Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Annuntio vobis gaudium magnum, habemus ripresa degli allenamenti! Il 18 maggio, come previsto dal Governo dall’inizio della Fase 2 e come sperato dai vari club di Serie A che avrebbero addirittura anticipato quella data, se fossero stati loro a decidere. Protocollo FIGC modificato e accettato secondo le osservazioni fatte dal CTS, pertanto si può andare avanti verso la ripresa del calcio cominciando dalla ripresa degli allenamenti collettivi di squadra. Come riportate da Goal.com, andiamo a vedere le parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dopo la consegna del protocollo FIGC riveduto:

“Pochi minuti fa ho ricevuto una lettera del presidente della FIGC Gravina, in cui ha reso noto che la Figc ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico, riadattando il protocollo consentendo senza altre difficoltà di riprendere gli allenamenti dal 18 maggio“.

Ma in cosa è stato modificato il protocollo FIGC? Come riportati da Onefootball, andiamo a vedere i quattro punti rivisti che hanno permesso la ripresa degli allenamenti di squadra al 18 maggio:

– Qualora durante il periodo di quarantena volontaria ci sia un positivo si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato in una stanza ben aerata che dovrà rimanere chiusa, senza che nessuno possa accedervi ad eccezione delle squadre di emergenza.

– Nel caso sopraindicato, tutti gli altri componenti del gruppo dovranno non avere contatti con qualsiasi altro soggetto esterno per 14 giorni.

– In caso di accertata positività del soggetto, nei confronti dei suoi contatti stretti (verosimilmente tutto il gruppo squadra nel caso si tratti di uno dei suoi componenti, si procederà a: 1) isolamento fiduciario di tutto il gruppo per 14 giorni con sorveglianza attiva. 2) ripristino delle misure più rigide di distanziamento e sospensione temporanea degli allenamenti collettivi fino alla ripetizione dei test molecolari e sierologici. 3) pulizia e sanificazione di tutti i locali.

– L’intera delegazione sportiva (calciatori, personale dirigente, assistenti, maestranze e tutti gli altri lavoratori a qualsiasi titolo coinvolti) rimarrà posta, come è ovvio, sotto il controllo sanitario e la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale su cui ricade la competenza della struttura ricettiva che ospita la delegazione medesima.

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La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

Si riparte il 13 giugno! Governo permettendo, s’intende. Questa è la decisione presa dai club di Serie A riunitisi in videoconferenza quest’oggi in assemblea, che hanno indicato il 13 giugno come prima data utile per riprendere a disputare il campionato. Come si legge su Il Corriere dello Sport, la decisione è stata presa oggi con 16 voti a favore sulle 20 squadre partecipanti alla video conferenza, mentre le altre 4 squadre rimanenti hanno votato a favore della ripartenza al 20 giugno. Nei prossimi giorni si attende inoltre l’ok da parte del governo per la ripresa degli allenamenti collettivi, per tutte le squadre, a partire da lunedì prossimo (18 maggio). Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, aveva vincolato il nullaosta alle modifiche del protocollo della Federcalcio, che devono seguire le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Se dovesse passare ufficialmente la ripartenza del campionato il 13 giugno, l’attuale bozza di calendario prevede partite ogni 3-4 giorni fino alla conclusione del 2 agosto, con pause soltanto per disputare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia, in calendario rispettivamente il 1° e il 22 luglio.

Questo il comunicato apparso sul sito della Serie A al termine dell’odierna assemblea: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della FIGC le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

La Lega Calcio, dunque, ha respinto la richiesta di sconto presentata da Sky in merito all’ultima rata dei diritti televisi per la stagione 2019/2020. Secondo Calcio e Finanza l’ultima rata vale circa 162 milioni, di cui 130 da Sky e 32 da DAZN.

