#UnCalcioAllaStoria – Sartre e la passione per il calcio: tra pallone e filosofia

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Nella giornata di ieri Jean Paul Sartre avrebbe compiuto 111 anni, nato nel 1905 a Parigi in tutto il ‘900 è stato uno dei massimi rappresentanti della filosofia esistenzialista. Gli aneddoti su una figura intellettuale così pesante del secolo scorso sono un’infinità ma oggi vogliamo, proprio per la peculiarità della nostra rubrica, concentrarci sul rapporto tra il filosofo e la sua grande passione per il calcio.

Nella Critica della Ragion Dialettica pubblicata nel 1960 i riferimenti al mondo del pallone sono tantissimi, lui paragona le sue prime esperienze da calciatore nelle strade di Parigi ad una prima palestra di democrazia.

Al centro della sua analisi sul calcio ci sono i rapporti tra libertà e individuo, la dinamica di legame all’interno di un gruppo: “Tra una squadra di calcio e un gruppo di ribelli armati ci sono molte cose in comune”.

Il filosofo ha paragonato il calcio ad una vera: “metafora della vita”, in Sartre il calcio è un simbolo, che va oltre la metafora poetica.

Un altro esistenzialista molto vicino sia a Sartre che al pallone è Camus che ha parlato così del suo rapporto con lo sport più bello del mondo: “Ciò che so riguardo a doveri e moralità lo devo al calcio”.

Spesso si sono fatti paragoni tra Mourinho e il filosofo francese, grazie anche a delle citazioni dirette dell’allenatore portoghese; Sartre sapeva molto, non solo sul calcio, Mourinho alcuni anni fa fu molto chiaro: “Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio”, noi di un calcio alla storia vi diamo questa piccola occasione di andarvi a documentare su un genio assoluto, perchè nella letteratura il calcio ha sempre trovato un posto importantissimo, da Leopardi ( che in realtà non parlò propriamente del calcio moderno) a Pasolini tutti si sono innamorati del pallone e sembra tra intelletto e pallone esserci un legame mistico e profondo.

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