Roma, non solo Florenzi: tutti i prestiti di ritorno

Tutti i prestiti di ritorno nella Capitale.

A causa dei mancati introiti causati dall’emergenza Coronavirus, la prossima sessione di mercato vedrà verosimilmente molte squadre italiane e non sfruttare le risorse già presenti in rosa, ritorni dai prestiti compresi, piuttosto che fare grandi investimenti. Questa situazione riguarda in particolar modo la Roma, costretta a fare i conti anche con il cambio di proprietà, e nello specifico sono in ballo nomi (e ingaggi) di una certa importanza.

Florenzi probabilmente tornerà alla base. Con il Valencia ha disputato solo 3 partite (e un’espulsione) e il fatto che possa conquistare il posto da titolare sembra più un miraggio che una concreta possibilità. D’altro canto, la sua permanenza alla Roma è tutt’altro che scontata: Fonseca lo vede solo come ala, ma non  come prima scelta. La Fiorentina, che già aveva mostrato interesse a gennaio, potrebbe tornare alla carica nonostante un ingaggio da 3 milioni di euro

Per quanto riguarda Nzonzi, sarà difficile trovargli una sistemazione. Il centrocampista francese è prossimo a compiere 32 anni, e i problemi avuti al Galatasaray con il tecnico Fatih Terim dentro e fuori dal campo non gli fanno certo buona pubblicità. La permanenza a Roma è da escludere.

Schick, protagonista fino ad ora di una buona stagione al Lipsia, contava sul fatto di essere riscattato al prezzo pattuito di 29 milioni di euro, ma con le nuove circostanze la squadra tedesca cercherà di ottenere uno sconto che la Roma difficilmente concederà, considerando gli oltre 40 milioni spesi nel 2017 per accaparrarsi il centravanti ceco.

Olsen, che è in prestito secco al Cagliari, difficilmente verrà acquistato dai sardi a titolo definitivo per gli stessi motivi. In dubbio il trasferimento al  Sassuolo di Defrel, autore di una stagione fin qui mediocre, ma nella trattativa potrebbe rientrare Frattesi. Altri giocatori che potrebbero rientrare alla base sono Coric (solo 3 presenze con l’Almerìa in serie B spagnola), Antonucci (stesso numero di apparizioni con il Vitoria Setubal in Portogallo), e Celar (deludente alla Cremonese). Buone notizie sul fronte Karsdorp, che sembra andare verso una permanenza al Feyenoord, disposto a comprarlo.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Roma, tutto su Gotze: è l’uomo giusto per i giallorossi?

Mario Gotze e la Roma: un binomio impossibile anche solo da pensare fino a qualche anno fa che potrebbe improvvisamente trasformarsi in una vera e propria trattativa di mercato. Non è un mistero che la volontà dei giallorossi siano da tempo alla ricerca di un giocatore di qualità per rinforzare il proprio pacchetto offensivo. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi, stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, avrebbe fiutato l’affare avviando i contatti col giocatore, nel tentativo di superare una concorrenza composta da club di livello assoluto tra cui, in Italia, anche Inter e Napoli. L’ età non particolarmente avanzata (27 anni) e, soprattutto, il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno sono gli elementi principali che hanno fatto salire il nome di gote tra le prime posizione della lista dei Capitolini, ansiosi di acquistare finalmente un giocatore in grado di poter sostituire degnamente Edin Dzeko e, all’occorrenza, affiancare lo stesso bosniaco in attacco. Elementi che, tuttavia, non nascondono certamente le ultime deludenti stagioni del tedesco, relegato a semplice alternativa di lusso dal tecnico del Borussia Dortmund Lucien Favre e mai al centro del progetto giallonero dopo il rientro dall’esperienza al Bayern Monaco. In stagione i gol di Gotze sono soltanto 3, a fronte di 19 presenze in tutte le competizioni, la maggior parte delle quali da subentrato. L’ex Bayern ha inoltre subito, nel corso della sua carriera, un discreto numero di infortuni, alcuni dei quali anche di lungo corso: una grana da non sottovalutare per un club come la Roma, falcidiato nel recente passato da ogni sorta di problema fisico da parte dei propri tesserati. Non basta neppure il Mondiale vinto con la Germania nel 2014 a disegnare Gotze come il profilo ideale per il prossimo futuro giallorosso: Paulo Fonseca e la dirigenza farebbero bene a vagliare altri profili. Mario gote e la Roma, un matrimonio che non s’ha da fare.

