Juventus, l’insensato ed inspiegabile gesto di Cuadrado

Juventus, l’insensato ed inspiegabile gesto di Cuadrado

Oggi in casa Juve, ma in generale in Serie A, è una giornata dedicata ad Andrea Fortunato, ex difensore della Juventus, del Como, del Pisa e del Genoa. Andrea era una delle promesse più interessanti del calcio italiano agli inizi degli anni 90′ , nel 1992-1993 gioca un’ottima stagione, la sua prima in Serie A, con la maglia del Genoa, che gli vale la chiamata della Juventus. L’estate 1993 si trasferisce a Torino, ma purtroppo con la casacca bianconera riesce a mettersi in mostra per una sola stagione, che inizia benissimo e termina nel peggiore dei modi; il 20 maggio 1994, a seguito di alcune analisi, emerge che il ragazzo è affetto  da una forma di leucemia aggressiva. Nel giro di neanche un anno purtroppo Andrea perse la sua battaglia e si spense il 25 aprile 1995 a soli 23 anni. Oggi, a venticinque anni dalla sua scomparsa, la Juventus ha voluto ricordarlo con un post sulla sua pagina ufficiale di Instagram, riportando un’immagine del ragazzo con la maglia bianconera scrivendo che il ricordo di Andrea dopo 25 anni è ancora nel cuore di tutti. Purtroppo tra i commenti al post è apparso un intervento infelice di Cuadrado, il terzino della Juve, che ha scherzosamente fatto notare la somiglianza di Fortunato con Rabiot; il commento è stato prontamente rimosso ed il difensore colombiano si è velocemente scusato con tutta la tifoseria. Chissà se la Juventus passerà sopra ad un fatto del genere oppure deciderà di multare Cuadrado, che in ogni caso dovrà affrontare il comprensibile rischio che la tifoseria non possa mai perdonare un gesto del genere. La domanda che personalmente mi affanna è…come diavolo sia possibile che un calciatore che vive a Torino da 4, 5 anni non sia a conoscenza di questa vicenda? Forse, in generale, i calciatori potrebbero provare a conoscere meglio le realtà nelle quali lavorano, la storia e le varie esperienze che hanno segnato una comunità, considerando che ne diventano una parte loro stessi ed ogni tanto contribuiscono anche a scriverne la storia.

 


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Michele Moretti, il terzino che uccise Mussolini

Michele Moretti, il terzino che uccise Mussolini

Michele Moretti era un italiano antifascita ed un calciatore. Spese la sua carriera in tre squadre, di cui due nella sua città, Como. L’avventura calcistica di Moretti si evolve principalmente negli anni dell’Italia fascista, quando vestiva la maglia della Comense (attuale Como calcio); allo stesso tempo però Michele è un disertore, a modo suo, del governo; è celebre l’immagine nella quale è ritratto insieme al resto della squadra e lui è l’unico che non alza il braccio destro per effettuare il saluto romano. Nella seconda metà degli anni 30 entra nel partito comunista, chiaramente in clandestinità, ed è uno degli organizzatori degli scioperi del 1943 e del 1944 nella zona di Como; viene anche arrestato dalla polizia, ma mentre veniva trasferito in Germania riuscì a scappare continuando la sua lotta tra le milizie partigiane, contribuendo alla fondazione della 52esima milizia Brigata Garibaldi Luigi Clerici e prese come nome di combattimento “Pietro Gatti”. Moretti partecipò anche alle delicate trattative di Musso il 27 aprile 1945, che si chiusero con un accordo che prevedeva che i tedeschi avrebbero potuto proseguire subordinatamente alla consegna dei fascisti al loro seguito. Durante il riconoscimento dei nuovi prigionieri scorse Claretta Petacci, Benito Mussolini ed altri esponenti di spicco della Repubblica Sociale, che alle 3.00 di notte del 28 aprile insieme ad altri partigiani trasportò a Bonzanigo; da qui vi sono due versioni differenti, quella storica che narra di come Moretti accompagnò i capi partigiani Walter Audisio ed Aldo Lampredi, giunti da Milano, ad uccidere Mussolini; mentre l’altra del partigiano “Sandrino”  che racconta di come lo stesso Moretti insieme ad un altro partigiano, Valerio, siano stati gli uccisori del dittatore e della sua compagna.


