Premier: Special One King of England. Che lotta per non retrocedere!

Chelsea players celebrate with trophy after winning the English Premier League at Stamford Bridge in London

È ormai solo questione di tempo in Premier League per vedere il Chelsea laurearsi campione d’Inghilterra per la quinta volta nella sua storia. Una stagione perfetta, macchiata solamente dall’incredibile eliminazione in Champions League patita per mano del Paris Saint-Germain, che ha poi salutato la competizione a beneficio del Barcellona. Mourinho si avvia dunque a mettere in bacheca il secondo titolo stagionale dopo la Capital One Cup alzata al cielo di Wembley dopo aver battuto il Tottenham in finale. I Blues, in campionato, hanno sferrato l’allungo decisivo grazie a due 1-0 consecutivi, quello a Loftus Road contro il QPR (grazie ad una rete di Fabregas allo scadere), e quello rifilato al Manchester United di Louis Van Gaal, in netta ripresa in questa fase di campionato. Un’annata davvero con i fiocchi che testimonia quanto intelligentemente Mourinho ha saputo ricostruire la squadra, ristrutturando l’intera spina dorsale. A partire da Courtois, portiere di assoluto livello, per arrivare a Diego Costa passando per il pensiero veloce in mezzo al campo, quel Cesc Fabregas che lo Special One ha voluto assolutamente per ritornare al successo. Corre anche l’Arsenal, squadra misteriosa che ha gettato al vento qualsiasi chance di titolo nella prima parte di campionato. Gli uomini di Wenger hanno trovato la continuità degna di ogni squadra che aspiri a vincere un titolo. Peccato che sia ormai troppo tardi e il massimo a cui possono aspirare i Gunners è il secondo posto. Tuttavia, nel nord di Londra sperano che possa arrivare la seconda FA Cup consecutiva dopo quella vinta lo scorso anno contro l’Hull City. Quest’anno la finalista che contendere il trofeo più antico del mondo all’Arsenal sarà l’Aston Villa, che con Tim Sherwood sta rivivendo i fasti del passato e l’eliminazione inflitta al Liverpool in semifinale lo testimonia.
Al terzo e quarto posto ci sono le due di Manchester, rispettivamente United e City. Un piazzamento che sorride molto di più ai Red Devils, ancora in fase di ricostruzione. Una condanna invece per Pellegrini (le cui possibilità di restare sulla panchina dei Citizens sono ridotte al lumicino) che ha a lungo inseguito il Chelsea per poi scivolare rovinosamente nella lotta per un posto in Champions League. Lotta che è resta interessante dalle ‘avances’ di Liverpool e Tottenham. I Reds, già citati in precedenza, non sono stati capaci di ripetere la strepitosa stagione dell’anno scorso. Hanno fallito tutti gli obiettivi e la loro stagione, a fine aprile, può dirsi conclusa. Peccato. Sarebbe stato bello vedere Steven Gerrard lasciare Anfield con un trofeo tra le mani, ma il lieto fine, si sa, non è sempre garantito nel calcio. Gli Spurs invece hanno fallito l’assalto alla Capital One Cup e in campionato giacciono in un limbo di discontinuità che con ogni probabilità li porterà nuovamente in Europa League, dove quest’anno sono stati eliminati dalla Fiorentina ancora in corsa.
Ancor più entusiasmante è la lotta per la retrocessione. Se il campionato finisse oggi, scenderebbero le tre che sono appena salite, vale a dire Leicester, Burnley e QPR. Ma la bagarre è enorme. Il Sunderland e l’Hull City faticano tremendamente, mentre il Leicester da ultimo della classe ha centrato tre vittorie consecutive e adesso crede alla salvezza. Il Burnley invece dopo una parte centrale di campionato ben giocata sta venendo meno sul piano tecnico. Il QPR, infine, rimane la solita classica incompiuta del campionato inglese. Le premesse per gli R’s non rispecchiano mai gli effettivi valori di stagione ombrose.

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