Blatter lascia, il calcio ringrazia

Blatter

Era il 1998 quando per la prima volta Joseph Blatter veniva eletto alla presidenza della Fifa. Una monarchia durata ben 17 anni, caratterizzata da corruzione ed illeciti. Ma nelle ultime ore la svolta. Il tutto è iniziato qualche settimana fa, con l’FBI, proprio in concomitanza con le elezioni presidenziali 2015, che effettua un maxi-blitz ed arresta ben 7 funzionari della federazione internazionale più importante del calcio. Le indagini si sarebbero concentrate su alcuni illeciti per quanto riguarda l’assegnazioni dei Mondiali di calcio e cioè pagamento di mazzette per manipolare le decisioni della federazione. Tra i vari Mondiali si sono concentrati in particolar modo sul quello giocato in Sud Africa e su quelli che si dovrebbero giocare in Russia ed in Qatar. Ma questa è solo la punta dell’iceberg, assicurano alla FBI, le indagini proseguiranno ancora per molto. A dire il vero, Blatter è stato escluso dalla retata, ma lo scandalo corruzione non è passato certamente in secondo piano. Lo stesso presidente della Uefa, nonché amico dello svizzero, Michel Platini, si è schierato contro, parlando di dimissioni e vergogna:”Sono disgustato. Ho discusso con Blatter e gli ho spiegato che l’unica via d’uscita sono le dimissioni. Noi non appoggeremo la sua candidatura così come l’Europa e chiedo al resto del Mondo (le Nazioni presenti al voto) di seguire il nostro esempio e sostenere il principe Alì”. Blatter, nonostante tutto, viene nuovamente eletto ed il suo mandato sarebbe dovuto durare per altri 4 anni. Come dire, la Fifa ci piace così com’è, perché cambiare? Ma fortunatamente per le speranze del calcio, nei giorni scorsi il colpo di scena: Blatter annuncia le sue dimissioni. La situazione era diventata insostenibile anche per uno come lui, ma d’altra parte come poteva essere altrimenti? Terminata l’era di Blatter, ora si prospetta una rivoluzione. Innanzitutto il nuovo presidente, con ogni probabilità sarà il tanto amato da Platini, il principe Alì Hussein, che alla CNN fa sapere:”io mi metto a disposizione della Fifa, se mi chiederanno di candidarmi, non mi tirerò indietro. Qualora dovessi diventare presidente, sarò pronto a confrontarmi con tutti, sia con quelli che mi hanno sostenuto, sia con quelli, che per paura dei cambiamenti radicali, non mi hanno appoggiato. Voglio che il calcio torni ad essere uno sport pulito, con valori etici e morali veri ”. Per la cronaca, Alì bin Al Hussein, durante il periodo di presidenza Blatter, ricopriva la carica di vicepresidente. Lui come Joseph Blatter non è nella lista degli indagati, ma magari qualcuno si sarà chiesto: possibile che il vicepresidente fosse all’oscuro di tutto? E se sapeva, perché non denunciare? Speriamo che il cambiamento ci sia davvero, ma il pensiero di alcuni è chiaro e legittimo: non è che si è passati dalla padella alla brace?

Leave a Reply