Inter, Materazzi: “Mourinho un fenomeno. Che discorso al Camp Nou!”

Inter, Materazzi: “Mourinho un fenomeno. Che discorso al Camp Nou!”

Inter – Le dirette Instagram tra ex calciatori durante la quarantena sono diventate dei veri e propri appuntamenti fissi, specie quelle di Christian Vieri. Questa volta ospite è stato l’ex nerazzurro Marco Materazzi che ha parlato di tanti argomenti, specie legati all’anno del Triplete, del quale ricorre il decennale, diretto da Josè Mourinho.

Il portoghese era un fenomeno. Il primo giorno arrivò alla Pinetina, non volava una mosca perché tutti avevano il terrore ma lui ci disse ‘Oh, ma potete anche ridere!’.Da lì è stato uno spasso, sembrava un sergente e spesso ti ammazzava, ma si è creata grande empatia tanto che nessuno si è mai permesso di pensare qualcosa di diverso da lui. Una volta disse ad Adriano ‘Tu non giochi più’, perché era tornato tardi da una serata. La partita dopo titolare in un derby con il Milan, fece una grande prestazione. Dopo una partita persa a Catania ci fu uno dei momenti più difficili, prese di mira soprattutto Balotelli. Poi una volta se la prese con Toldo che non giocava mai, gli disse ‘Francesco non sei più lo stesso!‘. E lui rispose: ‘È vero, mister!‘. Dopo tutto questo andammo a Londra col Chelsea e giocammo alla grande. Facevamo degli allenamenti bellissimi, eravamo organizzati oltre che forti. La società gli mise a disposizione una squadra straordinaria e lui mise mano dove doveva”.

“Personalmente ero legato a Mourinho per il rapporto, perché io giocavo pochissimo ma sapevo di avere un’età dove dovevo gestirmi e mettermi a disposizione del gruppo. Pur non giocando, il lunedì andavo con entusiasmo all’allenamento e questo ti fa alzare il livello. Ognuno voleva vincere anche le partitelle 3 contro 3, questo fa la differenza perché vai a giocare con entusiasmo contro squadre che, a livello tecnico, già erano inferiori. Noi giocavamo a Roma con la Lazio in campionato e vincevamo 2-0, lui si girò e disse ‘Bella la finale di Coppa Italia mercoledì, vero? Guarda che la giochi‘. Già il giorno dopo mi presentai all’allenamento a mille, giocai quella partita come la finale di Champions League. Dimostrava di avere grande fiducia in tutti”.

Ovviamente non poteva mancare un riferimento diretto all’epica semifinale di Champions League contro il Barcellona: “Ci allenavamo veramente per giocare 11 contro 9, 11 contro 10. A Barcellona quando è stato buttato fuori Thiago Motta nel primo tempo ci dice ‘Ragazzi noi ci alleniamo 7 contro 5, 7 contro 4, 9 contro 5. Qui siamo 11 contro 10. Non pensiamo di partire dal portiere, diamogliela là. Tirala lunga Julio e difendiamoci 11 contro 10. Infatti tiravamo molto poco in porta. Però era una squadra organizzata. A parte che eravamo molto forti perché tu avevi cambiato dal 2009 al 2010 Thiago Motta, Milito, Lucio, Eto’o e Sneijder a una squadra che aveva già vinto lo scudetto”. Decisivi in quel Triplete furono soprattutto Milito ed Eto’o: “Diego ha perso tempo, poteva giocare tantissimi anni in grandi squadra. Era umile, intelligente e faceva sempre gol, per un attaccante è fondamentale. Eto’o? Veniva da un Triplete, poi si mise a disposizione facendo un grande lavoro. E ha vinto tutto anche con noi, dopo averlo fatto con il Barcellona”.


