#RoadToEuro2016 – Russia, dalla rivoluzione all’integrazione

Отборочный матч чемпионата Европы по футболу 2016: Россия -  Лихтенштейн

Rivoluzione. Questa parola potrebbe stonare affianco al nome della Russia, da sempre legata a valori tradizionali e poco incline al cambiamento in generale, ma quanto accaduto negli ultimi anni a livello sportivo sa di vera e propria rivoluzione a 360°. Nonostante la Russia sia divisa tra questioni sociali, politiche, militari e sportive, ricordando che saranno i prossimi ad ospitare il Mondiale di Calcio, gli ex Sovietici stanno provando a cambiare le rigide e ferree leggi amministrative e morali, integrando chi, pur non essendo nato in Russia, si considera o vive da qualche anno nel vasto territorio ricoperto perlopiù da neve e ghiaccio. Questo perché lo sviluppo sportivo di una Nazione passa anche da qui e se sono riusciti a capirlo in Russia, dove di solito mantengono un idea molto più Nazionalista che negli altri Stati, allora si può parlare di vera e propria rivoluzione.

Leonid Sluckij, CT della Nazionale Russa mentre abbraccia Roman Širokov

Leonid Sluckij, CT della Nazionale Russa mentre abbraccia Roman Širokov

Il fatto più eclatante e più significativo della storia calcistica Russa, porta il nome di Leonid Sluckij, attuale CT della Nazionale che, attraverso il permesso delle più alte cariche dello Stato, ha deciso di selezionare il difensore centrale dello Shalke 04 Neudstader, nato in Ucraina ma di passaporto tedesco e il portiere della Lokomotiv Moska, Guilherme Marinato, nato in Brasile ma naturalizzato Russo ad inizio anno. La cosa potrà sembrare normale sia per gli “occidentali”, ma se pensiamo che Guilherme è stato il primo “non russo” ad esordire in Nazionale, possiamo tutti constatare che siamo giunti a qualcosa di epocale e storico. Questo dovrebbe essere solo l’antipasto della rivoluzione Russa, che amplierà i suoi orizzonti e cercherà di naturalizzare i vari calciatori stranieri presenti nel campionato russo, concedendo al CT di selezionare al meglio i calciatori in vista del Mondiale casalingo del 2018. Ora bisognerà valutare l’integrazione dei due neo russi che prenderanno parte alla selezione nazionale agli europei in Francia, ma su questo non ci dovrebbero essere grossi problemi. Ma come ci si è arrivati ad un così drastico cambiamento? La sensazione che si ha è quella che le alte cariche della Federazione Russa, abbiano capito e imparato l’importanza dell’integrazione, proprio durante la fase a gironi per le qualificazioni ai campionati europei. L’esempio è stato servito da chi è riuscito a dominare il girone dei russi attraverso numerosi calciatori “oriundi”: l’Austria. Staccare nettamente gli ex Sovietici con 8 punti di vantaggio non è roba da tutti e se consideriamo che tra le altre squadre hanno dovuto affrontare anche la Svezia, bisogna solo dar merito alla strepitosa cavalcata austriaca, culminata con il primo posto e senza sconfitte. Questo ha messo in guardia i russi che hanno subito colto l’occasione per guardarsi attorno e scegliere, almeno inizialmente, alcuni calciatori da poter integrare nel roster della Nazionale, ponendo fine a quelle rigide regole che imponevano al CT di dover convocare solo calciatori nati e cresciuti in Russia. Dunque la qualificazione agli europei è giunta grazie al secondo posto (non del tutto scontato) nel Gruppo G delle qualificazioni, finendo per 2 punti sopra la Svezia di Ibrahimovic. La vittoria dei russi nel girone sembrava assai scontata e la vittoria per 4-0 contro il Liechtenstein, aveva aumentato le chance di vittoria. I russi però non avevano fatto i conti con quelle outsider che ad ogni partita si giocano il tutto e per tutto, infrangendo i loro sogni di gloria anticipata contro i muri eretti da Svezia, Moldavia e Austria, rispettivamente andando a pareggiare per 1-1 contro gli svedesi e i moldavi e andando addirittura a perdere contro gli austriaci. Questo forse è stato il primo campanello di allarme che ha scosso l’animo de russi che riescono a portare a casa i 3 punti nelle successive gare contro Svezia, Montenegro (la partita di andata è stata vinta a tavolino dai russi per via del lancio di oggetti in campo da parte dei Montenegrini), Liechtenstein e Moldavia riuscendo a strappare così il pass per la Francia.

Artëm Dzjuba, attaccante della Nazionale Russa

Artëm Dzjuba, attaccante della Nazionale Russa

Unica pecca resta la duplice sconfitta per 1-0 contro gli Austriaci, da cui, si spera, hanno imparato l’importanza dell’integrazione e della programmazione. La semifinale ottenuta nel 2008 sembrerebbe un utopia al giorno d’oggi, ma la qualificazione ai quarti di finale potrebbe essere alla portata dei russi, ma solo nel caso in cui riusciranno a giocarsi a pieno le loro carte. La possibile sfida contro l’Ucraina dopo la fase a gironi del torneo, potrebbe rivelarsi una spinta in più per i Russi, visti i rapporti non particolarmente idilliaci tra i due stati, ma questi sono fatti che non dovrebbero centrare nulla con il calcio. La vittoria del Cska Moska in campionato conferma l’egemonia delle solite squadre nel campionato russo, infrangendo i sogni di gloria del Rostov, il Leicester di Russia che ha visto sfumare il titolo nelle ultime battute del campionato. Vince nuovamente il Cska, vince nuovamente Leonid Sluckij, allenatore della squadra di Moska e CT della Nazionale russa. Sluckij è un allenatore esperto e vincente visti i successi ottenuti proprio con il Cska (3 Campionati Russi, 2 Coppe di Russia e 2 Supercoppe), ma sul campo internazionale non ha mai avuto degli exploit incredibili, riuscendo a portare la squadra di Moska ai quarti di finale di Champions League nel 2009. Molto stimato in patria per il suo temperamento da sergente di ferro e per il suo talento, Sluckij ha iniziato la sua carriera da allenatore nel 2000 passando da qualche squadra di livello inferiore per poi approdare prima al Cska e poi alla Nazionale, accettando il doppio incarico di CT e Allenatore. Le scelte di Sluckij sono state ponderate e di stampo Cska, portandosi con se il blocco solido dei veterani russi quali, Igor Akinfeev, Alexey e Vasily Berezutskiy, Sergey Ignasevich, Georgi Schennikov, Alexander Golovin e Roman Shirokov. In totale sono 7 calciatori del Cska su 23 che prenderanno parte all’Europeo, confermando la predominanza dei calciatori rossoblu nella compagine Nazionale. Da tenere sott’occhio ci sono sicuramente Guilherme, Neudstader, Denisov, Mamaev e Smolov. La stella è sicuramente l’attaccante dello Zenit, Artem Dzyuba, esploso quest’anno con Villas-Boas. Non sarà una Nazionale che mira alla vittoria, ma la rivoluzione russa è appena iniziata e l’Europeo potrà rivelarsi una vera rampa di lancio per il futuro della nazionale Russa.

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