Serie A, ecco il piano per far concludere il campionato

Serie A, ecco il piano per far concludere il campionato

Nella giornata di ieri è stato deciso di far ripartire la Serie A; il massimo campionato italiano sarà l’ultimo a ripartire tra quelli principali. La data scelta per tornare in campo è il venti giugno con lo svolgimento dei recuperi mentre la settimana prima si concluderà la coppa Italia (tredici e quattordici giugno ci saranno le semifinali mentre il diciassette l’atto conclusivo della competizione). Il tutto, ovviamente, senza il pubblico e con l’attuazione di tutte le norme per tenere il più al sicuro possibile giocatori e staff. La decisione ha comunque portato dei dissidi specie per quanto concerne il problema degli orari con molti giocatori che si stanno giustamente opponendo alla possibilità di scendere in campo alle 16.30 in piena estate; un altro punto da risolvere è quello sui contratti in scadenza al prossimo trenta giugno. Nodi da risolvere prima di tornare in campo; nel frattempo è stato stabilito un piano per far concludere la stagione. L’idea è quella di far giocare ben 127 partite in soli 50 giorni; un vero e proprio tour de force obbligato visto lo stop obbligato a causa del coronavirus. In questo programma è stato anche deciso come, in caso di un nuovo stop, si valuteranno due ipotesi: la cristallizzazione della classifica o lo svolgimento dei playoff

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Giocatori in scadenza, che succede?

Giocatori in scadenza, che succede?

La data per la ripresa della Serie A è stata fissata, ora però sarà necessario correre ai ripari e sistemare tutte le situazioni controverse, come riportato dall’edizione odierna del Corriere dello Sport. Per quanto riguarda i  prestiti e i giocatori senza contratto,  si può fare un patto per due mesi. La stagione chiude il 31 agosto, ma i calciatori hanno un contratto fino al 30 giugno. Ecco le possibili nuove date:

  •  30 giugno: scadenza accordi;
  •  1-31 agosto: accordi preliminari con altri club;
  •  31 agosto: fine della stagione;
  •  1 settembre: nuova stagione.

Si presume infatti che entro i primi di agosto il campionato, anche per garantire il successivo svolgimento delle coppe europee, sia già terminato. Ciò consentirebbe ai giocatori di accordarsi liberamente con i club senza che ciò possa ripercuotersi sugli esiti della competizione, anche se per molti ci saranno ancora gli impegni europei . Sarà un calciomercato molto più “smart”, più pragmatico e dove i tempi per le trattative saranno molto più compressi: ciò vuol dire che a favorire sconti e compromessi non saranno solo le difficoltà economiche dei club (nessuno ha la possibilità di permettersi spese faraoniche), ma anche il poco tempo a disposizione per concludere gli scambi. Bisogna infine tenere conto del fatto che quest’anno la preparazione per la nuova stagione si svolgerà in un periodo di tempo davvero esiguo e, presumibilmente, ogni squadra più che in passato vorrà avere una rosa completa il prima possibile, in modo da dare al gruppo la possibilità di collaudarsi in fretta.

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Inter, Juve e Milan si oppongono alle date della Coppa Italia

Inter, Juve e Milan si oppongono alle date della Coppa Italia

Inter, Juventus e Milan hanno espresso perplessità per le date della ripresa del calcio italiano, in particolare quelle di Coppa Italia che dovrebbe aprire le danze il 3 giugno. Il tabellone lascia pensare che semifinali e finali verranno giocate in soli cinque giorni, tanto che i nerazzurri, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, pensano anche a una provocazione: andare a Napoli con la formazione Primavera.

La preoccupazione dell’Inter è di giocare nella prima settimana subito tre partite di cui due dentro/fuori e magari a rischio supplementari, anche se la Lega sta pensando di abolirli per passare direttamente ai rigori. Prima la semifinale di ritorno al San Paolo, l’eventuale finale e poi contro la Sampdoria per il recupero di campionato (se la Serie A ripartisse proprio dai match mancanti della 25.a giornata).

Anche Juventus e Milan sono perplesse. Scaroni ha già parlato ieri per i rossoneri, il concetto nella sostanza è lo stesso condiviso dai bianconeri: decidere una coppa in tre giorni dopo uno stop di tre mesi non è giusto. E come se non bastasse le squadre impegnate poi dovrebbero riapprocciarsi al campionato con un fisico già appesantito da partite da dentro/fuori, trovandosi in svantaggio rispetto al resto della Serie A.

