Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno della Francia, che nel gruppo C dovrà vedersela con Australia, Danimarca e Perù.
Il cammino verso il mondiale
La Francia si è qualificata ai Mondiali di Russia 2018 vincendo il girone A con 23 punti, ottenuti tramite 7 vittorie, 2 pareggi ed 1 sola sconfitta, che le hanno consentito di chiudere la pratica qualificazione con quattro lunghezze di vantaggio su Svezia e Olanda. Tuttavia il cammino dei transalpini non è iniziato nel migliore dei modi, poiché nella prima partita hanno pareggiato contro la Bielorussia per 0-0. Successivamente, però, la risonante vittoria per 4-1 ottenuta in casa contro la Bulgaria ha permesso ai francesi di occupare il primo posto del girone dopo soltanto due giornate. La prima ed unica sconfitta è invece arrivata nel giugno del 2017 in trasferta contro la Svezia, in cui un errore di Lloris è costato caro per il 2-1 finale. A fine agosto dello stesso anno la Francia ha poi battuto l’Olanda per 4-0, ma il 3 settembre è stato commesso un altro mezzo passo falso, questa volta contro il Lussemburgo, che a Tolosa è riuscito a pareggiare 0-0. La qualificazione aritmetica comunque, così come la conferma del primo posto nel girone, è giunta soltanto all’ultima giornata, quando i goal di Griezmann e Giroud hanno permesso di battere la Bielorussia per 2-1 a Saint-Denis.
1) La squadra

La formazione allenata da Didier Deschamps è solita giocare con un 4-3-3, con un undici titolare in cui ci sono soltanto tre giocatori considerati “anziani”: il portiere Hugo Lloris, il mediano Blaise Matuidi e l’attaccante Olivier Giroud. Per il resto la Francia ha tutti giocatori molto giovani, ma già dotati di grande talento e soprattutto di grandissima esperienza internazionale, accumulata nelle competizioni più importanti. Basti pensare che la zona centrale della difesa è composta dalla coppia Varane-Umtiti: uno ha vinto tre Champions League di fila nel Real Madrid affiancando Sergio Ramos, mentre l’altro è titolare nel Barcellona e fa coppia con Piqué. Per quanto riguarda le fasce, quella sinistra è coperta da Mendy, mentre quella destra da Sidibé, e questo è forse l’unico reparto in cui i Bleus non hanno un’alternativa valida, o più precisamente un’alternativa giovane, visto che gli altri giocatori convocati in quel ruolo sono quasi tutti ultratrentenni. In mezzo al campo la forza fisica di Pogba, la classe di N’Golo Kanté e il lavoro instancabile di Blaise Matuidi permettono alla squadra di aver un centrocampo completo dal punto di vista tattico, che si abbina alla perfezione con la filosofia del modulo di gioco. Venendo al reparto offensivo, i francesi vantano sicuramente uno degli attacchi più esplosivi di questo Mondiale, dato che il tridente composto da Mbappé, Giroud e Griezmann è pronto a fare faville e a scatenarsi a suon di goal. Non mancano ovviamente gli esclusi “di lusso” in questo Mondiale, tra cui Benzema, Martial, Lacazette e Payet, lasciati fuori da Deschamps per scelta tecnica. Tuttavia, come detto in apertura di paragrafo, la Francia è una nazionale giovane, che oltretutto ha a disposizione un gran numero di sostituti in ogni ruolo. Anche se non li abbiamo citati infatti (perché non facenti parte della probabile formazione titolare), ci sono molti altri giocatori validissimi, pronti ad ereditare candidature importanti per il futuro: ci riferiamo ovviamente a gente come Areola, Tolisso, Dembélé, Lemar e tanti altri.
1.1) L’allenatore: Didier Deschamps

Dopo aver sfiorato il successo contro il Portogallo nella finale persa ad Euro 2016, il CT francese Didier Deschamps condurrà per la prima volta in carriera la propria nazionale a giocarsi un titolo mondiale. L’ex giocatore di Olympique Marsiglia, Juventus, Chelsea e Valencia ha infatti la grande opportunità di riportare la Francia sul tetto del mondo venti anni dopo l’ultimo ed unico successo dei transalpini, arrivato nella Coppa del Mondo del ’98 e che ha visto tra i protagonisti anche lo stesso Deschamps. La sua carriera da allenatore inizia a 33 anni, quando nel 2001 rescinde il contratto con il Valencia per andare ad allenare il Monaco: sulla panchina monegasca ci rimarrà fino al 2005, per poi presentarsi nel 2006 alla corte della Juventus, che in quel periodo è in cerca di un allenatore a seguito della vicenda di Calciopoli e della conseguente retrocessione in Serie B. Dopo un solo anno riesce a condurre la Vecchia Signora alla promozione, ma il suo carattere turbolento lo porta ad avere dei dissidi con l’allora direttore sportivo bianconero Alessio Secco, tanto che il 25 maggio del 2007 decide di autoesonerarsi e di lasciare l’incarico al vice Giancarlo Corradini per le ultime due giornate di campionato. Nel 2009 ritorna ad allenare in patria, questa volta nel Marsiglia, squadra in cui aveva militato anche da giocatore, e nel giro di tre anni riesce a vincere un campionato, 4 Coppe di Francia e 2 Supercoppe di Lega. Deschamps è sempre stato un allenatore modesto e mai pretenzioso, anche se in diverse occasioni non le ha mandate di certo a dire nei confronti della stampa, ma forse proprio questo suo modo di essere gli ha permesso di diventare nel 2012 il nuovo commissario tecnico della Francia. Il buon operato svolto in questi anni con i galletti, tra l’altro, è stato visto di buon occhio dalla federazione francese, che nello scorso ottobre ha deciso di rinnovargli il contratto fino al 2020.
1.2) La stella: Antoine Griezmann

