Top & Flop giovani in Europa

Top e flop nei campionati europei

Con i campionati di tutta Europa (tranne quello bielorusso) fermi a causa dell’emergenza Coronavirus, è bene cominciare a tirare un po’ di somme sui giovani che più ci stanno colpendo in questa stagione e su quelli che invece stanno maggiormente deludendo le aspettative.

Top

Elenchiamo i giocatori che, nonostante la giovane età, più si stanno rivelando determinanti ad alti livelli in termini di statistiche. Ne consegue l’esclusione di molti eccellenti come Ansu Fati, Gabriel Martinelli, Mason Greenwood, Mason Mount, Kai Havertz , Nicolò Zaniolo ed altri, anche per garantire un minimo assortimento tra ruoli e campionati e per non privilegiare i soli giocatori offensivi.

Erling Haaland

Il primo della lista, neanche a dirlo, è il giovane attaccante norvegese classe 2000 del Borussia Dortmund. Saltatore alto 194 centimetri, sinistro potente, buone capacità d’inserimento e di rifinitura,  il Salisburgo lo acquista dal Molde nell’inverno 2019 e il resto è storia recente: a settembre contro il Genk diviene il secondo giocatore più giovane nella storia della Champions League a segnare una tripletta all’esordio (dietro Wayne Rooney). Termina la sua esperienza al Salisburgo con 29 reti in 27 presenze, e si conferma al Borussia Dortmund dove fino ad ora ha ne ha totalizzate 12 in 11 partite, impressionando soprattutto per la devastante incisività nei suoi primi minuti giocati in Bundesliga. Vanta 2 presenze con la nazionale norvegese.

Jadon Sancho

Sembra strano citare due giocatori del Borussia Dortmund, squadra ormai da anni lontana dall’élite del calcio continentale. Eppure è impossibile non parlare della giovane ala inglese con origini di Trinidad. Buon dribblatore e veloce in contropiede, nel 2017 passa dal Manchester City al Dortmund per soli 8 milioni di sterline, e viene inserito dal The Guardian tra i migliori 60 giocatori al mondo nati nel 2000.  Quest’anno si trova nel suo momento di massimo splendore, avendo attiratto l’attenzione di molti club europei (soprattutto di Premier) grazie ai suoi 17 gol e 19 assist in 35 partite. Con la nazionale inglese, è il primo millennial ad esser stato convocato, ad aver giocato e ad aver messo a segno una marcatura.

Phil Foden

Centrocampista offensivo inglese classe 2000,  è cresciuto nelle giovanili del Manchester City.  Mancino, molto tecnico e vero jolly di centrocampo. Nel 2017 fa le sue prime apparizioni con gli Sky Blues e dall’anno scorso è in pianta stabile nella rosa di Guardiola, con la quale nell’ultima stagione ha totalizzato 26 presenze, 3 reti e 7 assist.

Alphonso Davies

Esterno canadese classe 2000, il Bayern Monaco lo preleva nel gennaio del 2019 dai Vancouver Whitecaps. Giocatore completo, inizia la carriera da ala, ma in seguito viene adattato al ruolo di terzino che adesso occupa stabilmente.In questa stagione ha totalizzato 29 presenze, 2 gol e 7 assist. Si tratta del giocatore più giovane ad aver esordito e segnato con la nazionale canadese, nonché del primo millennial ad aver realizzato una marcatura in una competizione internazionale.

Eduardo Camavinga

Mediano francese classe 2002 del Rennes, si tratta di un profilo inusuale per questa lista, che raccoglie giocatori già affermati in top club e con esperienza internazionale, ma abbiamo deciso di premiarlo per la giovanissima età e per dare spazio ad un ruolo non offensivo. Può essere anche impiegato come mezzala, è dotato di un buon tiro ed è, secondo gli addetti ai lavori, la next big thing del calcio francese. Cresciuto nelle giovanili del Rennes, diventa il più giovane esordiente in Ligue 1 a soli 16 anni, 4 mesi e 27 giorni. Con la squadra transalpina vanta già 35 presenze, 1 gol e 2 assist.

Flop

Premettiamo, non è mai giusto etichettare come flop giocatori giovanissimi, che hanno ancora tanti anni di carriera davanti per dimostrare il loro valore. Tuttavia su alcuni di essi le aspettative sono state davvero alte e non ripagate.

Vinicius Jr.

