Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”. Accanimento eccessivo?

Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”

Un attacco  sfrontato a Lotito arrivato da Maxi Lopez. Come scrive Il Messaggero, l’ex  (tra le altre) di Milan e Samp ha parlato ad una tv Argentina:”Se in Italia fanno quel che hanno fatto in Francia succede una guerra mondiale. Qui è completamente differente, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è il presidente della Federcalcio. Per lui già un mese fa si poteva giocare. Qui un’entità più importante come la Uefa o la Fifa dovrà prendere una decisione”. Queste le parole di Maxi Lopez,in seguito alle quali la società ha rilasciato un comunicato per dissociarsi: “Il Football Club Crotone intende prendere le distanze dalle dichiarazioni del suo tesserato Maxi Lopez, rilasciate ieri sera ad una televisione argentina e riprese da diverse fonti anche nazionali. Il club evidenzia come il calciatore abbia parlato con leggerezza, certamente eccessiva, così una battuta – comunque infelice – grazie alla cassa di risonanza dei social network si è diffusa in tempi brevissimi. La società, con in testa il Presidente Gianni Vrenna ed il Direttore Generale Raffaele Vrenna, da sempre in ottimi rapporti con i vertici istituzionali e profondamente rispettosa del loro lavoro e delle loro decisioni, pur riconoscendo la buona fede dell’attaccante, si dissocia e comunica”. Nella nota della società calabrese si parla anche di possibili provvedimenti disciplinari nei confronti dell’attaccante.

Ma è giusto accanirsi così tanto per queste dichiarazioni? Maxi Lopez, si sa, non è nuovo a dichiarazioni e gesti schietti (la mancata stretta di mano a Icardi docet) e il fatto che, nonostante sia uno straniero, abbia voluto “denunciare” una situazione di fatto nel nostro calcio, che ormai conosce da 10 anni, gli procurerà forse la gogna mediatica. Il comunicato del Crotone, sicuramente una formalità dovuta (anche perché è giusto non associare il pensiero di un tesserato a quello di un’intera società), assume dei toni che sembrano eccessivamente deferenti, quasi a temere una reazione per aver un proprio dipendente smascherato una situazione veritiera. Piaccia o no, l’opinione di Maxi sull’elevata influenza di Lotito sulle istituzioni del calcio (e non solo) italiano potrebbe risultare condivisa da una buona parte degli appassionati.

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Il punto sul Crotone: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

Nel decisivo scontro diretto contro il Chievo per la salvezza, il Crotone ha incassato una pesante sconfitta che potrebbe rivalutare la situazione della squadra in classifica. Il pari di domenica con la Lazio ha reso amaro il pomeriggio per entrambe le squadre date le situazioni in classifica di ambedue. Per riscattarsi dallo stop con i clivensi e dal pareggio con i biancocelesti, nell’ultima giornata di campionato il Crotone dovrà vincere per salvarsi dalla retrocessione in serie minore. Il momento resta, alquanto, delicato per la formazione allenata da Zenga. Il match con il Napoli è previsto per domenica 20 maggio alle 18.00 in casa dei partenopei.

Il mercato:

Da valutare la situazione del prossimo anno del Crotone per quanto concerne il calciomercato. Restare in A sarà sicuramente una spinta in più per la società in chiave acquisti. Secondo alcuni rumors, il Crotone sembrerebbe interessato a Kyle Nasta, portiere statunitense classe ’93, attualmente svincolato.

Le ultime dal campo:

Nella gara di domenica contro il Napoli, Zenga si affiderà al solito 4-3-3 con Simy pronto a guidare nuovamente l’attacco del Crotone, visto l’ottimo momento di forma: verrà supportato nel tridente di attacco da Trotta e Nalini. Confermata anche la difesa, con Faraoni, Ceccherini, Capuano e Martella che comporranno il quartetto difensivo davanti a Cordaz, data l’ottima prestazione nell’ultima giornata di campionato con la Lazio.




