L’obiettivo della rubrica “IL CAMPIONE DEL DOMANI” è quello di far conoscere i giovani talenti dei maggiori campionati europei. Analizzeremo i più interessanti prodotti dei vivai della Bundesliga, passando dalla penisola iberica e dai Paesi Bassi, abbracciando la Premier League e, ovviamente, il calcio del “Bel Paese”. Il futuro del gioco più bello del mondo è nei piedi, e nella testa, di queste giovani promesse. Andiamo a conoscerle.
Il primo Enfant prodige di cui andremo a parlare è l’italo-marocchino Hachim Mastour, classe ’98.
Hachim Mastour nasce a Reggio Emilia il 16/06/1998. Inizia a giocare a calcio tra le fila della Reggio Calcio, ma a 10 anni vestirà la maglia della Reggiana dove vive con l’etichetta del predestinato. La prima squadra che si interessa al giovane italo-marocchino è l’Inter ma, data la sua giovanissima età, non può essere tesserato prima del compimento di 14 anni; così gioca qualche torneo sporadico con la casacca interista (essendo sempre di proprietà della Reggiana) aspettando il 2012 (anno in cui ha compiuto 14 anni) per poter essere tesserato tra le fila neroazzurre.
Il Memorial Ielasi del 2012 è il torneo che lo mette in mostra. Segna 5 gol (di cui uno fantastico in finale) e attira a sé gli occhi dei migliori club italiani e stranieri.
Inter, Juventus, Real Madrid, Barcellona e Manchester City sono interessate al giovane fantasista. Ma è il Milan ad accaparrarselo. L’interesse personale di Galliani è stato decisivo per la scelta di Hachim. Così il 2/07/2012, Mastour firma il contratto con il Milan nell’ex sede di via Turati, al cospetto proprio dell’ AD. La società rossonera, per “scippare” il baby fenomeno alle concorrenti, sborsò un assegno di 500mila euro nelle casse della Reggiana; una cifra enorme per un ragazzino di soli 14 anni.
Dopo qualche presenza in Primavera, è Clarence Seedorf, l’ultima giornata dello scorso campionato, a convocarlo con la prima squadra, ma senza farlo esordire (se avesse esordito avrebbe anticipato il debutto di un certo Paolo Maldini). Nel 2014 viene aggregato alla prima squadra di Filippo Inzaghi a tutti gli effetti.
Le doti tecniche non si discutono. Imprevedibile nell’uno contro uno, impressiona per la qualità delle sue giocate e per come riesce a “nascondere” la palla agli avversari nello stretto. Per molti ha il gusto estetico della giocata come Zidane ma, come dice Galliani: “Ha 16 anni, è il futuro. Ma è poco più di un bambino. Sembra avere grandi doti tecniche, ma non carichiamolo di responsabilità“.
Sicuramente, per ben figurare nel calcio che conta, deve migliorare dal punto di vista fisico, poiché è ancora troppo “gracile”. Ma l’età e gli allenamenti estenuanti ai quali viene sottoposto da Inzaghi fanno ben sperare; sia per il futuro del suo club di appartenenza, sia per la nazionale.