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La Russa contro Spadafora: “Calcio e scommesse sono risorse per gli sport”

La Russa contro Spadafora: “Calcio e scommesse sono risorse per gli sport”

Il senatore Ignazio La Russa (FDI) attacca Vincenzo Spadafora, il Ministro dello Sport, per le sue continue promesse e dichiarazioni sul calcio. Andiamo a vedere le parole del senatore:

Ho apprezzato il suo grande interesse per gli sport extracalcistici del Ministro Spadafora, che ha voluto dividere nettamente dal calcio, quasi che ci fosse una dicotomia tra il mondo professionistico del calcio e gli altri sport. Nel farlo, ha dimenticato quanto mi hanno insegnato fin da quando ero ragazzo (e ne è passato di tempo). Allora c’era la schedina – in cui si segnavano 1, X, 2 – che serviva a finanziare tutti gli sport minori. Questo non solo non è cambiato, perché nel frattempo il calcio dà molti più soldi allo Stato, in termini di tasse, ma anche il mondo delle scommesse, che i Governi che si sono succeduti hanno voluto ampliare, porta indirettamente agli altri sport tutte quelle risorse, che lei adesso cerca di dire che elargisce. Il ministro dice di aver dato un  1 miliardo di euro, ma non abbiamo ancora dato niente: la prossima volta venga a dire «abbiamo dato», quando il decreto-legge ci sarà. Di promesse che partono ad aprile e vanno a maggio (ora siamo arrivati ad oggi pomeriggio) ne abbiamo viste troppe. Il “rilancio”, come quelli che fanno i terzini, doveva esserci già molto tempo fa. Questo “rilancio” arriverà, ne sono certo, ma non c’è ancora”.

La Russa non ci è andato leggero, ma in effetti non si capiscono ancora le reali intenzioni del Ministro Spadafora: si ripartirà? Se sì, quando? Se non si dovesse ripartire, il Governo come supporterà l’azienda calcistica? Come riportato sul nostro sito il Ministro Spadafora continua col dire che “La linea del Governo è sempre stata quella di tutelare primariamente la salute di tutti” e che I cittadini sono concentrati sul loro lavoro e sulla loro salute, come se il calcio non desse lavoro a migliaia di persone. Su Il Corriere dello Sport di oggi sono riportate per intero le parole del Ministro Spadafora al senato.

 

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Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

Il Ministro dello sport Spadafora è appena intervenuto in Senato per presentare e chiarificare l’attuale situazione dello sport in Italia e quindi anche del calcio. Il ministro apre parlando di come tutto il mondo lo sport si sia indiscriminatamente fermato dai dilettanti ai professionisti, specificando come siano sempre in essere i contatti con i ministri sportivi degli altri paesi per adottare, per quanto possibile, delle linee comuni per consentire la tutela della salute e la sopravvivenza di un settore fondamentale, ed aggiunge “La linea del Governo è sempre stata quella di tutelare la primariamente la salute di tutti”. Passando al calcio il Ministro riconosce il ruolo primario del calcio per la passione che smuove il paese e per i contributi che l’industria calcio fornisce allo Stato “quasi un miliardo di euro”. Manda però  anche una frecciatina definendo eccessivo l’inasprimento del dibattito sul calcio  perché  i cittadini sono concentrati “sulla loro salute e sul loro lavoro”. Il calcio non è un lavoro? il calcio conta quasi 280 mila lavoratori ( senza contare i lavoratori indiretti come i giornalisti sportivi), queste persone non possono pensare al loro lavoro? Credete che guadagnino tutte milioni su milioni?

Spadafora continua soffermandosi sulle criticità del protocollo FIGC sottolineate dalla valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico: responsabilizzare maggiormente i medici sociali delle squadre, imporre l’isolamento per quelle squadre che dovessero riscontrare un positivo e che i controlli per i calciatori non vadano ad intaccare le risorse volte alla tutela della comunità (specialmente tamponi e test sierologici); inoltre il Ministro cerca di rafforzare e motivare questa linea specificando le differenze comprensibili che ci sono tra chi lavora in un supermercato ( dove si possono rispettare le distanze di sicurezza) ed i calciatori che inevitabilmente durante una partita o negli allenamenti danno luogo ad assembramenti, spiegando quindi che la linea è volta sopratutto a tutelare la salute degli sportivi che rischiano il contagio. Poi sulla riapertura del campionato: ” Se ci sarà la ripresa del campionato è perché sono state adempiute una serie di situazioni necessarie e preliminari volte alla tutela della salute. In questo periodo hanno tutti cambiato, legittimamente posizione, per i frenetici cambiamenti che la crisi ha generato, noi abbiamo mantenuto la stessa linea volta alla non sottovalutazione della situazione. I paesi che hanno deciso frettolosamente sono quelli che poi hanno chiuso il campionato come la Francia e l’Olanda, se vogliamo continuare serve tempo. Capiamo che la ripresa del Campionato è importante non solo per fini sportivi ma anche economici poiché i mancati pagamenti dei diritti televisivi andrebbero a inficiare su molte squadre indebitate e sul movimento calcio in generale”.