Crotone, le parole di Zenga nel post partita

Walter Zenga, allenatore del Crotone, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro la Lazio: “La classifica è complicata ma non impossibile. Dobbiamo continuare con l’intensità di oggi, abbiamo dimostrato che bisogna giocare con una predisposizione positiva. Con Rohdén potevamo chiuderla, guardando la classifica forse fa specie rispetto a dieci giornate fa, adesso iniziano a vincerle tutte stranamente (ride, ndr). Ho detto ai ragazzi che hanno fatto una grande prova, siamo andati oltre certe circostanze, non ci siamo tirati indietro. Sul rigore c’è da discutere, sono episodi che ci possono stare. A cinque minuti dalla fine eravamo in vantaggio. I ragazzi hanno interpretato la partita benissimo, avevamo di fronte una squadra che lotta per la Champions, hanno fatto tanta roba, considerando anche che nel girone di ritorno abbiamo fatto venti punti. È impensabile che settimana prossima non riusciamo a vincere e non riusciamo a restare in Serie A. Loro sono potenti a centrocampo, non volevo regalare dall’inizio Trotta e Stoian, avrebbero speso molto dall’inizio, li volevo sfruttare nel momento giusto. Ci avevo visto quasi giusto, con il salvataggio sulla linea di Rohdén”.




Crotone, la conferenza stampa di Walter Zenga

Questo pomeriggio il tecnico del Crotone, Walter Zenga, è intervenuto in conferenza stampa per parlare del prossimo match di campionato.

Domani alle ore 15.00, infatti, la squadra calabrese incontrerà la Lazio di mister Inzaghi (qui le probabili formazioni di Crotone-Lazio), match valido per la 37° giornata di Serie A. Ecco le parole del tecnico:

“In città sono ottimisti perché sanno che il Crotone nel girone di ritorno è 13° con sei punti di vantaggio sulle retrocesse e che nelle ultime 10 partite sarebbe 11° in classifica. Il lavoro è sempre riconosciuto. La Lazio è una grande squadra e lo dimostra la posizione in classifica e il suo campionato. Grande mentalità e un ottimo allenatore. Dovremo giocare molto bene per fare risultato. E’ la squadra che trascina il pubblico. Può esserci anche tutta la città allo stadio, ma se la squadra non si muove, non conta niente. Lo stadio pieno è una conseguenza dei risultati della squadra. Abbiamo lavorato bene questa settimana. Abbiamo ripreso mercoledì perché era giusto dare due giorni di riposo a tutti, anche a tutti coloro che lavorano ano per la squadra. Era già stato deciso da mercoledì scorso, non c’entrano niente i risultati del weekend. Non ci curiamo dei problemi degli altri, dobbiamo solo pensare a fare bene il nostro. Siamo arrivati a giocarci una salvezza anticipata a due giornate dalla fine e nessuno di voi ci credeva. Per episodi non è andata come doveva andare la sfida contro il Chievo, con i nostri avversari che non hanno giocato meglio di noi. Abbiamo un’altra possibilità di salvarci in anticipo e vorrei chiudere i conti domani. Dietro i numeri c’è sempre qualcosa di vero. Questa squadra merita assolutamente di restare in Serie A e non lo dico per presunzione ma per come hanno lavorato. Le sfide semplici non mi sono mai piaciute e dunque sono contento di giocarmela con la Lazio, state sicuri che è un problema per loro venire a giocare allo Scida domani. Sarebbe disumano non raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo fatto un percorso pazzesco. Io ci metto tutto ciò che ho dentro di me per ambientarmi nella squadra che alleno e faccio di tutto perché ci sia grande simbiosi, perché sono convinto che se c’è questo, l’obiettivo si raggiunge sempre. La nostra forza è quella che riusciamo sempre a prendere le energie da noi stessi senza guardare gli altri.

Caressa che fa il tifo per il Cagliari su Sky?

