Inter, ecco le condizioni per cedere Lautaro al Barcellona

Inter, ecco le condizioni per cedere Lautaro al Barcellona

Uno dei giocatori che, nel corso del prossimo mercato estivo, sarà al centro di una grande trattativa, sarà Lautaro Martinez; l’attaccante argentino, di proprietà dell’inter, piace al Barcellona che vorrebbe portarlo al Camp Nou per un tridente offensivo con Suarez e Messi. E’ proprio il numero dieci blaugrana che potrebbe sponsorizzare l’arrivo del centravanti nerazzurro alla corte di Setién. Operazione di mercato non semplice sia per le difficoltà economiche che i club dovranno affrontare dovute all’emergenza sanitaria chiamata Covid-19 sia per le richieste del club italiano; la società nerazzurra, infatti, considera Lautaro Martinez uno dei punti fermi e per questo vuole guadagnarci il più possibile. La richiesta per cedere l’argentino è quella di avere Vidal (pallino di Antonio Conte), il prestito per una stagione di Antoine Griezmann che andrebbe a sostituire l’attaccante argentino nel 3-5-2 nerazzurro e un conguaglio pari a novanta milioni di euro. Una richiesta decisamente importante per un giocatore, di ventidue anni, che è legato all’Inter fino al 2023 e ha una clausola rescissoria pari a centoundici milioni di euro. Nelle prossime settimane le due società si rincontreranno per provare a trovare un’intesa nel tentativo di portare a termine una trattativa che potrebbe cambiare gli equilibri tattici dell’Inter e le gerarchie del campionato italiano.

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Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Rakitic: “Voglio tornare a giocare, altri lavoratori convivono con il virus”

Il centrocampista croato del Barcellona ha rilasciato un’intervista al quotidiano Marca, nella quale esprime la sua decisa volontà di ritornare a giocare. Il numero 4 blaugrana aggiunge che è disposto a correre il rischio di essere contagiato come avviene per qualsiasi altra professione lavorativa. Il croato spinge verso un’azione di solidarietà verso tutti quei lavoratori che non hanno mai smesso di svolgere la loro professione durante questa crisi, come commessi dei supermercati e medici. Ecco le parole di Rakitic:

“Sono pronto a correre il rischio di essere contagiato, ma voglio tornare a giocare. Lo dico con la consapevolezza che il rischio sarà molto piccolo, ma anche per la solidarietà con coloro che hanno lavorato per noi dal primo minuto e che continueranno così per molti giorni. Dobbiamo giocare con le massime misure di sicurezza, sapendo che non sarà mai sicuro al cento per cento, per noi come per qualsiasi lavoratore. Anche i dipendenti dei supermercati si cambiano negli spogliatoi e hanno le stesse possibilità di contrarre il virus rispetto a noi, o forse anche di più. Loro corrono quel rischio e anche io voglio farlo.

Penso  che abbiamo un debito, dobbiamo restituire alla società quel che abbiamo ottenuto in questi anni, e non dico solo il termini economici: dobbiamo tornare a far divertire la gente, perché non parli solo di virus. Leggo in questi giorni di danni economici, di calendari, di retrocessioni, ma non leggo nulla di passione della gente.”

Riguardo lo stop del Campionato francese:

Penso che non esista una ricetta univoca – dice Rakitic in una lunga intervista a Marca – Ciascun Paese si regola secondo la propria situazione”.

 

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Toldo: “Campionato falsato a discapito della meritocrazia sportiva”

Toldo: “Campionato falsato a discapito della meritocrazia sportiva”

Francesco Toldo è stato per moltissimi anni uno dei più forti portieri del mondo tra gli anni novanta e duemila; Toldo è stato eccellente sia con la maglia della Fiorentina indosso che con quella dell’Inter, oltre che con la Nazionale italiana al quale ha reso un grande servizio prima dell’avvento di Buffon. Francesco Toldo dopo aver appeso guanti e scarpini al chiodo si è un po’ allontanato dal mondo del calcio, ma quest’oggi è tornato a parlare a Il Giornale, rilasciando una bella intervista. Andiamo a vedere cosa ha detto:

Toldo, 10 anni fa l’Inter usciva sconfitta dal Camp Nou ma con la finale di Champions League ottenuta. Ci racconti come hai vissuto quella serata e qualche aneddoto particolare legato a quella partita?

