#Approfondimento – PEC Zwolle, a proposito di resurrezioni…

Ajax Amsterdam v PEC Zwolle - Johan Cruijff Shield

Ah, noi appassionati di calcio siamo dei soggetti estremamente romantici: eh si, perché altrimenti non si spiegherebbero i caroselli ad ogni vittoria del Leicester, le urla ad ogni vittoria dell’Alessandria in Coppa Italia o le lacrime ad ogni gol di Vardy. Si può dire, senza timor di smentita, che la cosa di questo sport che ci piace di più è la sua assoluta imprevidibilità, il suo saper smentire ogni tipo di pronostico, la sua capacità di sfuggire ad un sempre più frequente determinismo che sta affliggendo da anni altre discipline. Allo stesso tempo però non esiste il caso, c’è sempre un fondamento logico dietro ad ogni miracolo, un lavoro collettivo, un progetto. Anche questo è amore.

In questo approfondimento pasquale entreremo nel mondo del Prins Hendrick, Ende Desespereert Nimmer, Combinatie Zwolle, in arte semplicemente PEC Zwolle, squadra olandese che milita nella prima divisione nazionale, l’Eredivisie. Lo Zwalle è una squadra relativamente giovane, essendo nata, o meglio, rinata nel 1990. Ebbene si, perché il club originale in quell’anno  andò in bancarotta, e al suo posto venne creato l’FC Zwolle, che solo nel 2012 tornò a chiamarsi “PEC”. Il club riuscì così a risorgere, tornando nella massima serie olandese con un progetto, un organizzazione, che ha fatto capire a tutti i Pesi Bassi che il binomio cuore-cervello può essere anche più forte dei soldi, o meglio, come queste due componenti riescano a sfruttare nel miglior modo possibile il poco quantitativo di denaro. Ma andiamo per gradi.

Nel contemporaneo mondo globalizzato molti pensano che i ricchi diventano sempre più ricchi e il resto deve accontentarsi di ciò che ha. Il mondo del calcio sembra andare secondo una stessa linea, con una serie di club che hanno formato una sorta di elite mondiale che gli altri si possono solo sognare. Anche questi grandi club sono però suddivisi tra una nobiltà globale e una nobiltà nazionale: squadre come Barcellona, Bayern Monaco e Real Madrid continuano a spendere sempre più soldi per i propri giocatori, lasciando in disparte appunto questa nobiltà nazionale (Benfica, Ajax), che sebbene riesca regolarmente a vincere in casa propria, fatica nello stare al passo delle più grandi. Ancora peggio sono messi i club più piccoli, che non riescono economicamente a stare dietro a questi colossi. A causa di questo nuovo feudalesimo economico queste società chiamano “successo” il solo poter stare nella stessa serie delle grandi quadre, senza alcuna altra aspirazione, e per questo siamo sempre più sorpresi quando una di queste realtà riesce a lottare per un qualche tipo di titolo.

Come specificato all’inizio, tuttavia, il bello del calcio sta proprio in questo, e quindi fa piacere e gioia vedere un piccolo club come lo Zwolle vincere un titolo sconfiggendo i baroni dell’Ajax o del PSV. Eh si, perché i Bluefingers nel 2014 sono riusciti a portarsi casa nel 2014 il KNVB Beker, la coppa nazionale olandese,contro proprio i rivali di Amsterdam dell’Ajax. La partita è finita con un sonoro 5 a 1, grazie alle siglature di un’interessantissimo diciannovenne, Ryan Thomas (doppietta), di Ferndenez (doppietta anche lui) e di Van Polen. Tale vittoria ha creato molto rumore in Olanda, sopratutto perché lo Zwolle era solo al suo secondo anno in Eredivisie, dopo essere stato retrocesso causa bancarotta. Il club non si fermò qui, perché l’anno successivo riuscì a ripetersi nella Supercoppa Nazionale (chiamata Johann Cruijff Schaal) sempre contro l’Ajax per 1 a 0, portando a casa quindi in pochi mesi i primi due titoli della loro storia. I buoni risultati della squadra in coppa hanno riflesso il buon cammino in campionato, che nella stagione 2014-2015 ha permesso al club di raggiungere il record di punti e di vittorie, oltre ad una storica qualificazione per L’Europa League dell’anno successivo (che si è chiusa con l’eliminazione ai play-off con lo Sparta Praga, avversario di tutto rispetto che ha anche eliminato la nostra Lazio). Ma quanto è piccolo lo Zwolle? Secondo quanto riportato dai report finanziari del 2015 (che riflettono la stagione precedente) il PEC ha il 9% dei ricavi in meno dell’Ajax durante uno stesso periodo, con un budget salari inferiore del 14% rispetto a quello dei lancieri. Per far capire meglio il paragone tra le due squadre, differenze simili (leggermente superiori) sono state riscontrate in Inghilterra fra il Wigan ed il Manchester United. Avete capito? Abissali.

Club piccoli di città piccole che hanno lunghe esperienze di successi sono rari da trovare in giro nel mondo: un esempio è una altra squadra olandese, l’Heerenveen, da cui infatti lo Zwolle ha preso molto. Innanzitutto un piccolo club, per rimanere competitivo, deve mostrare molta disciplina: i manager dell’azienda devono infatti capire i propri limiti finanziari e trovare metodi innovativi per competere. In parole povere, deve restare nelle proprie limitazioni e cercare il modo di superarle nel lungo periodo. Bisogna essere molto cauti nel prendersi dei rischi, perché per questi piccoli club un passo falso può costare caro: anche vincere un qualche trofeo non ti fa salire di livello, e forse questo è stato uno dei più grandi meriti dello Zwolle, che dopo la vittoria in Coppa Nazionale ha continuato la strada della programmazione e della progettazione, non prendendo azzardi finanziari come il Parma qualche anno fa.