“Se gli altri vogliono fare il tifo per le altre squadre in corsa, sono opinioni che non condivido. Non mi piace che stasera si giochi Inter-Sassuolo e noi giochiamo domani. Non capisco perché non si giocano tutte le partite insieme, sarebbe stato più equo. Sarebbe più carino giocare tutti insieme alle 15, perché anche per quanto riguarda il tempo e le condizioni sono molto differenti. Tutti dovrebbero giocare alla stessa ora, perché gli incastri sono più gestibili anche se può essere un vantaggio o uno svantaggio”.




Lotta salvezza: chi merita di retrocedere?

La sfida salvezza è sempre più avvincente. Nella zona calda della classifica sono ben cinque le squadre raccolte in soli quattro punti e sei, ancora, in lotta per la salvezza. Con il pareggio di domenica, il Benevento si è aggiudicato, matematicamente, un posto in serie B. Per le altre, invece, il cammino è ancora tutto aperto. Per capire come evolverà la corsa per una permanenza in serie A non si dovrà attendere molto, già con il prossimo turno di campionato si andranno a delineare ancor di più le situazioni delle squadre a rischio con una serie di incroci fondamentali. La partita più importante di questa giornata è, senza dubbio, lo scontro diretto Chievo-Crotone. C’è chi ironizza il momento dei gialloblu e ha trasformato la finale di Champions in quella per la salvezza: Road to Kiev è ormai diventato Road to Chiev, data l’importanza del match di domenica. Ruolo decisivo lo reciterà quindi il calendario in questa ultima e delicata fase di campionato

Chievo: ancora tutto aperto

La sfida contro la Roma è costata cara al tecnico Maran. La sconfitta e la tragica situazione della squadra ha, infatti, indotto il presidente Campedelli ad esonerare l’allenatore. Al suo posto è stato promosso l’allenatore della primavera, Lorenzo D’Anna. Il Chievo, ad oggi, si trova terzultimo in classifica, dopo aver conquistato solo 2 punti nelle ultime 5 giornate di campionato. Domenica ad attenderlo a Bentegodi ci sarà un’altra squadra in corsa per la salvezza, il Crotone. A seguire i gialloblu affronteranno il Bologna già salvo e il Benevento già in B. Dato il contorno delle due sfide, la squadra di D’Anna, potrebbe portare a casa 6 punti fondamentali in questa fase di campionato.

Hellas Verona: con un piede in B

Situazione tragica la sta vivendo anche il Verona. Se finisse oggi il campionato la squadra di Pecchia si troverebbe il prossimo anno a giocare in Serie B. L’Hellas ora si trova a quota 25  punti e a soli sette punti di lunghezza dall’ultima posizione occupata dal Benevento. Dovrà, perciò, cercare di raggiungere tutti e nove i punti disponibili in queste tre partite, attendendo anche eventuali passi falsi delle altre squadre interessate alla lotta salvezza. Con l’ultimo match perso contro la Spal, per gli uomini di Pecchia è arrivata la quarta sconfitta consecutiva. Ora la situazione del Verona si fa davvero dura, dato che l’ultimo posto per rimanere in serie massima è occupato proprio dalla Spal. Oltre alla situazione difficile, l’Hellas ha un calendario da qui in poi molto complicato: sabato dovrà affrontare un Milan affamato e in cerca del passaggio in Europa League; successviamente arriveranno le sfide con Udinese e Bologna, comunque molto complicare. Sabato con una potenziale sconfitta Pecchia e i suoi faranno compagnia, matematicamente, al Benevento in Serie B.

