Inghilterra-Montenegro: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

L’Inghilterra, reduce dal sei a zero sul campo della Bulgaria, ha bisogno di un successo per staccare il pass per Euro2020. Discorso molto diverso per il Montenegro che non ha vinto ancora nessuna gara in queste qualificazioni.  I padroni di casa scenderanno in campo con il consueto 4-3-3. Tra i pali Pickord protetto dalla coppia centrale formata da Mings e Maguire con due come Trippier e Chilwell sulle corsie pronti ad accompagnare la fase di spinta. In mezzo al campo Barkley con la fisicità di Henderson e la qualità di Maddison. In avanti Kane sarà coadiuvato da Rashford e Sterling. Ospiti con il 4-2-3-1. Petkovic in porta con Lagator e Simic a guidare la difesa mentre sulle corsie agiranno Marusic e Bulatovic. In mezzo al campo la fisicità di Scekic e il dinamismo di Vukcevic mentre sulla trequarti Beqiraj con due come Boljevic e Jovovic sugli esterni. In avanti Mugosa. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni e le quote di Inghilterra-Montenegro :

Inghilterra-Montenegro probabili formazioni:

Probabile formazione Inghilterra (4-3-3): Pickford; Trippier, Mings, Maguire, Chilwell; Henderson, Barkley, Maddison; Rashford, Kane, Sterling.

Probabile formazione Montenegro (4-2-3-1): Petkovic; Marusic, Lagator, Simic, Bulatovic; Scekic, Vukcevic; Boljevic, Beqiraj, Jovovic; Mugosa.

Inghilterra-Montenegro quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
1.0612.0030.003.251.302.901.30
1.0512.0026.003.301.302.751.40
1.0511.2035.003.451.252.901.34

Partita molto equilibrata. Consigliamo la scommessa Goal quotata tra l’1.52 e l’1.70.

Inghilterra-Montenegro dove vederla in TV

Inghilterra nettamente favorita con l’uno quotato tra l’1.05 e l’1.06. Vista la qualità offensiva della nazionale inglese consigliamo anche l’Over2.5 la cui variazione va tra l’1.25 e l’1.30.

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Francia-Moldavia: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

La Francia reduce dal pareggio con la Turchia vuole vincere per staccare il pass al prossimo europeo. Non dovrebbero esserci problemi per la nazionale campione del Mondo. Diverso il discorso per la Moldavia che in questo percorso di qualificazione ha ottenuto una vittoria e sette sconfitte con ben ventidue goal subiti. Padroni di casa con il classico 4-2-3-1. Tra i pali Mandanda protetto dalla coppia difensiva formata da Varane e Lenglet mentre sulle corsie, ad alternarsi nella fase di spinta, agiranno Pavard e Digne. In mezzo al campo qualità e forza fisica garantita dalla coppia Tolisso-Sissoko. Sulla trequarti Griezmann con due come Comand e Lemar a creare superiorità numerica sulle corsie. In avanti la punta sarà Ben Yedder. Ospiti con il 5-4-1. In porta spazio a Coselev con Posmac a guidare il terzetto difensivo; ai suoi lati Prepelita e Mudrac mentre sulle corsie agiranno Graur e Reabciuk. Centrocampo pieno di fisicità e dinamismo con Anton e Cebotaru in mezzo e la coppia Suvorov-Ionita ai lati. In avanti l’unica punta Sidorenco. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni e le quote di Francia-Moldavia:

Francia-Moldavia probabili formazioni:

Probabile formazione Francia (4-2-3-1): Mandanda; Pavard, Varane, Lenglet, Digne; Tolisso, Sissoko; Coman, Griezmann, Lemar; Ben Yedder.

Probabile formazione Moldavia (5-4-1): Coselev; Graur, Prepelita, Posmac, Mudrac, Reabciuk; Suvorov, Anton, Cebotaru, Ionita; Sidorenco.

Francia-Moldavia quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
1.0118.0045.004.751.15//
1.0114.5051.004.751.164.601.16
1.0117.0047.005.501.104.851.13

Francia decisamente favorita con l’uno quotato 1.01. Vista la qualità offensiva della nazionale francese consigliamo l’Over2.5 la cui variazione va dall’1.10 all’1.16.

Francia-Moldavia dove vederla in TV

Per quanto riguarda la partita Francia-Moldavia non è prevista nessuna copertura televisiva.

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Turchia-Islanda: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Sfida fondamentale per il Gruppo H; la Turchia, al primo posto insieme alla Francia, ha il match point per qualificarsi a Euro2020. Diverso il discorso per l’Islanda che ha bisogno di sei punti nelle ultime due gare e di una Francia che non vinca le rispettive sfide. Missione impossibile ma è necessario provarci. Padroni di casa con il 4-3-3. In porta Gunok con la linea difensiva guidata dal bianconero Demiral al cui fianco agirà Soyuncu mentre sugli esterni, con il compito di alternarsi nella fase di spinta, agiranno Celik e Meras. In mezzo al campo Tekdemir con due come Tusan e Calhanoglu a dare qualità al reparto. In avanti Yilmaz supportato da Karaca e dal rientrante Under. Ospiti che risponderanno con il 4-4-2. Tra i pali spazio a Halldorsson con Ragnar Sigurdsson e Fjoluson in mezzo e due come Palsson e Skulason ad aiutare la fase di spinta della squadra. A centrocampo la fisicità di Bjarnason e Gylfi Sigurdsson a dettare i tempi della squadra; sulle corsie Arnor Sigurdsson e Traustason. Le due punte saranno Sigthorsson e Finnbogason. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni e le quote di Turchia-Islanda:

Turchia-Islanda probabili formazioni:

Probabile formazione Turchia (4-3-3): Gunok; Celik, Soyuncu, Demiral, Meras; Tusan, Tekdemir, Calhanoglu; Under, Yilmaz, Karaca.

