#RoadToEuro2016 – Islanda, i Vikinghi nordici alla conquista dell’Europa

FBL-WC2014-ICL-NOR

Iceland, vi dice qualcosa? La traduzione letterale di questo termine è “Terra dei ghiacci”, il ché non implica di certo un accostamento con il calcio. Ma in Islanda sono così matti e così determinati da far valere questo questo binomio fino ad ottenere una qualificazione agli Europei del 2016. La cosa più incredibile di questa storia, è che pur avendo poco più di 300.000 abitanti, sono riusciti a formare un gruppo di 23 calciatori dall’animo straordinario, compiendo un impresa che gli ha fatti entrare di diritto nella storia, come la più piccola nazionale di sempre ad essersi qualificata ad un europeo. E se ci pensiamo bene, non dev’essere stato facile lanciare dei calciatori in una terra dove in appena 100 km quadrati, il 10% è ricoperta da ghiacciai perenni. Sono stati semplicemente incredibili.

02B7CA68457D0DD3FE6ACC1B5BF2CF4B

Kolbeinn Sigþórsson , attaccante della nazionale Islandese

Il calcio in Islanda non è solo uno sport in ascesa, ma anche un movimento in grado di essere aperto a tutti, dove la funzione principale si concentra sulla lotta all’alcolismo e al tabagismo, di cui l’Islanda ne è portatrice da diversi anni. Attualmente occupa la 36° posizione nel Ranking FIFA, ma nel 2015 è arrivata addirittura al 23° posto e se considerate che nel 2012 hanno raggiunto la peggior posizione della loro storia, toccando la 131° posizione, potete rendervi conto del grande lavoro portato avanti dalla Federazione Islandese. Fino ad ora non si sono mai qualificati ad un mondiale e da giugno in poi vanteranno la prima qualificazione ad un Europeo. L’esordio degli Islandesi avvenne nel 1946, dove vennero sconfitti con il punteggio di 3-0 dalla Danimarca. Prima degli anni duemila, la compagine nazionale Islandese rimase nell’anonimato calcistico e lontana dalle competizioni internazionali, racimolando pochissime vittorie e qualche pareggio. Durante quegli anni però, c’è da segnalare l’esordio in nazionale maggiore per un certo, Eiður Guðjohnsen che sostituì il padre Arnor, nel secondo tempo di un amichevole tra Islanda ed Estonia, entrando così nella storia del calcio perché mai prima di allora, un padre ed un figlio avevano giocato entrambi in una partita internazionale. Il piccolo Eiður all’epoca aveva solo 18 anni e non si sarebbe mai immaginato di diventare il capocannoniere della sua Nazionale e di giocare poi per il Chelsea e per il Barcellona. Dal 2000 arriva la vera svolta per la Nazionale Islandese. Proprio durante la qualificazione all’Europeo del nuovo millennio, riuscirà ad arrivare al 4 posto nel girone a 6 squadre, riuscendo a strappare un pareggio alla Francia, allora campione del mondo e una vittoria di misura per 1-0 contro la Russia. Alle qualificazioni per l’europeo successivo, migliorarono il risultato, terminando il girone terzi, ad un punto dal secondo posto, sfiorando così la qualificazione ai Play Off. Nel Agosto del 2004 c’è un’altra partita che resterà nella storia Islandese: la vittoria contro l’Italia (che vide l’esordio di Marcello Lippi come CT della nazionale) per 2-0 a Reykjavik, segnando il record per il maggior numero di spettatori in una partita di calcio in Islanda, 20.034 per la precisione.

I calciatori della nazionale islandese

I calciatori della nazionale islandese

I Vikinghi islandesi non riescono a conquistare nessuna qualificazione, ne per l’europeo del 2008, ne per il Mondiale Sudafricano del 2010. Però riescono a strappare il pass per i Play Off che garantirebbero la qualificazione al mondiale del 2014, ma inesorabilmente vengono sconfitti 2-0 nel doppio confronto con la Croazia, fallendo così l’impresa. Ecco che però si presenta l’opportunità dell’europeo francese del 2016, un opportunità che non si lasceranno sfuggire di certo. Il girone è uno di quelli tosti. Sono presenti la Turchia, la Repubblica Ceca e l’Olanda, che solo qualche mese prima era riuscita a centrare il terzo posto al mondiale brasiliano. Serve un impresa. La prima partita è il 9 Settembre del 2014, l’Islanda ospita la Turchia, una squadra molto dotata tecnicamente e fisicamente, in più hanno in panchina quel maestro di Fatih Terim, ma i Vikinghi non si fanno intimorire e rifilano 3 gol ai turchi, portando a casa il risultato. Potrebbe trattarsi di un exploit, ma alla seconda partita i ragazzi guidati dal tecnico Lars Lagerbäck battono con lo stesso risultato la Lettonia e tre giorni dopo compiono la seconda impresa nel giro di 1 mese, battendo per 2-0 l’Olanda. Ora non si tratta più di un exploit, ma di una vera e propria minaccia per le nazionali maggiori di quel girone. Arriveranno poi la sconfitta contro la Repubblica Ceca e le vittorie contro Kazakistan e Repubblica Ceca nuovamente, vendicando la sconfitta durante la partita precedente. Gli Islandesi riusciranno poi a pareggiare contro Lettonia e Kazakistan e la seconda vittoria contro l’Olanda, riuscendo a qualificarsi come seconda del girone e rendendo del tutto informale l’ultima partita del girone dove persero per 1-0 contro la Turchia. L’Islanda non solo è riuscita a scrivere questa straordinaria pagina di calcio, ma ha la particolarità di essere guidata da due tecnici: Lars Lagerbäck, svedese con un passato come CT della Svezia e della Nigeria e Heimir Hallgrímsson, assistente del tecnico Svedese, ma di fatto vero e proprio CT degli Islandesi dopo la mancata qualificazione al mondiale del 2014 (dopo l’avventura in Francia, sarà lui a guidare gli Islandesi in maniera autonoma). I calciatori Islandesi sono molto validi e tra i tanti Vikinghi troviamo qualche conoscenza del nostro calcio, partendo dal centrocampista dell’Hellas Verona, Emil Hallfreðsson per poi arrivare a Birkir Bjarnason, ex Pescara e Sampdoria, ora al Basilea. Il miglior calciatore che milita nella nazionale è sicuramente Gylfi Þór Sigurðsson, centrocampista molto valido che milita nella Swansea, in Premier League, ma oltre a lui, l’Islanda dispone di buoni calciatori come ad esempio il centrocampista e capitano, Aron Einar Gunnarsson e gli attaccanti, Kolbeinn Sigþórsson e Alfreð Finnbogason. Agli europei può rivelarsi la mina vagante della competizione, con una grande voglia e una tenacia degna degli antenati che solcavano i mari in cerca di terre da conquistare, anche questa Nazionale è pronta a conquistare l’Europa.

Leave a Reply