#RoadToEuro2016 – Irlanda del Nord, la Green & White Army britannica

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Il calcio è uno degli sport più seguito al mondo e per noi che siamo calciofili fino al midollo, il calcio rappresenta lo sport per eccellenza che fa riunire popoli e ideologie contrastanti nel momento in cui la nazionale scende in campo nei tornei internazionali. Non tutte le Nazionali però riescono nell’arduo compito di riunire un popolo sotto la stessa bandiera, anzi, finiscono per dividere l’intero stato in due parti, mettendo in risalto l’astio e la competizione tra le due parti. Questo è il caso dell’Irlanda del Nord che, per questioni politiche e sociali, venne resa autonoma dalla Repubblica d’Irlanda nel 1921 da una legge del Regno Unito che separò le due regioni dopo che gli abitanti del Nord manifestarono per una permanenza sotto la corona britannica a differenza dei “cugini” della Repubblica irlandese. Di conseguenza, anche la Federazione calcistica irlandese subì una scissione, dando vita alla IFA, ovvero la Irish Football Association.

Kyle Lafferty, attaccante della Nazionale Nord Irlandese

Kyle Lafferty, attaccante della Nazionale Nord Irlandese

La questione politica però, non è l’unico argomento che divide il popolo del Nord. Dal momento della nascita del nuovo stato, la popolazione si è suddivisa in due fazioni religiose: quella dei protestanti e quella dei cattolici, un po come accade da sempre in Scozia. Tutto ha un significato politico in Irlanda del Nord: dai giornali che si leggono ai pub che si frequentano fino alla squadra di calcio per cui si fa il tifo. In questo contesto, ci si confronta giorno per giorno a due poli formati da identità contrapposte: cattolici contro protestanti, nazionalisti (fautori dell’unificazione dell’Irlanda) contro unionisti (decisi a rimanere legati al Regno Unito). Ogni evento in Irlanda del Nord è circondato da un alone politico, anche le partite di calcio della Nazionale. La popolazione unionista vede nel calcio l’affermazione della propria identità, suscitando passione orgoglio e speranza nei tifosi della Nazionale. Tuttavia, i cori crudeli e fanatici all’indirizzo dei cattolici, trasforma Windsor Park, lo stadio delle partite casalinghe della Nazionale, in un terreno accessibile solo ai veri fanatici del Football. Per i nazionalisti, tifare Irlanda del Nord significa accettare l’esistenza di uno Stato dell’Irlanda del Nord, legittimare la divisione dell’Irlanda in due parti e tradire la presunta fedeltà alla Repubblica d’Irlanda. Se si tiene conto di questo scenario, ogni singola partita è carica di importanti significati. Tutto ciò però non ha intaccato l’ascesa della Nazionale negli ultimi periodi, riuscendo a centrare la prima storica qualificazione agli Europei di calcio, laddove nemmeno George Best fu in grado di riuscirci. Vivendo quasi sempre all’ombra dei cugini cattolici dell’Eire, l’Irlanda del Nord non è mai riuscita a cavalcare l’onda della ribalta il ché non ha influenzato di molto la sua partecipazione ai Mondiali di calcio vantando ben tre partecipazioni e riuscendo a stabilire il primato di più piccola nazionale di tutti i tempi ad aver superato la fase a gironi di un Mondiale (Mondiali di Svezia del 1958). Attualmente la Nazionale occupa la 46° posizione nel Ranking UEFA questo perché il Ranking europeo dipende molto dall’andamento delle squadre locali nelle competizioni europee e se tra le squadre locali non hai altro che operai prestati al mondo del pallone, il tuo cammino in Europa è destinato a terminare prima di quanto tu te ne accorga. D’altro canto l’Irlanda del Nord occupa la 28° posizione nel Ranking FIFA, una posizione avanti rispetto ai cugini dell’Eire che si trovano in 29° e qualche posizione più in giù troviamo Nazionali come gli USA (30°), la Polonia (31°), la Svezia (34°) e la Costa d’Avorio (36°). La qualificazione agli europei francesi ha reso possibile la rapida scalata della squadra allenata da Michael O’Neill verso zone più prestigiose della classifica mondiale, ma la squadra irlandese potrebbe creare scompiglio nella competizione continentale? Tutto dipenderà dall’atteggiamento professionale dei calciatori e dello staff che nel corso degli anni non hanno di certo brillato per professionalità e dedizione al sacrificio e al lavoro.

Steven Davis, capitano della formazione Irlandese

Steven Davis, capitano della formazione Irlandese

Nonostante il lavoro portato da O’Neill risulti una vera e propria rivoluzione per il calcio Nord irlandese, l’atteggiamento fuori dal campo di gioco potrebbe minare le speranze della Green & White Army nella prossima rassegna continentale visti anche i precedenti del bomber Kyle Lafferty, ex attaccante del Palermo che fu ceduto proprio per il suo temperamento burrascoso ed il suo comportamento poco incline alla disciplina che impone il calcio professionistico. Tutto questo potrebbe ritorcersi contro la squadra, ma analizzando le peculiarità della rosa troviamo qualche punto che, se usato in maniera corretta, potrebbe giovare al cammino europeo di Lafferty & Co. Punto primo, l’attaccamento alla maglia: la squadra di O’Neill sente davvero il peso di un intera Nazione e sa quanto sarebbe importante ottenere dei grossi risultati in ambito internazionale, sia per lo sport Nord Irlandese, sia per mettere fine, o quasi alle varie faide tra cattolici e protestanti. Punto secondo, la passione calcistica: pur essendo considerato uno sport di nicchia, il calcio sta pian piano scalando le gerarchi dei Nord Irlandesi, dove il Rugby troneggia su tutti gli sport, portando un seguito di pubblico del tutto eccezionale per le partite della Nazionale. Punto terzo, l’imprevedibilità: tante volte abbiamo visto delle cenerentole arrivare fino in fondo e conquistare un titolo quando tutti le davano per spacciate, questo potrebbe essere l’anno di una cenerentola sul trono d’Europa, visto che oltre all’Irlanda del Nord parteciperanno anche Albania, Islanda, Galles, Slovacchia e Ungheria. Benché sia una delle 24 squadre a partecipare alla fase finale dell’Europeo, l’Irlanda del Nord non ha un organico pazzesco. Gli unici calciatori a giocare per squadre dal buon tasso tecnico sono: Craig Cathcart (Watford), Jonny Evans (West Brom), Gareth McAuley (West Brom), Paddy McNair (Manchester United), Chris Brunt (West Brom), Steven Davis (Southampton) e Kyle Lafferty (Norwich). La grinta, la fame e la professionalità saranno importanti per il cammino della squadra di O’Neill. Mantenendo un alto livello di concentrazione potrebbero regalare qualche soddisfazione al popolo del Nord.

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