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Juventus, Bernardeschi sospeso tra la permanenza e la cessione

Juventus, Bernardeschi sospeso tra la permanenza e la cessione

La crisi del Coronavirus, come tutti sappiamo, ha fermato tutte le manifestazioni sportive e quindi le società ad oggi sono impegnate nella sanificazione delle strutture e nella progettazione della stagione futura. La Juventus non fa differenza, ed insieme all’allenatore, sta iniziando a programmare la squadra per la prossima annata ed un’attenzione particolare sarà riservata al futuro di Federico Bernardeschi; la Gazzetta dello Sport oggi ha analizzato i pro e i contro di una permanenza in bianconero dell’ex calciatore della Fiorentina. I pro della permanenza si reggono principalmente su quelle pochissime ottime prestazioni che Bernardeschi ha messo in mostra con la maglia bianconera ( quella con l’Atletico Madrid su tutte), sull’età del ragazzo, che nonostante l’esperienza accumulata ha ancora solamente 26 anni, e sulla duttilità tattica, dato che nelle ultime stagioni ha saputo reinventarsi (non sempre al meglio) in più ruoli. I motivi che spingono verso una cessione del ragazzo risiedono invece nel mancato feeling con Sarri, infatti mentre con Allegri Bernardeschi trovava regolarmente posto in squadra, con il tecnico ex Napoli le presenze si sono drasticamente ridotte.


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Calciomercato Torino, per il centrocampo si valutano giovani della Serie B

Calciomercato Torino, per il centrocampo si valutano giovani della Serie B

Calciomercato-Per rinforzare il centrocampo la dirigenza del Torino sta seguendo con attenzione giovani promesse della Serie B. Nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport si parla del Torino che verrà, soprattutto per quanto riguarda il centrocampo. La dirigenza granata, infatti, sta valutando parecchi profili della Serie B. Idee per la nuova stagione, nell’attesa che riparta e termini quella attuale. Secondo indicazione di mister Longo, si stanno monitorando alcuni giovani di ottima prospettiva che al momento giocano in Serie B. I nomi più gettonati sono su tutti quelli di Marius Marin, centrocampista classe ’98 del Pisa, che ha disputato 20 partite con 3 assist, e Giulio Maggiore, sempre del 1998, mediano dello Spezia, 22 partite 1 gol e 4 assist per lui.
Oltre ai 2 giocatori citati vanno poi aggiunti quelli del trequartista ventenne Davide Frattesi, giocatore di proprietà del Sassuolo ma oggi in prestito all’Empoli con cui ha giocato 27 partite, segnato 5 gol e fornito un assist e infine il ventiduenne mediano del Perugia Marco Carraro, 25 partite e 1 assist per lui. In particolare Frattesi, che tanto bene sta facendo in questa stagione, è seguito fin dalle giovanili, ai tempi in cui militava nella Roma prima del passaggio al Sassuolo e tra i giocatori citati è quello che ha il costo del cartellino più alto secondo i parametri di Transermarkt. Carraro invece è seguito attentamente anche dalla Fiorentina che nell’eventualità, così come il Toro, dovrà trattare con l’Atalanta che è proprietaria del cartellino. L’ obiettivo della dirigenza granata è quella di formare un gruppo eterogeneo, con un buon mix tra giocatori di esperienza e giovani di prospettiva, in particolare modo nel tentativo di formare un centrocampo solido, muscolare ma con qualità. In questo senso va anche visto il possibile rinnovo di contratto di Rincon.

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In quale squadra potrebbe adattarsi meglio Tonali?

In quale squadra potrebbe adattarsi meglio Tonali?

