Con il 5-0 rifilato al Granada nell’ultimo turno, il Real Madrid eguaglia il record di 39 risultati utili di fila finora detenuto dal leggendario Barcellona di Luis Enrique. Dopo 16 giornate (e con una da recuperare causa Mondiale per Club), è in testa alla Liga con 40 punti, a +4 sul sorprendente Siviglia e a +5 proprio sugli acerrimi nemici blaugrana. Con la possibilità, quindi, di tracciare un solco ancora più grande sulle inseguitrici. Se i numeri valgono qualcosa, gli uomini di Zinedine Zidane possono davvero dire in essere nella classica “fuga“. Possiamo già far partire i titoli i coda e spostare l’attenzione su un altro campionato, oppure potremo attenderci ancora un colpo di scena? Magari la remuntada di qualche rivale?
Difficile rispondere, soprattutto in una competizione come la Liga, in cui ogni punto vale oro. Anche se si sa che nulla è impossibile nel calcio. Di certo occorrerebbe un rallentamento del Real Madrid, anzi una brusca frenata. Una prospettiva al momento pressoché inimmaginabile, soprattutto perché i Blancos paiono in gran forma in questo momento e perché non sono molte le squadre in grado di piegarli. In questo senso, decisivo può già essere lo scontro diretto del 15 gennaio sul campo del Siviglia: gli uomini di Jorge Sampaoli in casa hanno una marcia in più e potrebbero mettere in difficoltà i campioni d’Europa. Senza contare il solito Barcellona, che può contare su un calendario favorevole ma in questa stagione ha buttato via tantissimi punti: gli ultimi, nel fresco 1-1 rimediato contro il Villarreal. Pressoché impossibile un recupero da parte dell’Atletico Madrid, a -9 ma soprattutto alle prese con un periodo di involuzione tecnica.
Liga archiviata, quindi? Non è detta l’ultima parola. Siamo al livello del miracolo sportivo, ma dal Leicester in poi non possiamo più escludere nulla. Nemmeno un Real Madrid distratto in campionato dall’impegno in Champions League contro il Napoli.



