E’ il 29 maggio del 1924 quando, in una riunione a casa di Doña Prudencia Priego, viene cambiato il nome dell’Agrupaciòn Deportiva El Rayo: il club fondato ad inizio anno da Julian Huerta, morto pochi mesi dopo, prese ufficialmente forma proprio in casa della vedova Huerta. Nasceva così il Rayo Vallecano de Madrid. Il club è Vallecano poiché ha sede nel quartiere di Madrid chiamato Vallecas, all’epoca uno dei più in crescita. Lo stemma, infatti, riprende interamente quello di Vallecas. La prima divisa è tutta bianca con i calzettoni neri. Nel 1949, poi, il Rayo sigla un accordo con l’Atletico Madrid: viene introdotta la diagonale rossa sulla maglia blanca, che non verrà mai tolta.
La società si iscrive alla prima edizione del campionato della Federación Obrera de Fútbol (quarta divisione), e partecipa fino allo scoppio della guerra civile spagnola. Nel 1940, riprese le attività sul campo, viene costruito lo stadio: el Rodival. Nonostante non ci si possano permettere giocatori di prima fascia, la squadra ottiene, nel 1949, la promozione in terza divisone: in panchina c’era Tomas Rodriguez Rubio, idolatrato per anni in tutto il quartiere dopo i risultati ottenuti.
Nel 1956 viene disputata l’ultima partita al Rodival, poiché è pronto il nuovo imprescindibile stadio, el Vallecas: racconti dell’epoca parlano addirittura di pianti commossi dei pionieri del Rayo. La nuova tana dei biancorossi venne inaugurata l’8 dicembre contro la squadra di Belo Horizonte: la partita finì 1-0 per la squadra di Madrid. In quello stesso anno in panchina arriva tale Candido Spotted e porta il Rayo in segunda division.
Il club oscillerà fra seconda e terza divisone fino al 1977, quattro anni dopo l’inaugurazione del definitivo stadio, el Campo de Futbol de Vallecas: il Rayo, infatti, arriva terzo in segunda e ottiene la promozione. I primi due anni sono buoni (un decimo ed un quindicesimo posto), ma il terzo lo vede arrivare ultimo in campionato.
Il club compie numerosi sforzi per tornare nella massima serie, ma il risultato è inverso: nel 1984 un’annata disastrosa garantisce la retrocessione in terza divisione, nella quale, tuttavia, il Rayo rimarrà una sola stagione.
Gli anni 90 vedono il Vallecano alternarsi fra prima e seconda divisione: nonostante la precarietà, il 21 gennaio del 1996 batte al Santiago Bernabeu il Real Madrid. Nei locali di Vallecas pare ancora se ne parli. Nel 1999 arriva, poi, uno storico nono posto e, per una serie di coincidenze a proprio favore, il Rayo ottiene la qualificazione alla Coppa UEFA: verrà fermato solamente ai quarti di finale dagli spagnoli dell’Alaves.
Oggi, il Rayo Vallecano gioca stabilmente in Liga, e nel 2013 ha addirittura raggiunto l’ottavo posto: chissà se l’avessero detto a Doña Prudencia Priego che il piccolo Fulmine sarebbe diventato la terza squadra della capitale.
Per concludere, non si può che proporre la canzone del 1994 “Como un Rayo” del gruppo punk Ska-P, dichiaratamente di Vallecas.
Sono già le dodici, sta per cominciare,
Sto con Superman, sto con i PETAS (tifoseria del Rayo),
La mia squadra si trova a sud-est di Madrid,
Vallecas sì, sì mi rende felice.
Andiamo rayito! Vallecas è con te
E tutta Madrid, forza Vallecas,
Dimostra la tua destrezza a tutto il paese.
Romario non c’è, qui non ci sono capitali,
ma non ci importa, qui c’è qualità!
E se non ti piace, puoi andartene
perché, ragazzo, ragazzo: questa è Vallecas.
Esto es Vallecas, niente da aggiungere.
@ftabelli