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Balata: “Non vedo come si possa ipotizzare solo la ripresa della Serie A”

Balata: “Non vedo come si possa ipotizzare solo la ripresa della Serie A”

Mauro Balata, presidente della Serie B, ha aperto alla possibilità di una ripresa del campionato parlandone a Retesport. Il presidente Mauro Balata della Lega Serie B si è detto fiducioso, per lui il campionato cadetto ricomincerà ma la decisione finale spetterà comunque al Governo. Andiamo a vedere le parole del presidente di Lega, riportate da Calcio News 24:

Non vedo e non capisco come sia possibile ipotizzare una ripresa della Serie A e non invece quella della Serie B. Stiamo risolvendo il problema dei tamponi, abbiamo strutture privatistiche convenzionate in tutta Italia per sostenere i tamponi con la frequenza imposta dal protocollo attuale. Con una ripartenza fissata intorno al 20 giugno potremmo avere anche una ulteriore possibilità di revisione dei protocolli. Il Governo sta monitorando la situazione e vedremo quali saranno le loro decisioni. Noi abbiamo avuto un atteggiamento di massimo rispetto nei confronti delle Istituzioni che hanno la responsabilità di tutelare la salute dei cittadini. Ma con la Fase 2 siamo in un momento migliore, speriamo e contiamo che nei prossimi giorni ci siano delle condizioni ancora migliori per ritornare a giocare”.

Difficoltà per la ripresa però ci sono, molti dei responsabili sanitari di Serie B hanno infatti scritto a Balata e Gravina: tra i firmatari del documento però non c’è quello del Benevento che evidentemente non ha condiviso i contenuti di un documento in cui, pur partendo dalla volontà comune di portare a termine il campionato cadetto e di seguire quanto prescritto dal Consiglio Federale, vengono evidenziate oggettive difficoltà sanitarie a cui i club dovranno far fronte.

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Bologna, secondo tampone negativo per il membro dello staff di Mihajlovic

Bologna, secondo tampone negativo per il membro dello staff di Mihajlovic

Buone notizie in casa Bologna, secondo quanto riportato da La Repubblica. All’indomani del sospetto caso di positività che era emerso dagli ultimi esami effettuati martedì, il secondo tampone cui è stato sottoposto uno degli uomini dello staff del tecnico Sinisa Mihajlovic è risultato negativo.

In una nota il club precisa che servirà comunque un altro test per essere al riparo da ogni rischio. Nelle prossime ore verrà effettuato un ulteriore e definitivo esame di approfondimento. In via precauzionale comunque l’allenamento di oggi sarà in forma individuale.

La notizia del sospetto caso di positività s’era abbattuta ieri, proprio alla vigilia del delicato incontro tra Governo e Lega Serie A per la decisione finale sulla ripresa del campionato il prossimo 13 giugno. Il Comitato tecnico-scientifico ha confermato la necessità di tenere in quarantena per due settimane le squadre coinvolte da casi di positività, ipotesi avversata dai vertici del calcio italiano, che vedono in questa limitazione la fine di ogni possibilità di concludere il campionato. Secondo le ipotesi vagliate dalla serie A, il Bologna dovrebbe tornare in campo il 20 giugno contro la Juventus.

A questo punto dell’anno l’accertamento di un caso positivo tra i giocatori o lo staff di una squadra di Serie A sarebbe un colpo durissimo: significherebbe dover mettere tutto il gruppo in quarantena per 14 giorni, ma senza le strutture adeguate per garantire questo tipo di isolamento. Vorrebbe dire inoltre uno stop degli allenamenti che andrebbe ad alterare degli equilibri già di per sé sconvolti dall’emergenza: l’inizio del campionato verrebbe rinviato a date che difficilmente permetterebbero una conclusione in tempi ragionevoli.

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Serie A, oggi il protocollo per la ripresa delle partite

Serie A, oggi il protocollo per la ripresa delle partite

Calcio e governo si rivedono per la prima volta dopo 36 giorni. Era il 22 aprile e l’emergenza Coronavirus era nel pieno del suo imperversare. Ora le acque si stanno pian piano calmando e, secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, si tratta del momento giusto per annunciare la fatidica ripartenza della Serie A dopo mesi di polemiche, riunioni, rinvii, scarichi di responsabilità e protocolli provvisori: il protocollo per la ripresa delle partite sta arrivando.