Probabile formazione Islanda (4-4-2): Halldorsson; Palsson, Ragnar Sigurdsson, Fjoluson, Skulason; Arnor Sigurdsson, Gylfi Sigurdsson, Bjarnason, Traustason; Finnbogason, Sigthorsson.

Turchia-Islanda quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
1.753.754.501.801.951.821.88
1.703.704.251.752.001.951.75
1.753.704.581.781.931.751.96

La Turchia parte ovviamente favorita con l’uno quotato tra l’1.70 e l’1.75.

Turchia-Islanda dove vederla in TV

Per quanto riguarda la partita Turchia-Islanda non è prevista nessuna copertura televisiva.

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Atalanta-Cagliari: formazioni ufficiali e dove vederla in TV e streaming

Nella splendida cornice di un rinnovato Gewiss Stadium, alle 12.30 di oggi Atalanta e Cagliari si sfidano per il lunch match della 11° giornata di Serie A. Una sfida fondamentale soprattutto per la Dea: ottenere 3 punti vorrebbe dire tornare al terzo posto in classifica e alimentare le proprie ambizioni in chiave Scudetto. Gli uomini di Giampiero Gasperini avranno però di fronte un cliente molto difficile: il Cagliari si è dimostrato, in questo inizio di stagione, squadra solida e al contempo ricca di qualità, trascinata da giocatori di spessore assoluto. Vincere per i sardi significherebbe restare aggrappati alla zona Europa e centrare un obiettivo di tale portata nell’anno del centenario costituirebbe un meraviglioso regalo per tutta la piazza. Una sfida nella quale mancheranno i gol di Zapata e Pavoletti: il primo procede spedito verso il recupero e tornerà in campo dopo la sosta di novembre, mentre il Pavoloso ha già iniziato a lavorare con il pallone, mostrandosi carinissimo sui social. Una gara, quella di oggi, fondamentale per entrambe e dal pronostico apertissimo. Le formazioni ufficiali di Atalanta-Cagliari:

Atalanta-Cagliari formazioni ufficiali:

Formazione ufficiale Atalanta (3-4-1-2): Gollini; Toloi, Palomino, Djimsiti; Castagne, Pasalic, Freuler, Gosens; Gomez; Ilicic, Muriel. All.: Gasperini.

Formazione ufficiale Cagliari (4-3-1-2): Olsen; Cacciatore, Pisacane, Klavan, Lykogiannis; Castro, Oliva, Rog; Nainggolan; Joao Pedro, Simeone. All.: Maran.

Dove vedere in TV ed in streaming Atalanta-Cagliari

La Serie A viene trasmessa su DAZN e Sky. La partita verrà trasmessa da DAZN con collegamento dalle ore 12.15.

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Gigantomachia, primo viaggio nella Metafisica del calcio

Metafisica del calcio. In questa rubrica assoceremo ogni settimana tre opere-simbolo della filosofia occidentale a tre personalità calcistiche, giocando a rappresentare ciascun protagonista come incarnazione e compimento di un pensiero filosofico. Abbiamo dedicato il primo capitolo a tre calciatori che hanno sfidato i propri limiti terreni per conquistare un posto d’onore sull’Olimpo del calcio, rileggendoli brevemente attraverso le opere di tre grandi pensatori moderni. In ciascuno, tre modi diversi di intendere il calcio e la vita. Gigantomachia, primo viaggio nella Metafisica del calcio.

 

–Kant pensa Javier Zanetti

–Feurbach pensa Zlatan Ibrahimovic

–Hegel pensa Francesco Totti

 

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 – Javier Adelmar Zanetti- Critica della ragion pratica, Immanuel Kant

Metafisica del calcio

Javier Adelmar Zanetti

 

“Opera in modo che la massima della tua volontà possa sempre valere in ogni tempo come principio di una legislazione universale” (Critica della ragion pratica , Immanuel Kant). Sempre così uguale a se stesso, su questa massima Zanetti ha poco a poco costruito la propria leggenda da capitano dell’Inter e dell’Argentina . Esempio naturale di fedeltà e consacrazione a una causa, la sua carriera infinita è stata contraddistinta soprattutto da una continuità incurante di qualsiasi fattore esterno. Le sole due espulsioni collezionate in carriera, il record di 162 partite giocate consecutivamente e gli allenamenti in solitaria il giorno del matrimonio fanno della bandiera nerazzurra un perfetto kantiano applicato al mondo del calcio. El hombre vertical Rigoroso e inscalfibile come la sua pettinatura, potente e penetrante come le sue cavalcate .

“la mia è la storia di un uomo che ha dato tutto”, glissa nelle interviste post ritiro…La fede incrollabile nel suo lavoro lo ha ripagato quando nessuno ci credeva più, col celebre triplete del 2010. Un trionfo che lo ha visto gioire intimamente, all’ombra dei riflettori e degli stoccatori Sneijder e Milito, per tornare di nuovo al lavoro a portare sulle spalle una squadra in declino per altri 4 lunghi anni, sopportando panchine e tracolli sportivi fino al 10 maggio 2014, giorno di un congedo composto e senza rimpianti di un uomo che ha vissuto un sogno giorno per giorno senza mai tradire la “legge morale dentro di se”. Un uomo e un calciatore gigantesco ed essenziale, kantianamente consacrato al suo lavoro di Capitano. Javier Adelmar Zanetti.

–  Zlatan Ibrahimovic-“l’essenza del cristianesimo” , Ludwig Feuerbach

Metafisica del calcio

“Non posso che compiacermi di quanto sono perfetto”. Zlatan Ibrahimovic.

