Napoli, il rinforzo in attacco può essere Jovic

Napoli, il rinforzo in attacco può essere Jovic

L’acquisto di Petagna, l’incertezza per quanto riguarda Milik e il sogno chiamato Luka Jovic; il Napoli è pronto a mettere in atto una vera rivoluzionare e regalare a Gattuso una rosa in grado di costruire un progetto vincente. L’attaccante del Real Madrid potrebbe essere la ciliegina sulla torta del prossimo mercato partenopeo. Operazione complicata? Dipende da chi siederà sulla panchina delle Merengues il prossimo anno; l’agente dell’ex Eintracht, Fali Ramadani, ha affermato che qualora il tecnico francese dovesse essere confermato alla guida del Real, il futuro dell’attaccante sarà altrove. Conseguenza di un rapporto mai sbocciato tra l’attaccante serbo e il tecnico tre volte campione d’Europa. Arrivato al Bernabeu per imporsi nel calcio europeo, Jovic è pronto a fare un passo indietro; il Napoli osserva interessato.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus, ecco le nuove date di Champions ed Europa League

Coronavirus, ecco le nuove date di Champions ed Europa League

L’emergenza coronavirus ha bloccato, momentaneamente, il calcio. Nella giornata di oggi sono state prese delle decisioni importanti relative al proseguo delle competizioni internazionali. La decisione più drastica ma anche quella più importante riguarda lo slittamento di Euro2020 al prossimo anno con il primo match in programma l’undici giugno e la finale un mese dopo. Sono state stabilite anche le nuove date per le finali di Champions ed Europa League che si giocheranno, rispettivamente, il 27 ed il 24 giugno prossimo. La speranza, ovviamente, è che per quella data si riesca a scendere in campo in modo tale da non falsare una stagione già pesantemente compromessa. Il coronavirus continua ad espandersi ed il calcio sembra, finalmente, aver preso le giuste contromisure.

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Ligue 1, la stagione calcistica può terminare a settembre

Ligue 1, la stagione calcistica può terminare a settembre

Il coronavirus non sta colpendo solo l’Italia; l’emergenza sanitaria riguarda tutto il mondo e il calcio ne sta risentendo. In queste ore si sta cercando di capire come terminare la stagione sia a livello nazionale ma soprattutto a livello internazionale con l’Europeo del 2020 (il primo itinerante della storia del calcio) che si dovrebbe giocare il prossimo anno. La Serie A ha avuto il “merito” di fermarsi prima di tutti ed essere una sorta di capotreno. Durante il weekend scorso sono stati sospesi, uno dopo l’altro i principali campionati europei con la Bundesliga ultimo della lista. In attesa di capire quando si potrà tornare a giocare a calcio, si pensa a delle possibili soluzioni e in Francia l’idea è decisamente forte; la Ligue 1, infatti, potrebbe riprendere a settembre quando, si spera, l’emergenza sia finita del tutto e si possa tornare alla normalità.


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Mercato Lazio: che nomi per Tare!

Mercato Lazio: che nomi per Tare!

Igli Tare e Claudio Lotito ora fanno sul serio: a questa Lazio manca poco per essere perfetta, allora bisogna cercare gli ultimi tasselli da regalare ad Inzaghi sul mercato per dare vita ad una squadra che possa lottare per i piani alti ogni anno!

Come riportato da La Gazzetta dello Sport per ora si cercano quattro profili: un attaccante esperto, un forte difensore centrale, un tuttofare del centrocampo ed un esterno sinistro. Per l’attacco si segue sempre Olivier Giroud: già vicino ai biancocelesti a gennaio, la punta francese in estate si libererà dal Chelsea a parametro zero e pertanto moltissime squadre si fionderanno sull’attaccante per accaparrarselo, anche per questo motivo Igli Tare sta cercando di muoversi in anticipo così da battere le concorrenti sul tempo. Per il centrocampo c’è un altro parametro zero nel mirino: Tare ha puntato deciso su Jack Bonaventura, tuttofare della metà campo rossonera che si distingue per professionalità e duttilità tattica. Serve un’alternativa convincente a Lulic sulla fascia sinistra visto che Jony non convince, dunque ecco spuntare il nome del talento ungherese Dominik Szoboszlai: il classe 2000 ha un costo di circa 15 milioni di euro, una fisicità importante (186cm x 74 kg) ed una classe non comune. Dove la Lazio deve necessariamente rinforzarsi è in difesa e qui ci sono in ballo due nomi: l’esperienza di Dejan Lovren o la freschezza di Marash Kumbulla, due profili diversi dunque se consideriamo che Lovren è un navigato difensore classe ‘89 (costa circa 12 milioni) mentre Kumbulla è un giovanotto emergente ricco di talento classe ‘00 (e qui il prezzo sale: circa 22 milioni costerebbe).