Considerato da molti un astro nascente del calcio mondiale , l’esterno offensivo brasiliano classe 2000 non sta garantendo continuità di rendimento nel Real Madrid di Zidane (nonostante un goal nel Clasico), il quale più volte ha fatto a meno di lui in questa stagione. In 28 presenze, Vinicius ha totalizzato solamente 4 gol e 3 assist, un bottino non certo ricco per un attaccante sul quale incombeva il peso di grandi aspettative. Vanta una sola presenza con la casacca verdeoro.

Rodrygo

Simmetricamente alla lista dei top, iniziamo quella dei flop con due giocatori della stessa squadra, clamorosamente il Real Madrid.  Di ruolo ala, brasiliano classe 2001, acquistato per 45 milioni di euro dal Santos (stessa cifra del suo compagno Vinicius), Rodrygo sta avendo un buon rendimento nelle coppe, mentre in campionato è poco utilizzato (anche se, parliamoci chiaro, si tratta sempre del Real Madrid), con sole 12 presenze e 2 gol in Liga. Vanta 2 presenze von la nazionale maggiore.

Kean

Attaccante classe 2000, lo abbiamo conosciuto bene con la Juventus, è passato in estate all’Everton a fronte di un corrispettivo di 28 milioni di euro. A Liverpool solamente 26 presenze, 1 gol e 2 assist. Meglio in nazionale, con 2 apparizioni e 3 gol

Joao Felix

Torniamo a Madrid, stavolta sponda Atletico. Il trequartista portoghese classe 1999 l’anno scorso ha incantato tutti al Benfica anche in campo internazionale, facendoci pensare di essere pronto al grande salto. Quest’anno invece, solamente 6 gol e 3 assist in 28 presenze. Un magro bottino se pensiamo ai 126 milioni di euro spesi dai Colchoneros per portarlo alla corte di Simeone. Conta 5 presenze in nazionale.

De Ligt

Lo abbiamo lasciato per ultimo, dato che di flop vero e proprio non si può veramente parlare. Il difensore olandese classe 1999, passato dall’Ajax alla Juve per 85 milioni di euro nell’ultima sessione di mercato, ha infatti ricevuto subito il compito di non far rimpiangere un pilastro della difesa bianconera come Chiellini, tenuto fuori da un grave infortunio. Nonostante un gol decisivo nel derby, nella prima parte di stagione si è rivelato ancora acerbo in relazione alla sua valutazione di mercato, lo dimostrano gli svariati rigori procurati per fallo di mano. Discorso totalmente opposto in nazionale, dove nonostante la giovane età è già capitano e vanta 21 presenze corredate da 2 gol.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 




Commisso: “Stagione finita? No, ma non corriamo troppo avanti”

Commisso:”Stagione finita? Aspettiamo a parlare…”

“Il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, intervistato dal portale GR Parlamento, si è espresso sull’eventuale ripresa della Serie A: “Ora non ci si può allenare. Speriamo che succeda presto, ma non è finita. Non corriamo troppo avanti, non sappiamo quando arriveremo a zero nuovi casi. Spero che al Sud, dove non ci sono le attrezzature del Nord, non arrivi. Siamo più positivi ma non del tutto: c’è gente che in Italia non lavora, l’economia è distrutta”.

 Italia e USA

“Fino ad oggi in America abbiamo 2000 morti, in Italia oltre 10.000. La situazione è più critica rispetto a New York: io e la mia famiglia siamo a casa da due settimane. In Mediacom abbiamo avuto un solo caso positivo, nella Fiorentina ben dodici. Noi della Fiorentina abbiamo iniziato le donazioni agli ospedali dal 17 marzo, destinate alla città metropolitana di Firenze. Siamo a oltre 700mila euro raccolti, ed è la cosa più grande fatta in tutta la Toscana. Idem in America, non c’è nessun fondo così grande. Di questo sono contento: ci sono oltre 2000 donatori americani, molti dall’Italia. Abbiamo già cominciato a distribuire le risorse agli ospedali, stanno prendendo ecografi, ventilatori e attrezzature per le terapie intensive e sub-intensive. Sui 12 casi, 5 o 6  sono finiti in ospedale, ma grazie a Dio ora sono tutti fuori”.

Taglio degli stipendi

“La Juventus ha preso una buona iniziativa. Noi abbiamo una situazione di grande solidità, ma studiamo comunque qualcosa per il futuro, per aiutare il calcio italiano. La cosa buona di questo trauma è che ognuno si è riavvicinato alla comunità, alla squadra, ai compagni. La Fiorentina umanamente si è fatta più forte. C’è una grande possibilità che questo campionato non finisca, io non so. Dobbiamo andare avanti, pensando che c’è probabilità che non si giochi più in questa stagione”.