 

Cosa c’è di più metafisico di un dio che non pensa nulla di inferiore a se stesso ? Cosa c’è di più metafisico, nel nostro universo calcistico, di Zlatan Ibrahimovic? In una cultura sportiva dominata dall’etica protestante del lavoro e dell’umiltà la figura dello svedese spicca per la disinvoltura con cui non esita ad affermarsi causa prima dei successi propri e dei suoi compagni, non tenendo mai da conto fattori che non siano strettamente legati alla sua volontà . Il suo pellegrinaggio vincente , oltre a soddisfare le sue esigenze economiche, gli ha consentito in carriera di dar prova coi fatti di un’ onnipotenza che sente addosso sin dai primi calci nel parco di Rosengard, nella periferia di Malmoe. Suo padre, racconta Zlatan: “Era dotato di un orgoglio smisurato che lo metteva bene in guardia dal chiedere aiuto a qualcuno” E anche lui, partendo dalle sue origini, ha sviluppato un modo tutto suo di sentirsi solo: una sensazione di rotondità e interezza su cui ha fondato il proprio modo di essere e di giocare a calcio, con un alto tasso di autoironia mai banale in un calciatore.

“Non è stato dio a creare l’uomo bensì l’uomo a creare dio”,

scriveva Feuerbach in polemica con la filosofia del suo tempo, accusata di essere una trasposizione laica della teologia. Un rovesciamento che si presta bene a sunto della carriera di Zlatan: “Non è mai stato il contesto a determinare Ibrahimovic ma sempre Ibrahimovic a determinare il contesto” qualunque esso fosse. Una consapevolezza profonda che farebbe scivolare la maggior parte degli uomini in un eccesso di alterigia controproducente e che invece Ibra ha plasmato a suo vantaggio tappa dopo tappa, accentrando su di sé un carico di responsabilità e aspettative non da poco.

Se il suo carattere non lo ha portato alla deriva di un narcisismo compulsivo lo deve paradossalmente alla comprensione dei suoi limiti e a una visione globale del calcio che fa di lui un attaccante tutt’altro che egocentrico nel suo modo di intendere il ruolo: nel corso del tempo il suo gioco è diventato sempre più essenziale e buona parte del merito spetta al suo primo allenatore italiano: Fabio capello. Il quale parlando di lui ha tracciato un profilo abbastanza sorprendente rispetto al l’immaginario comune:

“Quando arrivò alla Juventus non sapeva calciare, però sapeva ascoltare e questa è una cosa fondamentale”.

Alla luce di chi lo conosce, più che di onnipotenza Zlatan ci fa mostra di una continua attestazione di unicità e indipendenza, la stessa che Feuerbach esige da parte dell’uomo rispetto a dio: un rapporto che rovesciandosi libera le sue energie più creative e lo rende per la prima volta autentico padrone di sé.

Alla domanda di un giornalista su quale fosse il suo idolo Ibra ha risposto: “Muhammad Alì”, perché “era perfetto nel suo saper fare quello che prometteva e nessuno ha mai potuto dire che Alì era uno che parlava e basta. Un giorno vorrei si potesse dire la stessa cosa di Zlatan Ibrahimovic e per questo prometto quello che posso:cioè di giocare sempre il mio calcio.”

In un epoca di spaesamento per un dio che è morto ed un uomo che non è ancora all’altezza della sua sostituzione , il gigante di Malmoe è la perfetta realizzazione del calciatore che accoglie fieramente lo spirito di un dio su di sé, e nel farlo pone a sé stesso un destino e dei compiti grandi. In controtendenza a un panorama contemporaneo in cui assistiamo spesso a all’incapacità generazionale dei nuovi calciatori di imprimere un marchio di personalità ad un calcio sempre più modellato su”un etica protestante del lavoro e della fatica” dove il risultato è l’unica cifra universalmente valida senza la quale ogni affermazione e atteggiamento sopra le righe paga lo scotto della gogna mediatica, onnipervasiva quasi quanto un dio; la stessa che non perde mai occasione di rinfacciare a Ibrahimovic la mancata vittoria di una Champions league con l’allusione di essere un giocatore che accentra troppo la squadra sul proprio gioco . Quel che è certo, finché Zlatan non deciderà di smettere , è che bisogna guardarsi bene dal dare un dio per Finito! E con un contratto coi Galaxy in scadenza a dicembre e un possibile rientro in Italia… mai dire mai.

– Francesco Totti- Fenomenologia dello spirito, Georg Wilhelm Friedrich Hegel

Metafisica del calcio

 

Tesi: “Nun te preoccupà, mo je faccio er cucchiaio!”

Antitesi (Paolo Maldini): “Ma che sei pazzo? siamo a una semifinale degli Europei!”

Tesi: “Gol, l’Italia va in finale”

29 Giugno 2000, Europei Belgio-Olanda

Se Hegel vivesse oggi e scegliesse di interpretare lo spirito del proprio tempo attraverso il calcio , dedicherebbe a Francesco Totti almeno un capitolo della sua Fenomenologia dello Spirito!  Il che suona francamente ridicolo… La romana visceralita’ di Totti iscritta all’interno di un sistema filosofico sistematico come quello hegeliano stona abbastanza . Ma forse non è assurdo credere che se si fosse recato allo stadio il pomeriggio del 28 Maggio 2017, il professore di Tubinga vi avrebbe scorto qualcosa di straordinario, qualcosa che forse, più dell’eroe greco o di Napoleone ,gli avrebbe spalancato le porte alla comprensione di quell’assoluto che in Hegel non consisteva tanto in una realtà statica e immanente, come un Dio che presiede sul mondo sensibile, quanto in un momento di profonda conciliazione in cui la vita si manifesta in tutta la sua interezza .

“Pensare solo a sé è la stessa cosa che non pensarci affatto, perché il fiore assoluto dell’individuo non è dentro di lui ma nell umanità intera”. W. G. Hegel.