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Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga, presidente Tebas: “Acquisti e stipendi andranno ridimensionati”

Liga – è più che probabile che il prossimo calciomercato avrà cifre diverse da quelle alle quali siamo stati abituati negli ultimi anni. Ne abbiamo giù parlato in un precedente articolo, scordatevi le cifre da capogiro sborsate per i vari Neymar, Coutinho o Dembelè. Lo scoppio della pandemia legata al Covid-19 ha stravolto il mondo ed inevitabili sono le conseguenze economiche in qualsiasi settore, compreso quello legato al calcio. Il costo del cartellino di molti calciatori si è abbassato notevolmente, in base a valutazioni fatte considerando valori teorici in base anche ad età e lunghezza dei contratti.

Parlando complessivamente dei vari campionati nazionali, se consideriamo tutti i maggiori tornei, ovvero Serie A, Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1 arriviamo a perdite pari a 8,5 miliardi di euro. Solo la Serie A arriva a perdite pari a 1, 5 miliardi di dollari. Se i campionati non dovessero ripartire a livello di diritti tv perderebbero 4 miliardi di euro.

Il calciomercato e i contratti avranno cifre differenti nei prossimi anni, a questo i club ed i calciatori faranno bene ad abituarsi in fretta, In questo senso si è espresso il presidente della Liga Javier   e le sue parole sono sicuramente condivisibili da tutti i presidenti di Lega.

“I club dovranno ridurre gli ingaggi dei loro calciatori, non c’è altra soluzione. Le società hanno rose che superano il limite salariale previsto per la prossima stagione e le formazioni dovranno attingere tantissimo dalle proprie giovanili perché non potranno permettersi trasferimenti che vadano oltre l’importo economico, è impossibile. Non credo che ci saranno molto acquisti la prossima stagione, né in Spagna né da altre parti. Non c’è la possibilità per farlo. Dopo la pandemia i club dovranno abbassare gli stipendi dei calciatori, oppure acquistare di meno e a prezzi inferiori”.


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Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli- L’interesse dei partenopei per Josip Ilicic è di lunga data. Nello scorso calciomercato il presidente De Laurentiis ha cercato in tutti i modi di strappare il giocatore dalla corte di Gaperini ma proprio il tecnico atalantino ha convinto lo sloveno a rimanere a Bergamo. L’edizione odierna de Il Mattino pone l’accento proprio su Ilicic e su ritorno di fiamma per portarlo sotto il Vesuvio. La trattativa è legata al futuro di Dries Mertens. Sembra sempre più probabile che il belga vada via a a parametro zero, anche se l’offerta del Napoli (4,5 milioni di euro per i prossimi due anni) non è stata ancora pareggiata da altri club. La priorità del club di De Laurentiis sembra quella di trattenere “Ciro”. Qualora non si riuscisse nell’impresa si punterà tutto su Josip Ilicic.

Lo sloveno ha senza dubbio il gradimento di mister Rino Gattuso, anche perché questa è stata finora la migliore stagione del giocatore dell’Atalanta, capace di mettersi in luce anche e soprattuto in Champions League.

Per lui i numeri parlano chiaro: 21 presenze e 15 reti in campionato, una presenza e una rete in Coppa Italia e 7 presenze e 5 reti in Champions League. Cifre da capogiro. Attualmente il cartellino del classe ’86 è stimato, secondo Transfermarkt, a 17,50 milioni di €, sicuramente possibile per le finanze del Napoli. La trattativa, come abbiamo visto nelle scorse stagioni, non è facile e tanto dipenderà dalla volontà del giocatore di lasciare Bergamo.


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Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Premier League, Johnson annuncia la ripartenza. I club rimborseranno le tv

Finalmente il “Project Restart” vedrà la luce! Il Premier britannico Boris Johnson dà l’ok alla ripresa della Premier League, solo ed esclusivamente a porte chiuse, ognuno nei rispettivi campi. Il Premier inglese ha dichiarato possibili gli incontri sportivi a partire dal 1 giugno. Considerando le 3 settimane richieste di allenamento prima della ripresa è realistico immaginare che la Premier League ricomincerà il 13 Giugno.