Grandi manovre per grandi obiettivi dunque in casa Lazio, Tare e Lotito ora vogliono il trofeo che conta!

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La Fiorentina guarda in casa Roma: piace Florenzi

La Fiorentina guarda in casa Roma: piace Florenzi

L’avventura di Florenzi al Valencia non sta andando come nei desideri del terzino italiano; il rosso contro il Getafe, lo stop a causa della varicella e l’emergenza coronavirus (il ragazzo è risultato negativo al tampone) hanno impedito al giocatore di dare continuità alla buona prestazione fornita all’esordio contro il Celta Vigo. A giugno, considerando la volontà del Valencia di non riscattarlo, farà ritorno in Italia ma non alla Roma; Florenzi, infatti, non rientra nei piani giallorossi ed è per questo che potrebbe finire alla Fiorentina. Il club viola aveva già provato a portarlo alla corte di Iachini durante l’ultima sessione invernale di mercato senza riuscirci.; le cose potrebbero cambiare a giugno con il giocatore, molto probabilmente, senza squadra. Bisogna risolvere il nodo dell’ingaggio: Florenzi ha un contratto con la Roma fino al 30 giugno 2023 e percepisce 3 milioni di euro a stagione. Il terzino, per realizzare il matrimonio con la Fiorentina, dovrebbe allungare il proprio contratto di un altro anno in modo da spalmare il suo ingaggio.


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Serie A: chi sono stati i migliori fin qui?

Serie A: chi sono stati i migliori fin qui?

Mettiamo caso che, e solo quello possiamo fare in questi giorni di quarantena dove possiamo aggrapparci unicamente al mondo delle ipotesi, il campionato finisse ufficialmente oggi perché non si avrebbero più date utili per recuperare i vari impegni… chi vincerebbe il campionato? Chi retrocederebbe? Chi andrebbe a giocarsi le coppe europee? Tutte domande che ci siamo già fatti in queste ultime settimane e alle quali ancora non abbiamo una risposta. Ci sorge spontanea un’altra domanda allora: se il campionato dovesse finire oggi, quali calciatori vincerebbero i premi individuali della stagione?

Come riportato dai siti della Lega Serie A, Transfermarkt e Fantagazzetta andiamo allora a vedere chi sono stati i migliori della stagione 2019-2020 di Serie A:

Il premio di Capocannoniere della stagione andrebbe a Ciro Immobile: l’attaccante della Lazio è stato fin qui capace di segnare addirittura 27 gol in 26 presenze!

Anche il premio di Assist Men della stagione andrebbe ad un laziale: Luis Alberto, geniale trequartista che alla corte di Inzaghi si è consacrato come uno dei migliori fantasisti in circolazione ed in questa stagione ha siglato ben 12 assist.

Diamo anche un premio, questo di fantasia, ad un difensore: chi ha recuperato più palloni quest’anno?
Nemmeno troppo a sorpresa troviamo una delle rivelazioni del campionato: Amir Rrahmani, difensore del Verona (promesso sposo al Napoli) che ha recuperato ben 358 palloni.

Nel calcio moderno è risaputo che si corre molto e quindi tutte le squadre in campo hanno uno o più motori soprattutto a centrocampo, Marcelo Brozovic dell’Inter è quello che corre di più: ben 12km e mezzo (in media) a partita, un numero a dir poco sbalorditivo.

La più grande minaccia aerea invece è Edin Dzeko della Roma: il bomber giallorosso ha infilato i portieri avversari ben 5 volte con colpi di testa.

Il premio come “iellati dell’anno” invece va al trio del Napoli Insigne, Mertens e Milik: i tre attaccanti di Gattuso hanno colpito ben 14 pali, rispettivamente 5 i primi due e 4 il polacco.

La palma di para-rigori della stagione se la dividono invece Gianluigi Donnarumma e Bartlomiej Dragowski, entrambi col 40% dei rigori parati avendone entrambi sventati 2 su 5 tiratigli.