E’ bastata appena una stagione in Serie A a Sandro Tonali per attirare su di sé l’interesse delle grandi del nostro campionato. Il centrocampista è un classe 2000 e , nonostante la giovane età ed i risultati non esaltanti del suo Brescia, è riuscito a mettere in mostra le sue grandi qualità in questa sua prima annata nella massima serie. Il prezzo del cartellino del calciatore è velocemente lievitato a cifre altissime, siamo ormai vicino ai 50 milioni, cifra che lo rende appetibile solo alla Juventus ed all‘Inter, mentre fino a qualche mese fa sembravano in corsa per acquisire il ragazzo anche il Napoli, la Roma ed il Milan. Con i rossoneri il discorso è stato tirato per le lunghe anche perché Tonali è milanista fin da bambino ed inutile dire che importanza avrebbe un giocatore del genere per la rosa di Pioli, sarebbe in grado di alzare il tasso qualitativo del centrocampo, non facendo perdere quantità. Al Milan Tonali sarebbe sicuro di essere un perno della squadra. Lo stesso non si potrebbe dire nella Juventus, squadra ad oggi più accreditata per acquistarne il cartellino; i bianconeri hanno bisogno di rifondare il centrocampo, e più volte in questi anni hanno dimostrato di voler puntare sui giovani italiani. Sarebbe la scelta giusta per Sandro? Domanda difficilissima, la Juventus è una possibilità a cui è difficilissimo dire di no, ed allo stesso tempo, anche se rischiasse di non giocare, in bianconero potrebbe crescere allenandosi con dei campioni assoluti, che potrebbero guidare il ragazzo verso una maturazione ancor più rapida. La Juventus è quella scelta rischiosa, che se sbagliata potrebbe significare non vedere il campo per qualche mese, ma se si rivelasse azzeccata proietterebbe il ragazzo direttamente tra i migliori della classe. Poi c’è l’Inter, ad oggi forse la via di mezzo perfetta. In nerazzurro Tonali non troverebbe la stessa competizione che c’è a Torino, e sopratutto si allenerebbe con un tecnico bravissimo nel valorizzare al meglio i giocatori a disposizione.


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Lazio, Parolo svela i segreti della crescita della squadra

Lazio, Parolo svela i segreti della crescita della squadra

Il centrocampista della Lazio Marco Parolo ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali della società, riportata anche dalla redazione di Tuttomercatoweb. Nella lunga chiacchierata il centrocampista lomabardo si è espresso sulla lontananza dal campo, sulla ripresa, sulla crescita della squadra ed anche sulla drammatica situazione che sta vivendo la sua regione. Ecco le considerazioni di Parolo:

“Manca l’adrenalina da competizione che ci nutre. Più che l’abbraccio con i compagni, ho bisogno della singola sfida nella partitella e  della voglia di superare l’avversario ogni giorno. Poi la vittoria è sempre bella”.

“C’è tanta voglia di ripartire. Il problema della mancanza del pubblico è grande, si era creata una sinergia incredibile: partivamo già 1-0 per noi. La carica che ti davano i tifosi era pazzesca, sapevi che per gli avversari non c’era scampo: i laziali sanno aiutare meglio di tutti, anche in trasferta. Sarà un problema per noi e dovrà essere compensato dalla voglia che abbiamo di raggiungere l’obiettivo. Non so come sarà, si capirà dai primi sguardi quando ci ritroveremo tutti insieme. Come nelle prime settimane di ritiro, già capisci come andrà la stagione. Quest’anno ho subito detto che sarebbe stata una grande annata, c’era una qualità e un’intensità nell’allenamento che non c’erano in passato”.

“L’entusiasmo ci ha trascinato tantissimo. Quando lotti per un qualcosa di concreto è diverso dal quando lo fai per una qualificazione in Champions. Hai sempre tanta energia sì, ma non quanta ne hai quando ti giochi un trofeo. Il sogno scudetto deve essere uno sprono per farci continuare con la stessa fame e voglia di prima”.

“Due step sono stati fatti. Il primo è la costruzione dal basso, siamo migliorati tantissimo perché ci abbiamo lavorato molto. E poi c’è la fase di non possesso, nella quale abbiamo cambiato qualcosa. Non lasciamo più solo i difensori dietro, ma torniamo tutti con delle grandi transizioni negative che prima non facevamo. Il bello di essere in un progetto è quello di poter trovare gli errori e migliorarli durante gli anni. Con il lavoro, vedendo anche i video del passato, siamo riusciti a essere la miglior difesa del campionato. Ci sono calciatori di qualità altissima che però si sono messi a disposizione, capacità che prima non sapevano di avere. Negli ultimi minuti spesso siamo stati in 11 nella nostra metà campo, ci buttiamo a peso morto per fare da scudo su un tiro. Come ha fatto anche la Juventus negli anni passati: sapeva difendersi bene e poi fare male palla al piede”.