Gran merito di questa intelligente programmazione finanziaria è senza dubbio del presidente Adrian Visser, capace di programmare una strategia, un progetto a lungo termine, che sappia riflettere le limitazioni finanziarie e non essere influenzato dai successi. Molto probabilmente questa sua abilità di management deriva dal suo precedente incarico come  CEO del Northern Europe Waste Services, esperienza (senz’altro più complessa) che lo ha aiutato a mantenere una stabilità economica molto efficiente (lo Zwolle è tra le 11 formazioni europee con una stabilità economica molto solida). Sul piano tecnico molto importanti i contributi del direttore generale, Gerard Nijkamp, che ha saputo nel corso degli anni saper comprare e saper vendere, cambiando quindi la squadra ma facendola restare sempre molto competitiva. L’allenatore invece è Ron Jans, che molti definiscono una sorta di Coach da college universitario per la sua grande personalità. Il mister è molto rispettato in Olanda per il suo calcio propositivo e offensivo, che però riserva sempre un ottimo equilibrio difensivo, un pò come la gestione del club.

Per quanto riguarda le strategie del club, molto importante è stato il rapporto con i tifosi e la città di Zwolle: innanzitutto il club ha voluto, con il suo nuovo corso, rappresentare tutta l’area regionale dello Zwolle , e non solo la città (un pò come fa la Lazio), passando quindi da un bacino di mercato (biglietti, marketing) di 123.000 persone ad uno di 650.000 persone. Molto importante il fatto che l’area dello Zwolle è considerata una delle più ricche dell’intera Olanda. Sotto questo punto di vista è necessario anche dire che, il fatto di trovarsi in una regione forte economicamente, può essere un vantaggio anche per contratti di sponsorizzazione: infatti la crescente base di fan dello Zwolle sta attraendo molte aziende, disposte a sponsorizzare il club. Esso inoltre ha anche uno stadio relativamente nuovo (lo Ijsseldelta) con una capacità di solo 12.500 posti, ma che gli permette di fare SOLD OUT ad ogni partita di campionato.

Forza su, la parte noiosa è finita: parliamo adesso dei calciatori, dei talenti di questo PEC Zwolle: innanzitutto, durante la rinascita, il club ha voluto allinearsi con molte delle squadre olandesi, ovvero puntando sui settori giovanili: sotto questo punto di vista è strabiliante come in così poco tempo il club sia riuscito a costruire una così solida struttura di formazione giovani che oggi, probabilmente, eguaglia anche mostri sacri come quello dell’Heerenveen. Restando nelle ultime stagioni, sono due i calciatori cresciuti nel settore giovanile e di cui i tifosi possono vantarsi: il primo è Jesper Drost, trequartista classe ’93, venduto in questa sessione al Groningen per circa 2 milioni di euro e che già sta stupendo con la sua nuova maglia. Il secondo si trova ancora allo Zwolle, stiamo parlando di Mustafa Saymak, esterno classe ’93 che sta recuperando dopo un operazione al legamento crociato. Il ragazzo è molto promettente ed è in’ottica Olanda under-21. La società, oltre a puntare sui propri giovani, ha avuto anche il merito di credere in alcuni ragazzi che erano stati invece scartati nei club più importanti:  Ben Reinstra (Heracles Almelo), Jody Lukoki (Ajax), Rick Dekker (Feyenoord), Wouter Marinus (Heerenveen) e Boy De Jong (Feyenoord) sono solo alcuni che hanno rinforzato le linee dei Bluefingers. Questo si abbina anche all’ottimo lavoro di scouting da parte di Ben Hendriks, capace di portare buoni giocatori dall’estero come Ryan Thomas (Nuova Zelanda) e Trent Sainsbury (Australia).

In questa stagione il PEC Zwolle sta dimostrando ancora buoni progressi: imbattuta nelle primi 6 giornate di campionato, la squadra di Jans è in ottava posizione, ovvero in zona Europa League. Di romantico in questo approfondimento, lo ammetto, c’è poco: più che altro è bene far vedere come nelle storie più belle, che ci fanno innamorare, c’è sempre una spiegazione razionale, che ha lo scopo di non lasciare nulla al caso. Il PCE Zwalle è un squadra che ha saputo creare un suo modello, sapendo prendere dagli altri quello c’era da prendere e sapendo gestire le proprie peculiarità. Di questa squadra certo, colpisce però anche il cuore,  un cuore tutto olandese: il famoso commentatore ed esperto di calcio olandese Peter Mcvite, durante la finale con l’Ajax, commentò così un fallo di cinque giocatori su un’ala dei lancieri che stava ripartendo: “Oh, how dutch of them”. Eh già, proprio tipico degli olandesi:  tanto cuore, ma come abbiamo visto, anche tanto cervello. Non ve l’ho detto prima? A volte questo binomio sa battere anche i soldi…essi non vinceranno mai la Champions League, ma chi avrebbe scommesso un euro qualche anno fa in una loro vittoria in Coppa Nazionale?

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