“Siamo stati monumentali, forti del 3-1 dell’andata, tutto il mondo calcistico conosce la forza del Barcellona al Camp Nou. Hanno caratteristiche fuori dall’ordinario, mettono in difficoltà qualsiasi squadra; però contro di noi non l’hanno fatto vedere! L’Inter del Triplete era costruita da uomini prima che da calciatori, mi ricordo la grande parata di Julio Cesar su Messi e nonostante il rosso a Thiago Motta abbiamo retto fino alla fine della partita. Un aneddoto? Il giorno prima ci fu una grande litigata a pranzo tra di noi per motivi che non posso dirti, fanno parte dei segreti di quell’anno….ma tutto si risolse nel migliore dei modi ed entrammo in campo più uniti che mai”.

In tanti hanno esaltato quella squadra che conquistò il triplete. Qual era la vera forza del gruppo?

“La vera forza del gruppo era il confronto diretto e il dirsi le cose in faccia senza che nessuno si offendesse. C’erano inoltre grandi campioni che si misero a disposizione del gruppo anteponendo l’interesse della squadra a quello personale. L’aspetto principale è rappresentato da Mourinho che, insieme alla società di Massimo Moratti, lavorava con gli stessi obiettivi. Lungo il cammino si sono aggiunti i tifosi che hanno sempre di più compreso la grandezza della stagione e la sinergia è stata fondamentale per arrivare a quei grandi traguardi”.

Ci racconti qualche aneddoto su José Mourinho? Che tipo di allenatore e di motivatore era?

“Mou prima di tutto è uno psicologo, la gestione del gruppo per lui è fondamentale, la chiarezza e la comunicazione sono punti saldi. Ottiene rispetto dal gruppo quando egli per primo s’arrabbia coi giocatori più importanti nelle riunioni in spogliatoio. Più volte ha attaccato per motivazioni varie i grandi campioni senza che nessuno si offendesse per i concetti sensati che riusciva ad esprimere. Era il primo agli allenamenti e l’ultimo a chiudere la porta. Con lui potevi tranquillamente disquisire di qualsiasi argomento, era sempre preparato. Spiccava la sua dote nel parlare più lingue straniere e lo dimostrò alla sua presentazione alla Pinetina. Tutt’ora ci sentiamo…”.

Capitolo Inter attuale. Cosa ne pensi di Antonio Conte e della squadra allestita da Marotta e Ausilio? Quanto manca per colmare il gap con la Juventus?

“Penso che ci siamo alzati di livello rispetto alle annate precedenti anche se non basta, non per confrontarsi con la Juventus, questo no! Perché l’Inter deve tracciare sempre e comunque la sua rotta e rispettarla. L’Inter ha una sua notevole storia calcistica ed avrebbe meritato molti scudetti in più sul petto”.

Il calcio e lo sport si sono dovuti fermare per la pandemia da coronavirus. Pensi sia giusto riprendere o archiviare la stagione 2019-2020?

“Voglio pensare ad un calcio più vicino alla normalità della gente per cui il buon senso imporrebbe di fermarsi e rivedersi a campionato nuovo. Purtroppo però l’introito maggiore del calcio è rappresentato dai diritti tv che se venissero a mancare improvvisamente causerebbero un danno enorme all’indotto e a cascata fino all’economia di tutti i giorni. Quindi mi aspetto una ripartenza in sicurezza proprio per vincere contro questo Covid-19 e ritornare lentamente alla normalità”.

Cosa ne pensi delle polemiche di questi giorni su questo tema che sta infiammando il mondo del calcio?

“Si tratta di riflessioni che poi col tempo passano, trovo ingiusto scaricare al solito mondo dorato del pallone colpe che giocatori non hanno. Il governo guidato da un pool di scienziati si sta esprimendo e trovo che in un momento di difficolta si debba cercare di criticare di meno e agire di più. Alla fine giusto ripartire”.