“Fortunatamente la zona di Varese è stata colpita in maniera più lieve rispetto a Milano e Bergamo. Ci sono dei disagi ma qualcosa comincia a muoversi. C’è molta attenzione alle richieste dello stato: il rispetto delle distanze e l’uso delle mascherine. L’attenzione delle persone è migliorata, questo è un bene”.




Napoli contro “La Gazzetta dello Sport” per articolo su Mertens e Zielinski

Napoli contro “La Gazzetta dello Sport” per articolo su Mertens e Zielinski

Il Napoli rilascia un comunicato sul proprio sito internet con il quale smentisce le notizie della Gazzetta dello Sport uscite questa mattina in merito ai rinnovi di di Zielinski e Mertens, dove veniva posto l’accento sulla questione legata ai diritti di immagine dei calciatori.

Ecco il comunicato del club partenopeo:

“Il Napoli rileva con perplessità che ancora una volta, sulla Gazzetta dello Sport, a firma Maurizio Nicita, venga pubblicato un articolo denso di imprecisioni e riferimenti a circostanze non veritiere, inserite in contesti e situazioni non verificate da parte dell’autore.

La perplessità deriva dal fatto che un giornalista, prima di scrivere retroscena e ricostruzioni di fatti, dovrebbe ascoltare tutte le parti interessate per accertare la veridicità di quanto poi riferito ai lettori. E nel caso dell’articolo odierno, che riguarda le trattative per i rinnovi contrattuali di Zielinski e Mertens, questo non è stato fatto.

Si scrive un ‘pezzo’ inventando di sana pianta incontri, date, cifre, criticità delle trattative, ecc. attingendo evidentemente solo a fonti parziali e per giunta male informate. Ci si domanda come sia possibile che la Gazzetta dello Sport, un giornale storico, autorevole e di notorietà internazionale, consenta che articoli privi dei requisiti minimi in merito all’affidabilità dei fatti riferiti, come quello in questione, vadano in stampa.

Purtroppo non è la prima volta che ciò avviene ma il Napoli sarà sempre dalla parte dei lettori che hanno diritto alla conoscenza di notizie vere e verificate”.

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In Spagna i calciatori come i comuni lavoratori, e da noi?

In Spagna i calciatori come i comuni lavoratori, e da noi?

Cadena Ser riporta che oggi il Governo spagnolo ha respinto ufficialmente l’ipotesi di effettuare tamponi ai calciatori, rifiutando quindi il protocollo presentato dalla Liga per la ripresa degli allenamenti. Il Ministero della Salute ha ricordato come i calciatori siano dei comuni lavoratori e come tali saranno sottoposti al test solo ed esclusivamente in presenza degli ormai famosi sintomi del COVID-19. A questo punto l’unico spiraglio per le società calcistiche spagnole sarebbe quello di effettuare privatamente i controlli, sempre che non si intacchi eccessivamente la disponibilità di tamponi per la popolazione. In questo clima incerto la Liga ha informato tutti i club del rinvio dei controlli, in attesa che il Governo ed il Ministero della Salute decidano in merito alla ripartenza degli allenamenti. E in Italia? ancora tanta confusione e poca chiarezza, certo è che per adesso i calciatori non sembrano così vicini ai comuni lavoratori. Non ci sono notizie in merito ai tamponi, ma la linea sposata da Tommasi sembrerebbe quella dei controlli a tappeto e della certezza di rischio zero di contagio prima di accettare un ritorno alla normalità. Sorge spontanea una domanda,  quale lavoro ad oggi potrebbe assicurare con certezza agli impiegati di non contrarre il contagio? Nessuno. Allo stesso tempo è evidente che i numerosi contatti che avvengono durante una partita di pallone obbligheranno tutti a tenere il livello di attenzione altissimo. La salute è sempre la cosa più importante, ed in questa situazione ancora di più, quindi è giusto che il calcio ricominci solo quando sarà possibile tornare a lavorare, senza privilegi e scorciatoie che noi comuni mortali non possiamo permetterci. Chiariamo però, anche permettersi di non lavorare è un privilegio che hanno in pochissimi. Le autorità del calcio ed il sindacato dei calciatori saranno chiamati a prendere delle decisioni difficilissime nelle prossime settimane ed inevitabilmente accontentare tutti sarà molto complicato; la speranza è quella che si agisca nel rispetto, oltre che della salute, anche dei milioni di lavoratori che torneranno ai loro posti, obbligati a scegliere tra rischiare di contrarre il virus o non ricevere uno stipendio.