Alle 18.30 Vincenzo Spadafora aprirà la conference call con tutte le componenti del mondo del calcio, nello stesso momento in cui al ministero dello Sport dovrebbero essere già arrivate le indicazioni del Comitato Tecnico-Scientifico.  Ieri il fascicolo non è stato aperto, ma ciò verrà fatto nella riunione di stamattina. Il protocollo sanitario per la ripresa delle partite riprende in pieno ciò che è stato stabilito per gli allenamenti: riesce difficile a questo punto pensare a una contrarietà degli scienziati.

Ieri Damiano Tommasi, il presidente dell’Assocalciatori, si è lamentato a “Il Mattino” della possibilità che le partite vengano disputate a orari improbabili per il periodo estivo: “i calciatori non sono dei robot, ci sono delle preoccupazioni. Una criticità è la partita alle 16.30 che a giugno e luglio in Italia non è pensabile“. Si tratta di una preoccupazione legittima, che neanche la possibilità di effettuare cinque sostituzioni potrebbe attenuare. L’unico vantaggio di giocare ad alte temperature, se ciò fosse veramente possibile, sarebbe la riduzione delle possibilità di contagio tra i calciatori: le particelle di salive che mettiamo nell’aria quando parliamo o respiriamo evaporerebbero immediatamente.




Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Gastaldello: “Contrario alla ripresa, giocare alle 16:30 è scandaloso”

Daniele Gastaldello, difensore e capitano del Brescia, si conferma contrario alla ripresa e ha parlato della situazione ai microfoni Radio Rai. Durante la trasmissione Radio Anch’io Sport, Gastaldello ha rilasciato un’intervista dove si è detto contrario alla ripresa su tutti i fronti: orari indecenti, incolumità a rischio, assenza di passione e playoff/playout non meritocratici, insomma Gastaldello proprio non ne vuole sapere di tornare a giocare. Andiamo a vedere le parole del difensore del Brescia:

Alcune settimane fa si è detto contrario alla ripartenza. La sua idea è sempre la stessa?
Resto sempre della mia idea. Non parlavo di paura, non bisogna averne, ma finire questo campionato è una forzatura per me. Si va incontro a dei rischi per l’incolumità dei calciatori. Giocare così tante partite, con temperature alte, non sarà semplice. Giocare alle 16.30 è una cosa scandalosa, non è fattibile“.

Com’è la situazione a Brescia?
Nel resto dell’Italia forse non si percepisce cosa sia successo in Lombardia. Si è vissuto un dramma importante, è morta tante gente. Le persone mi chiedono perché si pensi a riprendere a giocare e li capisco, hanno perso persone care. Tutto deve ripartire ma come ho detto prima questo campionato secondo me riparte in maniera molto forzata. Riparte un altro calcio, non sarà come a inizio marzo. La forma fisica sarà diversa, così come il contesto dove giocheremo, a porte chiuse. Non ci abbracceremo dopo i gol, questo non è calcio“.

Sarebbe d’accordo con i playoff?
No, perché si modificherebbe il regolamento. Altri sport si sono fermati. Noi rischiamo di rovinare anche il prossimo campionato e non solo questo. Al termine della prossima stagione poi ci saranno gli Europei. Si rischia molto, non siamo macchine. Il nostro fisico è fermo da più di due mesi. Non è come in estate, visto che quando finisce un campionato ci fermiamo massimo per un mese e poi ci prepariamo per un mese e mezzo. Ora si rischieranno infortuni importanti“.

Perché c’è stato questo lungo silenzio del calciatori sul tema ripresa?
Ne ho parlato anche con Damiano Tommasi. Questa cosa mi ha colpito molto. Anche sul protocollo non siamo stati chiamati in causa, nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accorso. Noi siamo i primi a dover attuarlo ma non ci è stato chiesto aiuto. Sarebbe giusto che anche noi dicessimo la nostra“.

Cosa pensa della questione relativa ai contratti?
Le scadenze sono un problema. Noi calciatori siamo privilegiati ma ricordo che si sono anche giocatori di categorie inferiori che guadagnano il minimo federale e devono mantenere una famiglia. Devono essere pagati e non in ritardo. Credo che non si debba generalizzare tutto il mondo del calcio. Non tutti solo Cristiano Ronaldo“.

Qual è la sua soluzione? Fermare il campionato e no alle retrocessioni?
Dico solo che deve fermarsi, poi ci sarebbe il tempo per decidere. Se noi siamo ultimi in classifica è giusto che retrocediamo. Il calcio deve ritornare a essere una passione per tutti. Io in questo momento sto vedendo che dai giocatori la passione sta passando, visto che ci sono altri interessi“.