Viene accolta, quindi, da parte del Ministro degli Interni britannico, la richiesta dei club coinvolti nella zona retrocessione di giocare le partire cruciali per la permanenza nella massima serie nel proprio impianto e non in campo neutro (tra gli ultimi a dichiararsi contrari il Watford e ne avevamo parlato qui). Oltre a questo il CTS inglese ha accettato la linea guida che prevede che in caso di positività di un calciatore, solamente lui verrà messo in quarantena e i suoi compagni continueranno ad allenarsi. Questa soluzione può creare un precedente che potrebbe essere preso in considerazione anche in Italia per la ripresa della Serie A.

Sistemata la questione della ripartenza della del campionato ora i club dovranno affrontare i problemi relativi ai diritti televisivi.

Il CEO della Premier League Richard Masters aveva anticipato che, nella più ottimistica delle ipotesi, la Lega avrebbe subito perdite per almeno 1 miliardo di sterline.

Lunedì, Masters ha aggiunto“Oggi siamo in grado di aggiornare i club sulla situazione che li lega alle emittenti televisive. Ovviamente, non posso entrare nello specifico, sono discorsi confidenziali. Una cosa però posso dirla, qualunque cosa accada ci sarà una significativa mancanza di entrate. Questo è inevitabile. La dirigenza della Premier League è stata ora in grado di dipingere un quadro su ciò che sarebbe accaduto in vari scenari, sia tornando a giocare, sia concludendo anticipatamente la stagione. Ciò ha consentito ai club di avere un focus sul momento attuale”.


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Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Giorgio Chiellini e Mario Balotelli si chiariscono in una diretta del programma Le Iene dopo le dichiarazione rilasciate dallo juventino il quale definiva SuperMario una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. Ne avevamo parlato qui

Ecco i passaggi della doppia intervista

Iene: «Mario, vogliamo parlare di Chiellini!».

Balotelli: «No dai! Ho già risposto, basta!».

Iene: «Ti va di fargli una dedica su una maglietta, per fare pace?».

Balotelli: «Fai una cosa: mettimela nell’ascensore. La porto in casa, la firmo e te la rimando giù».

Iene: «Vai. Puoi scriverci quello che vuoi!».

Iene: «Saliamo anche noi. Vai Mario, ti aspettiamo qui! Solo una domanda, Mario. Quando hai letto le dichiarazioni di Giorgio, cos’hai pensato?».

Balotelli: «Dai ragazzi! Per me è finita qua la storia, non ho problemi».

Iene: «Scusami, lui l’ha proprio scritto in un libro».

Balotelli: «Eh, va bene».

Iene: «L’ha fatto per vendere qualche libro in più, dici?».

Balotelli: «No, non lo so, ma, secondo me è uscita male la frase. Leggete la maglietta, dai!».

Iene: «Leggila tu come se fosse una poesia, vai!».

Balotelli: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande!».

Iene: «Grande Mario, parole giuste! La nostra missione ora è quella di andare a Torino e vediamo se ha il coraggio di dirti le cose in faccia!».

Iene: «Com’è andata la quarantena?».

Chiellini: «Bene! Sono riuscito a stare un po’ di più con la famiglia».

Iene: «Hai imparato a cucinare? Hai fatto la pizza?».

Iene: «Hai preso un’altra laurea online?»

Chiellini: «No! Mi allenavo la mattina presto e poi stavo con mia moglie e le due bambine».

Iene: «Quando è scoppiato il caso Covid, eri preoccupato?»

Chiellini: «Preoccupato no. Poi sono stato tanto in quarantena al centro sportivo, non pensavo ci fosse questa gravità nel mondo, per fortuna la mia famiglia era a Livorno, dove non è arrivato con la stessa intensità che abbiamo vissuto a Torino».

Iene: «In Francia hanno assegnato il Campionato a PSG. Il campionato secondo te riprende o lo danno vinto alla Juve?».

Chiellini: «Noi ci alleniamo e poi vedremo nelle prossime settimane».

Iene«In realtà vorremmo farti anche un’altra domanda sulla Champions: quest’anno siete una corrazzata, ad un certo punto, dalla Cina, arriva il Covid19, ma non è che Steven Zang ha costruito il virus per non farvi vincere la Champions?».