Sei stato grande protagonista con l’Italia nel 2000. Le tue innumerevoli parate in semifinale sono valse la finale poi purtroppo persa contro la Francia. Ci racconti le tue emozioni di quella partita e della finale?

“La partita con l’Olanda rientra nelle immortali del calcio, ricorre il ventennio fra pochi giorni e gli sportivi continuano a riviverla. Se ti dicessi che la sera prima ho immaginato esattamente nella mia testa tutto ciò che l’indomani sarebbe accaduto? Ci crederesti? Ebbene è andata proprio così, ero convinto di alzare un muro per contenere gli olandesi, solo Kluivert ha retto psicologicamente”.

Tema dolente, il 5 maggio: cos’è successo in quella partita? Ti aspettavi l’addio di Ronaldo a fine stagione?

“Epilogo amarissimo di un campionato falsato da altre forze a discapito della meritocrazia sportiva. Senza voler polemizzare a distanza di tempo, vicenda chiusa. Ronaldo? Il brasiliano più forte e simpatico che abbia conosciuto, malgrado le sue avversità fisiche sfoggiava sempre un sorriso contagioso”.

Una volta in Inter-Juventus sei stato protagonista con Christian Vieri di una carambola che è valsa il pareggio nerazzurro. Senti tuo quel gol?

“Il gol era mio, Bobone l’ha preso solo per la classifica cannonieri che meritava di vincere. Tutt’ora con Bobo scherziamo sulla paternità del gol, tanto io so che e mia (ride; ndr). Personalmente sono fiero e ancora divertito del gol a San siro con la Juventus. lo racconto spesso ai miei figli e prendo l’esempio quando parlo ai giovani dicendo loro che con la convinzione unita al talento, ovviamente insieme alla buona sorte, raggiungi i sogni che ti prefiggi… Fatelo ragazzi, sognate e realizzate i vostri obiettivi”.

Cosa ne pensi delle dicharazioni di Romelu Lukaku durante una diretta Instagram con la moglie di Mertens:

“Tra dicembre e gennaio 23 su 25 calciatori hanno avuto la febbre. Non sapremo mai se era coronavirus o meno” “Ho imparato a non giudicare quando non conosco bene la situazione, penso che all’inter ci sia uno staff sanitario con medici preparatissimi che tutelano i propri giocatori e credo che ognuno debba rispondere per il suo mestiere”.

Vuoi mandare un messaggio su come dovrebbe e potrebbe migliorare il mondo del calcio?

“Il calcio è lo sport principale in Italia e per questo bisognerebbe conservarlo e migliorarlo per appassionare sempre più sportivi. Per questa ragione mi piacerebbe che ogni campione cerchi di essere esemplare sia quando gioca ma soprattutto nella vita privata. Così facendo alzi si innalza il livello d’umanità intorno a questo sport. I giovani ragazzi di oggi che giocano nei dilettanti e nel calcio minore osservano ogni comportamento dei nostri idoli, diamo il buon esempio allora!”.

 

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Calciomercato, attenta Juve! Il Barça vuole De Ligt

Calciomercato, attenta Juve! Il Barça vuole De Ligt

Calciomercato. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il Barcellona torna su un suo vecchio pallino, Matthijs De Ligt. Dopo averlo corteggiato senza successo nel corso del passato mercato estivo, il Barcellona non sembra voler mollare la presa su quello che considera al momento il difensore centrale più forte in circolazione per età e prospettiva. Il numero 4 della Juventus, dopo la lunga militanza nell’Ajax, ha cominciato un pò in sordina la sua avventura in bianconero, complice anche l’assenza di una guida importante del reparto difensivo come Giorgio Chiellini, infortunatosi proprio ad inizio campionato. Nel corso della stagione, però, l’olandese è cresciuto per rendimento e sicurezza, formando con Leonardo Bonucci una coppia difensiva di sicuro affidamento. Mister Sarri ha sempre puntato su di lui, complice anche il grande esborso economico fatto dalla Juventus per strapparlo ai lancieri olandesi e per allontanare la concorrenza proprio del Barcellona. Il club blaugrana ha monitorato tutta la stagione disputata fino ad ora da De Ligt e proprio per questo vuol provare l’affondo decisivo. La Juventus, dal canto suo, non sembra essere minimamente intenzionata a privarsi del classe 2000, dopo averlo pagato 75 milioni di € nel Luglio del 2019 . A questo va aggiunto anche che il difensore a Torino ed in bianconero si trova molto bene e non ha proprio intenzione di cambiare squadra dopo nemmeno 12 mesi.