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Totti ricorda l’esordio con la Roma: “27 anni d’amore”

Ventisette anni fa Francesco Totti faceva il suo esordio con la maglia della Roma. Nella gara contro il Brescia del 28 marzo 1993, il “Bimbo de Oro” vestiva per la prima volta in Serie A la maglia giallorossa. Un momento storico per il club capitolino e per il nostro campionato che lo stesso Francesco Totti ha voluto ricordare con un post speciale sul proprio profilo Instagram: “Sono passati 27 anni d’amore, di passione, di fedeltà e soprattutto la fortuna di aver indossato l’unica maglia che ho amato veramente…un amore che non avrà mai fine”Un esordio davvero unico, considerando che Totti non si era mai nemmeno allenato con la prima squadra fino a quel momento: il tecnico giallorosso Vujadin Boskov era stato quasi costretto ad aggregarlo alla lista dei convocati, visto l’infortunio in extremis di Hassler. Totti fece il suo ingresso in campo con la Roma avanti saldamente per 2 a 0, subentrando a un altro giocatore che ha lasciato il segno nella storia del club romano come Ruggiero Rizzitelli. Soltanto il giorno prima, il sedicenne Francesco Totti aveva giocato da sotto età con la Primavera, segnando una doppietta.

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Roma, il coronavirus non ferma il mercato: tutti i nomi nel mirino

E’ una Roma già focalizzata sul mercato, nonostante gli ultimi rallentamenti sul fronte passaggio di proprietà dovuti all’emergenza coronavirus: in attesa di accogliere Friedkin alla presidenza, i giallorossi studiano gli accorgimenti tramite i quali puntellare la rosa. La priorità è assecondare quanto più possibile le richieste del tecnico Paulo Fonseca tentando, tuttavia, di contenere le spese, vista la complessa situazione finanziaria in cui si trova il club. Due idee per il centrocampo portano direttamente in casa Shakhtar Donetsk: l’obiettivo numero uno è Viktor Kovalenko, centrocampista classe ’96 da tempo nel giro anche della Nazionale. Il contratto in scadenza permetterebbe ai giallorossi di prenderlo a prescindere dall’esito della trattativa per far restare Mkhitharyan. Piace non poco anche il suo compagno di reparto nello Shakhtar Marcos Antonio, promettente mediano classe 2000 che, all’occorrenza, può essere impiegato anche da trequartista. Il ragazzo costa poco più di 5 milioni, cifra abbordabile che lo rende appetibile anche in un’ottima mercato low cost. L’ultimo nome è quello di Tiquinho Soares, 29enne attaccante del Porto: la pista, in questo caso, è più complicata vista la valutazione di più di 10 milioni. Il contratto che lega il giocatore ai Dragoes, tuttavia, scade nel 2021: una buona ragione per tenerlo in forte considerazione nell’ottica di aggiungere al pacchetto offensivo un vice-Dzeko all’altezza.

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Roma, Le 5 partite da rivedere durante la quarantena

Le 5 partite della Roma da rivedere durante la quarantena.

Per i cuori giallorossi solitari, che come tanti in questo momento non vedono l’ora di tornare alla normalità, andando magari allo stadio a tifare la propria squadra, abbiamo selezionato 5 partite da rivedere per tornare ad emozionarsi grazie alla squadra capitolina.