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Pronto il protocollo gare per far ripartire la Serie A

Pronto il protocollo gare per far ripartire la Serie A

È pronto il nuovo protocollo gare per far ripartire la Serie A! Quest’oggi su OneFootball si legge punto per punto il protocollo che porterà numerosi cambiamenti al nostro calcio. Dalle zone dello stadio accessibili al numero di persone ammesse, dal comportamento negli spogliatoi agli ingressi in campo separati, insomma il calcio di casa nostra cambierà e dovremo abituarci, soprattutto alle porte chiuse.

  • TRE ZONE ALLO STADIO – Interno stadio/zona tecnico-sportiva, tribune-area media/tribuna stampa ed esterno stadio. Con area tecnica si intendono il terreno di gioco, il recinto di gioco con bordocampo e inclusa l’area tecnica, il tunnel dei giocatori e l’area spogliatoi. Per spalti comprendiamo le tribune, le aree media (sala stampa, flash zone e mixed zone) e GOS, cioè le sale di controllo. Le aree esterne invece sono Tv compound e gli spazi limitrofi come i parcheggi.
  • MASSIMO 300 PERSONE – Il numero chiave è 300. Si tratta del dato massimo di persone ammesse allo stadio. Il tutto per le partite di Serie A, perché per Serie B ed eventualmente Serie C si scrive di un numero proporzionalmente inferiore. Viene anche specificato che il numero massimo di presenze della squadra ospite «non deve superare le 60 persone» e anche in questo caso, in Serie B e in Serie C viene previsto un numero proporzionalmente inferiore. La norma sulle 300 persone – divise fra le tre aree «Interno Stadio», «Tribune», «Esterno Stadio Tv – potrà essere ritoccata «solamente» per specifiche indicazioni delle Autorità di Sicurezza. All’interno di ciascuna zona non è consentita la presenza in contemporanea di non più di 130 persone per la A.
  • FASCE ORARIE – La fascia temporale di gestione del giorno gara dovrà essere considerata su 10 ore di attività compresa la partita, il tutto suddiviso in finestre di due ore: dai lavori di preparazione, ai sopralluoghi delle tv al controllo del terreno di gioco. Per esempio con una partita alle 21: riscaldamento pre-gara degli ospiti ingresso 20.10 e della squadra di casa alle 20.12, uscita 20.43 e 20.45. Uscita dagli spogliatoi per giocare: ospiti alle 20.56, squadra di casa alle 20.57
  • ARRIVI SCAGLIONATI – L’arrivo allo stadio avverrà in modo separato per orario e luogo di ingresso. Due pullman sanificati per squadra per garantire distanze tra giocatori e personale, e l’utilizzo di mascherine. Prima gli arbitri, poi la squadra ospite e infine quella di casa a cui è consigliato anche l’arrivo con auto proprie. L’eventuale intervista a un calciatore da parte di una emittente che ha esclusiva avverrà con distanza di sicurezza e microfono boom.
  • SPOGLIATOI – Sarà garantito l’ingresso contingentato e distanziato negli spogliatoi. L’organizzazione all’interno sarà altrettanto rigorosa: separazione tra titolari, portieri e riserve, bilanciamento dell’utilizzo delle stanze. L’utilizzo di macchinari fitness o lettini per massaggi verranno effettuati in sicurezza e con dispositivi sanitari. Saranno usate pettorine usa e getta, tutti gli operatori saranno dotati di bombolette di alcol per la sanificazione delle attrezzature.
  • CONTROLLI – Ci saranno dei controlli per l’accesso allo stadio per tutte le persone che non appartengono ai due «gruppi squadra». Bisognerà misurare la temperatura con il termoscanner e l’ossigenazione del sangue con il saturimetro. Ognuno dovrebbe poi produrre un questionario autocertificazione che attesti di non aver avuto problemi o sintomi riconducibili al Covid19. Chi avrà più di 37,5 °C dovrà fare immediato ritorno al proprio domicilio.
  • PERCORSI DIFFERENTI – Per il riscaldamento la squadra ospite entrerà in campo due minuti prima della squadra di casa, stesso discorso per uscire dal campo. Stesso discorso per l’arrivo in campo per cominciare la partita: gli ospiti entreranno quattro minuti per prima e i padroni di casa tre. Separazione rigida anche per l’antidoping: «Dovranno essere previste due sale distinte per separare i calciatori sorteggiati, con percorsi di accesso separati.
  • INTERVISTE – Non ci saranno le riprese tv negli spogliatoi: sia le riprese nel pre riscaldamento che nel post, no stand up all’interno dello spogliatoio da parte dell’emittente titolare. Da mezz’ora a dieci minuti prima del kick off intervista a un dirigente o tesserato, in via eccezionale ove possibile sul terreno di gioco. Ci sarà anche una riduzione delle telecamere per produzione standard C o D con 10-12 telecamere e non più 17.  L’eventuale intervista flash all’intervallo con microfono boom e distanza di un metro e mezzo dal giornalista. Stesso criterio per le interviste flash a fine partita, le altre avverranno in un’area dedicata e sanificata con distanze di 2 metri e saranno quelle dell’emittente titolare di diritto. Zona mista e working area chiuse, le conferenze stampa saranno in modalità Formula Uno, prodotte televisivamente, con raccolta delle domande via Skype/Whatsapp e sottoposte al tecnico da un delegato