Metafisica del calcio

Per 24 anni di carriera Roma è stato Tutto il mondo di Totti e Totti il figlio prediletto di una piazza che in lui ha riposto sogni e valori, considerandolo un totem nonchè il giocatore più talentuoso della propria storia. In questa totalità vi si sono riconosciuti entrambi, rendendosi imprescindibili l’uno con l’altro : Totti per Roma è stato come un re bambino, a cui tutto concedere in cambio di magie e fedeltà incondizionata;la Roma per Totti una culla e una missione: strappare all’anonimato una squadra e una piazza assettata di vittorie ma soprattutto di miti, in una fase storica in cui la Roma dopo l’addio di Giannini , rischiava di soffrire l’assenza di una bandiera. In questo destino comune si sancisce quello che per Hegel è un po’ il senso dello spirito assoluto: il reciproco riconoscersi e appartenersi di un individuo e il suo mondo di riferimento , che nel caso di Totti e la Roma è da subito una compenetrazione totale, primordiale e a volte esasperata: l’orgoglio di Totti per la sua romanità e il suo romanismo (soprattutto quando feriti, come in occasione dell’espulsione su Balotelli) è ancora quello di un bambino nei confronti della mamma dalla quale non vuole e non può emanciparsi, così come per la tifoseria giallorossa mettere in discussione Totti è il più grave sacrilegio che un uomo possa commettere(chiedere a Spalletti). La dimensione di questo rapporto è stata sottovalutata da Pallotta  che ha sempre dato l’impressione di considerare Totti più come testimonial di una causa piuttosto che sacerdote di un tempio,quel tempio che era lo stadio olimpico nel pomeriggio di quel 28 Maggio, quando ogni presente dimenticava se stesso e lo ritrovava negli occhi lucidi del vicino o nell’abbraccio con un estraneo, ognuno parte di un popolo unito come mai ad accompagnare verso l’ignoto il proprio simbolo quasi fosse un fratello di sangue, ormai rassegnato ad uscire per sempre dal suo elemento, quello che per Totti è stato sempre e sempre sarà solo un campo di calcio. Se questa empatia ha avuto un impatto tale da bucare gli schermi televisivi e rendere emotivamente partecipe anche chi quel giorno non era allo stadio o non era nemmeno un tifoso della Roma, è perché tutti, chi più chi meno, ci siamo ritrovati come sospesi su una faglia che separa il tempo dall’eternità : da una parte il pupone, dall’altra il mito ; se il primo ha svegliato il bambino che è in noi, incredulo che il tempo debba in qualche modo scorrere, il secondo ci ha ricordato che il calcio ha ancora il potere di regalare momenti di comunione profonda, dove i cuori di migliaia di sconosciuti possono sincronizzarsi al di fuori di qualsiasi senso pratico e individualistico, in una dimensione di gratuità sempre più difficile da reperire in altre sfere del vivere sociale . D’altro canto c’è anche il lato tragico di Totti che ha vissuto in maniera così totale la sua passione da trovarsi sicuramente un po’ smarrito una volta che la vita lo ha costretto ad aprirsi a nuove strade. Con la coscienza infelice di chi viene separato dal (suo) Tutto.

 

“ho visto lo spirito del mondo in maglietta e pantaloncini sormontare un campo di calcio”. (Georg Wilehlm Hegel, 28 Maggio 2017)

Articolo e Rubrica a cura di Giovanni Biassoni.




Non solo Giampaolo: la Top 5 degli esoneri più veloci

L’esonero di Giampaolo è stato il più rapido dell’intera storia rossonera. Il Milan negli ultimi anni ha dimostrato spesso poca chiarezza nel progetto tecnico, Pioli è il nono allenatore in 9 anni. Una netta inversione di rotta rispetto alla storia recente del Milan di Berlusconi che ha sempre avuto una particolare cura nei confronti della continuità del progetto tecnico. Giampaolo non è ovviamente l’unico allenatore vittima di alcune fasi societarie un pò confuse: come dimenticare Cellino e Zamparini? I maestri degli esoneri specialmente quelli precoci, o anche Moratti che prima di incontrare Roberto Mancini si era sempre fidato dei ribaltoni tecnici per risollevare  la squadra. Detto ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 5 degli esoneri più veloci.
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TOP 5 degli esoneri precoci

5 – Attilio Tesser (Prima giornata 2005-2006, Cagliari)

Dopo due stagioni di alti e bassi in Serie B con la Triestina a Tesser si aprirono le porte della Serie A: l’offerta arriva dal Cagliari di Cellino. Durante tutto il precampionato il patron del Cagliari inizia con una sfilza di uscite infelici, l’ultima prima dell’esordio in Serie A di Tesser contro il Siena: “Vediamo se lei è un uomo fortunato”. Il Cagliari perderà e poche ore dopo arriverà l’esonero.  Il tecnico veneto riassaporerà il massimo campionato solo un’altra volta nel 2011-2012, retrocedendo con il Novara.

4- Stefano Colantuono (Prima giornata 2008-2009, Palermo)

Altro esonero tanto prematuro quanto inspiegabile. Il rapporto tra Colantuono e Zamparini dura già da un anno, che definire tormentato è poco. Dopo un buon inizio di campionato 2007-2008 nel quale spicca una vittoria casalinga con il Milan campione d’Europa, i rosanero iniziano a rallentare la loro marcia e per il tecnico romano sarà fatale la sconfitta per 5-0 sul campo della Juventus: esonero. Zamparini chiama Guidolin in panchina, ma quattro mesi dopo il 24 marzo 2008 attua uno dei suoi classici dietro-front: ritorna Colantuono. Il Palermo chiuderà undicesimo in campionato. Nel nome della continuità viene riconfermato il tecnico romano, al quale però non vengono perdonate le prime due sconfitte stagionali: in coppa Italia con il Ravenna e alla prima di campionato con l’Udinese. Di nuovo esonero. I rosanero sotto la guida di Ballardini arriveranno ottavi nell’edizione della Serie A 2008-2009.