5 – Roma-Lazio 5-1

Come non partire da un Derby vinto, il Derby vinto nella maniera più schiacciante della storia giallorossa. 10 Marzo 2002, un Roma scudettata affronta la Lazio nella gara di ritorno, un match fondamentale per gli uomini di Capello, a caccia della vetta della classifica. Nonostante le polemiche per l’esclusione di Batistuta dal match, la partita si mette subito in discesa per i giallorossi: al 13esimo Vincent Candela converge verso il centro al limite corto sinistro dell’area di rigore e con l’esterno pennella un cross al bacio per Vincenzo Montella, che di testa, colpo a lui poco avvezzo, stacca su Nesta ed insacca alle spalle di Peruzzi: 1-0 palla al centro. Passano soli 15 minuti e la Roma torna a far urlare i tifosi: Totti se ne va in solitaria sulla destra, entra in area e scarica il destro che Peruzzi respinge come può, Nesta, nella serata peggiore della sua splendida carriera, tarda ad intervenire e Montella lo anticipa battendo di nuovo il portiere della Lazio. Da qui è il tripudio, Montella sta giocando la sua migliore gara in carriera e dopo soli 7 minuti è ancora lui, ancora di testa, a convergere un calcio di punizione di Totti nel goal del 3-0. Si va in pausa con una Lazio demolita. Nella ripresa riappare qualche fantasma, con Stankovic che al 57esimo prova a riaprire la gara. Ma quella sera Vincenzo Montella è una furia e questa volta non c’è nessun errore di Nesta, ma solo il suo talento ed estro puro, un mancino preciso e potente da fuori area sotto l’incrocio al minuto 63 regala la rete del 4-1. L’epilogo è di quelli da film, perchè sarà pure la serata di Montella, ma perchè non far partecipare anche Francesco Totti alla festa? E il suo contributo è da antologia, uno dei goal più belli della sua carriera, un pallonetto da 30 metri che beffa Peruzzi ed esultanza dedicata a quella che poi sarebbe diventata sua moglie, Ilary Blasi.

Una partita storica che rivedendola non può che non dare un grande senso di appagamento a tutti i tifosi giallorossi.

4 – Roma-Juventus 4-1

8 febbraio 2004, una nuova Roma, allenata sempre da Capello, sta facendo le prove per una nuova lotta scudetto ed in casa ospita la nemica di sempre, la Juventus che nelle ultime due stagioni ha impedito ai giallorossi di bissare la vittoria del campionato. Serata magica per la Roma, dove si esprime il massimo della coppia Totti-Cassano, che insieme demoliranno la Juventus. Apre le danze un insolito Olivier Dacourt, il quale con un destro in ribattuta da fuori batte Buffon per l’1-0 nel primo tempo. Ma è la seconda frazione a dare la consacrazione definitiva alla partita: prima Totti su calcio di rigore fredda Buffone e raddoppia, poi è Cassano show, un goal di testa ed un altro sempre su complicità di Francesco Totti regalano il 4-0 definitivo, reti condite da due esultanze iconiche del talento barese, una delle quali rompendo la bandierina del calcio d’angolo davanti ad un Pierluigi Collina stupefatto dal gesto folle di “FantAntonio”. Tutto questo condito da altri due episodi iconici, Pelizzoli parerà un calcio di rigore a Trezeguet, con tanto di annuncio da parte dello speaker Carlo Zampa ed il celebre “sono 4, zitto e vai a casa” gesto fatto da Francesco Totti ad Igor Tudor, il quale protestava veementemente per l’espulsione di Pablo Montero.

Una notte indimenticabile, dove la Roma ha dominato la sua più grande rivale nelle lotte scudetto.

3- Roma-Torino 3-2

Di questa gara si possono guardare anche solo 5 minuti. I 5 minuti più incredibile della storia della Roma. E quando si parla di cose incredibili, non si può non parlare di Francesco Totti. 20 aprile 2016, Roma-Torino, in una riga riassumiamo la gara fino all’86’. Il Torino passa in vantaggio con Belotti su calcio di rigore, la Roma pareggia con Manolas, ma i granata a 10′ dalla fine tornano in vantaggio con Martinez. Siamo nel periodo della critica aspra a Luciano Spalletti, il tecnico di Certaldo è nel pieno del suo momento peggiore alla guida della Roma, quello dello scontro con Totti, che nella gara precedente aveva siglato nei minuti finali il pareggio nella gara contro l’Atalanta. Pioggia di fischi per Spalletti, che nonostante la Roma stesse stentando con il Torino, lascia Totti in panchina per ben 86 minuti, fin quando, non avendo altre soluzioni offensive il tecnico toscano ci prova. Totti silenziosamente scende in campo al posto di Seydou Keita, tra gli applausi scroscianti dei tifosi e i fischi per il tecnico, come a chiedersi cosa possa fare in soli 4 minuti di gioco. In realtà Totti può tutto. C’è un calcio di punizione dalla destra al momento del cambio, solitamente il capitano giallorosso si prenderebbe il pallone per calciarlo in mezzo ma questa volta no, il 10 va in area di rigore, come una qualsiasi torre. Pjanic batte la punizione, lunga e tesa verso il secondo palo: una zampata, un lampo, un allungo con il piede destro, si vede solo lo scarpino e si sente solo il boato perchè la palla è dentro. Lo scarpino è proprio di Francesco Totti, che in 3 secondi di gioco ha già pareggiato la gara e corre sotto una curva completamente impazzita, in lacrime, incredula a quello che sta succedendo. Spalletti ha le mani in testa, chissà cosa avrà pensato in quell’istante, forse “Guarda se ora non ne fa un altro“. Non avrebbe avuto nessun torto.

