I segreti della Lazio di Simone Inzaghi
Il coronavirus, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, ha stoppato (molto probabilmente) i sogni scudetto della Lazio; i biancocelesti, con sessantadue punti, sono secondi ad una sola lunghezza di distanza dalla Juventus. Diciannove vittorie, cinque pareggi, due sconfitte, secondo miglior attacco con 60 reti e miglior difesa grazie ai soli 23 goal subiti; questo il rendimento dei ragazzi di Simone Inzaghi che ha compiuto un vero e proprio miracolo nonostante una rosa, di base, inferiore a Juve, Inter e Napoli. Ma quali sono i segreti di una Lazio in grado di mettere in discussione la leadership bianconera? Scopriamoli insieme
La squadra capitolina si schiera in campo con un 3-5-2 in cui il primo leader è, senza ombra di dubbio, Acerbi. Il difensore sta vivendo una stagione perfetta: ottimo in marcatura, bravo nel gioco aereo e capace di guidare l’intero reparto difensivo con la sua esperienza. L’ex centrale del Milan è anche il primo uomo ad accompagnare la manovra offensiva e un esempio lo abbiamo avuto contro il Cagliari quando, in occasione del goal del pareggio, si è trovato a fare l’ala. Il segreto principale della Lazio, però, è il centrocampo. Partiamo dall’equilibratore, Lucas Leiva; il numero sei è fondamentale nel sistema di gioco di Inzaghi vista la sua capacità di tenere uniti i reparti e di sapere quando la squadra ha bisogno di accelerare e quando, invece, occorre abbassare i ritmi. A coprire il ruolo di mezzali troviamo Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Il primo garantisce qualità (splendido l’aggancio che ha portato al due a uno contro la Juventus) ma soprattutto forza fisica; fortissimo nel gioco aereo, difficilmente esce sconfitto dai contrasti. Diverso il discorso per il centrocampista spagnolo, tornato a grandi livelli dopo una stagione sotto tono; con quattro goal e ben dodici assist è il giocatore a partecipare maggiormente nell’azione offensiva biancoceleste. La sua capacità di muoversi tra le linee, una tecnica superiore alla media lo rendono indispensabile per Inzaghi. Concludiamo il reparto con i due esterni, Lulic e Lazzari il cui compito è quello di svolgere entrambe le fasi di gioco. Corsa, spirito di sacrificio, costanti sovrapposizioni e tanta qualità (specie per l’esterno ex SPAL) le caratteristiche dei due laterali. E in attacco? Correa è l’uomo di qualità, colui che può spezzare la difesa avversaria grazie alle sue capacità tecniche nell’uno contro uno mentre Immobile è il terminale offensivo perfetto di una squadra meravigliosa. Ventisette goal e sette assist per l’attaccante italiano che, oltre ad essere un killer spietato all’interno dell’area di rigore, svaria su tutto il fronte offensivo favorendo l’inserimento dei compagni.
Inzaghi, oltre a poter contare su un undici perfettamente amalgamato, ha anche delle riserve importanti. Il primo nome che viene in mente è Caicedo, panchinaro perfetto per una squadra di vertice: mai una parola fuori posto, accetta la panchina ma soprattutto si fa trovare pronto quando serve (vedi il successo in trasferta a Cagliari). Non possiamo non citare Cataldi, Parolo e Jony, elementi cresciuti nel corso della stagione e in grado di dare un contributo importante alla causa.
Questi i segreti della Lazio, squadra perfetta e capace di sognare uno scudetto che manca dal 2000. Il coronavirus probabilmente fermerà il campionato ma, all’interno di una stagione strana, è impossibile dimenticare quanto fatto dai ragazzi di Simone Inzaghi.
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