3- Gigi Simoni (Undicesima giornata 1998-1999, Inter)

Uno dei più particolari e probabilmente ingiusti esoneri del nostro calcio. Sulla griglia di partenza della stagione 1998-1999 l’Inter di Gigi Simoni, al secondo anno sulla panchina nerazzura, è una delle contendenti allo scudetto. Vincitrice della coppa Uefa contro la Lazio grazie anche a Ronaldo il Fenomeno, fresco vincitore del Pallone d’Oro, nella sua forma più devastante. Gigi Simoni è un allenatore umile, uno di quelli che ha dovuto fare tanta gavetta prima di allenare una squadra così competitiva, eppure alla prima stagione con l’Inter (1997-1998) senza nessun tipo di timore reverenziale ha portato nella Milano nerazzurra una Coppa Uefa e un secondo posto in campionato. L’inizio della stagione 1998-1999 non è sicuramente esaltante, ma neanche così tragico: in 11 partite l’Inter conta 5 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Settima in campionato, ma a sole 5 lunghezze dalla capolista Fiorentina. In Champions League è prima nel girone con una lunghezza di vantaggio sul Real Madrid, ed è proprio qualche giorno  dopo aver sconfitto i blancos nella gara di ritorno per 3-1 che Gigi Simoni viene esonerato: il 30 Novembre 1998, giornata nella quale viene anche  premiato con la Panchina d’Oro, premio che incorona l’allenatore migliore della passata stagione, dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio. Moratti sceglie Lucescu per sostituire il tecnico emiliano.

2- Luigi Del Neri (Estate 2004, Porto)

 

Ammutinamento, o quasi, la sorte che è toccata a Luigi del Neri. Estate 2004, dopo aver fatto brillare una piccola squadra di quartiere per quattro anni, l’ambizioso tecnico friulano decide di accettare la corte dei Campioni d’Europa. Eh si, il Porto aveva appena vinto la Champions League con Mourinho al timone e per sostituirlo scelsero proprio Luigi Del Neri. L’ex tecnico del Chievo si presenta in Portogallo carico di aspettative, ma anche di pretese, precisione e rigore tattico tipico del calcio italiano. Un bel buco nell’acqua. Dopo appena due mesi lo spogliatoio con non poca superbia decide di non seguire il tecnico italiano, non condividendone le modalità di allenamento così diverse dalla cultura portoghese e chiedendone apertamente l’esonero. Non si può scontentare lo spogliatoio che ha appena compiuto un miracolo sportivo, così la dirigenza deciderà di cambiare allenatore e quindi di esonerare il buon Gigi. Del Neri dopo qualche mese inizierà la sua breve e sfortunata avventura sulla panchina della Roma, mentre il Porto perderà la supercoppa Uefa contro il Valencia, arriverà secondo campionato ed abbandonerà prematuramente la Champions League, cambiando tre tecnici in una stagione: Del Neri, Víctor Fernández e José Couceiro.

1- Brian Clough (12 Settembre 1974, Leeds United)

La storia tra Brian Clough ed il Leeds United è talmente popolare da esser anche diventata un romanzo e successivamente anche una pellicola di successo: Il maledetto United. Per spiegare meglio cosa non andò tra l’allenatore e i giocatori del Leeds bisogna fare qualche passo indietro negli anni. Nel marzo del 1961 il club affronta  una situazione economica disastrosa ed ingaggia Don Rivie che miracolosamente riesce ad evitare la retrocessione in terza divisione. Nel 1964 arriva la promozione che riporta il Leeds nella massima serie del calcio inglese; fino al 1974,  con Don Rivie alla guida della squadra, i Withes arrivarono sempre tra le prime quattro in classifica. Vinsero poi due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA cup nel 1972 e la League Cup nel 1968, non sfigurando neanche a livello europeo dove trionfarono in coppa delle Fiere nel 1967 e nella Coppa delle Coppe nel 1973. Le storie d’amore finiscono sempre e spesso dolorosamente e nell’estate del 1974, dopo il secondo titolo nazionale vinto con Leeds, Don Rivie decise di accettare l’offerta della Federazione Inglese. Per sostituirlo la società contatta Brian Clough, rivale nelle ultime stagioni alla guida del Derby County. Tifoseria e giocatori non condividono la scelta e non esitano a palesarlo: nelle passate stagioni infatti il neo tecnico del Leeds non aveva esitato ad accusare Don Rivie e i suoi calciatori di antisportività. La squadra è convinta che Brian voglia affossare il Leeds per l’odio accumulato negli anni di sfide con il Derby County. Dopo appena 44 giorni sarà esonerato. I Withes dopo un inizio di stagione zoppicante torneranno a marciare con il nuovo tecnico Jimmy Armfield arrivando addirittura alla finale di Coppa Campioni ( persa con il Bayern Monaco ). Clough, invece, nel gennaio del 1975 firmerà per il Nottingham Forest, dove si renderà protagonista di una delle storie più belle del calcio europeo: la cenerentola inglese che riuscirà a vincere per due volte la coppa Campioni.




La Top 10 degli errori commessi dal VAR

Le lamentale di Petrachi dopo il caso Kalinic-Pisacane hanno riacceso i riflettori sugli errori VAR e su come debba essere utilizzato. Questa è la terza stagione in cui i direttori di gara possono usufruire dell’ausilio tecnologico, eppure le discussioni non si fermano, essendoci ancora molto spazio per la singola interpretazione arbitrale; da quest’anno l’AIA ha omologato tutti i falli di mano alla stessa maniera, per ridurre al minimo la specificità del caso, trattando questo tipo di irregolarità di gioco in maniera oggettiva come un fuorigioco. Tutti gli altri tipi di interventi da sanzionare sono ancora, giustamente, influenzabili dalla percezione arbitrale. Essendo obbiettivamente complicato riuscire ad applicare un metro di giudizio conforme per tutta la stagione, per tutte le squadre e per tutti i giocatori, non sarebbe forse arrivato il momento di concedere agli allenatori la possibilità di invitare il direttore di gara ad un on field review? Per offrire così la discrezionalità del caso anche ai diretti interessati. Detto ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 10 degli errori commessi dal VAR. Vi ricordiamo di seguire il nostro sito anche su Instagram e Facebook. Segui anche la pagina Radio. Scopriamo insieme la classifica:

TOP 1O ERRORI VAR: LA CLASSIFICA

10 – Roma-Inter 26/08/17 Skriniar su Perotti

Era la seconda giornata della Serie A 2017-2018, la Roma, alla prima stagione senza Totti, era stata affidata alla guida di Eusebio Di Francesco, mentre l’Inter aveva puntato sull’ex tecnico giallorosso Luciano Spalletti per centrare, dopo tanti anni di assenza, la qualificazione in Champions League. Sul risultato di 1 a 0 a favore dei padroni di casa Perotti, muovendosi sull’out di sinistra, entra in area di rigore avversaria, supera Skriniar, che senza troppi indugi entra goffamente sull’esterno giallorosso. Il VAR non interviene, e l’arbitro Irrati decide di non visionare l’episodio. La gara finirà 1-3 per l’Inter.

Errori Var

9 – Genoa-Juventus 26/08/17 Fuorigioco di Galabinov

Parlando di errori Var, restiamo ancora alla seconda giornata di Serie A 2017/2018: il VAR si perde il fuorigioco di Galabinov sull’imbucata di Taarabt, nel susseguirsi dell’azione l’arbitro Banti ravvisa un intervento scomposto di Rugani proprio sull’attaccante bulgaro ed assegna il calcio di rigore ai rossoblu. La sfida terminerà 2-4 per i bianconeri, che rimonteranno dopo esser passati in svantaggio di 2 reti.

Errori Var

8 – Torino-Hellas Verona 1/10/17 Fuorigioco di Kean

Stessa annata, stesso errore. La tecnologia era appena stata introdotta e si faceva addirittura difficoltà a tracciare le linee del fuorigioco e a farne le spese stavolta fu il Torino dell’attuale tecnico del Bologna Siniša Mihajlović.  I granata erano in vantaggio per 2-0 in casa con l’Hellas, ma negli ultimi minuti parte la rimonta dei veronesi viziata però da una grossolana svista arbitrale. Al minuto 87 Kean deposita il pallone in rete, accorciando le distanze, ma la rete del talentino italiano è palesemente da annullare, essendo il ragazzo in posizione di fuorigioco. Dal VAR non vengono tracciate correttamente le linee per evidenziare l’irregolarità e così l’arbitro Gavillucci convalida la rete. Pazzini segnerà su rigore il definitivo 2-2.

Errori Var

7 – Roma-Cagliari 16/12/17 Goal con la mano di Fazio

A Roma i giallorossi ospitano il Cagliari di Lopez. La gara è totalmente dominata dai ragazzi di Di Francesco, che però non riescono a segnare e sciupano l’inimmaginabile. Al minuto 94 i padroni di casa hanno l’ultima occasione: Kolarov calcia una punizione insidiosa dall’out di sinistra, Cragno respinge in maniera goffa, mandando il pallone nel cuore dell’aria di rigore, dove si fa trovare pronto Fazio che si aggiusta il pallone con un tocco di mano per poi calciare a porta vuota.  Damato va a rivedere l’episodio dubbio e decide poi di convalidare il goal del difensore giallorosso, scatenando l’ira della dirigenza cagliaritana.Errori Var

6 – Sampdoria-Sassuolo 17/12/17 La parata di Torreira

Forse l’errore più clamoroso mai commesso dagli arbitri da quando hanno il supporto tecnologico. La Sampdoria ospita il Sassuolo. Per larghi tratti della partita gli ospiti dominano e poco dopo il minuto 80 ottengono un calcio di rigore. Politano calcia a mezza altezza alla destra di Viviano, che intuisce e respinge la sfera verso destra, Magnanelli si avventa per primo sul pallone e lo rigioca nel cuore dell’area di rigore dove Torreria letteralmente para il traversone del centrocampista del Sassuolo. Senza nessun tipo di logica dal VAR non consigliano a Gavillucci di rivedere e sanzionare l’azione di gioco. I neroverdi vinceranno comunque la gara grazie ad una rete di Matri nel finale.

Errori Var

5 – Cagliari-Juventus 6/1/18 Tocco di mano di Bernardeschi

 

Alla Sardegna Arena va in scena il posticipo della ventesima giornata di Serie A con il Cagliari che ospita la Juventus. I bianconeri trovano il vantaggio al minuto 74 con Bernardeschi, qualche minuto dopo proprio l’ex viola è il protagonista della svista arbitrale: Padoin crossa a rientrare dalla sinistra ed il centrocampista juventino interviene deviando il pallone con il braccio sinistro. Calvarese non interviene e non usufruisce neanche del’on field review.

Errori Var

4 – Crotone-Cagliari 28/1/18 Fuorigioco inesistente di Ceccherini

Ennesimo problema nel tracciare le linee del fuorigioco. A Crotone arriva il Cagliari per un’importantissima sfida salvezza. Alla rete di Trotta risponde Cigarini ed il primo tempo si chiude in parità. Il risultato reggerà fino al termine della partita, per la svista di Tagliavento: nei minuti finali una punizione da destra battuta da Ricci viene deviata in rete da Ceccherini, l’Ezio Scida esplode e i tre punti sembrano oramai alla portata. Tagliavento dopo le numerose proteste decide di andare a rivedere l’azione ed evidenzia un fuorigioco inesistente.