Il rientro poi di Giorgio Chiellini permetterà all’olandese di crescere ancora di più, con l’obiettivo di diventare il numero 1 nel giro di pochi anni.

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Napoli, Umtiti l’ennesimo nome per sostituire Koulibaly

Napoli, Umtiti l’ennesimo nome per sostituire Koulibaly

Secondo quanto trapela da Castel Volturno Kalidou Koulibaly è in procinto di lasciare Napoli e la destinazione più probabile al momento sembrerebbe Parigi, infatti il Psg potrebbe offrire al calciatore senegalese l’occasione di giocarsi la Champions League con una delle candidate alla vittoria proponendo un contratto intorno ai 7 milioni. I parigini dovranno guardarsi dalla concorrenza del Manchester United, la squadra inglese è in grado di poter pareggiare l’offerta contrattuale al ragazzo, e metterebbe sul piatto la possibilità di confrontarsi con il campionato più difficile al mondo, la Premier League, d’altro canto non potrebbe assicurare al centrale del Napoli la certezza di giocare la Champions League nella prossima stagione. La dirigenza partenopea, come scriviamo da giorni, è a lavoro per cercare il sostituto ideale, e oltre a Milenkovic, centrale della Fiorentina, nelle ultime settimane è circolata con insistenza una suggestione riguardante Umtiti, centrale francese in forza al Barcellona. Il Napoli su questo fronte si è mosso con molto anticipo, avendo già ottenuto tutte le informazioni necessarie, e sembrerebbe che la società blaugrana sia disposta ad applicare uno sconto al prezzo di 50 miloni, fissato prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria. Una parte del guadagno della cessione di Koulibaly verrebbe così subito investito per portare a Napoli il suo sostituto, c’è però da convincere il ragazzo, che secondo quanto riporta la testata spagnola Sport non sarebbe intenzionato a lasciare la Catalogna.


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Inter, senti Rueda; “Ci sono possibilità che Vidal torni in Italia”

Un accostamento di mercato ormai quasi mainstream, Vidal e l’Inter si rincorrono da tempo, e tutti gli indizi portano sempre di più l’ex Juventus a vestire la maglia nerazzurra.

Ultimo indizio, fresco di giornata, è una vera e propria conferma della possibilità di vedere il cileno in Italia alla ripresa del campionato, finita l’emergenza. Infatti il CT del Cile Rueda ha voluto parlare del suo pupillo questa mattina al giornale spagnolo Sport, aprendo gli scenari di mercato che si stanno mostrando al centrocampista, sottolineando anche un’intromissione del Borussia Dortmund: “Per quanto ne so ci sono possibilità di tornare in Italia. Il Dortmund da poco ha mostrato interesse nei suoi confronti. Però non c’è niente di concreto e ci vuole pazienza per maturare una decisione“.

Parole che aprono ad un futuro in nerazzurro, considerando che Arturo Vidal ha un feeling particolare con Conte, che nonostante l’acquisto di Eriksen continua a richiedere un centrocampista di quantità da inserire nel suo 3-5-2.

Alla ripresa dei campionati Vidal vestirà ancora la maglia blaugrana, come ha detto anche Rueda: “Credo che sia molto soddisfatto al Barcellona. I tifosi lo hanno accolto molto bene e spero che ovunque vada sia protagonista e che quando sarà chiamato in Nazionale arrivi in perfette condizioni“. Ma per quanto ancora? Ai posteri l’ardua sentenza

 

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Lazio, addio Luiz Felipe? Barcellona in pressing

La grande stagione della Lazio prima dello stop forzato ha ovviamente risvegliato anche gli interessi delle big del calcio europei sui gioielli biancocelesti. Luiz Felipe infatti piace molto al Barcellona secondo La Gazzetta dello Sport, tanto che la società catalana sarebbe pronta ad offrire almeno 30 milioni di euro per strapparlo alla Lazio. Lotito, a dire il vero, non vorrebbe cedere il suo difensore e sta lavorando al rinnovo del contratto in scadenza nel 2022 ma la possibilità di fare una super plusvalenza potrebbe alla fine convincere il patron a lasciare partire Luiz Felipe con destinazione Barcellona.