L’attaccante su cui punterà la Francia per il conseguimento del secondo titolo mondiale sarà sicuramente Antoine Griezmann. L’attuale bomber dell’Atletico Madrid ha disputato quest’anno un’altra stagione strepitosa, in cui sono arrivate 29 reti complessive tra Liga, Coppa del Re, Champions League ed Europa League. Nel girone di qualificazione ha disputato tutte e dieci le partite a disposizione, con una media di minuti giocati vicina agli 86′ per partita: questo sta a significare quanto l’asso francese sia importante per questa nazionale, e lo dimostrano anche i premi individuali vinti ad Euro 2016, in cui si è aggiudicato i titoli di miglior giocatore e miglior capocannoniere della competizione. Tuttavia ,nelle fasi di qualificazione ai Mondiali, i goal non sono stati molti, solo 4 per l’esattezza, ma la sua rete iniziale ha comunque dato il via al 2-1 nell’ultima partita contro la Bielorussia, che è valsa la qualificazione ed il primo posto del girone. Nel 4-3-3 di Deschamps giocherà nella posizione di ala sinistra, ma la sua spiccata duttilità e la sua grande capacità di muoversi su tutto il fronte d’attacco lo rendono unico nel suo genere: quest’anno, ad esempio, dopo l’arrivo di Diego Costa nell’Atletico Madrid ha giocato spesso da seconda punta proprio alle spalle dello spagnolo, ma altre volte ha ricoperto anche il ruolo di ala destra o di punta centrale vera e propria. Tra l’altro, proprio a proposito di Colchoneros, il 16 maggio Griezmann ha vinto l’Europa League con l’Atletico Madrid, segnando una doppietta nella finale contro il Marsiglia e mettendo nella bacheca personale il suo primo titolo europeo vinto con un club.
2) La storia
La storia della nazionale di calcio francese ha inizio nel lontano 1904, con la prima partita contro il Belgio terminata con il pareggio di 3-3. Nel loro passato i Bleus hanno partecipato a tutte e tre le edizioni mondiali disputate prima della Seconda Guerra Mondiale, ed è stato proprio un giocatore francese, Lucien Laurent, a realizzare il primo goal nella storia della manifestazione iridata. Nella Coppa del Mondo casalinga del 1938, però, i francesi sono stati battuti in finale dall’Italia, che si è aggiudicata il suo secondo titolo mondiale, e da quel momento in poi è iniziata una fase di tracollo veramente pazzesca. Tra inizio anni ’40 e fine anni ’70, infatti, la Francia ha attraversato un periodo di alti e bassi, in cui non è riuscita a dare continuità al proprio operato. In molteplici occasioni sono state persino mancate le qualificazioni ai Mondiali, frutto specialmente di un grande ridimensionamento del movimento calcistico francese, poco “abituato” in quel periodo a sfornare talenti e giovani promesse. Un primo tentativo di rinascita si è avuto negli ’80, con i transalpini che si sono riusciti a piazzare al quarto posto nei Mondiali del 1982 e al terzo posto in quelli del 1986, subendo in entrambe le competizioni delle pesanti sconfitte contro la Germania dell’Ovest: nel mezzo c’è stata comunque la vittoria dell’Europeo del 1984, con i galletti guidati da un certo Michel Platini, che in finale hanno battuto la Spagna per 2-0. Un altro periodo di crisi è arrivato a ridosso degli anni ’90, in cui ad esempio la Francia non è riuscita a qualificarsi ai Mondiali statunitensi del 1994, anche se quattro anni più tardi avrebbe vinto il suo primo ed unico titolo mondiale proprio tra le mura di casa, piegando nella finale di Saint-Denis il Brasile (campione del mondo in carica) con il risultato di 3-0. Negli anni successivi è arrivata la vittoria contro l’Italia negli Europei del 2000, il successo nelle due Confederations Cup del 2001 e del 2003 e la sconfitta di Berlino ai calci di rigore subita nell’ennesima finale contro gli azzurri. Da sei anni a questa parte i francesi sono allenati da Didier Deschamps, che ha intrapreso un tipo di percorso volto a portare di nuovo lustro e blasone alla propria nazionale, e i risultati ottenuti in questi anni possono essere abbastanza incoraggianti: sia ad Euro 2012 che nei Mondiali del 2014 la Francia si è dovuta fermare ai quarti di finale prima con la Spagna e poi con la Germania, e nell’europeo del 2016 ha sprecato la grande opportunità di vincere il torneo tra le mura amiche. Questa volta le premesse per fare un buon Mondiale ci sono tutte, sia per qualità della rosa che per numero di giocatori talentuosi a disposizione (anche in ottica futura): la Francia ha la possibilità di aggiudicarsi la vittoria finale e dare vita ad un ciclo glorioso.