Chiellini: «Non c’era bisogno del virus dalla Cina, ci abbiamo pensato noi negli anni scorsi!».

Iene: «Quest’anno c’erano gli Europei?».

Chiellini: «Quelli li abbiamo spostati con grande anticipo».

Iene: «Se tu l’anno prossimo sei convocato, con Mancini c’è anche la possibilità che venga convocato anche Mario Balotelli».

Chiellini: «Mamma ragazzi, sarebbe un piacere! Io non ho mica problemi!».

Iene: «Nelle tue dichiarazioni non dici che Balotelli è una persona negativa in generale».

Chiellini: «Ci sono state situazioni in cui lo è stato».

Iene: «Siamo andati ad incontrarlo e lui, che è sempre istintivo nel rispondere, ha scritto una dedica per te».

Chiellini: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande! Mario” Sorpreso piacevolmente!».

Iene: «Lo vogliamo fare un saluto volante a telefono a Mario?».

Iene: «Un faccia a faccia virtuale!».

Le Iene quindi decidono di fare, insieme a Chiellini, una videochiamata a Balotelli:

Chiellini: «Ciao Mario!».

Balotelli: «È la prima volta in vita mia che il casino l’hai fatto tu e non l’ho fatto io!».

Chiellini: «Ero Invidioso! Perché nella vita per migliorare bisogna sbagliare!».

Balotelli: «Io sono perfetto, allora!».

Iene: «La facciamo la pace, vero?».

Balotelli: «Ma non c’è mai stata la guerra ragazzi, ve l’ho già detto!».

Chiellini: «Ci sono stati degli screzi, a me dispiace ma qualcosa dovevo dire, Mario, poi ti avrei scritto fra un po’, te lo dirò di persona, più avanti».

Chiellini: «Grazie per la maglietta! Questa la tengo per davvero!».

Balotelli: «Va benissimo! Comunque Giorgio, a parte gli scherzi, Io ti ho risposto nel senso che…».

Chiellini: «Hai fatto bene! Ero indeciso se metterlo, però non raccontare “nulla” è brutto, mi sembrava da falso e ipocrita. Mi prendo annessi e connessi».

Balotelli: «Con le cose brutte che potevi raccontare, proprio me dovevi mettere? Hahaha!».

Iene: «Va bene il momento di pace però Giorgio, vuoi dirglielo che nel 2013 due schiaffi volevi darglieli davvero?».

Chiellini: «Si è fatto male, è andato via prima di darglieli!».

Balotelli: «Ma veramente ti riferivi alla Confederations Cup?».

Chiellini: «Eh Mario…va bene, dai».

Balotelli: «Che cosa è che avevo fatto?».

Chiellini: «Non te lo ricordi?».

Balotelli: «Ma no, a parte essere andato via, cos’è che avevo fatto di così brutto? Giuro non mi ricordo».

Chiellini: «Con il Brasile, un paio di cose…».

Balotelli: «No aspetta, mi ricordo adesso! Che mi sono arrabbiato perché perdevamo e Gigi mi fa: “Non siamo mica il Brasile noi”, quella cosa lì?».

Chiellini: «Sì, più o meno».

Balotelli: «Va bene dai, non è una cosa grave quella. Io ho risposto soprattutto perché, ti dico la verità, da Giorgio non me l’aspettavo, nel senso che, non sono una persona negativa, sono uno che scherza sempre, ti ho risposto perché ti voglio bene, perché se non me ne fregasse niente non avrei mai risposto».

Chiellini: «Si migliora tutti con gli anni, vedi? Sono passati tanti anni, siamo pronti a scrivere un’altra pagina del prossimo libro».

Balotelli: «Ma questo libro, non potevi pubblicarlo tra cinque anni?».

Chiellini: «Ma sono troppo vecchio Mario, io smetto tra poco! Poi non mi legge più nessuno, è quello il problema! Il prossimo libro lo potrai raccontare tu!».

Balotelli: «No, sarebbe troppo lungo un mio libro!».

Iene: «Senti Mario, te lo facciamo regalare il libro da Giorgio!».

