#RoadToEuro2016 – Germania, nome in codice Kaiser

Mondiali di Calcio 2014 : Germania vs Argentina

Quando pensi al pragmatismo, alla concretezza e alla determinazione nel calcio, qualcosa dentro di noi ci spinge a dire Germania. Eh si proprio la cara e rigida Germania che ad oggi è campione del mondo in carica e si appresta sbaragliare gli altri avversari anche durante gli europei, ma sarà veramente così? O dovremmo aspettarci qualche sorpresa da Low & Co? Al netto delle considerazioni post Mondiale, la Germania è diventata un po il modello di tutte le federazioni calcistiche europee, grazie al suo progetto di sviluppo che ha coinvolto Nazionale e club, “sacrificando” a volte, i migliori talenti tedeschi, facendoli emigrare in altri campionati più prestigiosi per poi ritrovarseli con un bagaglio di esperienza superlativo da impiegare nelle partite Internazionali.

Mario Gotze, centrocampista della Nazionale tedesca

Mario Gotze, centrocampista della Nazionale tedesca

Lo strapotere tedesco degli ultimi anni però, non è dovuto solo allo sviluppo di un progetto che riguarda il potenziale tecnico dei calciatori in se, ma riguarda anche la struttura dirigenziale della federazione e l’incremento la crescita del movimento calcistico a livello infrastrutturale e spettacolare. Offrendo le migliori infrastrutture atte a far sentire ogni tifoso come a casa loro, maggiori probabilità avrà ogni singola società di riempire lo stadio ad ogni partita, un concetto tanto semplice quanto efficace. Grazie all’assegnazione dei Mondiali del 2006 (bei tempi!), la Deutscher Fussball-Bund, in italiano la Federazione calcistica tedesca, ha ridato vita a degli stadi obsoleti che hanno rinvigorito non solo le strutture, ma anche la vena calcistica di ogni tifoso in Germania. Non a caso le squadre tedesche sono state sempre tra le protagoniste sia in Champions League che in Europa League, ottenendo però maggiori risultati nella massima competizione europea. Detto questo la crescita delle squadre di club è andata di pari passo con quella della Nazionale e della Federazione. Punto forte della Germania è sicuramente l’integrazione dei “nuovi tedeschi”, ovvero figli id immigrati che oramai formano l’ossatura della nazionale, mentre da noi ci soffermiamo ancora sulla questione degli oriundi. Dal 2002 ad oggi, la Federazione tedesca ha fatto dei progressi spaventosi sul piano delle giovanili che ha coinvolto un massiccio gruppo di investimenti atto a dare vita alle 336 basi di formazione, ai 29 centri di coordinamento e all’impiego di 1000 tecnici federali impiegati part-time, il ché vuol dire maggiore gestione del territorio e aggiornamento costante dei vari tecnici in giro per la Germania. La costanza poi ha avuto un peso notevole sullo sviluppo del calcio tedesco. Loro hanno la continuità che all’Italia manca da sempre. Altro punto fondamentale della crescita tedesca è stata la lungimiranza nel capire di dover cambiare rosa, staff e metodi nel corso degli anni, garantendo una crescita costante in grado di stare al passo coi tempi. Questo è in sintesi il progetto portato avanti dall’attuale tecnico della Germania, Joachim Löw che ha saputo recepire il messaggio dato dalle precedenti esperienze delle nazionali vincitrici di Mondiali ed Europei (vedi Italia e Spagna), applicando con moderazione dei piccoli cambiamenti che sono serviti per rimanere in testa alle squadre europee. La scalata del tecnico tedesco verso l’olimpo del calcio mondiale è qualcosa di straordinario se si analizza la carriera dell’allenatore nato a Schönau im Schwarzwald. Senza troppi proclami, Löw inizia dal basso, allenando prima le giovanili del Winterthur, per poi diventare in soli due anni l’allenatore dello Stoccarda nel 1996, riuscendo a conquistare la Coppa di Germania grazie al “Triangolo Magico” composto da Krasimir Balakov, Giovane Elber e Fredi Bobic. Nel 98′ poi si trasferì al Fenerbahçe ma non riuscì a lasciare il segno. Da li in poi il tecnico tedesco ebbe qualche opportunità in giro per l’Europa che poi culminarono con la chiamata dell’amico Jürgen Klinsmann che lo nomina suo secondo alla guida della nazionale tedesca.

La Nazionale tedesca mentre celebra un gol

La Nazionale tedesca mentre celebra un gol

Dopo aver ottenuto il 3 posto nei mondiali del 2006, Klinsmann lascia la Nazionale e al suo posto viene promosso proprio il suo secondo Löw. Da li in poi il tecnico è riuscito a collezionare la Finale all’europeo 2008 persa con la Spagna, terzo posto al mondiale in Sudafrica, e terzo posto all’Europeo del 2012. Löw sa che non può perdere l’occasione del Mondiale in Brasile e grazie alla sua esperienza e al suo temperamento, strapazza prima il Brasile con un sonoro 7-1 e poi va a vincere il Mondiale contro una strepitosa Argentina. Ciò nonostante, la Germania attualmente occupa la 5° posizione nel Ranking FIFA ma analizzando le squadre davanti troviamo solo il Belgio come insidia degli europei, dato che le altre sono tutte squadre sudamericane che circa un anno fa hanno partecipato alla Coppa America (Argentina, Chile e Colombia. Ndr.). Confrontando le rose dell’ultimo mondiale e delle ultime uscite stagionali della Germania, notiamo che oltre al solito gruppo che fa da zoccolo duro, possiamo vedere qualche volto nuovo, ad esempio quelli di Antonio Rudiger, centrale difensivo dall’ottimo potenziale in forza alla Roma, Jonas Hector, terzino di spinta del Colonia, Emre Can, centrocampista tutto fare del Liverpool, Lars Bender, mediano di grande qualità del Borussia Dortmund, Karim Bellarabi, esterno destro tecnicamente molto dotato e Kevin Volland, attaccante dell’Hoffenheim. Questi sono solo alcuni dei volti nuovi voluti da Löw grazie alla sua mini rivoluzione al passo coi tempi. La scelta di andare a scegliere calciatori non solo delle squadre più blasonate sta pian piano ripagando il tecnico tedesco che potrà contare sicuramente su di un gruppo molto forte ai prossimi europei. La partita d’esordio sarà contro l’Irlanda del Nord, avversario temibile e tutt’altro che da sottovalutare!

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