Il difensore brasiliano andrebbe ad aggiungersi ad un pacchetto di centrali difensivi già composto da  Piqué, Lenglet, Umtiti e Todibo (in ordine gerarchico), dove a dire il vero partirebbe con poche chances di conquistarsi un posto da titolare. La Lazio, che dal canto suo è già alle prese con il possibile addio di Bastos, pensa già a come ricostruire la difesa: i nomi sul taccuino del ds Tare sono Kumbulla del Verona (difficile data la concorrenza di top club come l’Inter), Lovren del Liverpool (da anni descritto come un obiettivo di mercato delle due squadre della Capitale) e Hinteregger del Lipsia (che come Kumbulla è già abituato a giocare in una difesa a tre).

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Griezmann, è lui il compagno perfetto per Lukaku?

Griezmann, è lui il compagno perfetto per Lukaku?

L’Inter si sta muovendo sul mercato; l’obiettivo è quello di regalare a Conte una rosa ancora più competitiva in modo da andare ad accorciare il divario con la Juventus. Tanti i nomi sul tavolo di Marotta e, quello che stuzzica maggiormente la fantasia, è sicuramente Antoine Griezmann; il francese potrebbe rientrare nello scambio con Lautaro Martinez su cui il Barcellona ha messo gli occhi da tempo. Una trattativa non semplice considerando lo stipendio (17 milioni di euro) del giocatore; l’eventuale arrivo del piccolo diavolo, però, potrebbe essere piuttosto funzionale agli schemi di Conte, al gioco di Lukaku e allo stesso Eriksen.

Il modulo

Partiamo dal sistema di gioco adottato da Conte, il 3-5-2. L’arrivo di Griezmann non andrebbe a modificare questo aspetto ma regalerebbe maggiore qualità al tecnico italiano. L’attaccante francese, rispetto a Lautaro (che ama abbassarsi per prendere palla e far salire la squadra), offrirebbe maggiore fantasia al reparto offensivo grazie alla sua capacità di essere letale tra le linee.

Lukaku

Analizziamo ora l’eventuale rapporto con Lukaku, l’attaccante principale della rosa nerazzurra. Griezmann, nel Barcellona, parte dall’esterno per favorire il gioco di Messi. Nell’Inter potrebbe tornare più dentro al campo, come faceva all’Atletico, e sfruttare le sue qualità tra le linee. Uno come Lukaku, con la sua forza fisica e l’abilità nel proteggere palla, permetterebbe a Griezmann di avere maggiore spazio da aggredire rispetto a quanto non abbia con il Barca. L’esperienza internazionale del francese aiuterebbe l’attaccante belga in quelle situazioni in cui serve avere più di un giocatore in grado di risolvere la partita con una semplice giocata. Attenzione, con questo non vogliamo dire che Lautaro non possa farlo ma la giovane età non gli permette di avere quella malizia necessaria in determinati match, specie in ambito internazionale.

Eriksen

Concludiamo con Eriksen, il fantasista arrivato all’Inter nella finestra invernale di mercato. L’ex Tottenham deve ancora inserirsi negli schemi nerazzurri ma uno con la sua fantasia ha bisogno di spazio per potersi muovere ed essere determinante. La presenza di Lautaro lo limita da questo punto di vista mentre Griezmann, che agisce solo ed esclusivamente nei pressi dell’area di rigore avversaria, favorirebbe il talento danese.

