato, persi contro il Pisa.

Eusebio Di Francesco (47 anni) 209 panchine con il Sassuolo tra campionati e coppe
I buoni risultati con la Maceratese gli valgono l’ingaggio da parte del Perugia in Serie B. Dopo un avvio pessimo (3 punti e 0 vittorie in 5 gare), Bucchi affida il suo 4-3-3, a volte alternato con il 3-5-2, a Di Carmine in attacco (bomber con 13 reti) e a Di Chiara in difesa (38 presenze e 8 assist) arrivando 4° in campionato a pari merito con il Benevento; il piazzamento gli vale l’accesso ai playoff dove verrà tuttavia sconfitto in semifinale proprio dai campani.
La buona stagione della squadra umbra ha attirato l’attenzione sul giovane tecnico fautore di questa insperata corsa alla Serie A e il Sassuolo di Squinzi ha deciso di scommettere su di lui per affidargli la non indifferente eredità di Di Francesco, capace di mantenere il piccolo club in Serie A per ben 4 anni e portarlo addirittura in Europa. Un’occasione per Cristian Bucchi di mostrare, o meglio confermare, tutte le sue qualità.