Passano 4 minuti e al 90esimo Diego Perotti crossa e colpisce in pieno Glik. La palla sbatte sul braccio del difensore polacco, rigore molto dubbio di una partita nella quale l’arbitro Calvarese ha già negato due rigori solari per i giallorossi. Ma non conta perchè mentre tutti discutono in campo i tifosi sono ammutoliti perchè sul pallone c’è ancora una volta Francesco Totti. Sta per compiere l’impresa, se dovesse sbagliare probabilmente la sua carriera finirebbe lì. Ma stiamo parlando di Totti, non di uno qualunque. Sguardo fisso, tiro secco e goal. Il resto è solo emozione indescrivibile, che solo chi tifa davvero Roma può conoscere. E’ l’ennesima dimostrazione di amore di un uomo che ha regalato solo emozioni ai suoi tifosi.

Amore racchiuso in 5 minuti di pure magia.

2 – Roma-Barcellona 3-0

Una delle rimonte calcistiche più belle degli ultimi anni. Una Roma forse non la più forte di sempre, un Barcellona che sembra di un altro pianeta. Un risultato ed un arbitraggio sfavorevoli all’andata, un 4-1 che non lasciava scampo a rimonte. Forse. Perchè se c’è una cosa che contraddistingue i tifosi della Roma dagli altri è la tenacia e la spavalderia nel pensare cose impossibili, ma soprattutto nel sostenere ancora di più quando tutto è contro. 56.000 spettatori, tutti che da una settimana avranno ripetuto: “Ormai ce vado allo stadio, che c’avemo da perde, tanto nun succede. Ma se succede…“.

Succede.

Minuto 6 del primo tempo, De Rossi lancia Dzeko a memoria che si allunga e insacca l’1-0. Il tempo perfetto, sembra quasi che tutto stia andando come deve andare, ma i tifosi della Roma sanno bene che quando va così in realtà la beffa è dietro l’angolo, quindi si esulta come se fosse vinta, ma si dice “Troppo presto, ora ce segnano“. Minuto 13 del secondo tempo. Piquè atterra Dzeko in area di rigore, l’arbitro inizialmente soprassiede: “Ecco tanto nun ce lo da“. Rigore. Lo tira De Rossi: ” tanto lo sbaja, come Bruno Conti“. Goal. De Rossi reagisce da tifoso, esulta di rabbia ma allo stesso tempo predica calma perchè tutti si cominciano a chiedere: ” Che sta succedendo?”. Succede. Al minuto 30 del secondo tempo “Nun succede ma è successo“, Manolas, uno che di goal ne fa pochissimi, in area di rigore spizza un corner di Under ed insacca alla spalle di Ter Stegen. E’ il delirio, il delirio di un popolo che per una sera si è scrollato di dosso una serie di amarezze e sconfitte, un popolo che per una sera si sente sul tetto a guardare tutti dall’alto.

Il fischio finale è un sollievo gigantesco. Un emozione unica. Un emozione che solo il calcio può regalare.