Spadafora è stato chiaro, si riparte se vi saranno le condizioni, e si seguirà sempre il parere del CTS, che nel frattempo passa la patata bollente della responsabilità ai medici sportivi. Mi dispiace e mi sfugge il mancato riferimento a tutti quei lavoratori che sono nel calcio senza guadagnare milioni su milioni, non considerati da nessuno, se non da qualche calciatore e che più di tutti stanno soffrendo questo maledetto gioco di interessi economici e POLITICI, perché dire che i cittadini pensano al “lavoro ed alla salute” estraniando i lavoratori che hanno a che fare con il calcio è una mossuccia politica di cattivo gusto.

 


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Tutte le date fondamentali di una settimana decisiva per la Serie A

Tutte le date fondamentali di una settimana decisiva per la Serie A

11 maggio: Nella giornata di oggi è atteso il parere del Comitato Tecnico Sportivo sui protocolli per la ripresa degli allenamenti collettivi, fissati ad oggi al 18 maggio. In caso vengano approvati i protocolli tra una settimana si ripartirebbe con i classici allenamenti; in ogni caso dopo il parere del Comitato il Ministro Speranza insieme al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, avranno l’ultima parola sul destino della Serie A.

12 maggio: E’ in calendario un Consiglio di Lega, nel quale bisognerà inevitabilmente programmare la ripresa del campionato (chiaramente nel caso in cui vi sia un doppio semaforo verde dal Comitato e dal Governo) e affrontare la delicata questione dei diritti televisivi. Sul tema ad oggi c’è una profonda spaccatura tra le squadre di Serie A con una parte decisa a chiudere subito il rapporto con i broadcaster e l’altra che con atteggiamento più morbido è disposta ad avviare una trattativa. Inoltre sempre il 12 maggio ci sarà un Consiglio dei Ministri nel quale si parlerà anche del futuro del calcio italiano, con Speranza e Spadafora che presenteranno e descriveranno la situazione dal punto di vista sanitario e sportivo.

13 maggio: altra Assemblea di Lega, dove al momento le tematiche saranno sempre relative ai dirittivi televisivi

14 maggio: Incontro straordinario del CONI, nel quale è in programma una discussione concernete la ripresa dello sport italiano; nella stessa giornata il Ministro Spadafora aggiornerà sull’eventuale ripresa le due Camere del Parlamento.

 


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Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Milan, domani i calciatori a Milanello per l’allenamento individuale

Tornare alla normalità e sconfiggere il virus, prima di tutto, questo è sempre stato l’obiettivo principale di tutti. Per parlare profano, però, uno degli obiettivi importanti ma meno nobili era anche quello di riprendere con gli allenamenti: per tornare ad una parvenza di normalità, per quanto possibile, e per farsi trovare pronti qualora il campionato di calcio ripartisse in estate per portare a termine la stagione 2019/2020. Come si legge sul nostro sito ieri l’Atalanta si è ritrovata al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia per riprendere gli allenamenti in forma individuale.

Domani, giovedì 7 maggio, i calciatori del Milan si ritroveranno a Milanello per riprendere gli allenamenti interrotti ormai due mesi fa. Ora che il Coronavirus si può gestire, il Governo ha deciso di permettere ai club di riaprire i propri centri sportivi e permettere ai calciatori di allenarsi a dovuta distanza ed in forma individuale, seguendo le norme sanitarie e cautelative previste. Domani mattina il primo gruppo di calciatori rossoneri scenderà sui terreni del centro sportivo di Milanello per la ripresa degli allenamenti individuali, mentre c’è attesa per il 18 maggio, data in cui tutte le squadre di Serie A dovrebbero tornare ad allenarsi in gruppo. In tal senso si aspettano notizie dal Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora e dal Governo, che in questi giorni dovrebbero prendere una decisione definitiva circa la ripresa o meno del campionato di calcio.

