Politano, Pellegrini, Antei, Mazzitelli... Questi sono solo alcuni dei nomi che, negli ultimi anni, hanno vestito la maglia del Sassuolo dopo aver indossato a lungo quella della Roma. La società neroverde, infatti, ha instaurato una sorta di affiliazione con il club giallorosso, prelevando (con varie formule) diversi giovani da lanciare nel grande calcio. Nelle ultime ore il Sassuolo ha ufficializzato il riscatto di Federico Ricci per 4,5 milioni di euro dopo l’anno vissuto in prestito nel club emiliano in cui ha collezionato 24 presenze in Serie A e 6 in Europa League.
In attesa delle Squadre B
Uno dei punti su cui il dibattito del calcio italiano si è soffermato in questi anni riguarda l’introduzione delle cosiddette seconde squadre. Seguendo l’esempio del movimento spagnolo, dove le formazioni militano (almeno) una categoria sotto la prima squadra e dove i giocatori sotto i 23 anni possono liberamente passare dall’una all’altra squadra anche a calciomercato “chiuso”. La squadra B costituisce dunque un’importante occasione di crescita per il giovane calciatore, troppo spesso abituato a confrontarsi solo con i pari-età e dunque impreparato all’impatto con il calcio “dei grandi”. Un problema che viene superato proprio tramite i vari prestiti con cui i grandi club italiani permettono alle cosiddette “piccole” (o a squadre appartenenti a categorie inferiori) di usufruire di giocatori in rampa di lancio, con una concreta possibilità di ritorno economico.

L’esempio di Lorenzo Pellegrini può infatti essere indicativo. Il giocatore è arrivato al Sassuolo dalla Roma nel 2015 per una cifra vicina al milione di euro. Dopo un primo anno di adattamento, il centrocampista dell’Under 21 azzurra è esploso con 8 reti realizzate e 8 assist in 34 presenze collezionate tra campionato, Coppa Italia e Europa League.
Una continuità di rendimento che probabilmente non avrebbe potuto avere con la maglia giallorossa, vista la presenza di De Rossi, Nainggolan e Strootman a centrocampo (con Paredes primo sostituto). Il famoso diritto di recompra permetterà alla Roma di riaverlo versando nelle casse del Sassuolo circa 10 milioni di euro, che potrebbero anche essere ammortizzati inserendo nell’affare altri giovani. L’ operazione ha dunque portato enormi vantaggi ad entrambe le parti.
Anche Matteo Politano potrebbe compiere lo stesso percorso, anche se qui le cose si fanno più complicate. Il cartellino del giovane esterno è infatti interamente in mano al Sassuolo, senza possibilità di riscatto da parte della Roma che, qualora volesse riacquistarlo, non avrebbe alcuna corsia privilegiata: i 3,5 milioni incassati al tempo della cessione potrebbero dunque essere un rimpianto visto il valore attuale del giocatore. Come dichiarato dallo stesso interessato: “A Sassuolo siamo in 5-6 ex Roma, Pellegrini, io e Mazzitelli siamo stati ceduti, forse un pensierino prima di lasciarci andare la Roma poteva farlo”. L’arrivo di Eusebio Di Francesco (proprio ex Sassuolo) potrebbe cambiare le carte in tavola nella Capitale, puntando maggiormente su quello che è, numeri alla mano, uno dei migliori settori giovanili italiani. A questi non possiamo non aggiungere Antonio Sanabria, che però non ha lasciato un buon ricordo in nessuna delle due squadre.
Scommettere sui giovani, soprattutto per un club di un certo livello, non è mai facile. Coloro i quali si lamentano dei soldi spesi dal club giallorosso per riprendersi giocatori usciti dalle proprie giovanili, probabilmente, sarebbero stati i primi a fischiarli al primo errore con la maglia giallorossa. Ben vengano, dunque, i rapporti privilegiati tra club visto che il risultato di crescita dei giovani talenti non è perseguibile attraverso le seconde squadre (almeno fin quando Tavecchio resterà al comando della FIGC). Guardare queste partnership con sospetto fa parte di una mentalità del sospetto tipicamente italiana: la speranza che qualcosa cambi è l’ultima a morire.