1- Roma-Parma 3-1

Descrivere la partita del 17 giugno 2001 dal punto di vista calcistico è inutile, tanto che addirittura è raro trovare la rete segnata dal Parma, nessuno se ne è accorto che Di Vaio ha segnato in quella gara. Si perchè l’Olimpico non è mai stato così bello e pieno come quella giornata afosa di giugno dove la Roma vinse il suo terzo scudetto. Una vittoria presa di forza, un’inerzia infallibile, doveva andare così, con i goal dei tre protagonisti, Totti, Montella e Batistuta, con una corsa sotto la Sud del proprio capitano, con un’invasione di campo anticipata che ha rischiato di rovinare tutto, con una festa incredibile che non c’è tifoso romanista che non ricordi. Tutti sanno dove fossero il 17 giugno 2001.

Dire altro non serve, basta guardare la foto di questo articolo e sorridere.




Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo risponde ai tifosi su Instagram

Nicolò Zaniolo è diventato in breve tempo un idolo della tifoseria giallorossa e questo grazie al suo talento brillante, all’affetto dimostrato per la maglia della Roma e alla sua professionalità. Il ragazzo è alle prese col recupero dal brutto infortunio rimediato a gennaio nel match contro la Juventus (rottura del legamento crociato anteriore), ma la pausa forzata per l’esplosione del Coronavirus permetterà al giovane calciatore di recuperare per l’eventuale ripresa tra primavera ed estate dei campionati. La pagina Instagram della Roma e Nicolò Zaniolo quest’oggi hanno fatto una diretta insieme dove il 22 giallorosso si è raccontato rispondendo direttamente alle domande fattegli dai tifosi nei commenti. Queste le sue parole:

Sulle iniziative della Roma contro il Coronavirus
“E’ stata una grandissima cosa. Aiutare lo Spallanzani che era in difficoltà. Grazie ai tifosi siamo riusciti ad arrivare a 500 mila euro. Grazie a Roma e tifosi, si sono dimostrati una famiglia”.

Come stai?
“Ora sta andando tutto molto bene. Mi sento sempre meglio. Faccio gli allenamenti con le video chiamate con il professore. Le stesse cose che facevo a Trigoria faccio a casa. Spero di riprendermi il prima possibile”.

Come funziona la giornata dentro casa?
“Non è cambiata più di tanto. Prima andavo al campo e poi stavo a casa tutto il giorno. Ora mi manca andare al campo, ma dobbiamo aspettare che passi questa brutta situazione. Ho finito i film su Netflix ora (ride, ndr)”.

A Fifa ti arrabbi se prendi te stesso e sbagli? 

“Si lo offendo. Nessuna pietà, ma mi dò sempre comunque la palla”.

Il tuo gol più bello?
“Per me il più bello è stato contro il Napoli. Poi sono tutti belli da ricordare”.

Te li riguardi?
“Si, soprattutto in questo periodo su YouTube e mi emoziono sempre”.

Come si fa a diventare forti come te?
“Basta allenarsi sempre bene e non perdere mai la passione. Se le doti le hai emergi”.

Hai sentito la vicina dei tifosi dopo l’infortunio?
“Si, anche lì devo ringraziarli. Appena mi sono infortunato ho ricevuto migliaia di messaggi e mi si è riempito il cuore. Ho sempre ricevuto belle parole da tutti”.

Serie Tv preferita?
“Ho finito poco tempo fa Elite e mi è piaciuta molto. Ora mi sto concentrando sui film thriller”.

Vi sentite ora tra compagni di squadra?
“Si ci sentiamo e ci scambiamo battute su Whatsapp. Quello più attivo è Spinazzola. Anche Jesus”.

Cosa significa segnare sotto la Sud?
“E’ il sogno di tutti. Ogni giocatore nella Roma penso abbia questo desiderio. Io ho avuto la fortuna e posso spiegare l’emozione. Quando la palla entra non ci pensi neanche, prendi e vai sotto la Sud”.

Come ti sentivi prima che Di Francesco ti dicesse che saresti stato titolare con il Real?
“Quando il mister mi ha detto che avrei giocato ho guardato il soffitto fino a sera. Ero tesissimo”.

Contro il Real riesci a mettere da parte le emozioni?
“E’ dura. Quando sali le scale e vedi 80 mila persone non è facile poi mettere da parte le pressioni. Io sono fortunato perché sono uno che non le patisce molto”.

