Si sono spese già tante parole sul perchè il fascino, gli impegni e i ricavi dell’Europa League non spingano le squadre che vi partecipano a puntare alla vittoria della competizione. Da ormai molti anni si pone questo problema ostico da trattare, che mette in imbarazzo ogni portavoce di un qualsiasi grande club a cui vengono chieste spiegazioni in merito. Le solite dichiarazioni di circostanza dei vari presidenti, allenatori e giocatori, non coincidono con quello che poi si vede in campo. Un esempio emblematico può essere quello del Napoli, che è stato eliminato dal RB Lipsia nonostante sulla carta la squadra di Sarri risulti superiore, e non di poco. Stesso discorso per la Lazio, eliminata dall’altra squadra della RedBull, il Salisburgo. Cerchiamo di trarre delle conclusioni e capire il perchè la competizione europea minore viene snobbata da qualsiasi squadra di medio/alto livello.
Le statistiche delle italiane
Nelle otto edizioni che vanno dal 2009-10 (stagione in cui la seconda coppa europea è stata nominata ‘Europa League’) fino alla scorsa stagione, 32 squadre italiane hanno partecipato a questa manifestazione. Solo in 3 sono riuscite a raggiungere le semifinali, facendosi poi eliminare. Una sola è riuscita ad arrivare ai quarti di finale; ben 10 sono uscite agli ottavi; 8 non hanno superato i sedicesimi; in 7 hanno lasciato la competizione alla fine dei gironi; e in 3, addirittura, non hanno neppure superato i turni preliminari. Guardando questi dati, è quasi superfluo ribadire il poco impegno che le squadre italiane mettono in questa competizione.
I ricavi
In base alle previsioni di incasso e alle quote già predefinite, il totale distribuibile alle squadre nel 2017/18 sarà di 1718,7 milioni di euro, di cui 399,8 milioni ai club della UEFA Europa League. Già questo dato, fa notare che il budget per l’Europa League è 3,2 volte superiore a quello per la Champions.
Tale importo netto sarà ripartito in 239,8 milioni euro in quote fisse e 160 milioni in quote variabili (market pool), in base al valore proporzionale di ogni mercato televisivo rappresentato dalle squadre che partecipano alla UEFA Europa League (dalla fase a gironi in avanti) e ripartiti tra le squadre della stessa federazione.
Ognuna delle 48 squadre della fase a gironi riceverà 2,6 milioni di euro per la partecipazione a tale turno, da sommare a un premio di 360.000 euro a vittoria e 120.000 euro a pareggio. Sono inoltre previsti premi per la qualificazione ai sedicesimi: le vincitrici dei gironi incasseranno 600.000 euro, le seconde classificate 300.000 euro.
Per quanto riguarda la fase a eliminazione diretta, ogni squadra che parteciperà ai sedicesimi incasserà 500.000 euro. La cifra che aumenterà progressivamente con la qualificazione agli ottavi (750.000 euro), ai quarti (1 milione di euro) e in semifinale (1,6 milioni di euro). La vincitrice della UEFA Europa League incasserà 6,5 milioni di euro, contro i 3,5 milioni per la vicecampione.
Pertanto, in questa edizione una squadra può incassare un massimo di 15,71 milioni di euro, senza contare il market pool. Infine, le squadre che partecipano alle qualificazioni riceveranno rispettivamente 215.000 euro (primo turno), 225.000 euro (secondo), 235.000 euro (terzo) e 245.000 (spareggi). Da tenere presente, tuttavia, che le vincitrici agli spareggi non riceveranno il premio di solidarietà per tale turno.
Ognuno può trarre le sue conclusioni, fatto sta che la Uefa dovrebbe fare qualcosa per porre fine al poco onore che viene dato a questa coppa e provare a riavvicinarsi al fascino che trasmetteva la vecchia Coppa Uefa.