Balotelli: «Sì, strappa le pagine dove parla di me!».

Chiellini: «Promesso! (Chiellini scrive una dedica a Balotelli sul suo libro, ndr.) “A Mario, sbagliando ho imparato tanto e continuo a farlo giorno dopo giorno. Ti auguro il meglio, e spero di vederti presto in campo!».


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Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Il centrocampista giallorosso Amadou Diawara, ha rilasciato un’intervista a Roma Radio. L’ex Napoli ha risposto a molte domande ed ha affrontato parecchi temi.

Il centrocampista guineano ha disputato 19 partite in questa stagione, prima del brutto infortunio al menisco che lo tiene lontano dai campi dal 20 Gennaio scorso.

Come ha vissuto questo periodo così particolare?
“Sto vivendo questo periodo come tutti, con un po’ di stress. Non vedo l’ora che finisca questo brutto periodo. Sono rimasto a casa seguendo le direttive del Governo”.

Com’è la situazione in Africa?
“Il virus ha colpito anche la Guinea, ma la situazione al momento sembra sotto controllo. Ho sentito mio padre e le mie sorelle, mi dicono che la situazione si sta risolvendo piano piano. Ci sono meno casi rispetto all’Italia, ma il virus ci ha comunque colpito, però è sotto controllo”.

Quanto conta per una squadra di calcio far parte in modo concreto del tessuto sociale al quale appartiene?
“La Roma si è comportata da grande squadra con quello che ha fatto fuori dal campo durante l’emergenza. Il calcio è lo sport più seguito al mondo e deve dare il suo contributo anche in queste situazioni”.

Che effetto le ha fatto tornare a Trigoria? Veniva da un infortunio, come sta?
“Sto bene. Non vedevo l’ora di tornare in campo per allenarmi con gli altri, anche se per ora ci stiamo allenando individualmente. Non vedevo l’ora di tornare a Trigoria, incontrare i compagni e tornare a fare le cose che facevamo prima”.

Qual è stata la cosa che le è piaciuta di più tornando in campo?
“Ritrovare i compagni. Stando con loro tutti i giorni ti ci affezioni. Non è stato bello non vederli per così tanto tempo, mi mancavano”.

All’inizio ha giocato poco, poi ha dato la sensazione di essersi inserito bene nel gioco di Fonseca…
“Venivo da un anno a Napoli, dove avevo giocato poco. Quindi sapevo che alla Roma avrei dovuto dare il 100% quando mi sarebbe stata data l’opportunità. Ho capito cosa voleva il mister da me e dagli altri centrocampisti e mi sono inserito bene”.

Cosa vi chiede Fonseca?
“Il mister ci chiede di metterci posizionati bene con il corpo, di aiutare i centrali difensivi. Gli piace uscire sempre con il pallone dal basso, il suo calcio è divertente”.

Ha scelto la numero 42 per Yaya Touré. Che cosa ha rappresentato per il calcio africano?
“E’ stato un grandissimo giocatore e un simbolo per tutti gli africani che giocano in questo ruolo. Di lui mi piaceva tutto, dalla visione di gioco alla tranquillità con il pallone. Mi faceva impazzire da piccolo. Devo fare qualche gol in più per assomigliargli ma con un po’ di lavoro posso arrivarci”.

E’ arrivato alla Roma tra lo scetticismo generale. Quando ha avuto la sensazione di aver vinto la tua scommessa?
“Quando sono arrivato alla Roma non avevo continuità di gioco, mi ero fatto anche male. Sono andato in Coppa d’Africa, mi ha aiutato molto e sono tornato anche prima per iniziare a lavorare con i compagni. Non era semplice entrare subito nei meccanismi della squadra, ho aspettato il momento sapendo che quando avrei trovato continuità non avrei deluso i tifosi romanisti ed è stato così”.

Che cosa si aspetta quando ritornerete in campo?
“Quando torneremo in campo sarà come a inizio campionato. Veniamo da un lungo periodo di stop, ci siamo allenati a casa. Servirà la forza per ricominciare e andare a mille per centrare il nostro obiettivo. Speriamo di tornare in campo, se si gioca il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro”.

