L’uno a zero arrivato in extremis contro il Cagliari ha portato il sorriso in casa Milan per una vittoria che mancava in campionato dal 4 dicembre. Il terzo posto rimane a due punti di distanza, ma con una partita da in meno visto il rinvio del match contro il Bologna a causa della Supercoppa Italiana. I preliminari di Champions League come obiettivo forse insperato, ma possibile: per puntare con decisione all’Europa il mercato di gennaio dovrà portare dei rinforzi per Vincenzo Montella, finora bravissimo a lavorare con i giocatori a disposizione. Le recenti prestazioni di Mbaye Niang hanno convinto la dirigenza rossonera a cercare un suo sostituto, visto che in rosa manca un esterno sinistro in grado di far rifiatare il giovane francese, soprattutto considerando ormai l’impiego stabile di Giacomo Bonaventura come mezz’ala. Sembra tramontata la pista che portava a Gerard Deulofeu, anche se lo spagnolo poteva essere il sostituto naturale di Suso sulla fascia destra: il nome nuovo in casa rossonera è quello di Memphis Depay. Un nome che affascina molto i tifosi: scopriamo insieme le caratteristiche dell’ esterno olandese e in che modo potrebbe contribuire alla causa rossonera.
Una maglia pesante
Al Manchester United il numero 7 non è un numero come tutti gli altri. Vestire la maglia che fu di Best, Cantona, Beckham e Cristiano Ronaldo non è affatto semplice: per informazioni chiedere a Memphis Depay. Arrivato in Inghilterra con l’etichetta di “CR7 olandese”, il peso delle aspettative ha probabilmente inciso parecchio sulla sua consacrazione, potandolo adesso ai margini della rosa di Josè Mourinho. Nato il 13 febbraio 1994, il giovane Depay si forma calcisticamente allo Sparta Rotterdam, prima di passare nelle giovanili del PSV nel 2006. Il carattere ribelle è riconosciuto da tutti, soprattutto in patria dove ad inizio carriera in molti hanno provato a limitare la sua esuberanza in campo e fuori. La personalità del ragazzo si può intuire già dalla scelta del nome “Memphis” sulla maglia, evitando di riportare il cognome del padre che lo abbandonò quando aveva solo quattro anni e con cui non ha più avuto alcun contatto. L’esordio in prima squadra arriva nel 2011, ma nella stagione 2014/2015 i suoi 22 goal in 30 presenze con la maglia del PSV Eindhoven lo portano alla ribalta del calcio europeo: il Manchester United decide di farne il suo nuovo numero 7 per una cifra vicina ai 35 milioni di euro. Il suo connazionale Louis Van Gaal vede in lui l’esterno ideale per il suo 4-2-3-1 e l’inizio della sua avventura con la maglia dei Red Devils è da incorniciare: due reti nel preliminare contro il Brugge permettono infatti al club inglese di accedere alla fase a Gironi della Champions League. Eppure durante la stagione il giovane olandese non mostra quella continuità necessaria per giocare titolare in uno dei club più prestigiosi al mondo e finisce lentamente in panchina: rifiuta addirittura di andare a Wembley con la squadra per la finale di FA Cup dopo aver saputo della sua esclusione dall’undici titolare. La personalità, come dicevamo, di certo non manca.
Passando alle caratteristiche tecniche, le armi migliori di Depay sono sicuramente la velocità e il dribbling. Destro di piede, ma abituato a giocare a sinistra per potersi così accentrare, grazie alle ottimi doti tecniche riesce frequentemente a saltare l’avversario diretto nell’uno contro uno creando dunque superiorità numerica. Rispetto a Niang è sicuramente meno dotato dal punto di vista fisico, visti i quasi 10 centimetri di differenza in altezza: questo rende più difficile un suo possibile futuro da seconda punta, a favore però dell’agilità e del dribbling negli spazi stretti. Spicca poi la sua abilità nei calci di punizione diretti e, in generale, la sua capacità di verticalizzare grazie ai passaggi filtranti. Tatticamente però la sua indole lo porta spesso a non fornire il giusto supporto ai centrocampisti, concentrandosi solo sulla fase offensiva.
Un talento da plasmare e rilanciare dopo l’esperienza negativa al Manchester United: di certo il costo del cartellino impone una valutazione approfondita dei pro e dei contro del possibile investimento. Il Milan potrebbe essere il posto giusto: il feeling con gli olandesi non è un mistero e la stagione disputata da Suso in un ruolo simile fa pensare ad un possibile affare per il club rossonero. Il tutto è però legato al futuro di Mbaye Niang.
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