#UnCalcioAllaStoria – π: storie di calcio e matematica

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C’è un concetto platonico, o quasi, che il matematico William Jones definì con un nuovo simbolo matematico nel 1706: il Pi greco (π), molti attribuiscono l”invenzione di questo emblema a Eulero, tuttavia il primato spetta a questo gallese che attribui il rapporto fra la misura della lunghezza della circonferenza e la misura della lunghezza del diametro di uno stesso cerchio al π.

Dietro questo simbolo matematico si nasconde un universo di storie, numeri e personaggi: la sua storia inizia dai Babilonesi, i primi ad impiegarlo e continua ad essere studiato dai matematici di tutto il mondo.

Ovviamente Un Calcio Alla Storia non può non parlare della matematica che si nasconde dietro il pallone.

Una parte della matematica che spesso è associata allo sport è la statistica: due ricercatori Javier López Peña e Hugo Touchette, dell’Università di Londra vogliono cercare di capire il segreto delle grandi squadre e soprattutto stabilire quali sono le più forti grazie ad un metodo che sfrutta la teoria dei grafi.

(Un grafo è un insieme di elementi, detti nodi, rappresentati come punti, collegati da linee)

I due ricercatori avevano effettuato la ricerca sulle partite svolte nei mondiali 2010 e con l’applicazione del loro metodo, ciò che è avvenuto era stato esattamente previsto matematicamente.

Altro studioso che ha studiato a fondo i campioni di molte squadre è Ken Bray, attraverso le sue analisi è giunto alla conclusione che il l 30% della tecnica di un calciatore derivi dalle sue capacità di comprensione intuitiva della scienza.

Al Daily Star disse questo: “Il calcio è un’arte ma è anche una scienza e ogni calciatore usa geometria, aerodinamica e calcolo delle probabilità per arrivare ai massimi livelli. Ecco perché la comprensione di principi matematico-scientifici potrebbe valere oro se si vuole iniziare una carriera nel mondo del calcio”.

Un giocatore del Barnley, Clarke Carlise, laureato in matematica ha dato ragione al professore: “Contiamo molto sui principi scientifici per migliorare le nostre prestazioni che si tratti di colpire la palla in maniera pulita, di calcolare l’angolazione di un passaggio o di posizionare la barriera prima di un calcio di punizione”.

Una serie di ricerche sono anche connesse al calcio di rigore, molti scienziati hanno cercato di dare indicazioni ai portieri sui movimenti e sulle traiettorie.

Quindi alla fine anche la lotteria dei rigori non è questione di sola fortuna, come è stato già detto da Arrigo Sacchi: “Ricordatevi, però, che anche ai rigori vince quasi sempre chi lo merita. Non è vero, come si dice, che sono una lotteria. Se una squadra ha giocato meglio, e si sente penalizzata dal risultato, li va a calciare con una carica interiore che la squadra avversaria non ha”.

La scienza e il calcio più volte hanno dimostrato di sapersi toccare, tante volte questi collegamenti sembrano impossibili, paradossali ma per oggi festeggiamo tutti lo sport e il π.

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