#RoadToEuro2016 – Romania, i vampiri dell’Est Europa

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Nella terra dei vampiri e nel cuore dell’Est Europa, il calcio è vissuto in maniera viscerale creando a volte dei disagi tra le tifoserie avversarie. La Romania per un certo periodo è stata la capitale del calcio europeo grazie a quella leggendaria formazione della Steaua Bucarest che vinse l’allora Coppa dei Campioni e attuale Champions League nella stagione 85/86 vincendo contro il Barcellona ai rigori. Nonostante la dittatura di Ceaușescu, alcuni supporters rumeni riuscirono a varcare il confine e a supportare la squadra che vinse poi al Ramon Sanchez Pizjuan di Siviglia. Pur non vivendo una delle migliori annate dal punto di vista tecnico, la Romania potrebbe ripercorrere le gesta della Steaua e piazzarsi tra le prime della classe agli europei del 2016.

Anghel Iordănescu, allenatore della selezione rumena

Anghel Iordănescu, allenatore della selezione rumena

Oltre al valore sportivo e spettacolare che il calcio rappresenta in Romania, la nazionale gialloblu si è resa disponibile a divulgare un progetto per la valorizzazione e per la promozione dell’istruzione dei giovani rumeni. Come? Introducendo una serie di operazioni matematiche che hanno difatti sostituito i classici numeri sulle maglie indossate dai calciatori durante alcune apparizioni della selezione rumena in amichevoli e allenamenti. Dato che in Romania è sempre più diffuso il fenomeno dell’abbandono scolastico, la Federaţia Română de Fotbal o più semplicemente la Federazione calcistica rumena ha esteso l’iniziativa anche nelle zone rurali del Paese. Questo è uno dei modi per promuovere la cultura nel mondo del calcio rumeno, caratterizzato perlopiù da scontri al di fuori e all’interno degli stadi che non per le gesta delle squadre di club in giro per l’europa. Il Ranking Mondiale piazza la nazionale dell’Europa orientale tra le prime 20 al mondo (19° n.d.r), che si è assicurata il posto agli europei dopo una combattuta sfida contro Irlanda del Nord, prima nel girone e Ungheria che si è dovuta arrendere ai rumeni e ai britannici, ottenendo comunque il pass andando a vincere nei Play Off. Nonostante il girone fosse uno dei più abbordabili di tutte le qualificazioni, la Romania ha dovuto spodestare anche la Grecia durante la sfortunata avventura di Ranieri come selezionatore della nazionale ellenica e la Finlandia, squadra dal tasso tecnico non elevato ma che comunque ha sempre dato il massimo per centrare un obbiettivo minimo. Già dalle prime due partite di qualificazione la Nazionale guidata dal tecnico Anghel Iordănescu ha dimostrato di avere delle buone qualità che potrebbero minare l’ascesa di alcune Nazionali ben più blasonate. La terza e la quarta invece hanno confermato le qualità messe in mostra nelle precedenti uscite, riuscendo a vincere entrambe le partite per 2-0 contro Finlandia e Irlanda del Nord, mentre la successiva partita contro le Isole Faroer ha creato qualche problema alla compagine rumena che è riuscita comunque a vincere per 1-0. Con questa serie di risultati positivi la squadra gialloblu riesce a conquistare il primato in classifica e si appresta a conquistare l’accesso alla fase finale dell’Europeo in men che non si dica. Tuttavia, la seconda parte delle qualificazioni non si rivela altrettanto agevole e la squadra di Iordănescu conquista tre pareggi consecutivi per 0-0 scivolando al secondo posto, inseguita a distanza dall’Ungheria, pronta a prendersi il secondo posto.

La Romania mentre ringrazia i propri tifosi

La Romania mentre ringrazia i propri tifosi

L’ultima partita però regala l’accesso diretto alla Romania che può finalmente festeggiare la qualificazione dopo aver mancato l’accesso alla precedente competizione continentale. Il condottiero di questa impresa si chiama Anghel Iordănescu, nominato dalla Federcalcio Rumena come allenatore del 20esimo secolo per quanto fatto con la Steaua Bucarest e con la Nazionale. L’allenatore rumeno rappresenta quella corrente dell’Est portata avanti da allenatori come Lucescu, Covaci e Jenei, di un calcio spettacolare e votato all’attacco, ma dando sempre un occhio di riguardo anche alla fase difensiva. Non a caso l’allenatore nato a Iași ha vinto con la Steaua Bucarest ben 4 campionati rumeni, 2 coppe nazionali rumene e una supercoppa europea nell’anno successivo alla vittoria della Champions League che vinse però da calciatore. Infatti Iordănescu vinse prima la Coppa dei Campioni da calciatore e poi diventò allenatore della Steaua dopo che l’allenatore Jenei fu chiamato a guidare la Nazionale rumena. Avere un allenatore vincente può significare molto per una piccola nazionale come la Romania che però può contare anche su calciatori di livello come il portiere della Fiorentina, Ciprian Tătăruşanu, il portiere del Watford, Costel Pantilimon, i difensori Chiricheş, Gardoş, Sapunaru e Tamas, rispettivamente di Napoli, Southampton, Pandurii e Cardiff. Anche dalla cintola in su la Romania può contare su calciatori dal livello internazionale come Alexandru Maxim dello Stoccarda, Paul Papp della Steaua, Gabriel Torje ex Udinese ora in forza all’Osmanlispor e gli attaccanti Alibec, Andone, Marica e Puscas. Insomma, non sarà una nazionale incredibilmente dotata dal punto di vista tecnico ma la squadra è unita e può dare tante soddisfazioni ai propri tifosi, non ci resta che aspettare il 10 Giugno, gara d’esordio contro la Francia padrone di casa, sarà la partita inaugurale e ne vedremo delle belle!

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