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Roma, non solo Florenzi: tutti i prestiti di ritorno

Tutti i prestiti di ritorno nella Capitale.

A causa dei mancati introiti causati dall’emergenza Coronavirus, la prossima sessione di mercato vedrà verosimilmente molte squadre italiane e non sfruttare le risorse già presenti in rosa, ritorni dai prestiti compresi, piuttosto che fare grandi investimenti. Questa situazione riguarda in particolar modo la Roma, costretta a fare i conti anche con il cambio di proprietà, e nello specifico sono in ballo nomi (e ingaggi) di una certa importanza.

Florenzi probabilmente tornerà alla base. Con il Valencia ha disputato solo 3 partite (e un’espulsione) e il fatto che possa conquistare il posto da titolare sembra più un miraggio che una concreta possibilità. D’altro canto, la sua permanenza alla Roma è tutt’altro che scontata: Fonseca lo vede solo come ala, ma non  come prima scelta. La Fiorentina, che già aveva mostrato interesse a gennaio, potrebbe tornare alla carica nonostante un ingaggio da 3 milioni di euro

Per quanto riguarda Nzonzi, sarà difficile trovargli una sistemazione. Il centrocampista francese è prossimo a compiere 32 anni, e i problemi avuti al Galatasaray con il tecnico Fatih Terim dentro e fuori dal campo non gli fanno certo buona pubblicità. La permanenza a Roma è da escludere.

Schick, protagonista fino ad ora di una buona stagione al Lipsia, contava sul fatto di essere riscattato al prezzo pattuito di 29 milioni di euro, ma con le nuove circostanze la squadra tedesca cercherà di ottenere uno sconto che la Roma difficilmente concederà, considerando gli oltre 40 milioni spesi nel 2017 per accaparrarsi il centravanti ceco.

Olsen, che è in prestito secco al Cagliari, difficilmente verrà acquistato dai sardi a titolo definitivo per gli stessi motivi. In dubbio il trasferimento al  Sassuolo di Defrel, autore di una stagione fin qui mediocre, ma nella trattativa potrebbe rientrare Frattesi. Altri giocatori che potrebbero rientrare alla base sono Coric (solo 3 presenze con l’Almerìa in serie B spagnola), Antonucci (stesso numero di apparizioni con il Vitoria Setubal in Portogallo), e Celar (deludente alla Cremonese). Buone notizie sul fronte Karsdorp, che sembra andare verso una permanenza al Feyenoord, disposto a comprarlo.

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Serie A, i tifosi gridano un solo coro: “Fermiamoci!”

Serie A, i tifosi gridano un solo coro: “Fermiamoci!”

Parlano tutti gli organi del calcio, tutti esprimono le proprie opinioni e le proprie idee sulla situazione attuale, sulla ripresa o non ripresa dei campionati, su chi merita cosa, su chi lucra su che cosa. Ma da quando esiste questo sport, ciò che veramente conta è il tifo, la passione, la voglia di vedere le partite e di seguire una squadra, il vero motore di questo sport malato. I tifosi.

E la loro voce è lo strumento più efficace e quando una tifoseria parla lo fa bene, secco, diretto, tuonante come l’urlo “GOAL!”. E al momento c’è un solo coro, che unisce tutti, via le bandiere dei club, dentro quella tricolore: “La ripresa sia accompagnata da aiuti concreti al nostro Paese altrimenti tenetevelo il vostro campionato. L’unica bandiera che deve sventolare è quella tricolore”. E pensare che questa frase viene dai tifosi della squadra che sta facendo discutere più di tutte, la Lazio di Lotito, quello del “Sta a rientrà“.

Un esempio di come la voce del popolo fa sempre più rumore, una voce che si aggiunge a quella ancora più disperata dei tifosi dell’Atalanta, che in una lettera a Percassi, hanno chiesto rispetto per i morti di Bergamo e di non riprendere a giocare. Stessa cosa per i tifosi di Brescia, Roma, Milan, Sampdoria, Genoa e Bologna, delle quali tutte le tifoserie hanno assicurato che nel caso in cui si riprenda il campionato non si presenteranno allo stadio.

Una scelta ferma, decisa, dovuta, importante, di chi fa realmente un sacrificio, di chi riserva parte dei proprio stipendi, spesso minimi ad una passione sconfinata che però di fronte a tutto ciò viene sacrificata in nome di un valore molto più importante e decisivo di un goal al 90esimo. L’unione.

