E’ il 23 agosto del 1924 quando, dalla fusione di cinque piccoli club della zona, quali Swimming Club, Monaco Sports, A.S. Beausoleil, Étoile de Monaco e Riviera A.C., nasce l’Association Sportive de Monaco Football Club. In quel periodo, il Principato vive un momento di tranquillità quasi atipica trattandosi di dopo-guerra, ma il Trattato di Versailles del 1919 rese estremamente pacifici i rapporti del piccolo stato con la Francia, che ne garantì la protezione.
La squadra monegasca inizia a giocare dapprima nelle divisioni regionali e successivamente in seconda divisione. Nel 1937 viene inaugurato lo Stade Louis II, che dà ai giocatori in campo una spinta incredibile. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, frena l’entusiasmo e l’evoluzione del club, che disputerà ottimi campionati a livello regionale fra il 1941 ed il 1948, anno in cui riottiene lo status di club professionistico.
Un anno dopo l’ingresso nel calcio dei professionisti del Monaco, il Principato vede salire al trono il principe Ranieri III, la cui ambizione era quella di far diventare Montecarlo uno dei punti cardinali del turismo internazionale: da qui in poi l’evoluzione urbanistica, il matrimonio con Grace Kelly e l’interesse del mondo ricco e famoso nei confronti della città-stato. Ciò porta denaro e nomea, e contribuisce alla crescita della squadra locale, che nel 1953 raggiunge la massima serie.
Il Monaco si classifica in zone medio-alte nei primi 4-5 anni di Ligue 1, solidificando partita dopo partita l’importanza della squadra. Nel 1958, poi, viene chiamato a sedere sulla panchina del club Lucien Leduc, che da calciatore giocò anche con il Venezia in Serie A: il suo arrivo porta ad un evoluzione tecnico-tattica esponenziale, che sfociò nella conquista del primo titolo nel 1961, anno in cui la principessa Grace Kelly ideò la maglietta disegnata con diagonali bianche e rosse: da quel momento, la divisa non verrà mai cambiata. E nel 1963 arriva il secondo titolo, al quale va aggiunta la conquista della coppa nazionale: al termine di quella stagione, Leduc lasciò Monaco per andare ad allenare in Svizzera, al Servette.
Negli anni successivi, il club del Principato disputa campionati conditi da alti e bassi, che lo vedono retrocedere nel 1969 e nel 1972: nel 1973 viene richiamato l’uomo dei primi successi, Lucien Leduc, e le cose non migliorano; nel 1976, infatti, la squadra finisce nuovamente in seconda divisione. Un lampo di genio, tuttavia, Leduc lo aveva avuto anche durante un periodo del genere: tornò a Monaco ad una sola condizione, ovvero che gli venisse acquistato Delio Onnis, attaccante italo-argentino che aveva allenato allo Stade Reims. Onnis, nei 7 anni nel Principato, segnerà 157 goal in 232 partite.
Nel 1978, stagione in cui il Monaco è appena risalito in Ligue 1, i biancorossi dominano il campionato e vincono il loro terzo titolo di campioni di Francia. L’anno successivo, Leduc conclude la sua avventura monegasca e la squadra perde la sua guida: fino al 1987, infatti, otterrà solamente una coppa nazionale.
Nel 1987 viene chiamato sulla panchina del club Arsene Wenger, un giovane allenatore che al Nancy aveva dimostrato molto coraggio attraverso scelte tattiche particolari ma, purtroppo, risultati pessimi: arrivato al Monaco, si laurea al primo anno campione di Francia.
Da qui in poi sarà tutta un’altra historia…