SPAL: ancora in corsa

La Spal, con la vittoria nello scontro diretto con il Verona in chiave salvezza, deve riuscire a portarsi a casa tutti e 9 i punti per allontanarsi dal pressing del Chievo. La squadra di Semplici,ora, si trova a quota 32 punti con un punto sopra i gialloblu penultimi. Il prossimo avversario sarà il Benevento, già matematicamente in Serie B. Dopo la squadra campana, la Spal dovrà giocarsela con il Torino in trasferta e con la Sampdoria. I tre punti strappati a Verona sottolineano il bel momento che sta vivendo la formazione allenata da Semplici. Con la vittoria con l’Hellas, la Spal ha abbandonato, momentaneamente, la terzultima posizione, scavalcando il Chievo, fermo a 31 punti dopo il k.o all’Olimpico contro la Roma.

Cagliari: momento delicato

Altra squadra interessata a questa lotta è il Cagliari di Lopez, che ha racimolato un solo punto nelle ultime tre gare. La classifica dice che la squadra sarda, ad oggi, si trova a soli due punti di distanza dalla terzultima: considerando un confronto diretto con il calendario delle avversarie, la squadra sarda è sicuramente quella messa peggio. Nelle prossime giornate di campionato, il cammino del Cagliari per raggiungere la salvezza si andrà ad incrociare con quello delle altre squadre in corsa per un posto nelle varie competizioni europee. Il Cagliari, infatti, dovrà affrontare Roma, Fiorentina e Atalanta. Tutte partite sulla carte difficilissime. La squadra di Lopez dovrà tentare l’impossibile. I sardi sono, oggettivamente, quelli più in pericolo.

Udinese: niente è ancora deciso

Dopo il pareggio per 3-3 con il Benevento, maturato negli ultimi minuti, l’Udinese affronterà nel prossimo incontro l’Inter e successivamente Verona e Bologna. Il solo un punto ottenuto nelle ultime dodici partite rappresenta un bilancio sicuramente negativo che potrebbe far scivolare l’Udinese in Serie B. Oltre a quella di domenica, le sfida con Verona e Bologna sono però tutte sulla carta abbordabili ed il cambio di tecnico potrebbe aver dato una spinta sul morale Tuttavia, già in occasione del match contro i nerazzurri, i ragazzi del neo allenatore Tudor saranno chiamati all’impresa per vincere e guadagnare tre punti fondamentali in chiave retrocessione. Con delle potenziali sconfitte la squadra potrebbe scivolare e perdere terreno: ad ora infatti, la formazione allenata da Tudor conserva tre sole lunghezze sul Chievo Verona che in questo momento occupa il terzultimo posto.

Crotone: come lo scorso anno

Vince e merita il Crotone di queste ultime partite di campionato. Dopo l’importantissimo punto strappato con la Juventus sono arrivate altre due vittorie. Il percorso della squadra calabrese dello scorso anno ricorda, a tratti, quello di questa stagione: di certo, per il gioco espresso, è la squadra che meno meriterebbe la retrocessione. Nella prossima giornata di campionato, la squadra di Zenga sarà chiamata a vincere nel fondamentale scontro diretto con il Chievo, che con una potenziale vittoria potrebbe dare una vera e propria mazzata alle dirette concorrenti, salendo a quota 37 punti e allontanando ancora di più i clivensi. Dopo il match con il Chievo, il Crotone affronterà Lazio e Atalanta. Partite complicate che possono mettere in discussione fino all’ultimo questa lotta salvezza e proprio per questo quella con i gialloblu potrebbe risultare veramente decisiva.




Le migliori imprese-salvezza nella storia della Serie A

Mancano quattro giornate alla fine del campionato e la lotta per non retrocedere in Serie B è ancora apertissima. A parte il povero Benevento, che ha già dovuto dire addio alla Serie A, sono sei le squadre che si giocheranno le ultime carte disponibili per potersi salvare: Cagliari, Udinese, Chievo, Crotone, Spal e Hellas Verona. Se lassù, dunque, Juventus e Napoli se le stanno suonando di santa ragione, in zona salvezza la situazione non è da meno, tanto che questo finale di stagione sta assumendo i contorni di uno dei più entusiasmanti degli ultimi anni. Non possiamo dire con certezza quali di queste squadre abbiano più chance di farcela, anche perché sarebbe un azzardo, ma soprattutto perché nel corso del tempo ci sono state vere e proprie imprese calcistiche nel nostro campionato, in cui club senza un briciolo di speranza sono riusciti ad agguantare un’insperata permanenza in Serie A.

