Aria di grandi cambiamenti in casa Roma, sotto ogni profilo. L’addio di Luciano Spalletti e, con lui, di almeno un big condurrà il club giallorosso sulla strada della rifondazione. E come ogni ripartenza da zero, anche questa porterà a dover compiere delle scelte importanti. Soprattutto sul piano tecnico: vicinissimo ormai l’approdo di Eusebio Di Francesco in panca, in campo si dovrà ridisegnare una squadra chiamata l’anno prossimo a rimanere ad alti livelli. Così emerge, tra le tante, anche la questione su chi debba prendere le chiavi del centrocampo della prossima Roma. Del reparto cioé che presumibilmente subirà le perdite più importanti: da Radja Nainggolan a Kevin Strootman, sono diversi i giocatori che potrebbero fare le valigie per altri lidi.
Sempre al centro delle voci di mercato è anche Leandro Paredes, dal quale sinceramente quest’anno ci si attendeva qualcosa di più. L’argentino ex-Empoli avrà infatti disputato 32 gare complessive fra campionato e coppe (segnando fra l’altro 3 reti) ma nel complesso non sembra mai aver avuto la personalità giusta per occupare il ruolo di regista. A gennaio è parso sul piede di partenza, addirittura verso la Juventus. Ancora oggi ha squadre italiane e inglesi pronte ad offrire per lui 25-30 milioni di euro. La Roma ci pensa, perché monetizzare così tanto su un giocatore non ritenuto indispensabile sarebbe di per sé un colpo. E permetterebbe di andare alla ricerca di un’alternativa ritenuta più valida nello stesso ruolo. Chi? Bella domanda in verità. Non è che sia così facile trovare registi di alto livello.
Molto probabile il ritorno a casa di Lorenzo Pellegrini (Sassuolo), soprattutto se si concretizzasse a breve anche quello di Di Francesco. Ma anche lui, come Paredes, potrebbe presentare le medesime problematiche: può infatti un 20enne di belle speranze esser subito pronto alla responsabilità di guidare in campo una grande squadra come vorrebbe ormai essere la Roma? Può darsi di sì, ma l’impressione è che il club giallorosso non possa contare soltanto su di lui. Almeno, per il momento.
Così torna di moda l’usato sicuro, ultima speranza per tutti gli allenatori d’Italia. Più restii dei colleghi esteri a puntare sui giovani. Perché allora non valorizzare l’apporto che Daniele De Rossi può ancora dare alla squadra? Il 33enne centrocampista azzurro è in scadenza di contratto e vede ancora il proprio futuro in bilico. Ma ancora oggi, con le sue 38 presenze in stagione, dimostra di essere all’altezza della situazione. E potrebbe traghettare Pellegrini (o chi per lui) verso una crescita personale e professionale. Insomma se ne può ricavare ancora un buon brodo. Anche se forse oggi gli esigentissimi tifosi romanisti vorrebbero cibo più solido.