Giezmann all’Inter non è semplice come operazione ma sarebbero tanti i punti che fanno pendere la bilancia su una risposta positiva. Serve uno sforzo da parte della società nerazzurra ma, per tornare ai vertici, l’attaccante francese è uno su cui si deve assolutamente puntare.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Calciomercato Inter, Suarez dice la sua su Lautaro Martinez

Calciomercato – L’attaccante del Barcellona Luis Suarez ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti al quotidiano spagnolo Mundo Deportivo. L’uruguaiano ha parlato ovviamente della situazione attuale legata alla diffusione del Covid-19, della sua ripresa dall’infortunio che lo tiene lontano dai campi dal Gennaio scorso e ha anche detto la sua sul sempre più possibile arrivo di Lautaro Martinez, da molti visto come suo degno erede. Il numero 9 blaugrana ha le idee chiare sull’argentino: Lautaro è un giocatore che sta crescendo moltissimo in Italia. È un ‘nove’ che ha dei movimenti spettacolari e questo rispecchia il gran giocatore che è. Non è questione di essere compatibili ma di esser contento che il club voglia acquistare giocatori che vogliano aiutare a raggiungere lo stesso obiettivo. Al di là di quella che può essere una sana concorrenza in squadra l’importante è remare tutti dalla stessa parte. Per cui giocatori che vengono a lottare per un posto o aiutare la squadra saranno sempre i benvenuti”.

Le parole quindi sono senza dubbio di stima e di incoraggiamento. Se dovesse arrivare Lautaro e Suarez dovesse rimanere ci sarebbe un’abbondanza non indifferente nell’attacco del Barcellona, considerando la presenza di Griezmann e Leo Messi, non 2 semplicissimi da rimpiazzare. Il sacrificabile sembra essere proprio l’uruguaiano, che con il Barça ha disputato 270 partite segnando la bellezza di 191 reti in tutte le competizioni e vincendo tutto quello che si potesse vincere in maglia blaugrana.

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Juventus, la situazione sul mercato

Juventus, tutte le notizie di mercato odierne in entrata e in uscita

Centrocampo da rivoluzionare

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Juventus starebbe pianificando il prossimo mercato estivo partendo dalle possibili cessioni per arrivare all’obiettivo numero uno, ovvero Paul Pogba.

Innanzitutto il cambiamento potrebbe riguardare la regia, con la possibile cessione di Miralem Pjanic e l’acquisto di un nuovo metronomo da inserire nei piani di Sarri. Il bosniaco, dopo un buon inizio di stagione, è finito dietro anche a Bentancur, che per età e abnegazione rappresenta l’uomo ideale da plasmare per il tecnico toscano. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport il centrocampista piace molto al Paris Saint-Germain e tornerebbe volentieri in Francia, ma occhio anche ai possibili scambi con Real Madrid o Barcellona, oltre che con alcuni club di Premier League. Tra gli obiettivi sensibili in caso di addio dell’attuale metronomo c’è Sergej Milinkovic-Savic, vecchio pallino di Paratici.

Anche Federico Bernardeschi è in uscita dalla Juventus. A riportarlo è Sky Sport. L’arrivo di Kulusevski potrebbe aprire nuovi scenari e cambiare completamente le gerarchie in casa bianconera. Le caratteristiche sono simili, dunque l’ex-Fiorentina potrebbe cambiare aria anche in vista degli Europei che si giocheranno nel 2021.

Fra i centrocampisti che potrebbero lasciare la Juventus ci sarebbero infine Sami Khedira e Douglas Costa, tormentato dai problemi fisici. Il centrocampista tedesco andrà in scadenza di contratto il prossimo anno e non è escluso possa essere ceduto nella prossima finestra di calciomercato. Secondo quanto riporta l’edizione odierna di Tuttosport, il giocatore vorrebbe chiudere la carriera negli Stati Uniti anche se per il momento non c’è nessuna fretta.

Higuain in uscita?

L’attaccante argentino potrebbe lasciare il club bianconero nel prossimo mercato estivo. Fra le formazione interessate ci sarebbe il River Plate con la società del presidente Agnelli che, riporta l’edizione odierna di Tuttosport, sarebbe tentata da un’operazione molto simile a quella che portò Tevez al Boca Juniors, opzionando alcuni giocatori giovani invece di incassare l’intera cifra del cartellino. Situazione però per niente avviata visto che, affinché vada in porto il tutto, servirebbe la disponibilità del Pipita a ridursi l’ingaggio.

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