E’ riuscito a fare qualche passeggiata per Roma?
Ho avuto poco tempo per visitare Roma tra allenamenti, partite e infortuni. Non vedo l’ora che tutto questo finisca per scoprirla meglio.


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Serie A, CTS impone 15 giorni di isolamento per i club prima della ripresa

Serie A, CTS impone 15 giorni di isolamento per i club prima della ripresa

Come riferisce l’ANSA il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) ha disposto delle nuove regole, dopo le quali, se rispettate, si passerà alla decisione finale sulla ripresa del Campionato di Serie. Secondo il CTS le squadre e i membri degli staff tecnici dovranno rimanere in isolamento per 15 giorni dal momento della ripresa degli allenamenti di gruppo. Dopo questi 15 giorni di isolamento si potrà prendere in considerazione la definitiva ripartenza della Serie A, ovviamente a porte chiuse.

Già in atto è la quarantena di tutto il gruppo dopo un contagio e la responsabilità del medico. La richiesta dei calciatori è stata quella di non superare le 2 settimane di isolamento, poiché sarebbe problematico a livello psicologico. Oltre a questo secondo La Gazzetta dello Sport, sono emersi altri dubbi che riguardano anche «la realizzazione dei test molecolari sulle persone interessate alla ripresa degli allenamenti di squadra», che «non deve minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese».

Se la curva dei contagi dovesse abbassarsi in maniera importante da qui ai primi giorni di Giugno allora sarebbe davvero possibile concludere questa travagliata stagione calcistica.


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Torino, Belotti ad un bivio: restare in granata o andare al Napoli

Torino, Belotti ad un bivio: restare in granata o andare al Napoli

Come riporta il quotidiano La Stampa il capitano del Torino Andrea Belotti si trova ad un vero e proprio bivio: restare in granata o accettare di cambiare squadra. Al momento il contratto del numero 9 scadrà il 30 Giugno 2020 e sicuramente c’è tempo per parlare di rinnovo. Su di lui, però, sembra essere forte l’interesse del Napoli che sarebbe disposto a inserire nella trattativa Petagna più 20 milioni di euro. Trattativa che sarebbe agevolata dal fatto che il nuovo DS granata sarà Davide Vagnati, attuale uomo mercato della SPAL, squadra nella quale gioca (in prestito) Petagna. C’è da dire, però, che da quanto filtra il presidente del Torino Urbano Cairo gradirebbe una soluzione senza contropartite tecniche e avrebbe già fissato il prezzo del cartellino del “Gallo” : 40 milioni di €. Belotti gode da sempre della stima di Rino Gattuso, il quale lo vede già come possibile erede di Milik. Il Napoli è senza dubbio la squadra che più di tutte sta “corteggiando” il capitano granata ma non va dimenticato anche l’interesse di altre squadre di Serie A come Milan e Roma e anche di club di Premier League come Manchester United e soprattutto Everton di Carlo Ancelotti che già lo avrebbe voluto nella sua avventura partenopea. Belotti veste la maglia del Torino dalla stagione 2015/16 e con i granata ha disputato 179 partite mettendo a segno 85 reti. La stagione 2016/17 è stata senza dubbio la più prolifica con ben 28 reti in tutte le competizioni.

La prossima stagione è quella che porta all’Europeo, slittato al 2021 causa emergenza Coronavirus perciò il “Gallo” dovrà valutare bene se restare in una società nella quale sa di essere importante ed ha la titolarità garantita (salvo cali di rendimento drammatici) o calarsi in una realtà più grande e conquistarsi il posto di domenica in domenica.


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Capello: “Genialità di Cassano era unica. Volevo Chiellini già alla Roma”

Capello: “Genialità di Cassano era unica. Volevo Chiellini già alla Roma”

Fabio Capello ha parlato ai microfoni di Sky Sport della trattativa che portò alla Juventus quello che ad oggi è l’attuale capitano bianconero:Giorgio Chiellini: “Giocava nel Livorno e venne acquistato dalla Roma, lo vidi giocare una partita, prendemmo il 50%. L’altro 50% lo acquistò la Juventus e alle buste la Juventus fece un’offerta superiore alla Roma. Fui molto contento di ritrovarlo a Torino”.