Il 22 di maglia ha un significato particolare?
“L’ho scelta perché è la data di nascita di mia mamma e perché il mio idolo è Kakà e volevo il suo numero”.

Com’è giocare con Mkhitaryan?
“Miki è un grande giocatore. Mi dà tanti consigli. E’ una persona bravissima fuori e dentro dal campo. In campo è un fenomeno”.

Hai mai pensato di non essere all’altezza?
“No, se alla fine ci sei significa che li puoi starci. Ci sono momenti in cui stai meno bene fisicamente, ma basta tirar fuori il meglio di se stessi”.

La tua emozione più grande con la Roma?
“L’esordio al Bernabeu sicuramente. La doppietta con il Porto anche è un ricordo indelebile”

Con chi ti trovi meglio in squadra?
“Siamo un gruppo molto uniti. Italiani e non. Ci sono poi compagni con cui mi trovo meglio come Pellegrini e Spinazzola, ma sono tutti ben disposti a tenderti una mano. Quest’anno abbiamo un gruppo bellissimo”

Terminate le domande Nicolò Zaniolo si è congedato ringraziando i medici e gli infermieri che stanno lavorando duramente per il Paese, concludendo la diretta salutando i propri tifosi con affetto.

 

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Tutti gli assi nella manica di Petrachi

Tutti gli assi nella manica di Petrachi

Il Coronavirus ha rallentato tutto, anche il passaggio di proprietà da Pallotta a Friedkin, e questo in casa Roma rappresenta un grosso problema non solo per i tifosi che sognavano un nuovo inizio, ma anche per le casse del club e per i piani del DS Petrachi. Gianluca Petrachi, già, che ora si ritrova a dover reinventarsi un mercato estivo vista l’assenza del denaro fresco che avrebbe messo Dan Friedkin, tra rinnovi, esuberi, riscatti e ristrutturazione di una squadra che necessita di giocatori pronti e forti che alzino il livello generale di talento della rosa.

Come si legge su Transfermarkt, i giocatori che a giugno andranno in scadenza coi propri club sono molti e tra loro ce ne sono diversi di indubbio talento che tornerebbe utili alla Roma di Fonseca.

DIFESA: per il reparto arretrato, dove per forza di cose andranno acquistati almeno un centrale esperto ed un terzino, tra i futuri parametri zero troviamo due vecchi obiettivi della Roma come Jan Vertonghen ed Ezequiel Garay: entrambi centrali difensivi, il belga è un classe ‘87 ed è in uscita dal Tottenham mentre l’argentino è un classe ‘86 che si svincolerà dal Valencia. Per le fasce invece si fanno largo i due terzini del PSG: il terzino destro belga Thomas Meunier (classe ‘91) ed il mancino francese Layvin Kurzawa (classe ‘92), quest’ultimo vicinissimo alla Juventus a gennaio e gestito da Mino Raiola che con gli uomini di Trigoria ha conservato ottimi rapporti.

CENTROCAMPO: qui forse troviamo i calciatori che più interessano in casa Roma: Giacomo Bonaventura e Viktor Kovalenko. Jack Bonaventura si libererà dal Milan, col quale ormai sembra impossibile un rinnovo, e sul tuttofare classe ‘89 oltre che la Roma ci sono anche Napoli, Torino e Lazio. Una delle richieste di Fonseca invece ha molte probabilità di sbarcare a Trigoria questa estate: Viktor Kovalenko, centrocampista centrale o trequartista classe ‘96, già allenato dal tecnico portoghese allo Shakhtar dal quale si libererà a giugno.

ATTACCO: in scadenza a giugno, per il reparto offensivo, ci sono tanti di quei giocatori per i quali Gianluca Petrachi sarebbe pronto ad offrire immediatamente un contratto. Non si registra alcun interesse della Roma al momento per Cavani e Gotze, complici gli ingaggi proibitivi dei due, ma i giallorossi stanno corteggiando da diverso tempo un altro attaccante che andrà a parametro zero tra qualche mese: Dries Mertens. L’attaccante del Napoli ha un principio di accordo per il rinnovo col club partenopeo ma la firma tarda ad arrivare e Petrachi si è infilato da tempo nella trattativa: il belga classe ‘87 piace moltissimo sia al DS Petrachi che al tecnico Fonseca, che vedrebbe in lui la spalla perfetta di Edin Dzeko per formare una coppia formidabile. Per il ruolo di ala attenzione a due vecchi obiettivi della Roma: entrambi in uscita dal Chelsea a giugno a parametro zero, William (classe ‘88) e Pedro (classe ‘87) rappresentano due opzioni interessanti sulle quali Petrachi potrebbe tornare a breve.