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Lotito a rischio deferimento per una frase su Juventus-Inter

Lotito a rischio deferimento per una frase su Juventus-Inter

Claudio Lotito, secondo il quotidiano ‘Il Tempo’, è stato convocato dalla Procura federale della FIGC che ha aperto un procedimento per via di alcune frasi su Juventus-Inter, ultima partita della Serie A disputata l’8 Marzo prima dello stop legato all’emergenza Coronavirus.

In una intervista del 26 Aprile a ‘Repubblica‘, il presidente della Lazio Lotito disse una frase che non è passata inosservata:

“Oggi io sono a un punto dalla Juventus, e solo per Juve-Inter che vabbè, l’avete vista tutti…”

Una frase sicuramente molto ambigua, che lascia sottendere a qualche illecito all’interno del match e che nonostante la chiusura degli uffici della Figc per via del coronavirus, non resterà impunita. Il presidente della Lazio Lotito, quindi, dovrà chiarire quelle che erano le sue intenzioni. Nell’eventualità in cui il presidente della Lazio fornirà elementi che possano mettere in dubbio la regolarità della partita in questione allora la procura federale aprirà un’inchiesta per illecito sportivo.

Secondo Repubblica, invece, se Lotito non potrà giustificare le sue insinuazioni allora, stando all’articolo 23 del nuovo Codice di giustizia sportiva, verrà quasi sicuramente deferito per “dichiarazioni lesive della reputazione di persone, di società o di organismi operanti nell’ambito del Coni, della Figc, della Uefa o della Fifa”.


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Inter-Cavani, i nerazzurri pronti ad offrire un triennale

Inter-Cavani, i nerazzurri pronti ad offrire un triennale

Edinson Cavani, un nome che circola da molto intorno al mondo Inter. Il calciomercato non dorme mai e in casa nerazzurra si parla continuamente di quella che potrebbe essere una vera e propria rivoluzione in attacco, eccezion fatta per Lukaku, che al momento sembra l’unico sicuro di restare in nerazzurro. Alle voci sempre più insistenti che vogliono Lautaro Martinez lontano da Milano per abbracciare il blaugrana del Barcellona, si accompagnano, secondo la Gazzetta dello Sport, quelle legate all’approdo di Edinson Cavani. L’uruaguaiano, che sarà uno dei pezzi pregiati del mercato estivo in qualità di svincolato di lusso, si sarebbe proposto all’Inter, nella persona del DS Beppe Marotta. L’attaccante del PSG, che con i parigini ha segnato la bellezza di 200 gol in 301 partite, avrebbe anche il gradimento di Antonio Conte, che lo segue dai tempi in cui “El matador” vestiva la maglia del Napoli. In verità era la prima ipotesi nel caso in cui non si fosse arrivati a Lukaku, prima scelta per questioni di anagrafica in quanto classe ’93 contro i 33 anni di Cavani. Ora staremo a vedere che succederà nel prossimo mercato e se ci sarà il tanto atteso valzer delle punte.

Su Cavani c’è anche forte l’interesse dell’Atletico Madrid di Simeone ma lo scoglio più grande, al momento, che grava sull’arrivo di Cavani all’Inter è quello legato all’ingaggio dell’uruguaiano. Al momento “El Matador” percepisce la cifra importante di 14 milioni di € al PSG.

Sempre la La Gazzetta dello Sport vorrebbe però l’Inter pronta ad offrire un triennale: il problema è legato alla volontà del calciatore di accettare o meno l’offerta dei nerazzurri ovvero 7,5 milioni di euro, il top del monte ingaggi già percepito da Lukaku ed Eriksen ma che equivarrebbe a quasi la metà del suo attuale stipendio.


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