I portieri non stanno lì solo per parare rigori, allora è giusto menzionare anche il portiere con la media voto più alta (che abbia almeno disputato 15 gare in stagione): nonostante la valanga di gol subiti quest’anno dal Torino, è Salvatore Sirigu il più meritevole con un sontuoso 6.54 di media voto!

Il premio più ambito però resta quello del Miglior Giocatore della Stagione e noi lo assegneremo basandoci sulla media voto tenuta in stagione dai calciatori: vince l’ambito premio Ciro Immobile e non solo grazie ai suoi gol (ripetiamo, ben 27!) e assist (addirittura 7), ma anche grazie ad una media voto notevole di 6.77 (fantamedia spaziale: 9.96!).


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Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Festeggia oggi i suoi 81anni Giovanni Trapattoni, il Trap. Nella storia del calcio italiano risulta attualmente l’allenatore più vincente a livello di club e uno tra i più titolati al mondo. Nella sua esperienza in panchina il Trap a livello nazionale ha vinto 7 campionati in Italia e uno in Germania, Portogallo e Austria. A livello internazionale altri sette titoli, vittorie che lo rendono il sesto allenatore al mondo per trofei conquistati.

Da calciatore ha vestito solo le maglie di Milan e Varese, dopo esser cresciuto tra le fila del Cusano Milanino. Va detto che anche da giocatore ha sempre avuto un feeling speciale con le vittorie, portandosi a casa i rossonero tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Da allenatore, però, ha dato il suo meglio, in particolare modo nella sua parentesi alla guida della Juventus con cui ha vinto tutto tra Campionati (6), Coppe Italia (2), Coppe Uefa (2), una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

Oltre al bianconero in Italia ha allenato anche il “suo” Milan, l’Inter (con cui ha vinto un Campionato, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa), il Cagliari e la Fiorentina. All’estero, dove ovviamente ha vinto, ha allenato il Bayern Monaco (una Bundesliga, una Coppa di Lega Tedesca, una Coppa di Germania) il Benfica (un Campionato Portoghese) e il Salisburgo (un Campionato Austriaco).

A livello di Nazionale il Trap ha allenato l’Italia nel Mondiale di Corea-Giappone del 2002 (vi ricordate di un certo Byron Moreno?) e nell’Europeo di Portogallo 2004 (il famoso biscotto tra Svezia-Danimarca). Ha allenato anche la Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, sua ultima avventura in panchina prima di annunciare il ritiro.

Famose le sue sfuriate, tra le quali le più celebri senza dubbio quando allenava il Bayern Monaco.

Un signore dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri grande Trap, da tutta la redazione di RadioGoal 24!

 


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Icardi, nuova telenovela estiva?

Icardi, nuova telenovela estiva?

La vicenda Mauro Icardi sembra non voler mai terminare. Secondo TMW il centravanti argentino, che ha all’attivo 20 gol nella sua prima stagione al Paris Saint-Germain, rischia comunque di non essere confermato. Ciò dipende in gran parte da un’altra conferma, quella del direttore sportivo Leonardo. Non va però dimenticato che Icardi dispone, nel suo contratto,  di una clausola che gli consentirà di lasciare il PSG anche nel caso in cui il club volesse farlo rimanere, e ciò gli permetterebbe di scegliere con molta libertà. In tal caso, l’Inter perderebbe ben 70 milioni di euro. In Italia, dove Mauro farebbe volentieri ritorno, solo la Juventus sarebbe disposta a garantirgli un ingaggio da 8 milioni all’anno, mentre un ritorno ai nerazzurri, dati i precedenti, sembra infattibile. All’estero, il Real Madrid rimane una soluzione possibile ma poco probabile, dato che ogni anno si parla di dover sostituire Benzema, la cui partenza però finisce sempre per non concretizzarsi. Lo scenario più quotato potrebbe essere quello di una nuova telenovela, con Icardi che, dopo essere stato (o avendo lui stesso) scaricato il PSG, proverà a fare pressione sull’Inter pur di non passare, clamorosamente, un nuovo anno da separato in casa coi nerazzurri i quali, d’altro canto, proveranno a fare il possibile pur di non essere costretti a svenderlo alla Juventus.