Su Amantino Mancini, allenato nella Stagione 2003/04, l’ultima in giallorosso dell’allenatore

“È un giocatore che mi è piaciuto subito, avevo bisogno di un giocatore del genere. Era un ragazzo serissimo, bravissimo sotto tutti gli aspetti. Ha fatto parte del gruppo in modo positivo”.

Su Cassano, allenato sia alla Roma che al Real Madrid nell’esperienza poco felice del Pide de Bari
“Aveva e ha ancora adesso delle qualità tecniche e una visione di gioco come Totti. La differenza tra lui e Totti è che Cassano aveva più facilità di dribbling e aveva visione di gioco negli ultimi metri. Poteva essere uno che faceva gol, non calciava come Totti. Poteva fare la differenza in qualsiasi momento. La genialità di Cassano era unica. Purtroppo si è fatto male da solo. È un ragazzo buonissimo e generoso, ma gli dicevo di fare questo e quest’altro, che aveva bisogno di migliorarci, lui annuiva per un minuto e mezzo. Mi ricordo una volta, gli dissi di andare piano con la macchina, ci trovammo fuori Roma per un mesetto, mi disse di sì, lui andò a manetta sulla corsia d’emergenza”.

Qualche giorno fa l’ex allenatore della Roma aveva invece parlato del suo rapporto con Francesco Totti

“È una leggenda metropolitana. Con Totti non ho mai avuto nessun problema, l’ho sostituito una volta contro la Juventus. Forse gli chiedevo di più, di essere meno romano, nel senso di essere meno pigro, lui poteva fare tutto e di più. Mai messo in discussione né la forza né la qualità del calciatore o il rapporto umano. Anzi se devo dire una cosa, consigliai a Totti questo: non regalare i soldi al procuratore. Gli dissi che uno come lui aveva bisogno di un commercialista o di un avvocato per fare i contratti”.


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Premier League, anche il Watford contro le partite in campo neutro

Premier League, anche il Watford contro le partite in campo neutro

Premier League – In un articolo del 6 Maggio che potete trovare qui vi avevamo parlato della difficile situazione legata alla ripresa della Premier League, il famoso Project Restart. Notizia di ieri è quella legata alla polemica legata ai tamponi, della quale ha parlato il Corriere dello Sport. Il nodo più importante che sembra difficile da sciogliere, però, è quello legato alla volontà dei club nella zona rossa della classifica di giocarsi la permanenza nella massima serie in campo neutro.

Il Watford si è ufficialmente esposto in merito attraverso un comunicato uscito poco fa sui canali social e sul sito internet della squadra britannica.

Il club, terzultimo in classica, si è opposto alla possibilità di giocarsi la retrocessione su un campo che non sia il proprio con queste motivazioni: “Al tempo del coronavirus non esiste un ambiente completamente sicuro per giocare – ha spiegato l’amministratore delegato al Times La polizia parla di tifosi che potrebbero infrangere le restrizioni al riavvio del campionato e sarebbe un problema per le autorità, ma credo che avremmo un maggiore controllo sui fan se giocassimo nei nostri impianti. Non c’è altruismo. Ci sono 20 diversi interessi in ballo: a volte si allineano, ma nella maggior parte dei casi finisco per proteggere le singole società. Alcuni club sono felici di aderire al Project Restart perché probabilmente hanno un vantaggio a partecipare a questo torneo modificato nel format, ma quando almeno sei squadre, e io sospetto siano anche di più, sono preoccupate per il rovescio della medaglia e gli effetti devastanti del giocare questo mini-campionato, allora credo che la Premier League abbia il dovere di occuparsene”.

La volontà governativa è quella di ricominciare e concludere il torneo, tanto è vero che il kit dei test per il COVID-19 è già stato inviato ai club di Premier League, circa 40mila per un costo complessivo di 4 milioni di sterline.


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