Errori Var

3 – Milan-Lazio 29/1/18 Goal con la mano di Cutrone

Un nuovo errore VAR avviene nella giornata numero 22 di Serie A, quando il Milan di Gattuso a San Siro ospita la Lazio di Simone Inzaghi. Al minuto 15 Cutrone segna con il gomito destro senza che nessuno se ne renda conto. Le immagini che mostrano l’irregolarità della rete arriveranno, anche sta volta inspiegabilmente, solo tra il primo ed il secondo tempo. I rossoneri vinceranno poi la partita 2-1.

2 – Inter-Juventus 29/4/18 Mancata espulsione di Pjanic

Fra gli errori Var rientra la sfida delicatissima sia per la lotta Champions dell’Inter di Spalletti, sia per lo scudetto conteso tra Juventus e Napoli. L’inter al minuto 18 resta in 10 per una follia di Vecino che calpesta il polpaccio di Mandzukic. Con il risultato ancora in bilico sull’1-1 Pjanic, già ammonito, entra scomposto su Rafinha e meriterebbe, come mostra l’immagine, il secondo giallo. Stavolta l’errore non è del VAR, che non può intervenire nei casi concernenti le ammonizioni, ma tutto di Orsato che è anche posizionato perfettamente per giudicare lo scontro. La Juventus vincerà per 2-3.

1 – Fiorentina-Inter 24/2/19 “Mano” di D’ambrosio

Stavolta l’errore è condiviso, lo combinano VAR e direttore di gara, Abisso, insieme. Sul risultato di 2-3 in favore dell’Inter e con il novantesimo superato da 10 minuti (il recupero fu così lungo a seguito di numerosi casi da rivedere), la Viola alla disperata prova ad agguantare il pareggio: Chiesa cerca di crossare ma D’Ambrosio devia nettamente con il petto, Abisso, dopo aver consultato il VAR e revisionato con l’on field review, rimane fermo sulla sua decisione iniziale. Calcio di rigore per i padroni di casa. Veretout non sbaglia dal dischetto, portando così il risultato sul 3-3.




Liechtenstein-Italia: probabili formazioni, orari e dove vederla in TV

Missione compiuta. Con ben 3 turni di anticipo l’Italia ha centrato la qualificazione ad Euro 2020. Risultato che deve ovviamente far riflettere su quanto sia buona la strada intrapresa dal nuovo corso azzurro. Troppo riduttivo ricercare i meriti di 7 vittorie in altrettante gare nella pochezza tecnica del gruppo J. Una gara, quella che si giocherà domani 15 ottobre alle 20.45 al Rheinpark Stadion di Vaduz, che servirà dunque a Roberto Mancini per valutare con maggiore attenzione alcuni elementi della rosa meno impiegati nel corso di queste qualificazioni. Se il gruppo per l’europeo è praticamente fatto, non ci si vuole ovviamente far sfuggire l’opportunità di rodarne tutti gli effettivi. Spazio, dunque, ad un ampio turnover, senza tuttavia rinunciare al 4-3-3, modulo distintivo di questa selezione azzurra. Tanti i ballottaggi in mezzo al campo, con alcune certezze: in porta dovrebbe essere il turno di Sirigu, a centrocampo l’inamovibile Jorginho ancora favorito sullo scalpitante Tonali. In attacco chance dal 1′ per El Shaarawy sulla corsia esterna. Nel Liechtenstein, ovviamente, meno abbondanza a livello di scelte. Kolvidsson terrà fede al 3-4-1-2 che ha permesso ai suoi di strappare un punto nell’ultimo turno contro l’Armenia. Presentissimo capitan Marcel Buchel, sorprende tuttavia la scelta di lasciare in panchina Yanik Frick, autore del gol che è valso punti nella scorsa uscita dei suoi. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Liechtenstein-Italia:

Liechtenstein-Italia probabili formazioni:

Probabile formazione Liechtenstein (3-4-1-2): Buchel; Goppel, Kaufmann, Malin; Meier. Buchel; Polverino, Rechsteiner; Hasler; Gubser, Salanovic All. Kolvidsson

Probabile formazione Italia (4-3-3): Sirigu; Di Lorenzo, Romagnoli, Mancini, Spinazzola; Zaniolo, Jorginho, Verratti; Bernardeschi, Belotti, El Shaarawy All. Mancini

Liechtenstein-Italia quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
2.603.302.751.851.851.662.10
2.503.302.701.911.831.652.10
2.563.252.841.891.851.642.17

L’Italia strafavorita con il due quotato a 1.01. Consigliamo l’Over2.5 per alzare leggermente la quota.

Liechtenstein-Italia dove vederla in TV

La sfida tra Liechtenstein e Italia si potrà seguire in diretta tv e in chiaro sul canale Rai 1. Inoltre il match sarà anche visibile in diretta streaming video via internet dal sito sito raiplay.it, tramite smart tv o pc, oppure scaricando l’app Rai Play . Sarà inoltre possibile seguire la diretta live del match sul nostro sito e sui nostri social. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.




Bulgaria-Inghilterra: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

10 anni. Tanto era passato dalla precedente sconfitta dell’Inghilterra in una sfida di qualificazioni a una competizione internazionale. Il ko patito in Repubblica Ceca non crea comunque particolari apprensioni, con la nazionale dei Tre Leoni ancora in testa al gruppo A assieme proprio ai cechi ma con una gara giocata in meno. Avversario del prossimo turno per gli inglesi sarà il fanalino di coda Bulgaria, con la selezione dell’Est Europa ancora incapace di centrare una vittoria nelle qualificazioni e già certa di non poter dire più nulla per il discorso passaggio del turno. Dunque la sfida, in programma lunedì 14 ottobre al Natsionalen Stadion Vasil Levski di Sofia con fischio d’inizio alle 20.45, si prospetta come una sorta di formalità per gli uomini di Gareth Southgate. Il commissario tecnico inglese, proprio per questo, sarebbe varando la possibilità di intraprendere con più vigore la strada degli esperimenti, responsabilizzando magari qualche giovane giocatore convocato in questa tornata e non ancora lanciato dal primo minuto. I riflettori sono, per forza di cose, puntati sulla stellina del Chelsea Tammy Abraham, attuale capocannoniere in Premier League e desideroso di conquistare la titolarità in Nazionale a suon di gol. Non facile, visto che nelle gerarchia, davanti al gioiellino dei blues, resta inossidabile un certo Harry Kane, ancora avanti nel ballottaggio per chi sarà il centravanti titolare nel 4-3-3 inglese. Dall’altra parte, il c.t. Balakov, per onorare al massimo l’impegno contro una delle selezioni più importanti al mondo, dovrebbe comunque affidarsi alla prudenza optando per il 4-1-4-1. Curioso come ancora una volta si decida di puntare sui cosiddetti naturalizzati, con Marcelinho e Wanderson ad agire rispettivamente sulla trequarti e sull’esterno. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Bulgaria-Inghilterra:

Bulgaria-Inghilterra probabili formazioni:

Probabile formazione Bulgaria (4-1-4-1): Iliev; Pashov, Dimitrov, Zanev, Nedyalkov; Ivanov, Malinov, Marcelinho, Wanderson; Kraev. All. Balakov

Probabile formazione Inghilterra (4-3-3): Pickford; Alexander-Arnold, Gomez, Maguire, Chillwell; Henderson, Winks, Mount; Sterling, Kane, Sancho. All. Southgate

Bulgaria-Inghilterra quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
136.001.232.151.652.351.53
13.506.001.202.201.622.351.53
136.101.192.231.582.231.58

Inghilterra ovviamente favorita con il due quotato tra l’1.19 e l’1.23. Una giocata più rischiosa sarebbe l’Over 2.5 la cui variazione va dall’1.58 all’1.65. Attenzione anche al Goal quotato tra il 2.23 e il 2.35.

Bulgaria-inghilterra dove vederla in TV

Il match non sarà trasmesso da alcuna emittente televisiva italiana. Sarà però possibile seguire la diretta live del match sul nostro sito e sui nostri social. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.




Francia-Turchia: probabili formazioni, quote e dove vederla in TV

Una sfida dalla quale passa una buona fetta di qualificazione a Euro 2020. Lunedì 14 ottobre, nel suggestivo teatro dello Stade de France, Francia e Turchia si contenderanno il primato del gruppo H. Girone che le due selezioni hanno stradominato in lungo e in largo, commettendo ben pochi passi falsi e ritrovandosi, di conseguenza, appaiate in testa a pari punti. Il settimo turno si è rivelato, a dire il vero, piuttosto complesso per entrambe: per la Francia un risicato 1 a 0 a domicilio contro la terza forza Islanda. Ancor più tirata la sfida tra Turchia e Albania, con i padroni di casa che sono riusciti a spuntarla soltanto con un gol nel recupero, festeggiato con il tanto discusso saluto militare. All’andata, a Konya, si imposero con un inequivocabile 2 a 0 gli uomini di Güneş, grazie alle reti di Kaan Ayhan e del romanista Cengiz Under. La sensazione per questa sfida di ritorno è che entrambe le compagini non stiano vivendo esattamente il loro miglior momento di forma e siano piuttosto appannate dal punto di vista della qualità del gioco, per quanto non siano squadre abituate solitamente a rubare l’occhio agli appassionati. La truppa di Deschamps, nonostante le assenze, continua a macinare risultati grazie alle certezze di nome Griezmann e Giroud, con il bomber relegato a semplice riserva nel Chelsea ma ancora capace di essere decisivo con la maglia della Nazionale. pesante l’assenza di Lloris: il capitano del Tottenham, dopo il terribile infortunio al gomito patito in Premier League, ne avrà per tutta la stagione e sarà sostituito ancora una volta dall’esperto Mandanda. Dall’altra parte grande entusiasmo per una generazione di calciatori che, dopo tanti anni di anonimato, sembra in grado di essere quantomeno competitiva e in grado di infastidire anche le selezioni più blasonate. Nelle fila turche, tuttavia, mancherà per infortunio uno dei rappresentanti più importanti di questa Golden Generation, quel Cengiz Under che, come citato poc’anzi, fu decisivo nella gara di andata. Ci sarà comunque tanta Serie A in campo, grazie a Demiral e Calhanoglu. Sul fronte modulo, scelte speculari per entrambi i commissari tecnici: il 4-3-3 con cui scenderanno in campo a specchio renderà questa sfida ancor più interessante, anche dal punto di vista tattico. Andiamo ora a vedere le probabili formazioni di Francia-Turchia:

Francia-Turchia probabili formazioni:

Probabile formazione Francia (4-3-3): Mandanda; Pavard, Varane, Lenglet, Digne; Sissoko, Tolisso, Matuidi; Coman, Giroud, Griezmann. All. Deschamps

Probabile formazione Turchia (4-3-3):  Gunok; Meras, Demiral, Ayhan, Celik; Emre, Tekdemir, Tufan; Calhanoglu, Yilmaz, Tosun. All. Gunes

Francia-Turchia quote e pronostico:

*le quote potranno subire variazioni (che saranno prontamente da noi segnalate) nei prossimi giorni

AGENZIE1X2UNDER 2.5OVER 2.5GOALNO GOAL
1.256.2510.002.701.401.821.90
1.256.0010.002.701.421.851.85
1.246.1512.302.891.381.801.94

Francia ovviamente favorita con l’uno quotato tra l’1.30 e l’1.38. Una giocata più rischiosa sarebbe l’Over 2.5la cui variazione va dall’1.58 all’1.65. Attenzione anche al Goal quotato tra l’1.90 e l’1.95.

Francia-Turchia dove vederla in TV:

Il match sarà trasmesso in chiaro per l’Italia sul Canale 20 di Mediaset. Sarà anche possibile seguire la diretta live del match sul nostro sito e sui nostri social. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.