L’obiettivo della rubrica “IL CAMPIONE DI DOMANI” è quello di far conoscere i giovani talenti dei maggiori campionati europei. Analizzeremo i più interessanti prodotti dei vivai della Bundesliga, passando dalla penisola iberica e dai Paesi Bassi, abbracciando la Premier League e, ovviamente, il calcio del “Bel Paese”. Il futuro del gioco più bello del mondo è nei piedi, e nella testa, di queste giovani promesse. Andiamo a conoscerle.
A un’oretta scarsa di macchina dal centro di Madrid, sorge una cittadina di poco più di 13.000 abitanti che prende il nome di San Lorenzo de El Escorial. All’ombra del famoso monastero, dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, nasce il primo settembre 1995, da padre marocchino e madre spagnola, Munir El Haddadi.
Sin da ragazzino si affeziona al gioco del calcio iniziando a tirare i primi calci nella squadra giovanile del paese, il Galapagar, dove svolge tutta la trafila giovanile. Dotato di grandi doti tecniche attira a se le attenzioni dei top club spagnoli firmando, nel 2010, per la Juvenil dell’Atletico Madrid che lo gira in prestito al Majadahonda. Nel club che milita in terza divisione spagnola dimostra, già a 15 anni, di avere un qualcosa in più rispetto ai suoi coetanei. A fine stagione ritorna all’Atletico, con l’aura magica del predestinato. Le prestazioni con la maglia del Mujadahonda hanno incuriosito gli osservatori di Barcellona e Manchester City che vorrebbero assicurarsi il giocatore nell’immediato. Tra le due pretendenti la scelta non è stata difficile poichè, quando si parla di minori, la decisione finale spetta ai genitori. L’idea di avere il proprio figlio troppo lontano da casa non era gradita alla famiglia El Haddadi, di conseguenza è stato abbastanza semplice per i dirigenti del Barcellona convincere i genitori di Munir a trasferirsi in Catalogna.
L’impatto con la casacca blaugrana è pazzesco. Nel 2011, al primo anno di Masia, colleziona 22 reti, contribuendo in modo decisivo alla vittoria del titolo della Juvenil B. L’anno successivo si ripete, permettendo alla sua compagine di bissare il successo dell’anno precedente. Nella stagione 2013/’14 l’allenatore Jordi Vinyals lo promuove nella Juvenil A in modo tale da metterlo in mostra nella UEFA Youth League. Anche in questa competizione lascia il segno: Titolo vinto con annesso titolo di capocannoniere con 11 marcature, due delle quali messe a segno nella finale contro il Benfica (terminata 3-0 per i ragazzi di Vinyals). Troppo forte per giocare con i suoi coetanei.
Infatti, nel 2014, firma il suo primo contratto da professionista fino al 2017 e la società catalana inserisce una clausola rescissoria di 35milioni di euro che si sarebbe attivata solo in caso di convocazione in prima squadra. Convocazione che arriva puntuale come un orologio svizzero. Il 24 agosto, in occasione della prima partita di campionato della stagione 2014/’15 contro l’Elche al Camp Nou, arriva il debutto da titolare, battezzato con un gol. Un fantastico gol. Rakitic da metà campo inventa un lancio millimetrico per Munir che, bruciando tutta la difesa avversaria in velocità, si ritrova a tu-per-tu con l’estremo difensore e, allargandosi sulla destra, spedisce la palla all’angolo opposto colpendo la sfera di contro-balzo con l’esterno del piede sinistro. Camp Nou in visibilio convinti di aver trovato il futuro erede di Messi.
Con queste premesse, il Marocco vorrebbe sfruttare il doppio passaporto del ragazzo e convocarlo con la nazionale maggiore africana e, dato che con la selezione spagnola ha militato solo nelle Under, la cosa è fattibile. Il giovane attaccante non sapendo cosa decidere si rivolge al padre che gli consiglia di accettare chi si sarebbe fatto avanti per primo. La Roja non vuole farselo sfuggire. Non si può perdere un ragazzino che a soli 18 anni bagna il debutto al Camp Nou con un gol di pregevole fattura. Serve una convocazione con la nazionale maggiore spagnola. Detto, fatto. Nel 2014 viene convocato da Del Bosque, che lo fa debuttare l’otto settembre, nell’incontro valido per le qualificazioni a Euro 2016, contro la Macedonia (match conclusosi con il netto risultato di 5-1 per le “furie rosse”) . Entra nella ripresa, non gioca molto, ma quanto basta alla Seleccion per accaparrarsi le prestazioni sportive del giovane attaccante per sempre.
Munir è un giocatore offensivo di piede sinistro. Da il meglio di sé se collocato al centro dell’attacco in modo tale da poter sfruttare la sua tecnica in velocità nell’uno contro uno e sprigionare il suo tiro preciso e potente. Non sfigura neanche se posizionato lungo gli out. Attaccante eclettico e spettacolare nel vedere all’opera, se mantiene fede a quanto fatto finora, può rappresentare il futuro del calcio spagnolo e, più in generale, del calcio mondiale.
Dopo Isco, Morata e Koke, la Spagna si gode il suo nuovo crack. Signore e Signori, è nata una nuova stella al Camp Nou.