Crotone (stagione 2016-2017)

Nello scorso campionato si parlava di un Crotone spacciato e di un discorso salvezza già chiuso a gennaio, con Palermo ed Empoli pronte a festeggiare la salvezza con largo anticipo. Ma la realtà è un’altra e sappiamo tutti come è andata a finire: i calabresi chiudono il girone d’andata all’ultimo posto con 9 punti, effettuando un sorpasso da cardiopalma sulle dirette concorrenti e trovando la meritata gioia nelle ultime giornate di campionato. Merito va dato soprattutto alla società, che in quella stagione ha sempre difeso l’operato di Nicola, la cui determinazione e costanza nel lavoro hanno creato le basi per poter pianificare una rimonta alla quale non credeva nessuno. Dal 19 marzo 2017, giorno della sconfitta con la Fiorentina in casa, il Crotone inizia la sua marcia verso la salvezza: il via alla rimonta viene dato dalla vittoria sull’Inter per 2-1, con doppietta di Falcinelli. Una volta raggiunta la salvezza, Nicola mantiene le promesse e percorre la tratta Crotone-Torino in bicicletta, sostenendo tra l’altro anche iniziative relative alla riapertura dell’aeroporto di Vigone, sua città di origine.

Sassuolo (stagione 2013-2014)

Nella stagione 2013-2014, anno dell’esordio in Serie A, il Sassuolo parte veramente male. Nelle prime sette giornate i neroverdi riescono a raccogliere soltanto 2 punti, mentre da dicembre in poi la squadra prima di Di Francesco e poi di Malesani racimola la miseria di 3 punti in dodici giornate, ottenendo undici sconfitte e una vittoria (quella del 4-3 contro il Milan, con il poker di Berardi che sancì l’esonero di Allegri). Alla ventisettesima giornata il Sassuolo si ritrova ultimo in classifica con 17 punti, a quattro lunghezze di distanza dalla zona salvezza. Date le circostanze, il presidente Squinzi esonera Malesani ed effettua un ultimo disperato tentativo, richiamando Di Francesco sulla panchina emiliana: il tecnico abruzzese riesce a far ricompattare la propria squadra e a fine stagione le consente di piazzarsi al quartultimo posto, davanti a Catania, Bologna e Livorno, condannate invece alla Serie B.

Cagliari (stagione 2012-2013)

Quello 2012-2013 è un campionato travagliato per il Cagliari. I rossoblu non iniziano al meglio la stagione e chiudono il girone di andata con un distacco di 4 punti dal Pescara. Il presidente Cellino decide così di esonerare Ficcadenti e di chiamare sulla panchina sarda una vecchia bandiera cagliaritana: Ivo Pulga. Nonostante un inizio positivo, in cui arrivano quattro vittorie consecutive, nelle seguenti otto giornate la squadra ottiene soltanto due punti. Il 6 gennaio 2013, inoltre, i sardi perdono per 2-1 contro la Lazio e stabiliscono il record negativo di sconfitte consecutive, che raggiunge quota sei. Nel mese di febbraio la vittoria sulla Roma per 4-2 e il pareggio contro il Milan per 1-1 fanno si che il Cagliari cominci ad allontanarsi dalla zona retrocessione. Nemmeno l’arresto del presidente Massimo Cellino (avvenuto il 14 febbraio, con le accuse di peculato e falso ideologico) incide sui risultati della squadra, che nel girone di ritorno ottiene 15 risultati utili consecutivi. Il 5 maggio il pareggio per 0-0 contro il Chievo, unito alla sconfitta del Palermo contro la Juventus, regala l’aritmetica salvezza con tre domeniche di anticipo. La realizzazione di quella bellissima impresa è anche merito dell’esplosione di Marco Sau, che al suo esordio in Serie A realizza 12 reti.