La parte bella del calcio, la parte sana, la parte bella del nostro paese, la parte sana: semplicemente il popolo.

 

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Premier League, ecco il piano per ripartire!

La Premier League si muove per il futuro del suo campionato, per salvare il salvabile e poter definire le posizioni finali, con il Liverpool che riceverebbe così la sua vittoria tanto sognata ma che in questo momento sembra lontana.

Un piano salva campionato pensato ad hoc, per non far male a nessuno, mantenendo come priorità la salute e la prevenzione.

L’idea temporale è l’unica logicamente utilizzabile, si può giocare in estate, giugno-luglio, giocando ogni tre giorni, a porte chiuse in stadi selezionati, trasmettendo tutte la partite in chiaro, soluzione che piace anche al governo inglese. Fondamentale per la sanità anche le modalità di allenamento e preparazione delle partite. Le squadra, allenatori, giocatori, staff e dirigenti andrebbero in ritiro per 6 settimane, all’interno di hotel adibiti, come per le manifestazioni per nazionali, permettendo così di evitare assembramenti e spostamenti, limitando ed isolando le squadre che verrebbero controllate dagli staff medici.

Una soluzione che permetterebbe così di giocare le 92 partite rimanenti ed assegnare il titolo molto probabilmente al Liverpool e soprattutto definire i piazzamenti europei e le retrocessioni.

Una soluzione che sembra essere funzionale ma non mancano di certo le polemiche, che vogliono questa decisione come moralmente giudicabile, visto che il calcio non è una prima necessità e si sottolinea come in caso di infortunio grave si andrebbe ad occupare il lavoro dei medici, impegnati nell’emergenza prioritaria della lotta al Covid-19.

Un modello, quello della Premier League comunque da cui ripartire, magari da prendere come esempio per la nostra Serie A.

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È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…




Coronavirus, G.Ramirez:”La Samp non ha nascosto nulla, altri club…”.

Gaston Ramirez:”La Samp non ha nascosto nulla, altri club sì!”.

Intervistato dal quotidiano ligure Il Secolo XIX,  il trequartista della Sampdoria Gaston Ramirez ha parlato in questi termini sulla gestione interna dell’emergenza Coronavirus da parte della squadra blucerchiata e di altri club di Serie A:”La Sampdoria non ha tenuto nascosto nulla, tante altre squadre sì e non lo capisco. È una mancanza di rispetto verso chi è stato trasparente e verso le persone che sono entrate in contatto con i contagiati. Rivelare di avere il virus non è una macchia sulla fedina penale, è questione di salute, di etica”.

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Coronavirus, D.Costa:”Giusto tagliare gli stipendi, Juve non responsabile”

Douglas Costa: taglio stipendi giusto 

L’ esterno d’attacco della Juventus Douglas Costa si è espresso, in una intervista rilasciata al portale Esporte Interativo,  sul taglio degli stipendi in casa bianconera a seguito dell’emergenza Coronavirus: “Chiellini ha detto che se andrà tutto bene dovremmo ritrovarci verso il 15 o il 20 aprile. Taglio degli stipendi? Ne abbiamo parlato tutti insieme, sapevamo che la situazione avrebbe influito anche sui nostri. Non può essere criticata la Juve, non è  responsabile della pandemia. Nessuno sapeva che sarebbe successo e ogni sport doveva fermarsi”. Per concludere, un commento su come potrebbe finire la stagione 2019-2020: “Non si capisce ancora come andrà, è possibile che venga assegnato lo Scudetto alla prima in classifica oppure si cercherà di terminare il campionato”.

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Benevento, Inzaghi controcorrente: “Dobbiamo giocare!”

Benevento, Inzaghi controcorrente: “Dobbiamo giocare!”

Alle voci fuori dal coro di questo periodo così difficile per tutta la società, si unisce quella di Filippo Inzaghi, che intervistato da Sky Sport, ha rivelato la sua voglia incontrastata di riprendere il campionato, costi anche giocare in estate, : “Finire il campionato? Non riesco a capire come possa essere il contrario, non so forse ci sono degli interessi. È una situazione incredibile, noi siamo pronti a giocare a luglio o agosto, non ci interessa.”

