Partiamo da una premessa: Leandro Paredes non ha giocato bene contro la Lazio. La prestazione del centrocampista ha lasciato molto a desiderare, non riuscendo a prenderle le redini della mediana e soffrendo molto la qualità di Biglia e la fisicità di Milinkovic-Savic. L’argentino si è limitato a fare il classico “compitino” non riuscendo mai a verticalizzare l’azione. Non è sicuramente la prima partita in cui il giocatore delude le aspettative, considerando le grandi premesse con cui era tornato a Roma, dopo la bellissima esperienza ad Empoli. Ciò nonostante noi di RadioGoal24 riteniamo che il calciatore meriti sicuramente delle chance in più, visto che le qualità tecniche non si discutono. Il fatto è che a Roma i giudizi sono quasi sempre molto, troppo, affrettati: molto spesso basta qualche prestazione negativa per venire definiti come “pippe”.

L’esempio più recente? Edin Dzeko. Va bene che il bosniaco ha sicuramente un curriculum diverso, pieno di successi e vittorie, ma questo esempio può far riflettere su come nell’ambiente romano si diano giudizi troppo preventivi, molto spesso dettati dalla frustrazione per le mancate vittorie. A volte bisogna solamente dare solamente un po’ di fiducia, sopratutto quando si è molto giovani: sempre in casa Roma può essere utile guardare il caso Lamela: il trequartista ex River nel primo anno nella capitale aveva dimostrato di essere un giocatore altamente discontinuo, criticato da tifosi e media. Nella sua seconda stagione, anche grazie all’arrivo di Zeman, ha conquistato tutti attraverso i gol e le buone prestazioni, tanto da scatenare una vera e propria protesta alla sua cessione.

Leandro Paredes è un giocatore che la qualità ce l’ha nel sangue, con un tocco palla decisamente fuori dal comune ed un senso della posizione veramente elevato. Il problema del giocatore è una discontinuità a livello di minutaggio, con il calciatore che deve pur sempre fare la riserva a Daniele De Rossi. Per carità, la condizione del vice-capitano giallorosso è veramente buona ed è giusto che sia titolare, ma è anche vero che non ci si può aspettare che un giovane possa fare sempre prestazioni di alto livello con una frequenza in campo così bassa. Bisogna anche considerare che Paredes è uno dei pochi giocatori in Europa che può adattarsi nel ruolo di mediano fisso davanti alla difesa, proprio come De Rossi insegna. L’argentino ha, fra le sue qualità infatti, anche quella di sacrificarsi e mettersi a disposizione in qualsiasi ruolo del centrocampo. Stiamo comunque parlando di un classe 1994, ha ancora 22 anni, e l’interessamento dei grandi club nonostante le poche presenze è indicativo: il ragazzo ha talento e il talento va sfruttato. La Roma è una società che cerca la maturità e la gestione dei propri talenti deve essere il primo passo.