#RoadToEuro2016 – Slovacchia, la giovane e fredda Nazionale delle sorprese

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Il nostro viaggio attraverso le Nazionali che prenderanno parte all’Europeo fa tappa oggi in Slovacchia, la Nazionale che domenica scorsa ha battuto i campioni del Mondo della Germania per 3-1, mica male. Pur non essendo una Nazionale dalla lunga tradizione sportiva internazionale (lo Stato si è reso indipendente solo nel 1992, mentre la Nazionale di calcio si è formata solo nel 1993), la Slovacchia sta costruendo passo dopo passo un ottima Nazionale in grado di giocarsela a viso aperto con chiunque, riuscendo ad ottenere dei buoni risultati sia in amichevole che nel torneo mondiale del 2010 dove riuscì ad eliminare i campioni in carica dell’Italia e a qualificarsi per gli ottavi di finale. Si spera siano solo altri tempi per gli azzurri. In sei anni la Slovacchia è cresciuta molto sia tatticamente che qualitativamente, candidandosi come una delle possibili rivelazioni dell’Europeo.

Marek Hamsik, autentico leader della Nazionale Slovacca

Marek Hamsik, autentico leader della Nazionale Slovacca

Nata solo nel 1993 in seguito all’indipendenza della regione slovacca dalla Federazione Cecoslovacca, la giovane nazionale ha ripreso la scia della vecchia Prima Repubblica Slovacca che disputò qualche gara tra il 1939 e il 1944, per l’esattezza 16 partite, esordendo il 27 Agosto 1939 contro la Germania, riuscendo ad ottenere una prestigiosa vittoria per 2-0. Date le circostanze belliche degli anni, la Nazionale non riuscì a disputare nemmeno una partita in un torneo internazionale venendo poi sciolta al termine della guerra andando a formare la Nazionale Cecoslovacca con la Cechia. In quella Nazionale formatasi dall’unione di due macro regioni dell’Est Europa si distinsero parecchi ottimi calciatori, andando addirittura a vincere l’Europeo nel 1976, edizione che gli slovacchi ricordano bene, visto che in quell’occasione l’ex Cecoslovacchia era composta prettamente da calciatori slovacchi. Dopo lo scioglimento della Cecoslovacchia, la Nazionale di Marek Hamsik venne riconosciuta in ambito internazionale nel 1992 ma disputò il suo primo match ufficiale solo nel 1994 andando a vincere 1-0 contro gli Emirati Arabi Uniti. I primi anni non sono stati per nulla favorevoli al calcio slovacco, tant’è che non riusci mai a qualificarsi per nessun torneo intercontinentale. La vera svolta accadde nel giugno del 2008 quando la Slovenský futbalový zväz decide di sostituire il CT della Nazionale e di affidare il ruolo di selezionatore a Vladimír Weiss. La “rivoluzione silenziosa” di Weiss porta alla luce il talento dei calciatori slovacchi che iniziano a seguire la disciplina imposta dal neo CT. Weiss non è di certo l’ultimo arrivato per gli Slovacchi, avendo vinto due campionati e due coppe nazionali e vantando numerose presenze in campionato sai da calciatore che da allenatore. Il nuovo CT impone la propria presenza nello spogliatoio della Nazionale, arrivando a raggiungere la prima storica qualificazione ad un Mondiale per la Nazionale Slovacca. La Coppa del Mondo in Sudafrica del 2010 non sarà semplice da affrontare vista il girone ostico composto da Nuova Zelanda, Paraguay e Italia, al tempo squadra campione del Mondo in carica. Contro ogni pronostico gli Slovacchi riescono nell’impresa di battere l’Italia ed assicurarsi il passaggio del turno a discapito dei neo zelandesi. L’eliminazione da parte dei futuri finalisti dell’Olanda agli ottavi di finale, non macchierà il prestigio di questa giovane Nazionale, pronta a scalare la classifica generale a suon di grinta e tenacia. Purtroppo però nei successivi tornei internazionali la Nazionale Slovacca non riesce a centrare l’obbiettivo della qualificazione facendo saltare i piani della Federazione di calcio.

Marin Skrtel, difensore del Liverpool e della  Nazionale Slovacca

Martin Skrtel, difensore del Liverpool e della Nazionale Slovacca

Si decise dunque di cambiare nuovamente Commissario tecnico (dopo che Weiss lasciò l’incarico nel 2012, la Federazione puntò sulla coppia composta da Michal Hipp e Stanilav Griga), scegliendo come nuovo CT, Jan Kozak, ex allenatore del Kosice con il quale ottenne la prima storica qualificazione di una squadra slovacca alla fase a gironi della Champions. Proprio come Weiss, Kozak riesce a imporsi all’interno degli spogliatoi, affidandosi a Marek Hamsik come collante tra lui e la rosa scelta. In pochi anni riesce a compattare un gruppo che sembrava perso, portando delle novità e inserendo calciatori giovani che diano il giusto guizzo in più ad ogni partita. Il lavoro di Kozak piace molto in patria, ma soprattutto da i frutti, centrando in pochi anni la seconda storica qualificazione ad un torneo internazionale, questa volta però si tratta di un Europeo. Piazzandosi come seconda nel girone, dietro solo alla Spagna e riuscendo nell’impresa di mettersi dietro l’Ucraina, la Slovacchia accede agli europei con il solito scetticismo ma con la consapevolezza di avere un gruppo solido e compatto che potrà creare molti problemi alle migliori nazionali continentali. Testa bassa, cuore, sacrificio e duro lavoro sono le basi su cui ha puntato Kozak per far crescere la Nazionale tatticamente e caratterialmente, ottenendo degli ottimi risultati da entrambe le parti. In difesa ha riportato l’ordine e la gerarchia, riportando al centro del progetto la colonna del Liverpool, Martin Skrtel. Procedendo a fari spenti, Kozak ha convocato i migliori calciatori senza guardare la carta d’identità. Tra le file dei slovacchi troviamo infatti un mix di giovani e “vecchi”, a conferma dell’ottimo gruppo formato dal CT slovacco. Tra i giovani talenti della Slovacchia ci sono da segnalare alcuni calciatori dal brillante futuro come Milan Skriniar difensore della Sampdoria, Ondrej Duda, esterno offensivo del Legia Varsavia e Patrik Hrosovsky del Viktoria Plzen. Oltre a questi giovani talenti, bisognerà guardarsi le spalle dalle stelle della Nazionale, uno su tutti Marek Hamsik, centrocampista del Napoli reduce dallo strepitoso gol in amichevole contro la Germania, amichevole dove è andato a segno anche una altra stella “italiana” come Juraj Kucka, centrocampista del Milan. Ultimo della lista è il difensore del Liverpool, Martin Skrtel, centrale vecchio stampo che non tira mai indietro la gamba e che si tramuta in vera arma letale durante i calci piazzati. L’intelligenza e la pacatezza di Kozak miscelata alla grinta e alla tenacia dei calciatori posso rappresentare la ricetta giusta per un campionato europeo di tutto rispetto, ma occhio alle sorprese!

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