Come viene riportato e si legge su DailyMilan: “I rossoneri seguiranno un programma differenziato, con sedute di allenamento scaglionate tra mattino e pomeriggio e tabelle con esercitazioni individuali. Una sorta di preparazione estiva anticipata e concentrata in poche settimane. Solo in una fase successiva torneranno gli allenamenti più intensi in gruppo e la tattica. All’appello mancano ancora Zlatan Ibrahimovic e Franck Kessiè. Rientreranno in Italia nei prossimi giorni. Il campione svedese ha scelto di trascorrere tutto il periodo di lockdown nella sua Svezia, dove le restrizioni anti Coronavirus sono consigli e la libertà di movimento non ha mai subito blocchi. Ha lavorato sul campo insieme ai “suoi ragazzi” dell’Hammarby, il Club di Stoccolma a cui è legato per il 25 per cento delle quote societarie. Diverso il discorso di Kessié, impossibilitato al rientro a causa di problemi sui voli di partenza dalla Costa d’Avorio”.

 

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Conte: “Presto un vertice per il calcio”. Ma il problema è sempre lo stesso

In un’intervista al Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte ha parlato anche della possibile ripresa dello sport italiano e del campionato di calcio: “Convocheremo anche il mondo dello sport e del calcio, insieme al ministro Spadafora, per fare il punto: raccoglieremo le istanze della Federcalcio e delle altre federazioni per avere un quadro condiviso della ripresa delle attività sportive”.

Così invece sulla possibilità di concludere il campionato: “Non ho ancora messo mano al dossier calcio, ma sentiremo e concorderemo. C’è il ministro, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è giusto che tutti gli stakeholders del calcio e dello sport abbiano un confronto col governo ai massimi livelli. Ovviamente tenendo presenti le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico“. Domani è in programma l’incontro tra il Cts e la Federcalcio sul tema protocollo sicurezza.

Resta infatti da dirimere la questione principale: posto che ormai la totalità (o quasi) delle squadre è favorevole alla ripartenza, chi si assumerà la responsabilità qualora un tesserato dovesse risultare contagiato nel periodo compreso tra la ripresa degli allenamenti e quella del campionato (o, ancora peggio, dopo l’inizio del campionato stesso)? Un problema che si trascina da tempo e non menzionato dal premier Conte, ma di fondamentale importanza in quanto costituisce la trave sulla quale si poggia l’eventuale ripresa del calcio italiano.

 

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Spadafora: “Voglio far ripartire il calcio, ma decide il governo”

Intervista a Spadafora

Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha manifestato la sua volontà di far ripartire il calcio italiano, ma con la maggior prudenza possibile:

“La maggioranza degli italiani non vede di buon occhio la ripresa del campionato. Ma io non bado in questo momento ai sondaggi. Il calcio è un mondo importante del Paese, lo conosco bene a differenza di chi vuol far passare un messaggio diverso. Legittimi gli interessi economici, ma quando si va su altro tipo di attacchi, pressioni e strumentalizzazioni, questo atteggiamento non fa bene a nessuno”.

In merito all’idea generalizzata di essere contrario alla ripartenza (generata dalla recente dichiarazione: “Del campionato proprio non se ne parla, ora mi occupo degli altri sport”, ndr):

“Sarebbe surreale per un ministro dello Sport demonizzare il calcio. Mi auguro di ripartire, ma lo deciderà il governo. Dal 18 maggio riprenderanno gli allenamenti di squadra. Sul campionato ci baseremo su elementi scientifici, oggi non disponibili. A metà maggio si potrà fare una previsione realistica. Non esiste una mia contrarietà, ma la volontà di valutare la ripartenza solo se si salvaguarda la salute delle persone all’interno del gruppo squadra. Poi rivendico pari dignità con gli altri sport e gli sport di base. Tutelo talmente tanto la ripartenza che ho convocato io la prima riunione con Figc e Leghe per cercare una soluzione. Ricominciare a giocare pone una serie di questioni legate a trasporti, alberghi, a centinaia di persone che si muovono. Di chi è la responsabilità? Il protocollo dovrà definire anche questo

Sulla ripresa degli allenamenti:

“Il 18 maggio si ripartirà con gli allenamenti di squadra e per farlo serve un chiarimento definitivo sul protocollo: in settimana lo avremo. I governatori delle regioni? Ognuno si muove guardando i propri territori. Il calcio non è il primo caso in cui governo e regioni non sono totalmente allineati”.

