#Esclusiva – Sconcerti sull’Italia: “Il blocco Juventino è il leader di questa squadra”

Sconcerti

Ai microfoni di RadioGoal24 è intervenuto Mario Sconcerti, noto giornalista, opinionista e scrittore, che si è focalizzato principalmente sulla biasimata Italia di Antonio Conte: “E’ un buon gruppo ma anche le altre nazionali lo saranno. Non è una specialità degli allenatori fare un gruppo. Certo, potrebbe essere comodo ma io non so se dia un grosso vantaggio all’Italia. Tecnicamente non credo che sarà un grande europeo. Mancano i grandi giocatori, ci sono squadre che hanno qualità media più alta della nostra. Spero che si riesca a trovare la velocità che è quello che ti fa stare a “livello europeo”, la velocità proprio di gioco. Per adesso non è ancora entusiasmante”.

Quale modulo sarebbe adatto alla Nazionale?

“L’importante in una squadra è l’equilibrio. L’allenatore lavora tutta la settimana per trovare un’equilibrio di squadra, poi entrano in campo, dopo 10 minuti prendono un gol e dopo l’equilibrio lo deve cambiare completamente. Quindi deve cambiare o lo schema o il ruolo dei giocatori in campo, non è questo che fa la differenza. Il 3-5-2 per una nazionale rende universalemente, poi ognuno lo valuta con le proprie misure. Proprio per questo dico che è una sciocchezza perchè ci sono tante varianti, non c’è un 3-5-2 con delle ali di ruolo, c’è sempre un finto terzino che riporta il modulo alla difesa a 4. Il 3-5-2 per una nazionale, quindi per una squadra che non si può allenare insieme, è lo schema più naturale. Assicura da molto tempo un equilibrio in campo per qualunque tipo di risultato”.

Parlando di difesa, il blocco Juventino, che appunto ricopre il ruolo arretrato, è il reparto leader di questa Nazionale?

“Non c’è dubbio, questa è una squadra a trazione posteriore. Il resto della squadra è un pò un agglomerato . Se  si calcola che gli attaccanti, a parte Immobile, non sono titolari, Florenzi è una mezzala in qualche modo rimediata e De Rossi è stato fuori a lungo e sarebbe stato fuori anche da questo europeo se non ci fossero stati altri infortuni. Si tratta di una squadra abbastanza d’emergenza, sia per gli infortuni sia perché sono anni e anni che non nascono giocatori di un livello superiore, per cui mi auguro che ci sia un grande gruppo perché è di questo che abbiamo bisogno. La qualità tecnica non è superiore a quella degli altri”.

Riguardo la partita di lunedì, l’Italia con pazienza potrebbe battere il Belgio con le ripartenze, così come con le altre squadre?

“Beh questa  è la grande speranza. Devo dire che nella fase d’attacco siamo abbastanza veloci ma siamo più lenti nella fase d’impostazione del gioco. Non abbiamo dei grandi cannonieri, per cui il goal ci viene faticoso, però siamo abbastanza in grado di cercarlo. Quello che in un europeo è difficile è capire gli avversari perché sono tutte squadre “raccogliticce”, sono tutti giocatori che giocano in Europa, per cui giocano con lo stesso schema fondamentale in testa, per cui si finisce a fare braccio di ferro e le partite rischiano di essere un pochino lente e noiose. Vincerà chi riuscirà a dare velocità al tempo di gioco. Noi possiamo, per adesso, guardare soltanto noi stessi. tra le poche partite in Europa che abbiamo fatto negli ultimi due anni c’è un pareggio con la Spagna e due sconfitte nette con la Germania ed il Belgio. Per essere ottimista o pessimista bisogna sapere quali sono le qualità di una squadra. Secondo me questa è una squadra da quinto/ottavo posto, poi, in un torneo di 6-7 partite massimo, il vantaggio sta dalla parte delle più deboli, e noi siamo tra le meno forti”.

Ci auguriamo che sia l’Europeo di Zaza…

“A me fondamentalmente interessa poco di chi sia l’Europeo. Quello che a me piace vedere nell’europeo sono le migliori scuole del mondo, non il miglior calcio, ma le migliori scuole del mondo. A me interessa vedere che cosa si sta muovendo, mi piace il calcio in quanto tale. Non sono un eccezionale tifoso dell’Italia, nel senso che non guardo solo gli Azzurri, mi piace guardare il grande calcio e guardare le sue evoluzioni. Credo che assistere ad un europeo in cui tutti giocano alla stessa maniera sia un’occasione per vedere i dettagli del calcio del mondo, perché essi sono gli accessori che rendono speciale qualsiasi cosa”. 

Ventura può essere il Ct giusto per l’Italia?

“Conosco Ventura da 30 anni, è un ottimo tecnico e non deve dimostrarlo oggi. Non credo che la nazionale debba valorizzare i giovani. La nazionale ha un episodio ogni due anni e credo che debba onorare quell’episodio, poi se ci sono i giovani, meglio, ma non mi interessa quello. Mi interessa che esprima al meglio la scuola di un movimento e credo che Ventura abbia la saggezza e la conoscenza, ne sono sicuro. Lui è un tattico, un classico allenatore italiano, è uno che sa gestire gli uomini e le partite”.

Chi è la favorita di Euro 2016? La Francia?

“Se dici Francia non sbagli mai troppo perché è cresciuta, gli manca un centravanti con l’assenza di Benzema, però ha Griezmann , Pogba che forse è il miglior giocatore europeo. La Germania sta avendo molti alti e bassi, ha perso molte amichevoli, forse perché sono proprio amichevoli, però siamo sullo stesso gruppo ormai da molti anni. Io mi aspetto qualche sorpresa, non so se la Francia lo sarebbe sotto questo aspetto. Mi aspetto qualche sorpresa perché ci sono delle nuove emergenti: per esempio per me la Croazia. I croati mi sembrano i nuovi italiani, sono stati per molti anni molto forti, noi ne abbiamo presi a dozzine, solo che prima erano molto più slavi di quanto non siano adesso. Adesso mi sembrano molto più tattici, frequentare i molti campionati europei li ha scolarizzati. La Croazia, essendo una nazione che è grande come la Toscana, produce del buon calcio, mentre noi da 10 anni a questa parte non riusciamo”.

 

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