Catania (stagione 2009-2010)

La stagione 2009-2010 è la tredicesima in Serie A per il Catania, che però non inizia nel migliore dei modi: nelle prime tre gare di campionato arrivano altrettante sconfitte, e il primo punto arriva alla quarta giornata nel pareggio casalingo contro la Lazio. L’8 dicembre 2009, dopo quindici giornate in cui il Catania ha raccolto solo 9 punti e si trova ultimo in classifica, viene esonerato il tecnico Atzori e viene ingaggiato Sinisa Mihajlovic, che contribuisce ad un cambio di rotta immediato della sua squadra. Il tecnico serbo riesce a vincere contro la Juventus a Torino, dopo 46 anni senza vittorie in casa dei bianconeri, e ottiene due vittorie fondamentali contro Lazio e Roma, con le quali permette ai catanesi di uscire definitivamente dalla zona retrocessione. I successi di quella seconda parte di stagione sono frutto anche delle buone prestazioni di Maxi Lopez, acquistato a gennaio e diventato capocannoniere della squadra, con undici goal messi a segno in sei mesi.

Chievo (stagione 2008-2009)

Il Chievo nella stagione 2008-2009 riesce a compiere un vero e proprio miracolo. La squadra veronese non inizia bene il campionato, tanto da ritrovarsi con soli 9 punti al termine del girone d’andata. Agli inizi di novembre, dopo un 3-0 rimediato in trasferta contro il Paermo, Iachini viene sostituito da Di Carlo e tale operazione segna la svolta per i gialloblu, che cominciano a risalire la classifica in maniera progressiva. Nell’ultima giornata di andata viene sconfitto il Napoli, mentre nel 30° turno arriva lo spettacolare pareggio per 3-3 in casa della Juventus, in cui Pellissier segna una fantastica tripletta a Buffon. Nella seconda parte di campionato il Chievo ottiene 28 punti in 21 partite e chiude la stagione con 38 punti, staccando la zona retrocessione di quattro lunghezze.

 

 




Udinese-Crotone: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Domenica 22 aprile, alle h. 15.00, si sfideranno Udinese e Crotone, in un match quasi decisivo per la permanenza in Serie A. Pessimio momento per i bianconeri, che arrivano da 10 sconfitte consecutive: l’ultima rimediata nel turno infrasettimanale al San Paolo, nella partita persa per 4-2 contro il Napoli. Meglio la squadra di Zenga, che con il miracoloso pareggio ottenuto contro la Juventus, resta a 1 punto dalla zona salvezza.

Le probabili formazioni di Udinese-Crotone

Match decisivo per Oddo, che potrebbe essere esonerato in caso di sconfitta. Potrebbe rientrare Fofana tra i titolari, ma non è da escludere una conferma di Ingellson, a segno nella partita contro il Napoli. Davanti dovrebbe tornare de Paul, con Lasagna pronto a prendere il posto di Perica. Zenga dovrebbe confermare 10/11 della squadra vista contro la Juventus. L’unico cambio dovrebbe essere il rientro di Ricci, con Diaby verso la panchina.

Probabile formazione Udinese (3-5-1-1): Bizzarri; Nuytinck, Danilo, Samir; Larsen, Behrami, Jankto, Fofana, Adnan; de Paul; Lasagna. Allenatore: Oddo

Probabile formazione Crotone (4-3-3): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Barberis, Stoian, Mandragora; Ricci, Simy, Trotta. Allenatore: Zenga

Radiocronaca Udinese-Crotone

La radiocronaca di Udinese-Crotone verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 14.45.

