#RoadToEuro2016 – Croazia, le giovani Fiamme balcaniche

Croatia v Iceland - FIFA 2014 World Cup Qualifier: Play-off Second Leg

Una delle più sorprendenti Nazionali di calcio d’Europa degli ultimi anni è sicuramente la Croazia, patria di talenti incredibili sin dalla sua nascita. La Nazionale balcanica soprannominata Vatreni (Le fiamme in lingua Croata), nasce tardivamente rispetto alle altre compagini europee per colpa dell’egemonia jugoslava che riunificava tutte le principali Nazioni balcaniche. Con la dissoluzione dello Stato Jugoslavo, nel 1991 la Croazia si dichiarò indipendente dall’ex stato socialista, istituendo così la propria nazionale di calcio e non solo. Questo diede maggiori poteri alla Hrvatski Nogometni Savez, la Federazione calcistica croata che da li in poi creò un movimento sportivo diverso, improntato sulla scelta minuziosa del migliori talenti a livello territoriale.

Perisic e Mandzukic mentre celebrano un gola con la maglia della Croazia

Perisic e Mandzukic mentre celebrano un goal con la maglia della Croazia

La prima amichevole della “nuova Croazia” fu vinta per 2-1 contro gli Stati Uniti, dando vita al nuovo corso calcistico croato che, con molta fretta e con molta audacia, riuscì a scalare il Ranking FIFA in poco tempo, piazzandosi al 3° posto nel 1999, con soli 8 anni di vita. Attualmente i “Quadretti rossi” occupano la 18° posizione nella classifica mondiale, mentre per quanto riguarda la classifica UEFA i croati si piazzano al 17° posto. Guardando con più attenzione i singoli calciatori che compongono la rosa croata e il loro cammino verso gli Europei, forse le classifiche sopracitate non rappresentano il vero valore della giovane Nazionale. Durante il cammino di qualificazione, la Croazia si è trovata a dover combattere testa a testa contro l’Italia che alla fine è riuscita a strappare il primo posto nel girone, confermandosi una Nazionale superiore nonostante il cambiamento portato dall’arrivo di Antonio Conte. Oltre all’Italia però, l’insidia chiamata Norvegia ha dato del filo da torcere sia agli azzurri che alla compagine balcanica, mettendo a rischio la qualificazione in alcune occasioni. Le prime tre partite del girone di qualificazione sono state impressionanti per la compagine croata che è riuscita a vincerle tutte senza incassare una sola rete, mettendone a segno addirittura 8  (6 solo nella partita casalinga contro l’Azerbaigian, ndr). Lo strapotere della Nazionale croata mette paura all’Italia che fino a quel momento aveva ottenuto gli stessi punti ma giocando un calcio troppo pragmatico e poco votato all’attacco, tutto il contrario della squadra allenata allora da Niko Kovac. L’atteso scontro diretto tra le due nazionali avviene a Milano, stadio Giuseppe Meazza. Lo scontro si preannuncia epico, con due squadre pronte a darsi battaglia per conquistare il primo posto nel girone, ma alla fin dei conti, tutto si decide nel giro di 4 minuti, quando al vantaggio di Antonio Candreva all 11° minuto risponde Ivan Perisic al 15° minuto, ristabilendo la parità tra le due squadre e bloccando il risultato sul 1-1. Il possesso palla della Croazia non ha disunito la squadra di Conte che però ha più volte rischiato il tracollo grazie al bel gioco creato da Rakitic e compagni. Per quello che si è visto la Croazia ha messo paura l’ultima finalista degli europei di Polonia e Ucraina, affacciandosi all’Europa come seria candidata per i primi tre posti. Il cammino verso la Francia prosegue per gli uomini di Kovac, mettendo una seria ipoteca alla qualificazione con la vittoria per 5-1 contro la Norvegia, mostrando una netta superiorità nei confronti degli Scandinavi e chiudendo l’andata delle qualificazioni a +2 sulla diretta rivale italiana, fermata sul 2-2 dalla Bulgaria. Si respira aria di svolta per le vie di Zagabria, aria che sicuramente avrà dato alla testa a parecchi calciatori croati che iniziano il ritorno in maniera pessima, pareggiando prima con l’italia per 1-1, poi con l’Azerbaigian a reti bianche ed infine incassando un 2-0 contro la Norvegia, scivolando dal primo al terzo posto in classifica.

Ante Čačić, attuale CT della nazionale Croata

Ante Čačić, attuale CT della nazionale Croata

La serie di risultati deludenti hanno indotto la Federcalcio a esonerare dall’incarico il tecnico Kovac, chiamando Ante Čačić alla guida dell Fiamme balcaniche, scelto grazie ai suoi successi in ambito internazionale e nazionale. Čačić in precedenza aveva portato la Dinamo Zagabria ai gironi di Champions League nel 2012 e il Maribor alle fasi finale di Europa League nel 2013, oltre che aver centrato una storica qualificazione europea con la Lokomotiva, squadra di livello medio basso che milita nel campionato croato. L’allenatore scelto dalla Federazione riporta entusiasmo all’ambiente, andando a vincere le ultime due partite delle qualificazioni, strappando il pass per gli europei francesi. Ora la Croazia si appresta a vivere dal vivo l’emozione dell’Europeo e chissà che non possa essere questa l’edizione della ribalta. Il palmarès della Nazionale non presenta nessuna vittoria, ma solo un terzo posto al mondiale del 1998, e due quarti di finale agli europei del 1996 e del 2008. I tifosi croati attendono con ansia la loro prima storica vittoria e puntano molto sulla loro attuale Nazionale per centrare questo prezioso obbiettivo. Analizzando la rosa troviamo tantissimi talenti. Il primo è sicuramente Luka Modric, centrocampista del Real Madrid che ricorda in ogni movimento un certo Andrea Pirlo, al quale il calciatore croato ha ribadito di ispirarsi come modello calcistico da seguire. Oltre a Modric però le Fiamme balcaniche offrono calciatori giovani e di sicuro avvenire come Mateo Kovacic, talento ancora un po acerbo ma dal potenziale incredibile, Alen Halilovic in forza allo Sporting Gijon ma di proprietà del Barcellona, Marcelo Brozovic, centrocampista tutto fare dell’Inter dotato di una incredibile tecnica di tiro e ultimo ma non meno importante, Mario Pasalic, centrocampista del Monaco ma di proprietà del Chelsea di cui ne sentiremo presto parlare. Oltre ai giovani sopracitati, la Croazia possiede uno zoccolo duro di calciatori dal buon livello internazionale, come ad esempio il capitano Darijo Srna, il portiere Danijel Subasic, i difensori Corluka, Lovren e Strinic, i centrocampisti Rakitic e Perisic e gli attaccanti Kalinic, Olic e Mandzukic. La squadra c’è e l’allenatore è uno che sa il fatto suo, ma il girone non è dei più agevoli trovandosi di fronte Turchia, Spagna e Repubblica Ceca. I tifosi nel mentre sperano e sognano un risultato clamoroso ma le Fiamme saranno pronte a bruciare la concorrenza agguerrita degli avversari?

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