#UnCalcioAllaStoria – Il calcio tra le note

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Oggi è un giorno triste: David Bowie, artista britannico di fama internazionale, è venuto a mancare a causa di un cancro diagnostica circa 18 mesi fa. Tra i suoi pezzi immortali troviamo: Rebel Rebel, Heroes, Space Oddity, Life on Mars e molti altri.

Sempre l’11 gennaio, ma del 1999, veniva a mancare Fabrizio De Andrè, l’immortale cantautore genevose ha scritto pagine fondamentali della musica italiana, Fernanda Pivano lo definì “il più grande poeta che abbiamo mai avuto”.

La storia della musica e quella calcistica spesso si sono incontrate in grandi canzoni, alcune sono diventate veri e propri embemi dei club.

Se entrate ad Anfield dallo Shankly Gate, non potrete non notare la scritta “You’ll never walk alone”, la canzone è diventata simbolo del Liverpool dopo essere stata portata nel Regno Unito dai “Gerry and the Pacemakers”.

La canzone è stata poi presa da varie squadre in tutta europa come simbolo, tuttavia un vero tifoso dello sport del calcio, sogna di cantare questo pezzo prima di una partita dei Reds.

Altri pezzi hanno affiancato le squadre e anche manifestazioni sportive, nel 1990 per introdurre in mondiali di calcio nel nostro paese la BBC ha utilizzato “Nessun Dorma” cantata da Luciano Pavarotti.

Un’altra curiosità uscì fuori da un’intervista di Trapattoni per il Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, l’allenatore illustrò quali sono le caratteristiche per diventare un grande calciatore e non mancò di dire: “sentite Mozart e diventerete grandi calciatori”.

La musica italiana, recente e non, ha scritto pagine di discografia memorabile sul calcio, nel 1982 Francesco De Gregori inserisce in Titanic la canzone: “La leva calcistica del ’68”, nel brano si esalta la personalità di un giocatore “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”.

Negli ultimi anni Ligabue ha raccontato il pallone nelle sue canzoni: “Una vita da Mediano”, nella canzone si vogliono celebrare non le star del business ma gli operai, i gregari che costruiscono il gioco.

L’unione tra il calcio e la musica non è mai banale, non risulta scontata, sono due facce di una storia che ha ancora molto da raccontare.

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