Calciopoli e Calcioscommesse sono temi tristemente noti alle cronache del calcio italiano: anche solo guardando agli ultimi dieci anni, lo sport più amato in Italia ha attraversato una serie di episodi ignobili, che spesso hanno allontanato il grande pubblico e raffreddato l’entusiasmo degli appassionati. Ma, a dimostrazione che tutto il mondo è paese, in tutta Europa possiamo trovare esempi simili: in questi giorni in Inghilterra è infatti deflagrata la bomba riguardante presunte frodi fiscali ad opera dei maggiori club inglesi. Proviamo, nel nostro approfondimento, a raccontare i cinque punti più “bassi” del calcio europeo, sottolineando però come il detto “mal comune mezzo gaudio” non possa e non debba appartenere alla mentalità del mondo dello sport.
5. Scandalo del calcio tedesco del 2005
Alla vigilia del Mondiale del 2006, il calcio tedesco fu sconvolto da un’inchiesta riguardante la corruzione di arbitri per pilotare diversi incontri dei tornei professionistici (Coppa di Germania e serie B tedesca). Al centro dell’inchiesta finì il nome del direttore di gara Robert Hoyzer, insieme ad un’organizzazione criminale di origine croata. I match sotto inchiesta furono 13 e in sette casi fu dimostrata l’effettiva riuscita del piano e, dunque, la presenza di un illecito sportivo: un giro d’affari da oltre due milioni di euro. L’arbitro, accusato dai suoi colleghi, decise di collaborare con la giustizia tedesca facendo il nome di un altro arbitro corrotto (Dominik Marks), insieme ad alcuni calciatori croati appartenenti alle squadre coinvolte. Oltre alla radiazione sul piano sportivo, la giustizia penale tedesca condannò Hozyer a 29 mesi di carcere, mentre alcune delle partite truccate furono ripetute. La vicenda portò la Federazione tedesca a decidere che gli arbitri delle partite sarebbero stati designati due giorni (invece che quattro) prima della data del match.
4. Scandalo calcioscommesse europeo del 2009
In tema di calcioscommesse, purtroppo, nessun paese può proclamarsi innocente a priori. Spesso i flussi di denaro sono incontrollabili dalle stesse Federazioni e vedono la presenza di organizzazioni criminali sovranazionali. Così, nel 2009, la UEFA riuscì a far luce su un enorme giro di partite truccate in nove diversi paesi europei ( Germania, Belgio, Svizzera, Croazia, Slovenia, Turchia, Ungheria, Bosnia-Erzegovina ed Austria), comprese alcune partite nei turni preliminari di Europe League e Champions League. Tanto da portare Peter Limacher, portavoce della UEFA, a definire l’evento come “il più grande scandalo di partite truccate che abbia mai colpito l’Europa”. In testa, per numero di partite indagate, Germania e Turchia (32 per la prima, 29 per la seconda).
3. Accuse di corruzione nel calcio inglese
Anche l’Inghilterra ha dovuto fronteggiare diversi scandali. Nel 2006 diversi media britannici, attraverso delle inchieste, mossero delle accuse di corruzione all’intero sistema calcistico inglese, segnalando comportamenti non esattamente trasparenti da parte di dirigenti e allenatori nell’acquisto dei calciatori. In particolare vennero segnalati contatti di manager nei confronti di giocatori appartenenti ad altri club al fine di convincerli a cambiare squadra, a volte utilizzando vere e proprie bustarelle agli agenti dei calciatori. A finire al centro delle polemiche fu il nome di Sam Allardyce, insieme ad altri dirigenti di Newcastle e Chelsea. Anche Harry Redknapp, allora allenatore del Portsmouth, venne accusato di intrattenere relazioni poco limpide con alcuni agenti. In totale furono trentanove i trasferimenti ritenuti sospetti da John Stevens, incaricato dalla Football Association di far luce sulla questione. Tra i più famosi è possibile citare le operazioni che portarono Drogba, Essien e Cech al Chelsea, Luque e Boumsong al Newcastle e Al Habsi al Bolton.
2. Il caso Eldense
Passiamo alla cronaca recente. Il dodici a zero con cui il Barcellona B ha travolto l’Eldense risale infatti all’aprile di quest’anno. Inizialmente, le immagini dei ragazzi dell’Eldense consolati dai giocatori avversari avevano fatto il giro del mondo come segno di una sana delusione calcistica. In un secondo momento, però, sono iniziate ad emergere le accuse di combine da parte di uno dei giocatori della squadra (Cheikh Saad), mentre il tecnico italiano Filippo Vito Di Pierro è finito in manette. Al centro della questione, come sempre, il calcioscommesse, con diversi elementi della rosa coinvolti nell’illecito insieme ad una cordata di investitori italiani, recentemente entrati in società. Le parole di Saad lasciano poco spazio all’immaginazione: “Ci sono quattro giocatori coinvolti, ma non posso fare nomi. Alla fine piangeva anche chi si era giocato la partita. Nello spogliatoio sono arrivato quasi alle mani con loro. Anche l’allenatore sapeva qualcosa e quando mi ha detto di entrare gli ho risposto che non ci pensavo nemmeno. A mezz’ora dall’inizio della partita ero titolare, poi improvvisamente sono stato escluso. A un mio compagno è stato chiesto: “La partita è truccata, vuoi giocare?”. A me non l’hanno chiesto perché sapevano già la risposta. Si sono accordati per far terminare il primo tempo 8-0 e la partita 12-0″.
1. Pedofilia nelle giovanili inglesi
Torniamo in Inghilterra per raccontare il recente scandalo sessuale che ha colpito il calcio inglese. A scoperchiare il vaso di Pandora è stato l’ex calciatore Paul Stewart che ha raccontato in diretta televisiva gli abusi sessuali subiti ai tempi delle giovanili ad opera di allenatori pedofili: “Mi hanno violentato per quattro anni e minacciato di uccidere tutta la mia famiglia se parlavo. Mi è costato molto parlare anche adesso, a tanti anni di distanza. Lo faccio per liberarmi da un peso che mi ha oppresso per tutta la vita e per spingere altri a fare la stessa denuncia. Perché sono convinto che le vittime come me siano tantissime”. Anche altri ex calciatori hanno denunciato gli abusi e, in una settimana, sono arrivate oltre 900 segnalazioni alla polizia per uno scandalo che ha scosso profondamente il mondo del calcio. Tra i club finiti nel mirino anche diverse squadre di Premier League, (Chelsea, Arsenal, Tottenham tra le altre), accusate di non aver vigilato a sufficienza l’operato dei loro allenatori delle giovanili e di aver dunque minimizzato la questione.