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Gravina: “Possibile congelare gli stipendi dei calciatori”

Gravina: “Possibile congelare gli stipendi dei calciatori”

Il calcio sta vivendo uno dei momenti più complicati della sua storia; l’emergenza coronavirus ha portato allo stop di tutti i maggiori campionati europei. In queste ore si sta cercando di capire come procedere per riuscire a terminare la stagione. Tante le ipotesi sul tavolo: l’annullamento della stagione, l’assegnazione del titolo a chi è al comando della classifica, l’introduzione di playoff e playout per decidere il campione d’Italia e chi deve retrocedere, il prolungare la stagione attuale al 2020/2021. In ballo, però, non ci sono solo i campionati nazionali; bisogna capire anche cosa fare per Champions, Europa League (si va verso i match a gara unica) ma soprattutto Euro2020 che dovrebbe essere rimandato al prossimo anno. Una situazione complicata da gestire in cui bisogna pensare anche ai calciatori e al loro guadagno. Gravina, da questo punto di vista, non esclude la possibilità di congelare gli stipendi. Il presidente della FIGC, ospite di Sportitalia, sull’argomento si è espresso in questo modo: “È una cosa di cui dobbiamo parlare. Va condiviso con i calciatori, io credo molto nel confronto, che è decisamente meglio delle imposizioni”.


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Coronavirus, il goal umanitario dei calciatori

Coronavirus e calciatori, come stanno reagendo i nostri idoli milionari?

Strapagati, viziati, poco acculturati, non conoscenti della vita dura e reale, bambinoni, spendaccioni, ultraricchi e quant’altro, tutti aggettivi tranquillamente riferibili ai calciatori, questa categoria tanto offesa quanto amata, un unicum forse nel mondo dello show-business. Ma mai come in questa situazione certe differenze si assottigliano, quasi si annullano: siamo tutti sulla stessa barca, stesse reazioni, stesse paure, stessi comportamenti. La differenza non assottigliabile purtroppo è quella economica.

La quarantena da Coronavirus lascerà un segno sull’economia italiana e sui lavoratori, in particolare coloro che non percepiranno stipendio, stipendio probabilmente già magro di per se; partiamo da questo assunto per chiarire che siamo tutti a conoscenza che un calciatore è fortunato. Fortunato economicamente ma è un uomo come tutti noi.

Abbiamo parlato di reazioni e ci chiediamo, come hanno reagito i calciatori a tutto questo? Sicuramente nell’ambiente i calciatori sono stati i migliori. A dispetto di presidenti, direttori e anche funzionari di Leghe e federazioni, i calciatori sono stati encomiabili. Hanno voluto fermarsi quando ci si doveva fermare, hanno lavorato finché gli è stato imposto. Hanno provato a far divertire gli italiani in quelle poche partite giocate, cercando di far risollevare l’umore degli italiani, quando il proprio probabilmente non era dei migliori. I calciatori risultati positivi si sono affrettati a dare la loro testimonianza diretta per tranquillizzare tutti, nonostante credo che dentro di loro un paio di accidenti a chi li ha costretti a giocare lo abbiano detto.

E poi ci sono le iniziative: perché prendere un’iniziativa è qualcosa di istintivo e d’istinto tantissimi calciatori hanno donato parte dei propri stipendi alla ricerca ed agli ospedali che sono in prima linea: Totti, Insigne, Florenzi, Ilicic, Cafù, Donnarumma, Immobile, Romagnoli, Bonucci, Bernardeschi, Ibrahimovic, Milik, Callejon, Zielinski e tantissimi altri, quasi verrebbe da nominarli tutti, hanno intrapreso iniziative di donazione per l’emergenza Coronavirus.

Da encomio anche il comportamento dell’AIC, capitanata da uno che da giocatore veniva chiamato “Anima candida” non a caso, Damiano Tommasi, che ha sfidato le forze di potere per far interrompere il bruttissimo teatrino che si era creato attorno alla situazione, che oltre a ledere l’immagine del nostro calcio, era un pericolo per la salute di giocatori e staff.

Oltre questo ci sono i tanti messaggi di incoraggiamento e le simpatiche “challenge” social da parte dei giocatori, che inutile nascondersi, ci intrattengono in questo momento di quarantena che non è facile per nessuno.

Tutto questo per dire che i nostri calciatori sono ancora la parte buona di questo sport, ed osannarli o criticarli non è la vera chiave morale, la chiave morale sta nelle decisioni di fronte alle situazioni avverse e fatti alla mano vediamo solo goal da parte loro e pochissimi errori e paragoni con medici ed infermieri, sicuramente eroi veri, è poco gratificante per gli uni e per gli altri. I calciatori devono fare i calciatori, i medici devono fare i medici ed entrambi lo stanno facendo bene.