Sulla frase di Renzi “Non decide Spadafora, ma il Parlamento”:
“Rivestire una responsabilità istituzionale è diverso da fare solo politica. Tocca al governo decidere se ci sono le condizioni per riprendere. Poi come farlo, intendo con quale formula e calendario, lo stabilirà la Figc. Anche il calcio però deve vivere una nuova stagione, autoriformarsi, pensare di rivedere il proprio sistema, capire se è in linea con quel che accade nel Paese, deve rigenerarsi”.

Sulle parole del presidente della Figc Gravina: «Non sarò io il becchino del calcio”:

“Assolutamente no, farò di tutto per ripartire. Se il governo sarà costretto, spero di no, a stabilire che non ci sono le condizioni il mio sforzo sarà duplice: limitare i danni economici per le società e sostenere tutto il mondo dello sport. Tra risorse ordinarie e straordinarie investiremo circa 1 miliardo per il settore nel suo complesso”.

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Spadafora: “Ripresa del calcio? Per ora non se ne parla proprio”

Spadafora: “Ripresa del calcio? Per ora non se ne parla proprio”

Leggo cose strane in giro ma nulla è cambiato rispetto a quanto ho sempre detto sul Calcio: gli allenamenti delle squadre non riprenderanno prima del 18 maggio e della ripresa del Campionato per ora non se ne parla proprio. Ora scusate ma torno ad occuparmi di tutti gli altri sport e dei centri sportivi (palestre, centri danza, piscine, ecc) che devono riaprire al più presto!”, così in un post sul suo profilo Facebook il Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, chiarisce il suo punto di vista circa l’eventuale ripresa di allenamenti e campionati di calcio in Italia.

Già tre giorni fa, come si legge su ANSA, Spadafora era intervenuto al programma televisivo ‘Mi manda Rai3’ per chiarire un altro importante punto sul quale sarà fondamentale discutere per decidere per il futuro del calcio giocato, ovvero il protocollo di sicurezza per gli allenamenti in gruppo, senza il quale il Governo non darà l’ok alla ripresa della stagione: “Se la Figc e la commissione tecnico scientifica del governo troveranno un’intesa sul protocollo di sicurezza, gli allenamenti riprenderanno; viceversa sarà il governo a decretare la chiusura del campionato. Se non ci sara’ quell’accordo, ci assumeremo noi questa responsabilità, facendo in modo che il calcio come altri settori possa avere meno danni possibili. Siamo al punto che bisogna lanciare un appello alla lega di Serie A per finire qui con le polemiche e gli scontri. Il calcio deve essere simbolo di leggerezza, passione, di gioco e debba dividerci solo per il tifo”.

 

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Spadafora: “Se si trova l’accordo con il comitato scientifico si ripartirà”

Spadafora: “Se si trova l’accordo con il comitato scientifico si ripartirà”

Spadafora si è fatto sentire in questi giorni decisivi per il calcio italiano; dopo aver stabilito le date per la ripresa degli allenamenti (il quattro maggio quegli individuali, il diciotto sarà il momento dei collettivi) si sta cercando di capire quando si potrà tornare in campo per terminare la stagione calcistica. Su questo argomento ha parlato Vincenzo Spadafora che ha rilasciato una lunga intervista a Mi Manda Raitre. Ecco le parole del ministro per lo Sport e le Politiche Giovanili: “Tocco con mano la preoccupazione del Paese, ogni giorno ricevo centinaia di mail, a volte passo ore e ore a rispondere. Mi sento di dire che stiamo facendo il massimo, nelle condizioni in cui ci troviamo, cioè una situazione alla quale nessuno di noi era preparato. Nei primi provvedimenti ci possono essere state delle difficoltà, ma ora abbiamo le idee più chiare e nel prossimo decreto le misure saranno più mirate, precise e rivolte alle esigenze dei cittadini”.