Dove vedere in TV e streaming Udinese-Crotone

Udinese-Crotone sarà trasmessa in diretta sia sul digitale terrestre da Mediaset Premium, sul canale Premium Calcio 4, sia sul satellite da Sky, sul canale Sky Calcio 5. La gara sarà visibile in streaming per i soli abbonati delle due piattaforme attraverso Premium Play e Sky Go.




Una poltrona per tre. Verona, SPAL, Crotone: chi si salverà?

Juventus e Napoli si stanno lottando, giornata dopo giornata, lo scudetto; due tra Roma, Lazio ed Inter si qualificheranno per la prossima Champions League. E la lotta salvezza? In fondo alla classifica, escluso il Benevento che con i suoi 10 punti è destinato alla retrocessione, tutto può accadere. Verona (22 punti), SPAL e Crotone (24) si giocheranno fino all’ultimo secondo possibile la permanenza in Serie A. Chi riuscirà a salvarsi? Andiamo ad analizzare la situazione dei tre club e le loro possibilità di non retrocedere.

Hellas Verona, Pecchia non molla

La stagione dell’Hellas Verona è iniziata con la nota vicenda Cassano che, dopo una serie di ripensamenti, non ha voluto iniziare il campionato con il club scaligero. I piani salvezza del club sono stati complicati dal difficile rapporto tra Pecchia e Pazzini (l’attaccante è stato ceduto nel mercato invernale); l’allenatore, però, è sempre andato dritto per la sua strada e alla fine è riuscito ad ottenere i risultati. La squadra è in piena corsa per la salvezza e la vittoria del derby ha aumentato il morale di Matos e compagni. Ventidue punti e un calendario in cui le uniche partite “impossibili” sono le due trasferte di Milano e quella dello Stadium.

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SPAL, bisogna fare le cose SEMPLICI

I sette punti conquistati (tutti contro dirette concorrenti) nelle ultime tre partite hanno restituito morale alla SPAL in vista della lotta salvezza; il club neopromosso, sia per le scelte fatte sul mercato sia per il gioco mostrato, è forse la squadra che più di tutte merita la salvezza. La strada è ancora lunga ma il club può contare su un Antenucci in grande forma. Il principale nemico della SPAL è un calendario piuttosto complicato da qui a fine stagione e allora sarà fondamentale fare più punti possibili in casa.

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Crotone, con Zenga è cambiata la musica

Dopo la straordinaria cavalcata con Nicola, il Crotone aveva perso quella cattiveria necessaria ad una squadra il cui obiettivo è la salvezza. La società è stata brava ad accorgersene in tempo, chiamando Walter Zenga; l’ex allenatore del Wolverhampton ha dato linfa nuova al club che, escluse le sconfitte con Benevento e SPAL, ha avuto un buon rendimento. Il calendario è, probabilmente, il più difficile dei tre ma il cuore del Crotone potrebbe sorprendere anche in questa stagione.




Crotone-SPAL: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per la 26° giornata di Serie A (fischio d’inizio ore 12.30). Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Crotone-SPAL.

Formazioni ufficiali Crotone-SPAL

Formazione ufficiale Crotone (4-3-3): Cordaz; Sampirisi, Ceccherini, Capuano, Martella; Benali, Barberis, Mandragora; Ricci, Budimir, Nalini. Allenatore: Zenga.

Formazione ufficiale SPAL (3-5-2): Meret; Simic, Vicari, Cionek; Lazzari, Schiattarella, Kurtic, Grassi, Mattiello; Paloschi, Antenucci. Allenatore: Semplici.

Radiocronaca Crotone-SPAL

La radiocronaca di Crotone-SPAL verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 12.15




Crotone, per l’attacco piace Pinamonti dell’Inter

Il Crotone, dopo la bella vittoria sul campo dell’Hellas Verona, continua a sognare la salvezza. Per raggiungere l’obiettivo, però, la società ha bisogno di rinforzi. Uno degli obiettivi, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport è Pinamonti. Il giovane attaccante dell’Inter con Zenga potrebbe giocare con continuità.