#RoadToEuro2016 – Spagna, le Furie Rosse iberiche

Semi Final Portugal vs Spain

Gli imbattibili, gli insuperabili. Con queste due parole si riassume lo splendido andamento della Nazionale Spagnola agli Europei del 2008 e del 2012. Quattro anni fa la Roja ci diede una batosta così grande e cosi pesante che in Italia non si parlo dell’accaduto per molto tempo, imbarazzati da quei 4 gol e da quella strapotenza fisica e tattica mostrata da Iniesta e compagni. I nostri “cugini” mediterranei sono una delle serie candidate per la vittoria finale in Francia. Il ciclo cominciato con Aragones avrà mai fine? Al Mondiale in Brasile le cose non sono andate come da programma, ma le Furie Rosse non hanno di certo perso in talento e tattica, anzi, la mini rivoluzione di Del Bosque ha portato quella freschezza che potrebbe rivelarsi la miglior arma della Nazionale Spagnola.

Fernando Torres mentre festeggia il gol nella finale del 2008

Fernando Torres mentre festeggia il gol nella finale del 2008

La Nazionale iberica occupa attualmente il 3° posto nel Ranking FIFA e il primo posto nel Ranking UEFA, dimostrando di essere una delle compagini più forti in assoluto. Assieme alla Germania, detiene il record per il maggior numero di campionati Europei vinti, con tre titoli conquistati e gli ultimi due vinti uno dietro l’altro. E’ l’unica squadra ad aver vinto due titoli continentali ed un Mondiale di seguito. Insomma, una corazzata incredibile che regala emozioni ogni qual volta scenda in campo. Nove vittorie e una sconfitta, questo il cammino della Roja durante le qualificazioni ad Euro 2016, conquistando un posto alla competizione continentale da prima della classe, staccando la Slovacchia a 5 punti di distanza. La prima partita è contro la modestissima Macedonia, e senza troppa fatica rifilano 5 gol alla Nazionale balcanica. Sembrerebbe l’inizio di un epopea Spagnola bis, ma durante la seconda partita, la squadra di Del Bosque impatta contro un’ottima Slovacchia e perde la partita per 2-1. Qualcosa scricchiola in quel di Spagna ma il CT va dritto per la sua strada. Nelle successive sette partite di qualificazione, la Nazionale iberica porta a casa sette vittorie consecutive, segnando sedici gol e subendone zero. Numeri impressionanti che consentono alla Roja di qualificarsi senza troppa fatica, aiutato da un girone che presentava la Slovacchia e l’Ucraina come insidie maggiori alla loro cavalcata trionfale verso gli Europei. Ma da dove nasce tutto questo strapotere? Come sono riusciti ad elevare il loro calcio ai massimi livelli in così poco tempo? Ripercorrendo a ritroso la storia della Nazionale Spagnola, vi troviamo tantissimi grandi calciatori di livello mondiale, da Luis Suarez (campione con la Roja nel 1964), a Emilio Butragueño passando poi per Raul, Morientes e Hierro. Ma il vero e proprio salto di qualità avvenne nell’edizione degli Europei del 2008 sotto la guida di Luis Aragones. Attraverso il compianto CT della Nazionale, la Roja fu in grado di creare un nuovo stile di gioco, dove il fulcro delle azioni viene concentrato nello spazio ristretto, facendo girare a vuoto gli avversari attraverso passaggi corti ma ben indirizzati.

La Nazionale Spagnola festeggia la vittoria del secondo europeo consecutivo

La Nazionale Spagnola festeggia la vittoria del secondo europeo consecutivo

Spinti da un David Villa in versione Super man, la Spagna passa abilmente il girone inanellando tre vittorie consecutive contro Russia, Svezia e Grecia. Ai Quarti di finale le furie rosse si scontrarono contro l’Italia e noi tutti sappiamo com’è andata a finire, mentre in Semifinale batté la Russia con netto 3-0, proiettandoli in Finale contro la Germania, in una finale attesa da 24 anni. Contro i tedeschi bastò un solo gol dell’allora bomber Fernando Torres, restituendo la coppa agli iberici dopo 44 anni di digiuno. Da li in poi, il calcio spagnolo surclassò ogni campionato Europeo e Mondiale, confermandosi come il più spettacolare a livello internazionale. Tutti i migliori calciatori sono attirati dallo strapotere di Barcellona e Real Madrid. Il lavoro tecnico dei club spagnoli, porta alla scoperta di un nuovo concetto di calcio spettacolo, in grado di regalare emozioni incredibili ai tifosi presenti allo stadio. Guardiola poi sarà l’artefice dell’exploit vero e proprio del tanto amato Tiki-Taka, un calcio basato sul possesso palla e sulla tecnica pura. Dopo l’Europeo, Aragones cede il trono a Vicente Del Bosque, ex tecnico del Real Madrid con il quale ha vinto 2 Champions League. Del Bosque capisce che quello creato da Aragones è un gruppo formidabile, riuscendo a plasmare una Spagna sullo stile del Tiki-Taka introdotto da Guardiola nel Barcellona. I numeri della Roja sotto la guida del tecnico di Salamanca è impressionante: su 48 partite gli iberici hanno vinto per 42 volte, pareggiando solo una partita e perdendone 5, realizzando 119 gol e subendone 35. Merito di questi grandi numeri vanno attribuiti senza dubbio all’ottimo lavoro dei club spagnoli, capaci di creare una vera e propria generazione di fenomeni, attraverso l’attenta selezione dei calciatori più giovani, nasce così il mito della cantera spagnola. La rosa attuale è stata riempita di giovani molto validi, ma i leader indiscussi restano, il che non fa ben sperare le altre nazionali. Casillas è il capitano indiscusso della Roja, Sergio Ramos e Pique concedono una sicurezza invidiabile ai centrocampisti e agli attaccanti, Iniesta è il genio in mezzo al campo (se non fosse stato per Ronaldo e Messi, a quest’ora avrebbe già 7/8 Palloni d’Oro a casa sua), Fabregas e Busquets rappresentano il futuro delle furie rosse per altri 6/7 anni, mentre davanti Paco Alcacer pretende più spazio dopo l’ottimo lavoro al Valencia. I giovani promettenti sono tantissimi, a cominciare da David De Gea, portierone del Manchester United ed erede designato di Casillas, Isco è il nuovo prototipo di centrocampista spagnolo, Munir segue le orme di Messi al Barcellona e Diego Costa è la nuova generazione di calciatori naturalizzati spagnoli. Insomma, una corazzata del genere può seriamente ambire a vincere gli europei per la terza volta di fila, ma occhio perché quest’anno ci saranno tante squadre forti e molto toste, a cominciare da una vestita d’azzurro che vorrà sicuramente vendicare quella batosta subita ben quattro anni fa.

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