#UnCalcioAllaStoria, quando il terremoto sconvolse l’Irpinia

Terremoto Irpinia

23 novembre 1980, in Irpinia un sisma di 6,89 gradi Richter scuote la terra alle 19:34, i risultati di questa catastrofe naturale sono: 687 comuni colpiti, 2..914 vittime, oltre 8000 feriti e 280.000 sfollati; quest’evento, nessuno lo poteva immaginare, ma avrebbe cambiato per sempre il sud Italia.

All’epoca il presidente della Repubblica Sandro Pertini parlò alla nazione, le sue parole furono dure ma estremamente vere: ‘‘Italiane e italiani, sono tornato ieri sera dalle zone devastate dalla tremenda catastrofe sismica. Ho assistito a degli spettacoli che mai dimenticherò. Interi paesi rasi al suolo, la disperazione poi dei sopravvissuti vivrà nel mio animo. Sono arrivato in quei paesi subito dopo la notizia che mi è giunta a Roma della catastrofe, sono partito ieri sera.
Ebbene, a distanza di 48 ore, non erano ancora giunti in quei paesi gli aiuti necessari. E’ vero, io sono stato avvicinato dagli abitanti delle zone terremotate che mi hanno manifestato la loro disperazione e il loro dolore, ma anche la loro rabbia. Non è vero, come ha scritto qualcuno, che si sono scagliati contro di me anzi, io sono stato circondato da affetto e comprensione umana. Ma questo non conta. Quello che ho potuto constatare è che non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi. E i superstiti, presi di rabbia mi dicevano: “Ma noi non abbiamo gli attrezzi necessari per poter salvare questi nostri congiunti, liberarli dalle macerie”.

Era una domenica di Serie A, il Napoli pareggiava in trasferta a Bologna e l’Avellino vinceva 4-2;

la settimana dopo il Napoli sarà costretto a rinviare la partita contro il Brescia al mese di dicembre.

Il campionato 1980-81 fu conquistato dalla Juventus, il Napoli arrivò al quarto posto, solo sei anni più tardi la società campana vinse lo scudetto; la classifica marcatori vide in testa Roberto Pruzzo della Roma.

Nella giornata del 21 dicembre, quasi ad un mese di distanza, l’Avellino era ancora costretto a spostare e rinviare le partite per l’inagibilità completa del suo stadio; alcune partite, come quella contro la Juventus, furono giocate allo stadio San Paolo di Napoli. La provincia avellinese fu una delle più colpite dal sisma e ancora oggi sono visibili i segni di quella tragedia.

Alberto Moravia scrisse: ”Ad un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano”.

Il calcio in queste catastrofi naturali viene sempre colpito, a volte brutalmente, ma proprio per il suo potere popolare è uno dei principali locomotori che riattivano la coscienza di un popolo, la forza di reagire.

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