 

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El Shaarawy chiama Roma: il giocatore vuole tornare nella capitale

El Shaarawy chiama Roma: il giocatore vuole tornare nella capitale

La Roma non può, al momento, terminare la stagione calcistica e allora sta cercando di programmare la stagione futura in attesa di capire quando potrà cominciare. Uno degli obiettivi della società giallorossa è un esterno offensivo visto i dubbi su Mkhitaryan (bisognerà discutere con l’Arsenal) e la cessione probabile di uno tra Perotti e Under.  A Trigoria potrebbe tornare un giocatore amato dalla tifoseria, Stephan El Shaarawy; l’attaccante dello Shanghai Shenhua è disposto a ridursi drasticamente l’ingaggio, dai 14 milioni attuali ai 2.5 che la Roma potrebbe offrirgli, pur di tornare a giocare in Italia. Scelta da legare, probabilmente, alla voglia di non perdere l’Europeo che si giocherà la prossima estate. La Roma cerca un esterno e potrebbe riaccogliere il Faraone.

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Calciomercato, Pedro: “Lascerò il Chelsea a fine stagione”

Calciomercato, Pedro: “Lascerò il Chelsea a fine stagione”

Il calcio è fermo ma il mercato prova ad andare avanti nella speranza che nel giro di poco tempo si possa tornare alla normalità. Uno dei nomi che potrebbe infuocare la prossima sessione di calciomercato è quello di Pedro; l’attaccante del Chelsea, infatti, ha annunciato il suo addio dai Blues. Ecco le sue parole: “A fine stagione lascerò il Chelsea. Il mio contratto si concluderà a giugno ma adesso non è neanche la cosa più importante visto quello che stiamo vivendo che non ci permette neanche di allenarci normalmente. Quello che accadrà in futuro arriverà in un altro momento”. Il futuro del giocatore potrebbe essere in Italia con Roma e Lazio interessate. Si preannuncia, dunque, un derby di mercato per aggiudicarsi un elemento in grado di cambiare le sorti dei due club della capitale.

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River Plate, caccia agli argentini in Serie A

Il River pesca in Italia

Secondo il portale argentino fichajes.net, i Millonarios avrebbero messo nel mirino due calciatori argentini di Serie A, il centrocampista del Milan  Lucas Biglia e il fantasista della Roma Javier Pastore, entrambi poco protagonisti quest’anno con le rispettive squadre. La squadra di Marcelo Gallardo, che ha perso il campionato all’ultima giornata a favore degli storici rivali del Boca, ha bisogno di nuove pedine a centrocampo per far fronte ai problemi di gioco emersi nell’ultimo periodo, e vuole arrivare in fondo alla Copa Libertadores (persa anch’essa nella scorsa edizione in finale contro il Flamengo a novembre). Tra i nomi sul taccuino del dirigente uruguagio Enzo Francescoli, ex-giocatore del Cagliari e figura di culto del River, c’è anche un altro centrocampista, il cileno Charles Aranguiz del Bayer Leverkusen. Biglia, ormai ai margini del progetto tecnico tecnico rossonero e da tempo attanagliato dagli infortuni, in questa stagione ha collezionato 6 presenze (più una da subentrato) e 1 assist.Anche Pastore, da quando è arrivato nella Capitale quasi due anni fa, è costantemente ai box, un peccato se pensiamo alle prodezze mostrate nelle poche partite disputate in giallorosso, e quest’anno ha raccolto solo 13 apparizioni e 1 assist tra campionato ed Europa League. Due giocatori che hanno in comune le sfortune recenti, l’età ormai non proprio giovanissima e il fatto di essere approdati nelle rispettive piazze con molte aspettative, ma con caratteristiche diverse sul campo. Che il ritorno in patria possa essere occasione di rinascita?

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?