O mia bela Madunina…

Duomo_milano

La trentunesima giornata di Serie A ci ha regalato i derby di Milano. Come ben sappiamo è stata una partita dalle poche emozioni che poteva essere decisa, in favore dei nerazzurri, con un autogol di Mexes che dimostra, sempre, di essere un buon giocatore per 80 minuti ma si regala, puntualmente, 10 minuti di pura follia (che nel calcio sono tantissimi) e spesso costano cari alle sorti della squadra rossonera. Non sono mancate le polemiche arbitrali da parte dei nerazzurri per quanto riguarda il rigore (nettissimo) non assegnato per fallo di mano di Antonelli su una conclusione ravvicinata di Hernanes. Ma il duecentoquattordicesimo derby della Madonnina forse è stato quello qualitativamente e tecnicamente più scarso della storia. Non si può recriminare quando in campo c’erano 22 giocatori che non avevano la più pallida idea di che partita si stesse giocando. 22 giocatori senza “garra” per dirla all’argentina, che in queste partite è fondamentale. Forse l’Inter meritava qualcosa in più per quanto prodotto nell’arco dei 90′ ma il risultato, mi sento di dire, che è giusto e rappresenta, quello che al momento, è il periodo nero delle squadre milanesi.

In casa Inter, con l’arrivo di Mancini, sembravano spariti tutti i problemi di inizio stagione. Shaqiri, Brozovic e Podolski, arrivati nel mercato di riparazione sotto richiesta specifica del tecnico di Jesi, sembravano aver dato quello che mancava alla compagine neroazzurra ma, alle prime difficoltà, i neo acquisti sono scomparsi dal terreno di gioco e, se aggiungiamo un Kovacic che sembra aver subito un involuzione tecnico/tattica rispetto all’anno scorso, i problemi della gestione Mazzarri non sono mica spariti, anzi. Paradossalmente, la compagine di Tohir, nonostante un mercato di gennaio che l’ha vista protagonista, si trova una posizione sotto (anche se di un misero punto) ai cugini rossoneri che hanno speso praticamente 0 (zero). Non ci meravigliamo se, al momento, i rossoneri occupano la nona piazza in graduatoria dato che si sono tesserati solo giocatori in prestito o svincolati (se no si spende, non si vince. E questa è una regola che non cambierà mai). Di fatto, il Milan, sembrano ancora più indietro rispetto all’Inter. Il cambio di società, oramai alle porte, dovrebbe portare aria fresca nelle casse rossonere per tentare di ritornare ai fasti di un tempo. Il mercato d’austerity, condotto in questi anni da Galliani&Co. dovrebbe far trovare, alla nuova dirigenza, una situazione finanziaria meno grave di quella che ha trovato Tohir quando è diventato il patron dell’Inter. Ma due anni senza le coppe, non fanno auspicare niente di buono nell’immediato.

E’ difficile, al momento, dire quando potranno riprendersi le due squadre di Milano che, tradizionalmente, garantivano successi tra i confini nazionali e non. Si spera che la prossima dirigenza rossonera possa fin da subito tentare di costruire un Milan di buon livello e, si spera, che Tohir riesca a portare a casa giocatori che possano davvero far aumentare il livello della rosa.

Concludendo, tante speranze ma poche certezze. O mi bella Madunina…conduci le milanesi fuori da questo limbo.

Leave a Reply