Si poteva concedere qualcosa in più?
“Penso di no, anzi il comitato tecnico scientifico avrebbe fatto di meno in termini di aperture. La preoccupazione è avere nell’immediato una seconda ondata di contagio. Sono contento del senso di responsabilità dei cittadini, rispetto ai presidenti di Regione che hanno aperto: non è una gara a chi ci arriva primo, dobbiamo fare tutti quel che è possibile”.

Le pressioni per far ripartire il campionato sono forti. A che punto siamo?
“A quello in cui bisogna lanciare un appello alla Lega Serie A per finire polemiche e scontri. Io penso che il calcio debba essere un veicolo di gioco, leggerezza, passione, e non dividerci. In questi giorni il comitato tecnico scientifico sta incontrando le varie componenti del mondo dello sport, FIGC e non solo, per degli approfondimenti sul protocollo proposto. Se si troverà un accordo tra il comitato tecnico scientifico, gli allenamenti ripartiranno e questo potrà avere i suoi effetti sulla ripresa del campionato. Viceversa, sarà il governo a decretare, per motivi di evidente emergenza sanitaria mondiale, la chiusura del campionato, anche creando quelle condizioni affinché il mondo del calcio paghi meno danni possibili, alla pari di tutte le filiere produttive del Paese. Ci prenderemo le nostre responsabilità e faremo in modo che anche il calcio abbia meno danni possibili, non dimentichiamo che è una grande impresa del Paese”.

Dal 4 maggio sarà possibile l’attività sportiva all’aperto. Con che indicazioni?
“L’attività sportiva sarà consentita nei parchi, nei luoghi che i vari sindaci riterranno di riaprire, con le solite distanze di sicurezza. Dobbiamo fare il possibile perché ognuno di noi rispetti le regole: è anche un test per vedere se è possibile aprire altro. Come per esempio, ed è la cosa a cui tengo di più ora, le palestre, i circoli di tennis, i vari centri sportivi. Stiamo approntando col comitato tecnico scientifico le varie linee guida: vorrei essere in grado già col prossimo DPCM, cioè quello che disciplinerò il periodo dal 18 maggio, di riaprire questi centri”.

Nello sport dilettantistico lavorano decine di migliaia di persone che non rientrano nelle misure INPS.
“Abbiamo introdotto un bonus da 600 euro, che abbiamo già iniziato a pagare come ci hanno confermato le persone sui social. Sono arrivate decine di migliaia di richieste. Questo bonus sicuramente sarà previsto anche nel decreto della prossima settimana e coprirà il mese di aprile. Anzi, mentre a marzo abbiamo avuto qualche lentezza, anche se ringrazio la Sport e Salute, proprio perché sono lavoratori che hanno meno tutele, per l’erogazione del bonus di aprile sarà tutto più semplice. È possibile che lo aumenteremo da 600 a 800 euro, come il bonus previsto per tutti”.

Oggi scade il termine per presentare la domanda. Quali sono i requisiti?
“Il sito è quello di Sport e Salute. La domanda è molto semplice, ci vogliono meno di cinque minuti per compilarla. Poi le erogazioni vengono fatte in maniera molto rapida. A volte quando qualche pratica non è completa, per evitare di bocciarla, chiediamo integrazioni e nel frattempo si passa avanti. Si era detto per iniziare a pagare solo chi nel 2019 ha avuto un reddito annuo inferiore a diecimila euro: abbiamo trovato le risorse per far sì che il bonus lo abbiano tutti, anche chi ha avuto un reddito superiore”.

A livello giovanile a cosa state pensando?
“I giovani sono stati il filo conduttore della mia vita e stanno vivendo in modo strano ma devo dire responsabile. Dopo la fase iniziale, i ragazzi hanno capito bene l’emergenza. Stiamo creando una convention per coinvolgere milioni di giovani per capire come cambierà il loro modo di vivere, andare a studiare, fare vacanze e capire quindi cosa dovrà fare il governo nei prossimi mesi. Si terrà grosso modo a metà maggio”.

Spadafora, con queste parole, ha fatto capire sia la volontà di ripartire con la Serie A sia la necessità di trovare un punto di incontro con il comitato scientifico. Se ci saranno le possibilità concrete, soprattutto per la salute dei giocatori, si ripartirà; in caso contrario Spadafora ha fatto sapere di non avere problemi a chiudere la stagione calcistica.

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