Mihajlovic

L’annuncio del giorno l’ha dato in anteprima a Studio Sport verso le 13,45 il giornalista Mediaset, Carlo Pellegatti. Il noto commentatore sportivo, che segue le vicende rossonere, si lascia andare al seguente annuncio: “Il Milan dichiara che (sorrisino beffardo di chi è conscio che sta lanciando la notizia della giornata ndr) con grande dispiacere Filippo Inzaghi è stato sollevato dall’incarico di allenatore della prima squadra”. Così, dopo l’incontro avvenuto ieri ad Arcore tra Berlusconi e Mihajlovic sotto stretta osservazione di Galliani, è facile ipotizzare che il prossimo allenatore dei rossoneri sarà proprio l’ex tecnico della Sampdoria di Ferrero.

Questo cambio di rotta sembrava inevitabile e necessario. D’altronde, Filippo Inzaghi, risulta statisticamente l’allenatore “più scarso” dell’era-Berlusconi con la pochezza di un misero decimo posto in campionato. Il sogno si chiamava Ancelotti che, unito da un legame troppo forte con i rossoneri, non si è sentito di declinare subito l’invito alla nuova collaborazione lavorativa con Galliani&Co ma alla fine ha optato per un anno sabbatico (in un esito positivo della trattativa ci credevano in pochi). Da qui, a nominare Sinisa Mihajlovic come nuovo allenatore del Milan il passo è breve (a testimonianza di quanto la dirigenza rossonera poco credeva nella soluzione positiva del ritorno del tecnico di Reggiolo a Milanello). L’ investitura del Serbo come tecnico rossonero è un segnale di cambiamento radicale. Di fatto, se da Ancelotti in poi, le scelte del numero uno di via Aldo Rossi sono ricadute sempre su ex bandiere rossonere (Leonardo, Seedorf, Inzaghi), ora si cerca un totale stravolgimento di rotta, puntando tutto su un ex bandiera, udite udite, interista.

A nessuno sono passate inosservate le dichiarazioni del tecnico serbo quando sedeva sulla panchina catanese dove affermava che non sarebbe mai stato l’allenatore del Milan per riconoscenza nei confronti dell’Inter, ma questa è un’altra storia. Il calcio moderno ci ha abituato a ben più grossi “tradimenti”. A mio avviso il tecnico ex doria è il profilo ideale per questo Milan. Erano pochi i nomi papabili sulla piazza. Prandelli e Spalletti non convincevano la dirigenza. Montella molto probabilmente rimarrà un altro anno a Firenze e Conte sembra intenzionato a concludere il suo mandato alla guida della nazionale. Di conseguenza, Mihajlovic, potrebbe rappresentare quel mentore dai modi bruti che ha il compito di stimolare psicologicamente una compagine che ha il morale sotto i piedi provenendo da un’annata disastrosa, sulla falsa riga della prima Juventus di Conte. Quindi, aspettando il mercato estivo, possiamo affermare che l’ennesimo nuovo corso del Milan è iniziato. Sperando che sia un nuovo corso vincente e pieno di soddisfazioni per i supporters rossoneri, con un’ex bandiera neroazzurra in panchina.

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