Qualcuno salvi il Parma

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Era tutto pronto per la giornata di ieri (28/05/’15). Alle ore 12:00 sarebbe scaduta l’ultima asta. Era stato ribassato il prezzo a 6,3 milioni per prelevarlo (briciole!!!). Ma evidentemente le sorti del Parma Calcio non interessano. All’asta di oggi non era presente nessuno. Sala letteralmente v u o t a.

parma3Il nodo cruciale, sembrerebbe, non il prezzo ma il sostanziale debito che, nonostante abbia subito un considerevole ribasso, resta sempre molto vicino ai 25 milioni di euro e nessuno sembrerebbe interessato a sborsare una cifra simile. Ora si aspetta l’ultima asta prefissata al 9 giugno ma nessuno si aspetta un esito diverso dalle prime quattro. Quindi, con molta probabilità, a meno di colpi di scena dell’ultimo minuto la società emiliana varrà azzerata per ripartire dalla Lega Nazionale Dilettanti. Una chance concreta per poter salvare il club è riconducibile ad un’asta privata che il curatore fallimentare può imbastire al termine di quelle pubbliche e li, forse, qualcuno potrebbe farsi avanti incentivato dal legame di segretezza che la cosa impone.

parma2Di fatto negli ultimi tempi il Parma Calcio è stato associato alla famiglia Zanetti (leader nel campo del caffè), ma il diretto interessato, Massimo Zanetti, ha smentito categoricamente. Adesso io mi chiedo: Com’è possibile una cosa del genere? A nessun gruppo di imprenditori emiliani stanno a cuore le sorti del Parma Calcio? Come si può lasciare fallire una squadra che per un lustro negli anni ’90 fu fucina di grandi campioni che hanno fatto parlare di se nei confini nazionali e non, riuscendo ad ottenere nella propria bacheca la bellezza di otto titoli? E’ davvero un peccato far ripartire dai Dilettanti una compagine che può vantare questo palmares. Se così fosse il calcio a Parma si macchierebbe di un’altra infelice esperienza dopo il crac della Parmalat del 2003 e rappresenterebbe l’ennesima pagina triste di tutto il movimento calcistico del “Bel Paese”.

 

 

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