#Approfondimento – Argentina, da Tevez a D’Alessandro: al cuor non si comanda!

Argentina's Carlos Tevez waves to fans during his presentation as Boca Juniors' new player at La Bombonera stadium in Buenos Aires

Al cuor non si comanda. Una delle bellezze che ci fa innamorare del caldo campionato argentino, oltre alla “garra” (la grinta) e gli stadi pronti ad esplodere alle reti dei propri beniamini, è il classico ritorno a casa dei grandi calciatori affermatisi in Europa. Uno dei precursori fu Diego Armando Maradona che terminò la sua splendida carriera con la casacca del Boca, squadra amata e seguita da sempre dal Pibe de Oro. Un rapporto unico che lega le leggende argentine alla propria gente, alla propria squadra, alla propria camiseta.

La Primera Division ha aperto i battenti la scorsa settimana, il pareggio del San Lorenzo, la cinquina del River e il deludente pareggio del Boca Juniors contro l’onesto Temperley. Negli Xeneizes allenati da Arruabarrena in ombra il talento di Carlitos Tevez tornato a casa in estate dopo aver vinto tutto in giro per i campionati europei. osvaldoL’ultimo anno alla Juventus per poco era riuscito nell’impresa di riconquistare la Champions League, dopo la finale con il Barcellona ecco il biglietto di sola andata per la sua Buenos Aires. Il numero 10 del Boca Juniors torna sulle spalle dell’Apache dopo il ritiro di un altra leggenda, l‘”ultimo diez“, el Mudo Riquelme. Sempre tra le fila dei campioni d’Argentina è tornato anche Pablo Daniel Osvaldo dopo l’esperienza da cancellare in Portogallo con il Porto. Prende il posto del partente Calleri, che coppia sarà con l’amico Tevez.

Il River Plate invece ha regalato spettacolo grazie alla prestazione mostre di Gonzalo Martinez, doppietta nel 5-1 rifilato al Quilmes. In tribuna ha assisto al match della squadra di Marcelo Gallardo, altra leggenda dei millionarios, il nuovo acquisto Andres D’Alessandro. andres-dalessandroDa giovane con la maglia del River era considerato uno dei talenti emergenti migliori del panorama nazionale, la boba e il piede mancino capace di indirizzare il pallone ovunque volesse. L’esperienza in Germania e Spagna e il ritorno in Sudamerica nell’Internacional di Porto Alegre. La fascia di capitano, eletto come idolo della gente gaucha ma il desiderio a 34 anni di riabbracciare quei colori. Il Nuevo Gasometro, stadio del San Lorenzo, è da 5 anni che esulta grazie alle prodezze del Pitu Leandro Romagnoli. Trequartista vecchio stampo, piede destro fatato, sfortunata l’avventura allo Sporting Lisbona mentre in Argentina continua regalare lampi di classe. Ultima quella contro il Patronato, punizione con il pallone che va ad insaccarsi proprio lì dove il portiere non può arrivarci.

Passiamo ad Avellaneda invece, con due bomber sensazionali sia in Argentina che in Italia. Il primo ha scritto pagine di storia con la maglia dell’Inter, Diego Milito. Il Principe è già dal 2014 in forza al Racing Club  conquistando il titolo anche grazie alle sue 6 segnature. L’altro invece è German Denis, meglio conosciuto come El Tanque.club-atletico-independiente-1310407w310 Ha lasciato a Gennaio la fascia di capitano dell‘Atalanta per tornare a gioire con i colori magici dell’Independiente dove aveva segnato ben 37 reti prima di partire alla volta di Napoli. Un ritorno emozionante con tanto di assist alla prima giornata sempre con il numero 19 sulle spalle. Due attaccanti straordinari opposti nel caldo derby di Avellaneda.

Nel Rosario Central è ritornato a segnare El Chelito, Cesar Delgado. Bomber implacabile nel Cruz Azul con un passato, per i più attenti, in Francia con il Lione. L’attaccante rosarino ha deciso di chiudere la carriera proprio dove aveva cominciato, nella sua città da vero argentino. Ha girato tantissime squadre e paesi invece Josè Sand che il mese scorso ha deciso di tornare al Lanus, non da dove è partito ma dove nel 2007 ha scritto una pagina di storia con l’unico titolo vinto della storia del club. Furono ben 15 le reti, tre in meno rispetto al capocannoniere Denis ma davanti ad un mostro sacro come Martin Palermo.

Non solo attaccanti, a Gennaio anche il difensore centrale Sebastian Dominguez ha deciso di tornare al Newell’s Old Boys, lasciato nel 2014 dopo la vittoria del titolo Apertura. Suo compagno di squadra alla “Lepra” il capitano Maxi Rodriguez. Protagonista in Europa con Liverpool ed Atletico Madrid ma reso celebre in patria per l’epico gol messo a segno contro il Messico negli ottavi di finale del Mondiale 2006, albiceleste allora allenata da Pekerman. Terzo ritorno invece all’Estudiantes per Mariano Andujar, reduce dall’esperienza in chiaro scuro a Napoli. Sono 124 fino ad adesso le volte che l’ex Catania ha difeso la porta dei Leoni di La Plata vincendo anche l’ambita Libertadores 2009 guidati a centrocampo da un certo Juan Sebastian Veron. Ben 36 anni e non sentirli per il talentuoso Daniel Montenegro che per la seconda volta è tornato a prendere per mano il suo Huracan.

El Mago David Ramirez ha ripreso in mano le redini del Godoy Cruz, già protagonista per 4 anni nella trequarti stadio Malvinas. Quasi 200 apparizioni in carriera con la maglia del Velez per il centrocampista Leandro Somoza che nel 2006 raggiunse Riquelme al Villareal. Si tratta del secondo ritorno dopo quello del 2008, qualche anno in più ma quella sostanza a centrocampo che in pochi sanno dare in giro per la Primera. 896074-silvaOltre a German Denis c’è un altro Tanque in giro per l’Argentina, Santiago Silva che ha vestito ben 17 casacche diverse nel corso della lunga carriera. E’ tornato al Banfield dove aveva vissuto nel 2009/2010 l’annata più prolifica della sua carriera mentre nel 2011 una sola rete in Italia con la Fiorentina.

Concludiamo invece con l’ultimo ritorno, il Pocho Federico Insua infatti a 36 anni chiuderà la carriera all’Argentinos Juniors. Squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta quando il velocissimo esterno era considerato una promessa del calcio albiceleste.

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