Cesare Prandelli torna a parlare dell’Italia. Dopo aver allenato la Nazionale per 4 anni (dal 2010 al 2014) e aver parteciparto a un Europeo e a un Mondiale, adesso allena il Valencia in Liga. Ecco l’intervista rilasciata a Il Corriere dello Sport: “La Nazionale è una missione. E non puoi dirle no anche se non è al centro dei progetti perché c’è una Lega forte che vuole tutelare i propri interessi. Basterebbe che i presidenti pensassero alla Nazionale dieci secondi al mese, invece no. Ventura merita il posto. E, come Conte prima, anche lui ha colto la diversità tra club e Nazionale. Su Balotelli: Non ci siamo più sentiti. Il nostro rapporto è stato molto forte. Ora lui è ancora arrabbiato con me e lo capisco. Ma il tecnico deve dire dei no per far maturare un giocatore. Mario deve capire che cosa vuole fare: se la sua priorità è il calcio può diventare ancora uno dei primi cinque al mondo. La nuova avventura in Spagna: Non nutro rancori, ma ora sono felice qui Valencia è un città solare, che sa sdrammatizzare. Certo, anche qui il calcio è una passione forte e sono esigenti. Cosa ha fatto nei due anni in cui è stato senza allenare? “A Firenze stavo benissimo, mi divertivo col trattore in campagna e studiavo calcio due-tre ore al giorno. Novella (la compagna, ndr) diceva che ero diventato insopportabile, sperava che trovassi una squadra… E quando sono tornato in campo mi è parso di non avere mai smesso”.
#Nazionale – Italia, Prandelli: “Fui massacrato. Ventura merita di essere CT”
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