Il 3 giugno andrà in scena la finale di Champions League fra Juventus e Real Madrid. I bianconeri, dopo aver archiviato le pratiche Scudetto e Coppa Italia, cercheranno di vincere la terza coppa della loro storia, a ventuno anni di distanza dall’ultima. Una ragione per essere ottimisti è il fatto che la Juve, al contrario di due anni fa contro il Barcellona, non scenderà in campo da sfavorita. E la squadra favorita, o che per lo meno non è quella meno forte, ha il diritto e il dovere di non snaturare il proprio modo di giocare solo per la “paura” dell’avversario; ecco perché Allegri, se volesse giocare con quattro punte come spesso fa, non dovrebbe ripensarci solo in virtù del grandissimo valore della squadra di Zidane. Ma c’è anche l’opzione Dani Alves alto a destra.
La squadra di Buffon e compagni farà, probabilmente, una partita più difensiva rispetto agli avversari che per natura attaccano sempre; i Blancos, inoltre, qualcosa in difesa spesso la concedono. Anche per questo, la Juve dovrà prima di tutto fare una partita perfetta nella fase di contenimento: non per eccessiva prudenza, non per complessi d’inferiorità, ma solo per caratteristiche tecniche, tattiche e per filosofia di gioco. E magari, questo glielo concediamo, anche per la giusta considerazione di Cristiano Ronaldo. In contropiede, poi, la Juve potrà fare veramente male. Torniamo, dunque, a Dani Alves: chi meglio di lui, visto il periodo di forma, potrebbe sfruttare i varchi che Marcelo, terzino sinistro del Real, verosimilmente lascerà? Senza contare il fatto che il brasiliano, Marcelo, lo conosce veramente bene; sono stati ex avversari nel Clasico ma anche compagni di squadra nella nazionale verde e oro.
Se poi le cose dovessero complicarsi e se la Juve dovesse andare sotto nel punteggio, a quel punto, si farebbe sempre in tempo ad aumentare il peso offensivo con Cuadrado, giocando così con quattro attaccanti puri. La velocità del colombiano potrebbe mettere in difficoltà la difesa del Real. Ma rinunciare a Dani Alves sembra impossibile: è un uomo di esperienza che ha già vinto più volte la Champions, conosce l’avversario ed è in uno dei momenti più brillanti della propria carriera. Certo, potrebbe giocare come terzino, ma in quel caso la squadra rischierebbe di perdere qualcosa nella compattezza difensiva. Giocando qualche metro più avanti, è già stato decisivo in finale di Coppa Italia contro la Lazio.

Massimiliano Allegri è il vero protagonista di questa Juventus. L’esito della finale dipenderà soprattutto dalle sue scelte.
Come terzino destro, il profilo adatto potrebbe anche essere quello di Andrea Barzagli, che non ha giocato nel match scudetto contro il Crotone. Ma non è da escludere che Allegri possa andare in campo con una difesa a tre; in quel caso, a maggior ragione ci sarebbe spazio per il difensore toscano. Che sia una difesa a tre o a quattro, in entrambi i casi la scelta giusta sembra quella di schierare tre punte, che sarebbero Dybala, Mandzukic e Higuain. Dani Alves a destra, che sia in un centrocampo a quattro o più alto in un 4-2-3-1, dovrà essere un fattore determinante. E al momento, insieme a Dybala, è il migliore nel mettere Higuain nelle condizioni di segnare.
A centrocampo, Khedira dovrà aiutare i difensori a contenere Ronaldo, Benzema, gli inserimenti di Kroos e la fantasia di Modric. Servirà anche l’apporto di Pjanic, il quale dovrà anche occuparsi di creare gioco: davanti alla difesa, la sua qualità nel palleggio sarà necessaria per sbrogliare le situazioni più difficili ed uscire palla al piede con qualità. A sinistra non potrà che giocare il solito Alex Sandro.
Alla Juventus servirà una partita perfetta, ma per il Real varrà lo stesso; una partita perfetta che permetterebbe a entrambe le squadre di fare il definitivo salto di qualità in una stagione fantastica. Possiamo dirlo con certezza: non ci potrebbe essere una finale più bella.