Parole dirette, dettate da un desiderio di terminare il cammino strabiliante che matematica permettendo stava portando il Benevento alla promozione in Serie A, con ben 20 punti di vantaggio dal Crotone secondo in classifica. Il tecnico rossogiallo ha esposto la voglia di tutta la società di adattarsi alla situazione e di essere disposta a giocare anche durante il mese di agosto se necessario: “Se ci saranno altre soluzioni si rischia. I miei giocatori e il mio presidente, ma tutti, meritano di giocare la A. Per il bene di tutto il sistema si debba giocare. Va finito per la regolarità del campionato“.

Un discorso sensato nella sua logica ma che cozza con le parole di questi giorni dei vertici calcistici e del ministro dello sport Spadafora, considerando la richiesta di non pensare a date o soluzioni finchè la situazione non sia più chiara.

Nonostante ciò è chiaro che dal punto di vista sportivo ed economico la società campana è chiamata ad una grossa rinuncia, nel caso in cui il campionato venisse annullato, una soluzione che secondo Inzaghi sarebbe ingiusta: “Sento tanti discorsi, ma la cosa più limpida e giusta è tornare a giocare. Nessuno deve subire danni“.

 

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Calciomercato Napoli, la porta è girevole: piace Sirigu

Salvatore Sirigu è l’ultima idea di mercato del Napoli. L’estremo difensore del Torino piace moltissimo dalle parti di Castel Volturno, con il presidente De Laurentiis che vorrebbe regalare a Gattuso un estremo difensore d’esperienza e con spiccate doti di leadership. Non è un mistero, infatti, che la grana portieri tenga da tempo banco in casa azzurra: i limiti tecnici di Ospina sono evidenti e il giovane Meret, per quanto di sicure prospettive, non sembra essere al momento nelle grazie dell’ex tecnico di Palermo e Milan. Il direttore sportivo Giuntoli, una volta esaurita l’emergenza coronavirus, potrebbe decidersi definitivamente a premere sull’acceleratore, approfittando delle condizioni favorevoli sulle quali imbastire una trattativa: il Torino quest’anno sta vivendo una stagione travagliata e diversi big potrebbero partire, convincendo anche lo stesso Sirigu ad un cambio di maglia. Quella del Napoli, oltretutto, potrebbe essere l’ultima occasione per il 33enne di Nuoro di vestire la maglia di un grande club. E’ chiaro che sarebbe in primis Sirigu a chiedere determinate garanzie ai partenopei, tra cui un probabile ruolo da protagonista visto l’altissimo rendimento delle ultime stagioni: difficile, a questo punto, immaginare che Meret possa vestire ancora di azzurro in caso di arrivo dell’estremo difensore sardo…

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Calciomercato Roma, tutto su Gotze: è l’uomo giusto per i giallorossi?

Mario Gotze e la Roma: un binomio impossibile anche solo da pensare fino a qualche anno fa che potrebbe improvvisamente trasformarsi in una vera e propria trattativa di mercato. Non è un mistero che la volontà dei giallorossi siano da tempo alla ricerca di un giocatore di qualità per rinforzare il proprio pacchetto offensivo. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi, stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild, avrebbe fiutato l’affare avviando i contatti col giocatore, nel tentativo di superare una concorrenza composta da club di livello assoluto tra cui, in Italia, anche Inter e Napoli. L’ età non particolarmente avanzata (27 anni) e, soprattutto, il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno sono gli elementi principali che hanno fatto salire il nome di gote tra le prime posizione della lista dei Capitolini, ansiosi di acquistare finalmente un giocatore in grado di poter sostituire degnamente Edin Dzeko e, all’occorrenza, affiancare lo stesso bosniaco in attacco. Elementi che, tuttavia, non nascondono certamente le ultime deludenti stagioni del tedesco, relegato a semplice alternativa di lusso dal tecnico del Borussia Dortmund Lucien Favre e mai al centro del progetto giallonero dopo il rientro dall’esperienza al Bayern Monaco. In stagione i gol di Gotze sono soltanto 3, a fronte di 19 presenze in tutte le competizioni, la maggior parte delle quali da subentrato. L’ex Bayern ha inoltre subito, nel corso della sua carriera, un discreto numero di infortuni, alcuni dei quali anche di lungo corso: una grana da non sottovalutare per un club come la Roma, falcidiato nel recente passato da ogni sorta di problema fisico da parte dei propri tesserati. Non basta neppure il Mondiale vinto con la Germania nel 2014 a disegnare Gotze come il profilo ideale per il prossimo futuro giallorosso: Paulo Fonseca e la dirigenza farebbero bene a vagliare altri profili. Mario gote e la Roma, un matrimonio che non s’ha da fare.

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