 

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Calciomercato Inter, per arrivare ad Izzo si valuta una contropartita

Calciomercato Inter, per arrivare ad Izzo si valuta una contropartita

Calciomercato – In casa Inter il mercato tiene sempre banco e si pensa ai nuovi innesti per la prossima stagione, nell’attesa di riprendere e completare questa. Il nome che circola negli ultimi giorni è quello del difensore del Torino Armando Izzo, anche se in realtà si tratta di un ritorno di fiamma sto che era già stato accostato ai nerazzurri nella scorsa sessione di mercato. Come riporta TuttoSport per il difensore granata si stanno valutando alcune ipotesi. La prima sarebbe quella di uno scambio con Roberto Gagliardini, nome gradito al Torino. Il centrocampista dell’Inter (16 presenze per lui quest’anno) non è sicuramente tra i titolari di Antonio Conte e se nel mercato estivo dovesse arrivare un altro centrocampista (uno tra i gettonati Vidal, Rakitic o Arthur) ecco allora che le porte del’ex Atalanta all’Inter potrebbero chiudersi. Su di lui è registrato l’interesse della Fiorentina, anche se il centrocampista starebbe valutando anche una possibilità estera, ad esempio in Premier League. La seconda ipotesi per l’acquisto di Izzo invece è quella meno percorribile, ovvero l’acquisto secco senza contropartite a cifre più basse rispetto al prezzo del cartellino, stimato in 16 milioni di €.

Izzo in questa stagione, non brillantissima in verità, in maglia granata ha disputato 23 presenze segnando una rete. Nella sua esperienza al Torino, dopo 4 anni di Genoa, ha collezionato 68 presenze mettendo a segno 7 gol.

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Napoli, Umtiti l’ennesimo nome per sostituire Koulibaly

Napoli, Umtiti l’ennesimo nome per sostituire Koulibaly

Secondo quanto trapela da Castel Volturno Kalidou Koulibaly è in procinto di lasciare Napoli e la destinazione più probabile al momento sembrerebbe Parigi, infatti il Psg potrebbe offrire al calciatore senegalese l’occasione di giocarsi la Champions League con una delle candidate alla vittoria proponendo un contratto intorno ai 7 milioni. I parigini dovranno guardarsi dalla concorrenza del Manchester United, la squadra inglese è in grado di poter pareggiare l’offerta contrattuale al ragazzo, e metterebbe sul piatto la possibilità di confrontarsi con il campionato più difficile al mondo, la Premier League, d’altro canto non potrebbe assicurare al centrale del Napoli la certezza di giocare la Champions League nella prossima stagione. La dirigenza partenopea, come scriviamo da giorni, è a lavoro per cercare il sostituto ideale, e oltre a Milenkovic, centrale della Fiorentina, nelle ultime settimane è circolata con insistenza una suggestione riguardante Umtiti, centrale francese in forza al Barcellona. Il Napoli su questo fronte si è mosso con molto anticipo, avendo già ottenuto tutte le informazioni necessarie, e sembrerebbe che la società blaugrana sia disposta ad applicare uno sconto al prezzo di 50 miloni, fissato prima dello scoppio dell’emergenza sanitaria. Una parte del guadagno della cessione di Koulibaly verrebbe così subito investito per portare a Napoli il suo sostituto, c’è però da convincere il ragazzo, che secondo quanto riporta la testata spagnola Sport non sarebbe intenzionato a lasciare la Catalogna.


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